Il Partito Liberale Italiano candida a Milano, per le elezioni amministrative, Nicola Fortuna, Gabriella Gandola, Marco Finotti e Cristina Piccinotti.

“Amo Milano, non prometto miracoli, solo più serietà e trasparenza”. Questo lo slogan del candidato numero 4 della lista in appoggio a Manfredi Palmeri, Nicola Fortuna. Tra le linee programmatiche di Fortuna, Responsabile PLI Lombardia ed ex Presidente di Zona, lo Studio del Progetto Milano con l’abolizione delle Istituzioni Provinciali inutili, dominio politico della Lega; il vero Decentramento Amministrativo tramite la riqualificazione dei Consigli di Zona; la cura del decoro urbano tramite le Istituzioni Locali; sostegno al piccolo e medio commercio, anima del territorio che va salvaguardata nella sua tipicità; la privatizzazione di tutto ciò che è privatizzabile; la verifica e il controllo rigoroso degli scarichi degli impianti di riscaldamento, per ridurre l’inquinamento ambientale, anche tramite l’adozione del teleriscaldamento; l’aumento e la cura del verde pubblico a spese di sponsor privati e infine, ma non ultimo, la denominazione di Milano Città del Tricolore, cui diede i natali nel 1796, e parallelamente città a vocazione europea.
                  

47 Commenti

  1. Da semplice (e)lettrice,”politicamente ignorante”,leggendo i commenti precedenti,non posso fare a meno di riflettere e mi permetto delle considerazioni…Premetto che,da ex moglie di un liberale da anni in prima linea nel partito,ho conosciuto in parte le problematiche che hanno spesso caratterizzato la vita del Pli…Credevo che,proprio per uno sviluppo maggiore,per una visibilità più chiara,per invogliare la gente,gli indecisi,i liberali nell’animo ad avvicinarsi al partito,molte beghe e questioni interne si fossero finalmente,e almeno in buona parte,appianate…Così non è…Leggo critiche a Stefano de Luca e a Enzo Palumbo,che conosco e stimo e che reputo miei amici,a Nicola Fortuna che, penso sia una persona per bene e coraggiosa nell’affrontare una candidatura così controversa e addirittura osteggiata anche da membri dell’Ufficio di Segreteria Nazionale del partito (no comment…)…E mi viene in mente come Sciascia catalogava gli uomini…Ribadisco,sono politicamente ignorante…presumo che tutti abbiano le loro ragioni…ma penso che tutto questo astio non faccia bene al Pli,piccolo partito con tanto bisogno di buona visibilità,credibilità e di CRESCERE UNITI…Penso non faccia bene a tutti quelli che come me,vogliono che in questo Paese le cose cambino e presto,perchè stanchi di essere governati da politici senza programmi seri (se non per il loro tornaconto personale),maleducati,ignoranti e pronti ad attaccare con linguaggio scurrile chi non la pensa come loro…Non faccia bene soprattutto a quelli che amano l’Italia…Se,come ha detto” qualcuno” : “Essere Liberale oggi significa essere Conservatori quando si tratta di difendere libertà già acquisite…Radicale quando si tratta di conquistare spazi di Libertà ancora negati…Reazionario per recuperare Libertà smarrite…Rivoluzionario quando la conquista della Libertà non lascia spazio ad alternative…Progressista sempre perchè senza Libertà non c’è progresso”….io sono decisamente liberale… Voi ???…Perdonate le mie sciocchezze e………..” In bocca al lupo” a tutti i candidati liberali….e che questo lupo finalmente crepi…

  2. Un consiglio da amico. Sono stato iscritto al PLI per un anno, nel 2005. Ho conosciuto e stimo (e approfitto per un saluto) alcuni di voi, in particolare Mario Caputi e Pierangelo Rossi. Al di là di sigle o casacche, ero liberale prima, lo sono tutt’ora. Ho fatto parte del direttivo regionale lombardio del PLI 2005, armato di passione, voglia di fare, speranze. Ho constatato l’atoreferenzialità dell’ intero sistema, tanto regioanle quanto nazionale, e me ne sono andato. Le esperienze, anche quelle negative, sono tutte utili. Dopo la parentesi PLI ho costituito nella mia città, Sondrio, un’associazione denominata Sondrio Liberale. Era il 2006. Per due anni abbiamo lavorato sul territorio. Convegni, militanza, incontri periodici per approfondire i problemi e le tematiche politiche della nostra città. Dopo due anni la città ci conosceva e ci apprezzava. Grazie solamente al lavoro e non certo a riferimenti nazionali, rendite di posizione, o altro, alle elezioni comunali del 2008 abbiamo presentato una lista autonoma denominata Sondrio LIberale, con il sottoscritto candidato sindaco, ottenendo il 6 % (quinta più votata su 15, io primo degli esclusi al ballottaggio, terzo su 7 candidati sindaci) e due consiglieri comunali.
    Perchè questo messaggio? Semplice, perchè, nonostante non sia iscritto al PLI, mi provoca comunque disagio assistere a questi scambi, mi rcorda fa vicino la mia passata esperienza. Mi piacerebbe veder nascere un soggetto politico liberale forte e autorevole. COsti quello che costi, anche rinunciando al nome. Tuttavia, la mia personale esperienza mi porta a dire che si possono ottenere risultati anche mantenendo la parola “liberale” nel proprio nome. Questo, tuttiavia, non è assolutamente sufficiente.
    Mi sento dunque di darvi un suggerimento che non è in alcun modo dettato da presunzione, ma, credetemi, dalla speranza di vedere i liberali a qualsiasi latitudine e sotto qualsiasi sigla OTTENERE RISULTATI CONCRETI: cercate di disperdere meno energie in queste estenuanti discussioni tra iniziati e fate più militanza.
    E’ l’unica strada per ottenere qualche risutlato e potere dunque incidere. Meno autoreferenzialità e più lavoro.
    Cordiali saluti.

