“Il tasso di disoccupazione giovanile è tragico e rappresenta una delle conseguenze più gravi della crisi economica. L’Italia, nella sua schizofrenia, da un lato soffre di un’ inflazione elevata e galoppante, che dipende dal vorticoso aumento del prezzo al barile del petrolio, – ha affermato il Segretario Nazionale del PLI Stefano de Luca – e dall’altro continua ad aver paura del nucleare, al quale hanno fatto ricorso tutti i Paesi industrializzati del mondo. Oltre all’assenza di una politica industriale, una delle cause principali della disoccupazione giovanile, riguardante ben un terzo degli appartenenti a questa fascia, è da addebitare alla mancanza di una scelta di politica scolastica e soprattutto universitaria, adeguata. In Italia prevale ancora la logica del titolo di studio inteso come pezzo di carta, anziché come strumento sicuro di qualificazione professionale. Sin dai tempi di Luigi Einaudi, i Liberali sostengono che gli studi selettivi sono la naturale conseguenza dell’abolizione del valore legale di diplomi e lauree.”