“La stima dell’ OCSE sulle prospettive economiche mondiali, per quanto concerne l’Italia, è del tutto condivisibile. Infatti l’organismo parigino sottolinea che il nostro Paese, oltre a mantenere una stretta vigilanza sui conti pubblici, come il Ministro Tremonti ha fatto finora, deve avviare una politica che rafforzi la crescita. Tuttavia, tale obiettivo non può essere perseguito, soltanto assicurando miglioramenti delle entrate fiscali, ma è necessario avviare un programma di riforme, per migliorare l’andamento dell’economia nazionale. L’aumento del Pil, innanzitutto, ridurrebbe il peso del debito pubblico, che, con il prevedibile rialzo dei tassi di interesse, sarà più pesante da gestire. Tuttavia,” ha affermato il Segretario Nazionale del PLI, Stefano de Luca, “la priorità assoluta va data al taglio della spesa pubblica che ha superato il 50% del Pil, ed è in grandissima parte improduttiva, per trasferire risorse che possano agevolare lo sviluppo e l’occupazione. Allo stesso tempo è necessario una consistente iniziativa di privatizzazioni e liberalizzazioni, sia delle aziende pubbliche che di quelle nazionali e locali, per destinare il ricavato esclusivamente all’abbattimento del debito pubblico. Senza queste drastiche misure, l’economia italiana è destinata, come quella greca, al collasso.”