  3. 1. questa discussione dimostra ancora una volta che i liberali non sono capaci di stare insieme e che il PLI come partito non ha senso di esistere. L’unico risultato che si ottiene e’ quello di allontanare la gente dalla politica e ridicolizzare la storia del partito;
    2. di programmi si parla zero o quasi. Forse l’unico che ne ha fatto un accenno e’ Pierangelo Rossi che ci dovrebbe pero’ spiegare che tipo di garanzie puo’ dare la Moratti dopo che: ha licenziato Croci dopo una campagna di Libero in puro “metodo boffo” (gia’ questo fatto per un liberale dovrebbe essere sufficiente a capire come stanno le cose); e’ appoggiata da una lista (scusate non ricordo il nome) che sta tapezzando Milano con di manifesti che al primo punto dicono NO all’ecopass; sara’ condizionata sempre di piu’ dalla Lega, le cui posizioni sui temi ambientali sono note;
    3. al primo punto del programma di Manfredi Palmeri sostenuto dalla lista Nuovo Polo c’e’ scritto: “È, quindi, urgente intervenire per rilanciare Milano in modo virtuoso partendo dai 5 Referendum proposti ai cittadini che verranno votati il 12 giugno 2011:
    – dimezzare il traffico
    – più alberi e meno cemento
    – riduzione delle emissioni inquinanti
    – che l’Expo non venga cementificato dopo l’evento
    – recuperare la Darsena come porto e riaprire dove è possibile i Navigli
    (istituendo un contributo di ingresso in Città da destinare all’incremento dei mezzi pubblici)”
    Permettetemi, visto che ho passato ben piu’ di una serata, a volte con le zanzare e la pioggia, a raccogliere firme di votare per chi ha sempre sostenuto senza se e senza ma i referendum. Non mi pare che la Moratti abbia fatto lo stesso e possa garantire di farlo in futuro (vedi anche punto 2);
    4. caro Pierangelo, una preghiera, lasciamo stare i discorsi su Bocchino antiberlusconiano? Vuoi che risponda dicendoti che e’ meglio essere antiberlusconiani che berlusconiani (dopo quasi vent’anni credo lo si possa ben dire)?!? Oppure che e’ meglio stare con Bocchino che con Lassini e Salvini?!?
    Molti di noi sono stufi di tutto questo e semplicemente stanno lavorando, magari sbagliando, ma in buona fede , al dopoberlusconi. Io voglio essere post berlusconiano e voglio provare a ragionare con chi mette sul piatto i temi discussi l’altra sera all’incontro al Teatro Parenti: non c’e’ federalismo senza delegificazione e semplificazione amministrativa; il federalismo di oggi aumentera’, lo sta gia’ facendo, i costi; la politica estera e’ una cosa seria che non si puo’ liquidare con “fora di ball”; le privatizzazioni; i temi ambientali. Mi trovo perfettamente a mio agio a discutere di questo con persone perbene e autenticamente liberali quali Beppe Valditara e Benedetto delle Vedova, ma anche Cacciari e Tabacci. Io lo sto facendo e lo faro’ con il Nuovo Polo e in particolare con Futuro e Liberta’. Se tu preferisci farlo con la Lega e il pdl, auguri. A me pare che sui temi che ho indicato abbiano posizioni non molto liberali ma potrei sbagliare;
    5. In bocca al lupo ai candidati liberali del Nuovo Polo.

  4. Nonostante sia completamente d’accordo con Marco, di concentrarci sulle elezioni e portare a casa qualche risultato, ho deciso di intervenire brevemente -per non passare per codardo o, peggio, colpevole di non voler fornire risposte.

    Enzo ha scritto un intervento al quale –non foss’altro che per ricompensarlo per l’enorme lavoro svolto- non si può non dare risposta. Quindi non volermene, Marco, ma lo devo fare cercando di essere breve.

    Nella tua argomentazione, Enzo, dimentichi una cosa fondamentale: io sono già all’opposizione interna del partito. All’ultimo consiglio nazionale votammo la mozione “Carrieri”. E prima lo avevo annunciato dopo una votazione unanime dell’associazione Impégnàti. Ma anche se non lo fossi, avrei tutto il diritto di dire quel che secondo me non va bene e porre domande per avere risposte… e da dove se non da Roma?, Enzo, visto che da lì (in mia assenza e nonostante i miei continui pareri contrari) è stata presa la decisione di commissariare il partito lombardo affidandolo ad uno “yes-man” con capacità organizzative sotto gli occhi di tutti?

    Questo, per dire, che mi fa specie leggere il tuo lungo intervento mirante ad identificare in me i il “diavolo” del PLI lombardo senza notare che non hai nemmeno provato a dare risposta alle tante domande che io ho fatto a Stefano ed Enzo. Nulla. Niente.

