Caro Marco,

tu sai bene che da sempre condividiamo la battaglia di civiltà volta ad attuare condizioni carcerarie umane. Il giustizialismo dominante di una parte politica ed il senso di colpa diffuso nell’altra, hanno prodotto la conseguenza che il problema sia stato ignorato.

Chi, come te, meglio, e come me, più modestamente, ha sempre rivendicato i principi contenuti nella Carta dei Diritti dell’Uomo e nella Costituzione riguardo alla dignità dei detenuti, è stato sempre guardato con un certo sospetto. Per me, palermitano, tale atteggiamento è risultato particolarmente odioso.

Il gesto estremo, di cui ancora una volta ti sei dimostrato capace, onora te e la tua stessa parte politica, cui per tradizione, come ben sai, noi liberali, siamo sempre stati vicini, per la derivazione da un comune filone culturale.

Sei riuscito nell’intento di imporre all’opinione pubblica ed alla cosca mediatica, di rompere il silenzio assordante  sull’ argomento, che, più in generale, ha annichilito tutte le forze di minoranza e in particolare quelle laiche, liberali e libertarie.

È troppo importante che tu recuperi tutta la tua forza per continuare l’impegno e pervenire a qualche risultato concreto.

Il piccolo, ma orgoglioso PLI, sarà al tuo fianco nelle prossime iniziative, che riterrai di assumere sull’argomento.

Rimettiti presto in forze e considera me, ed indistintamente tutti i liberali italiani, pronti ad ulteriori, anche dirompenti, manifestazioni.

La civiltà di un Paese si misura dalla qualità del suo servizio giustizia e più specificatamente dall’umanità della condizione carceraria.

Un caro affettuoso abbraccio.

10 Commenti

  1. Distinguere immediatamente tra reati di sangue, ed usura, per cui va prevista la carcerazione prima del processo, e tutti gli altri reati non di sanque che vanno depenalizzati, anche con l’apporto degli arresti domiciliari.
    Includerei anche l’aborto procurato superiore al terzo mese di gestazione, ” infanticidio ” tra i reati di sangue, per questo la legge 194 va abolita.
    Va depenalizzato invece da subito il consumo delle sostanze stupefacenti non a fine di spaccio, e non mi stancherò mai di dirlo, va umanizzato il sistema carcerario, ANCHE DA UN PUNTO DI VISTA AFFETTIVO E DI EDILIZIA CARCERARIA PER I DETENUTI.
    La situazione dei manicomi criminali è gravissima, e va affrontata con decisione, non c’è tempo da perdere, ma bisogna garantire anche la certezza della pena, ma in un’ottica di diritto liberale.
    L’abbandono aggravato di minore o di persona con grave handicap, spesso porta ad esiti letali, qui8ndi va incluso nei reati di sangue.
    Stesso discorso per gravi forme di usura, che spesse volte portano chi ne è vittima alla disperazione od al suicidio.
    Queste sono battaglie che i liberali nella propria autonomia, devono condurre, assieme alla depenalizzazione dei reati sessuali non di sangue, che non prevedano quindi atto di violenza sessuale.
    Questi aspetti per il PLI sono prioritari rispetto alla sua collocazione politica.
    Saluti.

  2. Come dice giustamente Enzo, e’ giusto garantire condizioni umane nelle carceri, ma e’ anche giusto garantire la certezza della pena.
    Molto spesso pare invece che la giustizia sia piu’ dalla parte di Caino che di Abele, e questo francamente e’ destabilizzante. Lo stato deve primariamente garantire la sicurezza dei propri cittadini (altrimenti che stato e’? a che serve?)

  3. Sottoscrivo integralmente il commento di Enzo in relazione alla lettera a Pannella. Dallo scambio di opinioni,che, invece, ne sono seguite mi pare di ritrovare anche qui un atteggiamento sempre più diffuso nell’opinione pubblica: l’antipolitica. Berlusconi, Bossi, Di Pietro e per ultimo Grillo hanno conseguito ampi successi perchè in prima istanza sono riusciti ad apparire come diversi od ostili alla politica tradizionale. C’è il rischio che quanto è accaduto con Berlusconi possa ripetersi con Montezemolo. E lo sto dicendo in tempi non sospetti. Anche se spero di sbagliarmi. Questo perchè siamo l’unico paese occidentale che dopo la caduta del muro di Berlino dell’89 è privo di partiti politici strutturati che facciano riferimento alla suddivisione tradizionale dell’azione politica: conservatoti, laburisti, liberali. E non se ne vuole nemmeno sentir parlare, come se la capacità evocativa dei nomi dei partiti tradizionali a principi e metodi ben definiti e consolidati nel tempo fosse un difetto. Come si può pensare di recuperare la dignità della politca rinunciando a dei punti di riferimento così importanti? Senza un metro di giudizio dato dalla condivisione di un insieme di valori come si può pensare di tenere insieme un partito e di praticare una politica coerente? Qualunque tentativo che non sia in grado di rispondere a questi problemi, sarà destinato al fallimento, con ulteriore danno per l’Italia. Con tutti i limiti ed i difetti umani di coloro che lo compongono, almeno a queste domande il Partito liberale italiano ha già dato una risposta. E non da oggi….

