Il nostro inguaribile anticonformismo ci ha indotto, sparuta minoranza, a dubitare sin dal primo giorno della autenticità delle accuse terribili rivolte nei confronti di  Dominique Strauss Kahn. Le stesse, peraltro vergognose, modalità spettacolari del suo arresto e della esibizione dei polsi ammanettati e del suo volto segnato dinnanzi alle televisioni di tutto il mondo, ci hanno subito fatto pensare ad un complotto ben preparato e con coinvolgimenti di altissimo livello, sia in America, che fuori.

Adesso che pare accertato che si sia trattato di una imboscata, chi ripagherà l’uomo e la sua famiglia dei danni incommensurabili patiti? Chi gli restituirà il ruolo, gli onori e le responsabilità del rango perduto? Chi lo soccorrerà durante gli incubi notturni, quando si sveglierà terrorizzato, mentre rivive l’angoscia incancellabile che lo accompagnerà per sempre?

Ci auguriamo che in sua difesa vengano versati almeno gli stessi ettolitri di inchiostro che, con articolesse al veleno, le femministe ed i ruffiani di tutto il mondo ci hanno ammannito, descrivendo l’uomo politico francese come un orco e chiedendone la punizione esemplare, sia come campione di esecrabile maschilismo che come rappresentante di una casta di potenti da umiliare. La civiltà imporrebbe che un esercito di giornalisti si radunasse dinnanzi alla casa dell’ex Direttore del FMI per presentare le proprie scuse, componendo una coda che vada da una parte all’altra di Manhattan in senso longitudinale. Inoltre la Francia dovrebbe bloccare il processo di nomina della sostituta e chiedere, con il sostegno di tutti i Paesi avanzati, la sua reintegrazione nel prestigioso incarico, che è stato costretto ad abbandonare immediatamente dopo il clamoroso arresto.

Un grande Paese come gli USA, che vanno orgogliosi del loro sistema giudiziario, oggi, hanno il dovere di scoprire chi, come  e perché ha organizzato un complotto così atroce per eliminare dalla corsa per l’Eliseo quello che appariva il concorrente più accreditato.

3 Commenti

  1. l’immagine di un uomo neppure ancora indagato, sbattuto su tutte le prime pagine dei giornali e dei tg è qualcosa che fa orrore alle coscienze civili e a chi ama la libertà: questo è stato il primo motivo che mi ha fatto dubitare delle accuse mosse a DSK e mi ha convinta che fosse al centro di una macchinazione, come ho sostenuto sulla mia pagina fb fin dal primo momento mentre tutti gridavano al mostro che veniva sbattuto in prima pagina; le stesse scene si erano verificate qui da noi neppure tanto tempo prima, per fortuna senza le manette ma solo su processi mediatici, sulle libertà l’america è molto più indietro del nostro paese!!!

  2. Non si puo’ essere ingenui di fronte a quello che sta accadendo nel mondo: la stessa crisi che ha portato la borsa italiana valori a perdere il 70% in 5 anni, ha appena scalfitto il mercato americano, che stampa carta moneta oltre ogni ragione e si conferendosi meriti di credito che non le spettano. Mentre l’italia con il 4% di deficit promette -anche se in modo demagogico- un pareggio di bilancio, l’america con il 9% di deficit e molto di piu’ nascosto nei diversi fondi pensione autorizza un disavanzo ulteriore di 500 miliardi che la stampa internazionale non riprende ( in proporzione alle dimensioni del paese il doppio della nostra manovra).
    In questa luce, l’esperienza politica di DSK ha chiaramente dato fastidio a piu’ di qualcuno e giustifica comportamenti illiberali, contrari a qualsiasi tutela garantista.
    Il limite del giornalismo italiano non e’ quello di non chiedere scusa al malcapitato DSK, ma e’ quello di non raccontare la guerra di valute, di finanza, di economia che si consuma ogni giorno, e che sta vedendo un attacco frontale diretto alla comunita’ egemone nel mondo: la comunita’ europea.

  3. Basta prostitute per incastrare i politici, è ora di legalizzare la prostituzione con regolari stipendi professionali, nella manovra economica va inserito un emendamento per far pagare le tasse alle prostitute, con regolare versamento di contributi previdenziali; al Senato, in sede di discussione di manovra, si potrebbe proporlo,e sarebbe il primo passo importante in questa direzione, ma bisognerebbe rinunciare ad utilizzare le prostitute contro Berlusconi; il PLI è disposto a questo?
    Saluti.

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