    E siccome ti stimo tanto come professionista, so che non si tratta di dimenticanza o di disattenzione ma di altro. Ed è questo “altro” che mi fa continuare imperterrito sulla mia strada. Vieni a Milano, Enzo, a vedere come sia Marco che Gabriella non si sentono lontanamente offesi da quel che ho detto e scritto ma anzi condividono tantissimo di quel che vado dicendo da anni. Loro sono intellettualmente onesti, il “fortunale” lo hanno sperimentato sulla propria pelle. L’ho già detto: erano candidati nella lista Manfredi prima che Stefano chiamasse Valditare perorando l’entrata del PLI nel Terzo Polo dopo che era tramontata l’ipotesi di Sara. Prima che SAra ritirasse la sua candidatura, noi milanesi, avremmo dovuto appoggiare Sara Giudice. Pena l’esclusione dal Partito.
    Lo hai capito questo? Hai compreso le domande che ho posto ed alle quali non ho avuto risposta?

    Chiudo qui, Ora, fino alle elezioni, non rispondo più. Vedo solo che su questo blog c’è una stragrande maggioranza che non ha provato ad arrampicarsi sugli specchi.
    L’ultima settimana la dedico alla campagna elettorale di chi mi stima perchè ha visto direttamente, senza spinte o piagnucolii telefonici, la verità.

  5. Condivido l’appello di Finotti, e quindi mi asterrò da ulteriori puntualizzazioni, assolutamente inutili alla luce di quanto ho già avuto modo di dire, ed assolutamente controproducenti nell’attuale momento elettorale.
    Auguro a tutti i liberali coinvolti nelle elezioni milanesi di avere un buon successo, e spero che, una volta superata la scadenza elettorale, ci si possa ritrovare a militare tutti insieme senza recriminazioni nell’unico movimento liberale nazionale organizzato, quale è indubbiamente il PLI.

  6. Cari Amici liberali,
    Le elezioni si celebreranno il 15-16 MAGGIO p.v. quindi abbiamo a disposizione poco più di una decina di giorni per gestire la campagna elettorale.
    I cittadini domandano programmi e contenuti rispondenti alle reali esigenze degli stessi e non sono interessati a liti e divisioni interne sintomatiche di crisi gestionale (auspico invece che in tale crisi non vengano coinvolti valori e principi).
    Non nego che vi siano questioni che andavano affrontate e risolte preliminarmente, tuttavia, sottolineo, oggi è il 2 maggio e lo scopo primario deve essere quello di permettere a TUTTI i candidati liberali ovunque (eventualmente) posizionati di avere un’affermazione in linea con i valori comuni espressi.
    Avremo tempo per valutazioni in merito ma ora invito tutti a considerare l’unità quale unico rimedio alla pericolosa frammentazione.
    Coraggio e buon lavoro a tutti i Candidati!

    Avv. Marco FINOTTI
    Responsabile Giustizia
    Partito Liberale Italiano – Lombardia

  7. Cari amici,
    a causa di pressanti impegni personali che mi sottraggono molto tempo, solo oggi riesco a leggere questa “querelle” sulla vicenda delle liste milanesi che mi lascia esterrefatto facendomi scoprire, ogni giorno di più, quanto abbia ragione Enzo Palumbo quando dice che i peggiori nemici dei liberali sono i liberali stessi (o almeno i sedicenti tali) che continuano, con certi atteggiamenti, a dar man forte alla parte meno liberale di questo paese (quale che sia la sua “collocazione” geometrico-geografica) senza che essa, peraltro, ne abbia gran bisogno visto che da sempre è maggioritaria nel paese per ragioni storiche che non sto qui a ricordare.
    Ovviamente non mi è noto come si siano svolte le vicende “milanesi” in quanto non ero presente e quindi mi baserò semplicemente su quanto leggo ed apprendo qui. Tuttavia a me la questione pare debba svolgersi su un altro piano.
    In primo luogo c’è un dirigente della Segreteria Nazionale, Mario Caputi (per dirlo in “lombardese”), che sta palesemente mancando di rispetto ai 4 candidati del PLI a Milano ed al partito tutto. Riporto testualmente quanto da lui scritto:
    28/04/2001

    2)Sai anche bene che nella lista NUOVO POLO PER MILANO sia Stefano che Nicola han tenuto fuori candidati liberali presentati da Impégnàti. Ergo: ci sono liberali in altre liste a Milano
    3) Non sai invece che il PLI milanese, ora, ha 4 partecipanti alle riunioni di Fortuna. E sono i 4 candidati nelle liste del nuovo polo.
    Mi fermo qui. Tutto il resto è un triste spettacolo che chi non vive a Milano non può giudicare nè condividere. Perchè sfiora l’assurdo.”
    In questo post egli parla chiaramente dei 4 candidati del PLI, e del PLI stesso, in terza persona…….dicendo “Il PLI milanese, ora, ha 4 partecipanti alle riunioni di Fortuna. E sono i 4 candidati nelle liste del nuovo polo.”. Non conosco bene il “caputese”, ma in Italiano significa che chi scrive non fa parte del PLI milanese in quanto non fa parte di quei 4 candidati che parteciperebbero (uso il condizionale perchè non lo so), in beata solitudine con il Commssario Regionale Fortuna, alle riunioni del partito. Da questo si può anche desumere che i 4 candidati del PLI non siano i “suoi” candidati, mentre, pur non conoscendoli li riconosco come i miei candidati perchè designati dal partito e, per quel che posso, cercherò anche di trovargli qualche voto pur se mi trovo a centinaia di chilometri di distanza cercando fra le mie conoscenze a Milano ed anzi invito tutti, da tutta Italia, a fare altrettanto. La cosa “simpatica” è rappresentata dal fatto che pur non facendo parte del PLI milanese (per come agevolmente si deduce da quanto egli stesso scrive ed argomenta) il buon Mario si firma, come spesso usa fare e come è suo diritto, con il titolo di “Ufficio di Segreteria Nazionale del PLI”. Non posso non concordare con lui che lo spettacolo è triste e sfiora l’assurdo. Ma proseguiamo.