  4. Zorliani, giusto per curiosità, ma lei è un liberale? Che vuol dire “il livello politico e culturale degli iscritti”?
    Che dobbiamo fare, una commissione d’esame pre-iscrizione che interroghi l’aspirante sulla corretta consecutio temporum delle guerre di successione spagnola, polacca ed austriaca? Oppure chiedere, pena la draconiana bocciatura, qual’è la più corretta interpolazione filosofica tra Karl Popper ed Isaiah Berlin? Guardi che qui la pensiamo proprio al contrario. Tutti hanno il diritto di partecipare alla vita politica e magari ad entrare in un partito per migliorarsi anche nel quotidiano confronto culturale. Un partito è anche un momento di crescita personale, posto che la si voglia. Ed io non mi permetto minimamente, potessi farlo per me stesso, di sputare giudizi sulla cultura e sul livello dei miei amici di partito benchè lei insinui, non so in base a quale certezza. che IO SO. Io so che queste persone hanno il coraggio di impegnarsi in prima persona, farsi una tessera, metterci soldi e tempo e sono spinti dalla passione per un’idea e senza averne in cambio prebende e potere e so anche che non stanno dietro una tastiera a fare i Soloni, ma ci mettono la faccia e l’impegno. E sol per questo meritiamo, me compreso che sono il primo degli ignoranti, almeno un po’ di rispetto da chi, come lei, ha deciso di confinare la propria immensa saggezza sulla sedia di casa propria.

  5. Lombardo, si è guardato intorno?
    Ha presente il livello politico e cultiurale dei suoi compagni di partito (non parlo dei dirigenti ma degli iscritti, molti anche consiglieri)?

    Vuole dei nomi?
    No, per stile non faccio nomi.
    Ma sarei tentato, mi creda.

    E io LO SO che lei LO SA che ho ragione su questo, anche se non lo ammetterà mai.

  6. Caro Zorliani, non so cosa le abbia fatto il PLI però, a mio modesto avviso, avversarlo solo perchè “vecchio” non rende giustizia alla sua causa. Se i contenuti non le piacciono è un conto, se non le piacciamo perchè non siamo “trendy”, perchè non cantiamo “meno male che Silvio c’è”, perchè non abbiamo un programma politico basato sul “che c’azzecca” o perchè siamo un pochino meno eterei di “Uolter” che vuol farci, noi vogliamo fare politica non Carosello. Comunque grazie per l’apprezzamento, ma io qui mi sento valorizzatissimo e sa perchè? Perchè è il partito che corrisponde al mio modo di essere e che mi lascia libero di crescere, se ne sono capace, senza dovermi inchinare al ras di quartiere di turno. Siamo vecchi? Forse si, ma siamo più giovani di quelli che si vendono l’anima e la libertà per essere “valorizzati” e siamo comunque più giovani della democrazia (buttiamo via anche lei solo perchè ha qualche migliaio di anni?). Saluti. Otto righe, sto migliorando.

  7. Molto bene Lombardo, molto bene.
    Apprezzo il suo sforzo davvero.

    Quanto ad impegnarsi, se la mia età me lo permettesse, lo farei molto volentieri.
    Purtroppo non sono in condizioni di fare molto di più che leggere, scrivere, commentare.

    Le mie punzecchiature sono volte a far sì che persone giovani come lei (dalla sua foto almeno sembra giovane) si rendano conto che non serve a niente stare dietro alla vecchia politica, ai vecchi politici e al vecchio politichese. In poche parole nel partito liberale.

    Lei che è persona arguta, lasci perdere il PLI, e vada a dare il suo contributo dove potrà essere vlorizzato.

  8. Caro Zorliani, ha ragione non ho il dono della sintesi e magari sono noioso e pedante. Ma sono un uomo anch’io sa? Metto nel conto, ogni tanto, di aver qualche difettuccio, come d’altra parte circa sei miliardi dei miei simili che non hanno avuto la fortuna di nascere dei. Sa che palle confrontarsi tutti i giorni con gli onniscienti, onnipresenti ed onnipotenti.
    Tuttavia a volte persevero nell’errore perchè non mi va di “tagliare” un concetto solo per essere più appetibile nella lettura. D’altra parte, e per la fortuna dei più, non devo campare con l’audience generata dal mio pensiero ottocentesco.
    Eppure qualcosa dei miei discorsi inutili è riuscita a carpire la sua approvazione. Forse se ci impegnamo in due, io a scrivere di meno e lei a leggere di più, magari troviamo una sintesi ragionevole. Ci sta?
    Quanto al tirare le cuoia lei, e molti altri come lei, se lo augura. Per quanto mi riguarda sono certo che resterà deluso. Saremo piccoli, disorganizzati, pretenziosi e magari anche velleitari, ma siam qui da 150 anni e mi creda che ne abbiam visti di “fuoriclasse” sparire dalla scena, mentre noi…..La saluto cordialmente e, mi consentirà, con apotropaico scongiuro. Dieci righe, contento?

