Il 17 aprile 1991 moriva a Roma Giovanni Malagodi. Nella generale indifferenza della politica odierna, urlata a squarciagola ma povera di idee, vorrei ricordare solo un attimo questo grande italiano, eletto lungamente nella Circoscrizione Milano-Pavia, per anni segretario e presidente del Partito liberale italiano, parlamentare, ministro del Tesoro, presidente del Senato e milanese d’ adozione. Riporto le sue ultime frasi, scritte proprio poco tempo prima di lasciarci: «La politica richiede in chi la pratica due qualità: la passione e il discernimento. Senza passione, non si affrontano le battaglie della politica e soprattutto quelle con se stesso, le battaglie dell’ io spirituale contro l’ io empirico; dell’ interesse generale che vogliamo servire, ciascuno a modo suo, contro l’ interesse egoistico di persona o di classe che ci attrae e ci serve.

Ma occorre anche il discernimento. Senza di esso non si riconoscono le vie che conducono alla meta – vie piene di buche e di triboli, di errori e di inganni – ma le vie. Passione e discernimento contro la politica generica e sciamannata». Dopo vent’ anni questo insegnamento è quanto mai attuale.

Nicola Fortuna, Pli Lombardia

Pagina 59
(23 aprile 2011) – Corriere della Sera

4 Commenti

  1. Purtroppo, però, commise alcuni errori: come lasciarsi sfuggire, verso sinistra, personaggi del calibro di Leone Cattani, Mario Pannunzio e brunio Villabruna. e, sprattutto, non aver saputo impedire le fughe v erso destra, come il suo predecessore Roberto Lucifero verso il Partito Nazionale Monarchiso. o non aver saputo recuperare coloro che, eletti alla Costtuente nelle file dell’Uomo Qualunque, avevano continuato l’attività politica in altre file, come il già citato Partito Monarchico.

    Giuseppe Marchisio

  2. Caro Giorgio,
    non ti conosco, ma desidererei incontrarti.
    Ora son candidato a Milano per il P.L.I. nel Nuovo Polo per Milano in appoggio a Manfredi Palmeri.
    Devo quindi ahimè pensare al contingente.
    Le tue parole mi commuovono per mille motivi.
    Incontriamoci quando sarà possibile e riparliamone dopo le elezioni.
    Grazie comunque per il tuo contributo.

  3. Personaggio poco compreso, di grande spessore umano e politico. Non poche volte di difficile comprensione, anche per la Sua vasta cultura e l’intransigenza morale, doti rare tra i politici italiani, soprattutto attuali. Ricordo con enorme piacere il Suo modo di
    esprimere stima a Noi giovani esponenti P.L.I. dell’ epoca : una damigiana bassa dell’ ottimo chianti di Sua produzione, se ben
    rammento “La Fattoria delle Aiuole”, che perveniva immancabilmente senza un biglietto di accompagnamento. Ritengo che, dopo
    di Lui, non vi sia stato nel P.L.I. altro leader al Suo livello !

  4. Apprendo ora con dolore dell’improvvisa scomparsa dell’amico Alberto Alliney. Faccio un ultimo saluto ad Alberto e porgo sentite condoglianze ai suoi familiari

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