    29/04/2001
    Ad una precisa domanda di Enzo Palumbo su chi appoggerà Mario Caputi, nella sua qualità di Membro dell’Ufficio di Segreteria Nazionale del PLI, alle elezioni milanesi, egli risponde:
    “Se il Partito Liberale Lombardo fosse stato convocato nella sua interezza degli iscritti e simpatizzanti (cosa fondamentale per chi ha la responsabilità di farlo crescere sul territorio invece di pensare ad imbellettarsi sulla pelle e sui soldi degli altri) e se da questo consesso fosse uscita a maggioranza la decisione di appoggiare Manfredi (o chicchessia), io mi sarei schierato sin dal primo giorno.
    Siccome questo non è avvenuto, siccome da Roma ci (anzi, scusa, mi) è stato posto l’aut-aut (“o appoggi la Giudice o sei fuori”), siccome la decisione di appoggiare Manfredi è stata presa in uno studio con la presenza di al massimo (ripeto: al massimo) 4 persone, siccome io non ero presente (colpo di stato… direi, visto che sono nell’Ufficio di Segreteria Nazionale), siccome l’unico candidato presentato da me e che sarebbe stato presente in lista è stato tolto senza nemmeno avere la compiacenza di avvertirmi (sai anche tu che son venuto a saperlo da Valditara), siccome i liberali milanesi sono dovunque (e lo dimostreranno i numeri)… per tutte queste ragioni Impégnàti che presiedo lascia liberà di voto ai suoi iscritti: sia per Manfredi che per Edoardo.
    Nel mio ruolo di membro dell’Ufficio di Segreteria Nazionale del PLI non posso che adeguarmi a quanto deciso da Roma.
    Ma raccontando la verità, squallida, di una realtà milanese e lombarda voluta da Roma (e quindi anche da te Vincenzo) e che fa vergognare chiunque abbia un minimo di dignità personale.”

    Mario parla di “Roma” come i leghisti ai comizi a Ponte di Legno. Dice di subire da Roma una realtà che farebbe vergognare chiunque ma continua a sedere a Roma dove queste cose vengono decise. Personalmente, ma è una mia sensibilità per carità, non siederei un minuto di più accanto a delle persone che mortificano la mia dignità politica sul mio territorio. Mi dimetterei dalla carica e passerei all’opposizione interna. Di Mario ho sempre apprezzato, ed apprezzo ancora, la schiettezza che lo ha sempre contraddistinto e della quale si è sempre fatto vanto rappresentandosi come “novità” rispetto all’”inciucismo” (detto in “lombardese”) della vecchia politica. Debbo osservare, invece, come la risposta sul chi appoggerà alle elezioni meriti, senza dubbio alcuno, il premio “Forlani 2011”. Se poi lui personalmente stava trattando per un “suo” candidato nella stessa lista dove adesso sono ci sono gli altri 4, allora c’è qualcosa che non quadra. Cioè prima si dice che nella scelta di appoggiare questa lista Mario non viene coinvolto (lui parla addirittura, seppur ironicamente, di “Colpo di Stato”) e questa è una delle motivazioni, lo scrive lui stesso, che lo portano a “subire”, che meritano “vergona”, che ledono la “dignità” e che giustificano la sua “salomonica” indicazione di libertà di voto agli associati di Impégnàti. Poi però, dopo tutto questo “subire” e dopo questi “aut-aut” viene chiesto a Mario di fornire dei candidati “suoi” alla lista, cosa che Mario fa trovandone 2. Ora mi chiedo se l’operazione era davvero così inaccettabile, ingiusta, lesiva della democrazia interna del partito come ha potuto Mario fornirle poi supporto dando due candidati, di cui poi uno impossibilitato per motivi suoi personali? Forse che la presenza dei “suoi” candidati nella lista che sosteneva Manfredi rendeva un’operazione “indegna” nel metodo e nella nascita, “degna” nella conclusione? Insomma capirei l’indignazione di Mario se lui si fosse coerentemente rifiutato di prestare il fianco, con due candidature, ad un’operazione della quale non era informato, che non aveva impostato, che difettava di democrazia interna perchè imposta con metodi “discutibili” e quant’altro. Mi sorge poi un ultimo interrogativo. E’ evidente che sia in corso una, legittima e sacrosanta, battaglia politica interna nel PLI milanese. Mi chiedo come un esponente di rilievo nazionale del partito come Mario Caputi non sia sceso in campo direttamente nelle elezioni milanesi come invece ha fatto il Commissario Regionale, Nicola Fortuna. Sarebbe stato assai difficile negare a Mario, vista la sua carica nazionale, la possibilità di misurarsi con l’elettorato e con Fortuna. Se fossi stato in Mario, ma non sono Mario ovviamente, non avrei perso l’occasione per legittimare politicamente la mia presunta leadership nei confronti di Fortuna. Le urne avrebbero, come si conviene tra liberali, serenamente stabilito come stavano le cose, senza contare, nulla togliendo agli altri candidati del PLI che non conosco, che un personaggio come Mario Caputi avrebbe certamente riscosso a Milano un seguito elettorale di un certo spessore che avrebbe certamente portato più vantaggi al partito. Peccato, per lui e per il partito, ma sono certo che Nicola e gli altri candidati sapranno far bene e farsi onore ed annuncio che, per quanto nelle mie possibilità e seppur a centinaia di chilometri di distanza cercherò di fare arrivar loro qualche voto mettendomi in contatto con tutti quelli che conosco a Milano, ed anzi invito tutti gli iscritti, di tutta Italia e per tutti i comuni dove sono presenti candidati del PLI a fare altrettanto.

