“La polemica sul dissolvimento del rapporto tra Rai e Santoro è l’ultima clamorosa conferma della correttezza della convinta posizione liberale: la Rai deve essere privatizzata.
Se il Governo, a causa del progressivo indebolimento di Rai 2, dovesse effettivamente proporre un aumento del canone, – ha affermato il Segretario Nazionale del PLI Stefano de Luca – l’unica risposta è quella di una immediata vendita di almeno un canale.

La conquista di fette di mercato, sia pubblicitario che di audience da parte di La7, dimostra che il mercato ha proprie regole, che non possono essere contraddette dall’economia di un pachidermico Servizio pubblico, dominato dalla politica e da un altrettanto forte asset di proprietà del Presidente del Consiglio.”

2 Commenti

  1. La scelta di estromettere Santoro dalla Rai a detta di tutti i commentatori non porta all’azienda alcun beneficio né sul piano economico né su quello imprenditoiale, anzi.
    D’altronde i reali motivi dell’allontanamento sono noti a tutti.
    Da cittadino, abbonato e contribuente mi chiedo sulla base di quali vantaggi aziendali il CdA della Rai giustificherà la sua scelta e, soprattutto, se ci sarà mai qualcuno che ne controlli la legittimità.
    Oppure tutte le spese a piè di lista sul popolo ignorante?

  2. Ottimo. Finalmente qualcosa di LIBERALE.
    Su queste basi si possono compattare.
    Primo passo da fare, suggerisco, tra sito e nostro giornale telematico, raccogliere almeno 100 firme liberali per una petizione simbolica a favore della privatizzazione celere di almeno un canale RAI da inviare alla stampa ed al Presidente del Consiglio dei Ministri, in cui si specifichi che i liberali faranno una durissima opposizione ad ogni eventuale ipotesi di aumento del canone RAI, ritenendo irrinunciabile l’obbiettivo di una graduale privatizzazione della RAI.
    Saluti.
    Luigi Gani.

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