“È proprio vero, Berlusconi potrebbe concludere dignitosamente la sua vicenda politica dimettendosi, evitando così l’umiliazione per il Paese di dover attendere che l’agenda politica venga dettata da un raduno di semi-analfabeti a Pontida.

Sull’altro versante se non assumesse tale responsabile decisione, finirebbe col dover rendere conto ai maniaci, che hanno ricominciato a guardare dal buco della serratura, sotto le sue lenzuola e quelle degli accoliti con i quali ha gestito in questi anni il Paese.

L’inchiesta sulla cosiddetta P4 rivela, da un lato, il bassissimo livello dei consigliori del Governo, ma anche il ruolo inquietante di settori della Magistratura dediti ad inseguire pruriginose curiosità. A cosa vogliono veramente arrivare queste inchieste?”

4 Commenti

  1. Partecipando al nostro Focus( Berlusconi), ci aiuti a definire meglio la nostra azione e le successive iniziative politiche e di comunicazione.
    L’iniziativa della Procura di Monza sta facendo emergere i collegamenti tra le tangenti raccolte da Penati a Sesto San Giovanni e dalla vendita della Milano-Serravalle e gli affari del gruppo di imprenditori baresi legati a Tarantini, al PD di D’Alema e alla sanità della Puglia di Vendola.Quali conseguenze dobbiamo trarne?Che il Pd si è sempre finanziato così, era stato risparmiato da media e magistrati anti-berlusconiani, ma stavolta era troppo grossa per rimanere coperta.
    Che il Pd ha tradito la fiducia di molti magistrati, che ora non sono piu’ suoi amici.
    Che l’alleanza tra PD

  2. Così, tanto per riflettere:

    “Non inflazioniamo la lettera «P» Ma la politica escluda i faccendieri.

    Tra la vecchia loggia anomala P2 di Licio Gelli e la nuova consorteria di Luigi Bisignani e Alfonso Papa, chiamata vezzosamente P4, poche sono le similarità e abbondanti le differenze. Certo, c’ è un metodo che accomuna i due casi: in entrambi è fondamentale il traffico di informazioni riservate e segrete, prodotte da organismi pubblici che agiscono anche in maniera illegale. È questa la base d’ ogni malversazione e ricatto al fine di acquisire denaro e potere. La trasparenza e la legalità, di per sé, sono il più solido antidoto al malaffare. Oltre il parallelismo nei metodi d’ azione, le differenze di scala tra P2 e P4 non sono poche. Allora si trattava di una vera e propria rete strutturata in stati maggiori di settore che erano in grado di tenere sotto controllo parti rilevanti delle forze armate e dei servizi, della stampa e del credito, dell’ amministrazione pubblica e degli enti economici; una rete nella quale maturarono anche delitti (Ambrosoli, Pecorelli…) e morti misteriose, come è stato ricordato ieri sul Corriere da Gherardo Colombo in un’ intervista a Luigi Ferrarella. L’ attuale consorteria di Bisignani e Papa non è organizzata in rete come la loggia piduista, ma agisce su quei poteri pubblici infedeli che sono ben disposti ad assicurare vantaggi personali a chi esercita le pressioni in cambio di altrettanti benefici per se stesso. Luigi Bisignani è un professionista che mette il suo ambiguo know how al servizio dei potenti di turno per compiere operazioni tra il lobbistico e l’ illegale le quali accrescono il potere mano a mano che vanno a buon fine. Alfonso Papa, nei contatti che stabilisce con magistrati, militari e servizi, ha per obiettivo la propria carriera, personale e politica. Ma c’ è un aspetto che è più significativo per comprendere la proliferazione delle attività tutt’ altro che commendevoli a cui ormai si affibbia l’ etichetta «P» che forse sarebbe meglio non inflazionare con immaginifici teoremi. L’ elemento innovativo è il mutamento di natura della politica, in maniera abnorme sul lato berlusconiano che oggi detiene la maggiore quota di potere pubblico. Negli anni Settanta, ai tempi della P2, i partiti erano forti, fortissimi («partitocrazia») per cui le lobby e consorterie al loro servizio potevano facilmente esercitare ricatti sugli affari sotterranei compiuti dalle stesse personalità e correnti partitiche. Oggi i professionisti delle neo-consorterie usano lo stesso metodo – informazioni riservate e ricatti – non già per condizionare i protagonisti politici, ma per entrare personalmente in carriera politica, particolarmente nel partito berlusconiano che, stando ai fatti, sembra ben disposto ad accogliere tali personaggi. Quanti sono stati finora le donne e gli uomini implicati in episodi che hanno avuto il discredito pubblico, o addirittura hanno meritato la giustizia penale, chiamati per vie tortuose a far parte del mondo parlamentare e governativo di centrodestra? Nel berlusconismo la meritocrazia politica e l’ etica pubblica hanno avuto sempre meno cittadinanza, mentre hanno acquistato sempre maggiore centralità comportamenti di segno opposto, vale a dire l’ abilità affaristica e l’ arraffonismo privato, combinati con la fedeltà gregaria al capo. Ma la responsabilità della decadenza del pubblico costume in cui fioriscono gli episodi, di cui sono piene le pagine dei giornali in questi giorni, non sta tanto nei protagonisti diretti del malaffare, poco importa se sanzionato o no dalla giustizia, ma in coloro che lo incentivano. Per i garantisti non giustizialisti che, al tempo stesso, hanno a cuore l’ etica pubblica e la nobile funzione della politica, il vero interrogativo riguarda coloro che in posti di responsabilità istituzionale danno ascolto, e quindi accreditano, personaggi che sarebbe meglio tenere lontani dalla res publica. Come mai alti dirigenti politici concedono udienza a un pregiudicato come Flavio Carboni, il primo aspirante successore di Gelli? E in base a quale regola un personaggio condannato per reati relativi alla corruzione come Luigi Bisignani, altro aspirante imitatore del potere gelliano, può avere facile accesso alle alte stanze del potere istituzionale, e magari guidare seminari decisivi per l’ affidamento di importanti cariche dello Stato?
    Teodori Massimo
    Storico, già membro della Commissione parlamentare d’ inchiesta sulla P2

    (18 giugno 2011) – Corriere della Sera
    http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/18/Non_inflazioniamo_lettera_politica_escluda_co_9_110618081.shtml

  3. CARO STEFANO CARO SEGRETARIO NAZIONALE, TI SEGNALO LA VIGNETTA DI OGGI SUL MESSAGGERO: UN OMINO DICE SI ASPETTA PONTIDA… E L’ALTRO DI RIMANDO: IL FUTURO DEL GOVERNO SI DECIDE DOPO IL TERZO GRAPPINO!!
    BUON LAVRO STEFANO
    Giancarlo Colombo

Comments are closed.