    A me preme solo una cosa. Siccome io dedico tempo, risorse e sacrifici al PLI ho la necessità di sapere con certezza chi sono i miei compagni di squadra. Da Trento a Marsala, senza se e senza ma. Se domani Mario Caputi sarà il candidato del PLI in qualsiasi competizione sarà anche un mio candidato. Mi aspetterei lo stesso da lui e da tutti gli iscritti.
    Esercitare il sacrosanto diritto al dissenso non può che essere legittimo per ogni liberale ed ancor più nel partito dei liberali, ma il dissenso è un diritto che trova cornice e cittadinanza in un contesto anche di doveri. Ci sarà tempo, e ci sono delle regole, per stabilire chi ha torto e chi ha ragione, ma una volta che la squadra scende in campo si lotta e si gioca uniti, altrimenti si dice prima: “signori io non ci sto più”, senza infingimenti, senza politichese, senza allusioni, metafore e meline “catenacciare”.
    Vorrei anche dire al Dr. Rossi, che non ho il piacere di conoscere, che se da iscritto al PLI vuole sostenere una lista non appoggiata ufficialmente dal PLI per quanto mi riguarda è fuori dal partito. Punto e basta. Queste sono le regole di casa nostra, che lui conosce pur bene essendo iscritto dal 1956. Se ritiene che siano ingiuste vinca un Congresso e le cambi se ne ha i numeri, altrimenti veda lei. E’ diventato molto scocciante fare sacrifici ed essere signorili (come lo è Enzo Palumbo) e democratici con coloro il cui unico concetto di liberalismo è il presunto diritto di contestare tutto e tutti senza mai sentirsi in dovere di essere, a propria volta, oggetto di critiche.
    E’ indisponente vedere come viene trattata una persona come Enzo Palumbo, maestro di saggezza e moderazione per chi lo conosce, il quale quando magari si “incazza” anche un po’ diventa, nell’immaginario collettivo, quasi un “fascista” che sceglie con il “machete” chi sta dentro e chi sta fuori, mentre chi lo critica non sente mai la necessità di valutare la “virulenza” e l’”intensità” delle proprie critiche. Insomma per me essere liberale non è certo fare il sacco di pugilato a qualcuno che piuttosto che rimboccarsi le maniche insieme a me passa tutto il suo tempo a criticarmi qualsiasi cosa io faccia o dica. Da queste parti, ricordo ai più e visto che non sono mancati riferimenti diretti addirittura al Salvatore, il Santo Evangelo è meno seguito che altre, e francamente così come si ritiene che non lo abbia in mano Enzo Palumbo faccio fatica a credere che di verità evangeliche ed indiscutibili siano dotati tutti i Soloni del liberalismo che periodicamente ci allietano con le loro lezioni, e null’altro.
    Vorrei anche dire la mia su Cosenza e sulla polemica su Sinistra e Libertà. Sono stato personalmente a Cosenza, invitato dall’amico Eugenio Barca ed insieme a Stefano de Luca e ad Enzo Palumbo, ad una manifestazione del candidato sindaco Avv. Enzo Paolini. Premesso che Paolini ha una limpida storia di radical-liberale, che lo conosco per vicende professionali ed è una persona eccellente, capace e per bene, vi assicuro che è stato il PLI a sostenere per primo Paolini (insieme ad altre due liste civiche) gli altri si sono accodati. Posso testimoniarvi come vi fosse un intero teatro pieno di bandiere e militanti del partito, che Paolini va fortissimo e che sono state le altre forze ad accodarsi a Paolini DOPO che il PLI lo aveva sostenuto dall’inizio.
    Quel che fa specie è leggere commenti di persone che nulla sanno dell’enorme lavoro e dell’enorme sacrificio che ha fatto e che sta facendo Eugenio Barca, insieme a tutti gli altri amici del PLI cosentino e calabrese, che ha messo su una bellissima e centralissima sede, e che ha reso il PLI una forza localmente riconosciuta, accettata, ascoltata e seguita. E’ vergognoso, si vergognoso, che si mortifichi questo splendido lavoro da pulpiti che non so quanto possano reggere il confronto con la realtà cosentina in termini di risultati bollando il tutto sbrigativamente come “alleanza con i comunisti”. Ma poi, vien da dire, si critica un’alleanza con Sinistra & Libertà (che resta comunque un fatto locale) e si incensa l’alleanza con PDL e Lega? Con quelli che mettono la Minetti a Consigliere Regionale, con quelli che drenano enormi somme di denaro pubblico dei contribuenti lombardi ai satelliti di Comunione & Liberazione e della Compagnia delle Opere? Andiamo bene.
    Cordiali Saluti.
    Enzo Lombardo
    Consigliere Nazionale PLI – Catania.

