“Dopo la lunga attesa per l’evento di Pontida si è sentito soltanto il latrare di un cane. Bossi, pur strattonato dall’insoddisfazione del suo popolo, ha dimostrato di non essere in condizione di abbandonare Berlusconi.
È chiaro – ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI – che i loro destini ormai sono uniti, se cade l’uno è la fine anche per l’altro. Siamo dunque di nuovo al punto di prima: l’inaccettabile richiesta di spostare alcuni ministeri al Nord e la riduzione dell’impegno militare nelle missioni all’estero, pretese che sono soltanto risibili.

I veri problemi rimangono la manovra ed il rilancio dell’economia. La prima rischia di comportare sacrifici e quindi di risultare impopolare, la seconda impone una rinnovata fiducia, che non c’è, e potrebbe aprire conflitti con un’opposizione di sinistra, che ha ripreso ad usare il desueto linguaggio statalista.

Al contrario, sarebbero necessarie privatizzazioni e liberalizzazioni, come i Liberali sostengono da tempo, chieste da importanti settori dell’imprenditoria. Si rende conto Berlusconi che con semplici operazioni di maquillage difficilmente potrà arrivare all’autunno?”

3 Commenti

  1. Caro Giovanni, vedila sotto questa luce: essendo il cane un essere vivente a cui deve andare tutto il nostro rispetto, “latrare come un cane” non è un’offesa…

    I nostri amici hanno quindi mancato di rispetto sia alle persone che ai cani, pensando di offendere qualcuno chiamandoli in causa.

    Anche io, da Liberale, sono depresso a vedere un PLI ridotto così.

  2. … “il latrare di un cane” …

    Mi date uno sconforto infinito – da Liberale faccio veramente fatica a riconoscermi in chi usa toni privi di rispetto come questo

    E la “scelta etica prima di tutto”?

    Giovanni

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