  9. Caro Lombardo, ogni volta che scrivi qualcosa bene che vada è un poema di 100 pagine, per altro noiosissime.
    Anche stavolta ho fatto una fatica immane a leggere la tua disquisizione ma devo dire, ad onor del vero, che mi ritrovo praticamente in tutto quello che dici riguardo alle pene.

    Concordo anche sul fatto che sia deprimente offrire nuovamente la mano ai radicali dopo il trattamento che vi hanno riservato.
    Denota essere alla frutta, non avere alternative, questo è chiaro. Ciò non toglie che sia deprimente lo stesso.

    Concordo anche sul fatto che il PLI prima tira le cuoia e meglio è.

    Ti do inoltre la risposta alla tua domanda “Ce la faremo?”.
    No.
    E meno male.
    Perchè farebbe davvero schifo fare un nucleo iniziale con dei partiti morti come il PLI e il PRI.
    Oltre che essere inutile.

    Un caloroso abbraccio.

  10. Carissimo Stefano,
    il 99% delle battaglie di Pannella sono sempre state anche le mie ed in gran parte penso di poter dire le nostre.
    Ed è ovvio che, come te, condivido l’orrore ed il disgusto per la situazione dei detenuti italiani, in carceri che rendono il detenuto peggiore di quando vi entra; condivido quindi anche questa ennesima battaglia di Marco. Tuttavia sono arcistufo di amnistie ed indulti. Non si possono continuare ad usare strumenti eccezionali e di emergenza per correggere storture di fondo di un sistema carcerario e giudiziario forse peggiore solo di quello zarista.
    La legalità e la costituzionalità vanno ripristinate in Parlamento e se dovessi scendere nelle piazze e nelle strade, e sono pronto a farlo, vorrei farlo su una proposta concreta di riforma del sistema carcerario che sia però accompagnata imprescindibilmente da un sistema draconiano di certezza della pena e “deipocrisizzazione” (perdonami il neologismo) del codice penale. In primo luogo abolirei la detenzione nelle carceri fino alla condanna definitiva (si mandino ai domiciliari) tranne che per i reati con pena edittale superiore pari o superiore ai 5-10 anni. In secondo luogo occorre depenalizzare immediatamente il consumo di stupefacenti e tutta una serie di reati minori che esistono solo in ragione dello stato etico e confessionale e che rischiano di rovinare la vita ad un ragazzo solo perchè ha fumato una canna. Al più è meglio introdurre pesanti multe ed ammende di tipo amministrativo. E poi porre un tetto insuperabile agli sconti di pena, la pena non si dovrà ridurre (anche cumulando tutti i benefici di legge) di più del 15%, punto e basta. Oggi ci sono autori di reati gravissimi che con un buon avvocato si fanno un terzo della pena, questo non è accettabile ne liberale. Se è vero che una società liberale deve garantire la dignità ed il recupero del detenuto è altrettanto vero che deve garantire a tutti i cittadini la certezza che chi sbaglia, dopo tutti i ragionevoli processi che vogliamo, deve pagare. E se, come oggi, una colossale lobby occulta sta diffondendo il mantra dell’impunità travestita da “garantismo” io non ci sto. Garantismo è anche garantire ai cittadini che i comportamenti penalmente rilevanti vengano puniti e nella stessa maniera per tutti. Il sistema degli sconti di pena e dei benefici presenti oggi, invece, sta dando alle giovani generazioni il concetto che il provento del delitto è sempre maggiore del rischio della pena, a me pare un abominio. Oggi le carceri sono piene di poveracci, extra-comunitari, reietti e quant’altro che non possono permettersi un buon avvocato o un ottimo psichiatra. Altro discorso riguarda la prescrizione del reato. E’ incivile e contrario ad ogni principio giuridico sensato che i termini di prescrizione legale continuino a marciare a processo in corso. Facciamo un bel disegno di legge, magari insieme ai Radicali perchè no, di seria e sana riforma della giustizia e magari facciamolo anche firmare ai cittadini per strada. E presentiamolo in Parlamento, questo dobbiamo fare.
    Solo per concludere devo riconoscerti, come sempre, la tua estrema generosità, della quale francamente non riesco ad essere altrettanto capace nei confronti dei Radicali. Ricordo benissimo il danno micidiale che ci fecero alle Europee del 2009 ed alle Regionali nel 2010 quando ci lasciarono “a piedi”, dopo essersi rimangiati gli accordi fatti, a pochi giorni dal deposito delle liste. Resto convinto, ma vorrei fortemente sbagliarmi e sarei felice di cambiare idea, che loro, come altri, non ci vogliano tra i piedi, prima tiriamo le cuoia e meglio è; e ciò come dalla migliore tradizione della litigiosa famiglia liberale italiana dell’era repubblicana. Ragion per cui, caro Stefano, io sono pronto a combattere decine di battaglie con i Radicali e credo che noi, loro ed i Repubblicani potremmo seriamente essere un nucleo iniziale per un polo o un’alleanza liberale, riformista e progressista, ma non ho molta voglia di accomodarmi, per la terza volta, sul piatto di chi mi vuol mangiare. Ce la faremo? Come sempre confido in te e nella dirigenza del partito. Un carissimo abbraccio.

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