  8. Al Sig. Palumbo
    Sono riuscito a visualizzare il messaggio sul blog e la ringrazio dell’invito che mi ha fatto. Non vivo proprio a Reggio Calabria, ma a 70 km dal capoluogo. In ogni caso sarà per me un piacere, se ce ne sarà la possibilità, incontrarla, dato che risiede nella dirimpettaia Messina. La situazione attuale del Partito Liberale Italiano, che ancora una volta si ritrova frammentatissimo, mi impedisce di aderire a quello che è e sarà sempre il partito che meglio mi rappresenta: il PLI mi rappresenta nelle idee, facendomi provare un irrefrenabile senso d’appartenenza, ma purtroppo non ancora nei modi, nelle metodologie decisionali e nelle forme. Spero che l’ingresso dell’ottimo Enrico Musso possa dare una svolta, ma ritengo imprescindibile per la ripresa del cammino del movimento recuperare il rapporto con l’altrettanto valido Edoardo Croci e con quanti in questi anni (liberali storici e giovani propositivi) si sono allontanati. Mi viene da pensare a Pagliuzzi e Basini su tutti, ma anche alla fuoriuscita dei giovani e meno giovani di Italia Liberale. Se ci si muoverà in tal senso sarò felicissimo di dare la mia adesione, fermo restando che mai mancherà il mio appoggio alle iniziative di libertà del partito (come a quelle di qualsiasi altro movimento liberale,liberista,libertario). Saluti liberali.

  9. Leggo e mi risulta sempre più strano rilevare che i Liberali DOC sono in un partito che, evidentemente, nona ccetta critiche.
    Sì, sono un Impégnàto perché nell’associazione ho rinvenuto quella libertà di pensiero e quella correttezza che, nel mio piccolo da liberale non DOC, ritengo fondamentale per qualsiasi sedicente liberale.
    Forse il Pres. Palumbo non comprende come sia possibile lasciare libertà di voto e, sopratutto, che tale libertà venga esercitata. La stupirò, alcuni degli aderenti all’associazione mi hanno già espresso la loro volontà di seguire le indicazioni del PLI per il voto e, seppur con rammarico, mi hanno comunicato che non mi avrebbero votato. Nonostante ciò, non batto i piedi e continuo a lavorare con loro.
    Ahhhhh che bella cosa la libertà di pensiero e sopratutto di azione.

    Per quel che attiene la mia chiamata in causa devo fare delle doverose precisazioni.
    All’incontro con il dott. Fortuna non parlavo solo per Impégnàti, ma anche per un gruppo, esterno all’associazione, di una decina, di ragazzi che sarebbero stati disposti a partecipare attivamente alla lista del PLI, e non come semplici riempilista, per poi seguire un’attività politica successiva interna al partito.
    Le corrette critiche che mi sonos tate mosse (sulle tempistiche e sui termini utilizzati), in Primis da Mario Caputi e poi, all’incontro, da Nicola Fortuna e Marco Finotti, sono state superate da un confronto in cui, mi era parso, che la franchezza l’avessa fatta da padrona.
    Uscito da quell’incontro il dott. Fortuna mi aveva fatto 3 promesse, 2 sono state disatte, senza alcuna telefonata o mail (il suddetto commissario ha entrambni i miei dati). Ne manca una… vedremo.

    Pres. Palumbo, 10 ragazzi, pur mediaticamente più deboli di S. Giudice, non sono forse un germoglio che deve essere irrorato? Ecco l’accordo raggiunto con il dott. Fortuna, ovvero simbolo PLI ed una mezzaluna esterna gialla con scritto Milano Liberale, non sarebbe andato in quella direzione? Ed ancora, una telefonata, una mail o una citofonata (il mio studio è a 50 mt da quello del dott. Fortuna) non sarebbero state, quanto meno, un atto di educazione, sempre nell’ottica di Unità?
    L’unica comunicazione che ho ricevuto è stata da Gabriella relativa ad un incontro sul tricolore.

    Ultima domanda… ma gli interventi di C. Ferrante?

  10. Vedo che il mio breve commento del 27 aprile sulle candidature per le elezioni a Milano ha suscitato un vivace dibattito che poi, gradualmente, si è allargato a diversi altri argomenti polemici, nazionali o personali.
    Ora non voglio aggiungere altre polemiche , ma solo fare due brevissime puntualizzazioni :
    1) Ribadisco , Non c’è stata alcuna riunione di liberali milanesi per la decisione di confluire nel cosiddetto nuovo Polo. E’ stata una decisione e imposizione”romana” senza conoscere la realtà milanese (le esigenze e i problemi della città) e soprattutto senza conoscere l’esistenza delle diverse associazioni locali di ispirazione liberale..
    Infatti la lista civica “Milano Migliore – con Edoardo Croci”, oltre ad avere tra i promotori e candidati noti esponenti liberali , giovani e meno giovani, (basta vedere il sito : programma, promotori, candidati), ha il supporto anche di associazioni come il Centro Studi Liberali (di Adriano Teso), di Comitati per la libertà (di Dario Fertilio), di Associazione dei liberali italiani (di Miche D’Elia), di Cartalibera, un giornale milanese on line di opinioni liberali esistente da oltre sei anni. Anche alcuni amici della Federazione dei Liberali si sono avvicinati.
    Personalmente, pur essendo iscritto al PLI, non sono stato mai consultato nè informato della decisone di confluire nel terzo polo. (Ai giovani che non mi conoscono , preciso che personalmente sono iscritto al PLI dal 1956, dico dal 1956, e non sono mai stato iscritto a Forza Italia o al PdL come diversi esponenti nazionali del PLI. Sono stato segretario provinciale PLI per 14 anni, consigliere provinciale , poi comunale e assessore al bilancio di Milano. Nel 1997 ho contribuito, con Egidio Sterpa, a ricostituire il nuovo PLI. Quindi l’accusa di essere un “sedicente liberale”, oltre ad essere ridicola, è vergognosa) .
    Anche Croci e Berlinguer sono iscritti al PLI.
    2) Queste elezioni sono amministrative e non politiche, quindi c’è la necessità di presentare programmi non di carattere ideologico, ma programmi concreti per rendere la città più vivibile, pulita e sicura. Per questo nella lista non sono presenti politici di professione, ma persone impegnate nel lavoro e nella società che hanno deciso di mettersi al servizio della città con senso etico e spirito civico, ispirandosi ai valori liberali della trasparenza , della responsabilità individuale, del merito e della sussidiarità.
    Le priorità del programma della nostra lista civica sono il miglioramento della qualità dell’ambiente, la tutela della salute, la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, la facile accessibilità e la qualità dei servizi pubblici e privati. Più efficienza e buon governo.

