“La posizione assunta dall’Esecutivo sul nucleare appare irrazionale e contraddittoria, dettata, piuttosto, da calcoli di stampo elettorale, che da una seria cultura di governo. Sarebbe stato più comprensibile – ha affermato Renato Altissimo – l’avvio di un riesame complessivo, rispetto ad una decisione netta sulla scelta da operare.

L’utilizzazione delle attuali tecnologie nucleari, moderne e più sicure, in un quadro e nell’ambito di scelte europee, appare essenziale per uno sviluppo economico ed ambientale sostenibile, per il nostro Paese e per l’Europa.

E’ assurdo l’abbandono di una fondamentale modalità di generazione elettrica, a causa dell’emotività del momento. Il nucleare può combattere il rilascio di gas serra e di altri inquinanti, in modo radicale. La decisione del Senato di abrogare l’istituzione di impianti atomici, si è giocata sull’emozione causata da un incidente non ancora ben conosciuto e analizzato, avvenuto ad un impianto di concezione e realizzazione datata, in conseguenza di un evento sismico più che eccezionale.

E’ facile prevedere che i Paesi limitrofi manterranno in funzione le loro centrali, spesso situate ai nostri confini, mettendoci a rischio. Se l’Italia non costruirà centrali atomiche vivremo a repentaglio ma senza godere dei benefici economici ed ambientali reali.”

3 Commenti

  1. Fabrizio, quello che non capisco e’ perche’ , alla fine, quelli che si “impaurano” siamo sempre e solo noi, quando gli altri invece, pur con le dovute cautele, vanno avanti. Lo scenario che tu prefiguri e’, in sostanza, la de-industrializzazione dell’ Italia. Triste destino sarebbe questo, per un paese che pure ERA una delle maggiori potenze industriali del pianeta (ebbene si’! i piu’ se lo saranno pure scordato)

  2. E’ vero: occorre un’approfondita analisi, sul nucleare così come sulle altre fonti energetiche. Partendo dal presupposto, che nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma, occorre capire cosa si trasforma, come si trasforma e in cos’altro si trasforma. Il nucleare a mio avviso è ancora troppo rischioso. Continuiamo a giustificarne l’utilizzo e la voglia di tornare a questa fonte di energia, con l’aumento dei consumi, ma, nessuno si è ancora chiesto se non sia invece il caso di limitare i consumi inutili. Per esempio: il telelavoro, se ben gestito, potrebbe far diminuire gli sprechi di tempo e di denaro, in modo consistente, soprattutto in quelle attività che possono essere tranquillamente svolte dal proprio domicilio. Altro spreco: i prodotti che arrivano dall’altro capo del mondo. Forse dovremmo imparare ad acquistare il più possibile prodotti a km 0. Se è vero che la nostra vita è breve, dovremmo tuttavia impegnarci a lasciare un mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Se continuiamo a consumare, e quindi ad estrarre materia prima dal sottosuolo, prima o poi questo sottosuolo si svuoterà completamente e sarà la fine. Va bene essere liberali, però consumare in modo scriteriato e sprecare energie e risorse, non mi paiono motivi validi per spingere verso il nucleare. In Italia, per esempio abbiamo 3000 km di coste. Quanti esercizi balneari ci sono lungo queste coste? Considerato che il loro lavoro è prevalentemente in estate, perché, allora, non li facciamo funzionare tutti ad energia solare, fotovoltaica, eolica o geotermica? Oltretutto, nel periodo invernale, in cui rimangono chiusi, questi esercizi balneari potrebbero recuperare dei soldi, rivendendo l’energia non utilizzata…
    Che poi lo stop di questo governo nei confronti del nucleare sia una mera manovra politica, lo hanno capito anche i sassi!

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