Si è tenuto sabato, a Roma, il Convegno “Laici – Liberali – Socialisti”, organizzato da Liberali e Socialisti, per festeggiare il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Il seminario è stato presieduto da Paolo Franchi che ha dato la parola ai due relatori introduttivi, il Professor Marco Gervasoni e il Senatore Luigi Compagna.

Di fronte ad una folta assemblea, è stata affrontata la questione dell’evoluzione del pensiero liberale e socialista nel corso di questi 50 anni che ha visto, dopo molti errori del passato, un progressivo avvicinamento tra le due scuole di pensiero.

Il Segretario Nazionale del PLI Stefano de Luca ha rivolto un grato e deferente pensiero al Capo dello Stato, al quale ha attribuito il merito di aver imposto, superando molte resistenze, la celebrazione del centocinquantesimo anniversario. Allo stesso tempo, Napolitano ha garantito dignità ed equilibrio nei rapporti istituzionali.

Tutti gli intervenuti hanno rilevato come il colpo di stato mediatico-giudiziario, del 92/94, abbia cercato di cancellare le culture liberale e socialista per dar vita ad un bipolarismo da stadio, finalizzato alla gestione del potere. Di fronte all’ormai prossimo fallimento di questa esperienza, i Liberali e i Socialisti hanno il dovere di rilanciare il ruolo di una politica che si fondi su valori e progetti, per offrire un’opportunità alle giovani generazioni.

In primo luogo è stato sottolineato il ritorno in campo delle culture liberale e socialista, avviando una stagione di verifica della concreta attenuazione delle differenze tra i due pensieri, per presentare un progetto di modernizzazione del Paese.

Tale discussione si è sviluppata attraverso gli interventi di Carlo Scognamiglio, Gianni De Michelis, Renato Altissimo, Alessandro Battilocchio, Enzo Palumbo, Biagio Marzo e Massimo Teodori. A conclusione dei lavori, gli intervenuti si sono dati appuntamento per un prossimo incontro, mirato più concretamente all’attualità, di fronte al disastro del bipolarismo all’italiana.