  11. Ho letto tutti gli interventi e cerco di rispondere in ordine di priorità (soggettivo). Ma prima una cosa personale: pensare/immaginare/affermare che io non sia innamorato del PLI è come affermare che Gesù non sia nato. La mia storia lo dimostra. Non aggiungo altro.

    Ad Enzo.
    Effettivamente non ti ho mai spiegato in dettaglio cosa sia Impégnàti. Lo sai da piccoli “spezzoni”, da quel che leggi dal sito, da quello che ti han detto gli altri. Lo faccio raccontandoti i colori del logo:
    • Azzurro, come i colori del nostro mare e della nazionale italiana (e dei Savoia)
    • Verdebiancorosso (non aggiungo altro)
    • Giallo (hai visto dove abbiam deciso di porre il giallo? Alla testa e al cuore della farfalla. Perché? Perché siamo liberali dalla testa al cuore)
    E sai perché abbiam scelto la farfalla? Perché, nel mondo, è l’animale che meglio rappresenta la trasformazione: da un bruco che striscia ad un essere bellissimo che vola.
    PS. Nel nostro statuto, essendo un’associazione, lasciamo libertà di voto a tutti.

    Concordo pienamente con te quando dici: “In ogni caso, si tratta, per chi invece nel PLI vuole continuare ad operare, di un errore politico che occorre decisamente contrastare, se si vuole essere coerenti col compito che spetta a chi coerentemente milita in un partito politico. Tutto ciò è anche il frutto avvelenato del tentativo che da diciassette anni è in corso in Italia, che è quello di trasmettere il seguente messaggio i liberali sono dappertutto, e quindi non v’è alcuna necessità o possibilità o utilità di un partito liberale autonomamente organizzato”.

    Ma non concordo invece quando parli di Milano e di Iacopo.
    Sei mai stato a Milano? Hai mai partecipato alle pseudo-riunioni di Nicola Fortuna? Rispondo io per te. No. Quindi se non ci sei stato non puoi assolutamente giiudicare.
    Nel perfetto “spirito liberale del dubbio” dovresti porti delle domande, ipotizzare delle risposte ma poi lasciar parlare chi queste cose le ha vissute. Prendere parti decise e soprattutto dar torto o ragione senza aver vissuto in prima persona non è liberale, o è superficiale, o è parziale.

    Iacopo non è iscritto al PLI.
    Lavora come avvocato nello studio di famiglia (non ha bisogno della politica per vivere).
    E’ stato impegnato (senza accenti) in prima persona in AN e ne è fuoriuscito “colpito” (io, in caputese, direi: “schifato”) da quel che ha visto. Si è avvicinato a noi. Ha creduto in quel che gli abbiamo prospettato (un’Italia liberale e liberata dallo schifo… che è proprio quel che Stefano e tu dite di volere), ha tanti amici che non conoscono il Partito Liberale ED ERA(il maiuscolo con è un caso) pronto a lavorare per una lista PLI per Milano. Ha incontrato Nicola Fortuna nel suo studio a nome di tutti gli Impégnàti (con 2 accenti). Gli ha detto che era pronto a lavorare per il PLI chiedendogli di integrare il simbolo con un generico “Milano Liberale”. Io non ero completamente d’accordo ma per crescere ed aggregare sul territorio sarebbe stata un’opportunità da non scartare. Ho chiamato Stefano che mi ha detto che gli sarebbe andato bene (l’opzione Sara Giudice non era ancora uscita dal “cappello”…). Con questo permesso “romano” avevo informato Iacopo che poi usciì dallo studio di Nicola con la promessa che gli sarebbe presto giunta un’ipotesi di logo comune.

    Risultato (1)?
    Nessuno… se non l’obbligo di appoggiare Sara Giudice. E poi nessuna telefonata o spiegazione da parte di Nicola. Semplicemente snobbato. Nemmeno un riscontro. Nulla.
    Ti sembra un bel comportamento? Tu cosa avresti fatto?

    Deluso, Iacopo si è candidato con Edoardo, e nel frattempo altri amici si erano allontanati perché l’opzione “Sara” proprio non riuscivano ad accettarla.

    Dopo questa bella scena dovevamo proporre una “pattuglia liberale” per il nuovo Polo.
    Stefano aveva detto a Nicola che dovevamo essere almeno 6 o 7.
    Io, pescando in Impégnàti, ho indicato a Nicola altri due candidati: Adamo Gentile e Riccardo Fiorentino. Erano pronti a mettere la loro faccia nella lista che il PLI nazionale aveva deciso per Milano. Addirittura Nicola si era lamentato perché a suo dire “2 candidati erano pochi”.
    Risultato (2): Adamo, per problemi legati alla logistica del suo lavoro non era riuscito nemmeno a firmare la documentazione necessaria ad accettare la candidatura. Riccardo invece lo aveva fatto con una velocità encomiabile.
    Risultato (3): Riccardo è stato escluso dalla lista ed io l’ho saputo direttamente dal senatore Valditara (né da Stefano e nemmeno da Nicola… che intanto aveva ottenuto per se il 4° posto in lista).

    Quindi, Enzo, è profondamente sbagliato se non scorretto scrivere che: “l’Associazione Impégnàti, presieduta da Caputi, risulta organicamente inserita nella Lista di Croci”. Noi non possiamo per statuto“essere organicamente inseriti in nessun partito” . E se per colpa del PLI non ci ritroviamo nessuno dei nostri iscritti lì dove avevamo voluto essere… beh –converrai anche tu- che tanto suicidi non possiamo nemmeno diventare!

    E concludo con un commento“caputese”: Enzo Palumbo, presidente del Consiglio Nazionale del PLI dovrebbe chiedere a Giuseppe Carrieri, segretario regionale del PLI pugliese, cosa pensa di Vendola e di SEL prima di sponsorizzare accordi fatti in altre regioni. E dovrebbe anche chiedergli dove sono finiti i comunisti pugliesi, E dovrebbe anche approfondire i temi legati agli incentivi della RegionePuglia verso l’industria del fotovoltaico e –infine- sulle aziende (e i soci) che da tali incentivi traggono profitto.
    Enzo… quando minimizzi il ruolo degli ex-comunisti di SEL prendi una grossa responsabilità. Lo sai no? Sei l’unico in Italia a prendere una simile posizione. Forse meriti un’intervista su “Repubblica”.

    A Stefano.
    Caro Stefano, se veramente come tu scrivi: “Sin dal Congresso Nazionale del 2009 abbiamo scelto la linea della autonomia, che è stata confermata da tutti i Consigli Nazionali e dalle Direzioni e ci ha portato ad aderire al Polo di Centro per l’Italia per contribuire al necessario scardinamento del pernicioso bipolarismo all’italiana”… vuoi spiegarmi perché non mi hai consigliato di parlare con Manfredi Palmeri invece di litigare al telefono con Nicola -che aveva tanti dubbi nell’appoggiare Sara Giudice (per inciso: Nicola non si sarebbe candidato con Sara mentre per Manfredi ha corso da solo per ottenere un posto) – e poi (soprattutto) pormi l’aut-aut telefonico: “o con lei o sei fuori?”
    La candidatura di Manfredi era nota. Il PLI lombardo avrebbe potuto dialogare con lui sin dai primissimi giorni e in un’assemblea comune ne avremmo discusso volentieri. Addirittura molti di noi la guardavano con interesse e favore.

    E poi: è vero -come affermi- che la scelta “completamente liberale” di Edoardo sarebbe stata la migliore possibile per il PLI. Purtroppo Edoardo non l’ha fatta e ha scelto la Moratti.
    Ma in quella lista ci sono tantissimi amici che erano nel PLI (come Altissimo, come Biondi, come Musso). Il tuo “aut-aut” li mette su una lista di prescrizione.
    Mentre il loro intento (e di questo metto la mano sul fuoco) è quello di essere forti per condizionare la Moratti “dall’interno”. Pragmatismo politico? Forse… ma non dimenticare i tantissimi tentativi della Direzione Nazionale del PLI di “stabilire ponti” con Berlusconi (devo ricordare i tanti tentativi fatti per parlare con lui? Le presenze di Bondi ai nostri Consigli Nazionali? La scena del 2006 alla Capranichetta per sedersi accanto alla sedia che avrebbe dovuto occupare Berlusconi, con il povero presidente del PLI Basini, al quale tale sedia sarebbe spettata- scacciato da Melillo? Con l’ironia finale che Berlusconi non venne da noi ed andò al congresso di un suo minigruppo?).

    A Carmelo.
    Caro Carmelo, quel che scrivi: “In quei giorni turbolenti la linea che passò fu di fare estrema attenzione alle richieste pervenute, anzi lei probabilmente ricorderà perfettamente le polemiche per il diritto di voto in Congresso negato a molti neo-iscritti e ricorderà anche quanti denunciarono nei siti e nei blog si lamentarono per la conduzione della procedura di iscrizione, che impedì a molti di tesserarsi” lo sottoscrivo in pieno. E’ la verità che ho visto anche io, con operazioni al limite da ambo le parti, però (90 iscritti pro-Taradash arrivati nell’ultima giornata da uno stesso fax della provincia di Salerno).
    E’ per questo che per il prossimo congresso dovremo essere sicuri di definire regole precise di comportamento e nominare persone senza conflitti di interesse ad essere garanti dell’applicazione delle stesse.

    A Nicola.
    Scrivi che: “un pò di chiarezza vien fatta dando spazio alle persone, e ce ne sono sempre di più, che non han paura di lavorare, di sporcarsi le mani, ma che antepongono alle diatribe, ai veleni, alle ripicche personali, agli stupidi odi di bieco regionalismo che han originato il commissariamento del Partito in Lombardia, l’ interesse e la capacità di esistere del PLI”. Ne sono contento.
    Peccato però che sia Gabriella Gandola che Marco Finotti lo abbiano fatto “a prescindere” e ben prima della decisione del PLI si appoggiare il Nuovo Polo. Te li sei ritrovati in lista e hai (re)imposto loro l’etichetta del PLI per ingraziarti Roma.
    Noi lo sappiamo e ne ridiamo. Perché entrambi, lo sai bene, sono lì a prescidere da te.

    Ed infine su Claudio Ferrante.
    Dove sono finiti i suoi commenti che ho letto sul sito?

  12. x Carmelo Impusino:
    Ho scritto quella mia prima risposta sul suo sito in termini che non ho memorizzato, ma che non sono granché diversi da quelli con cui mi sono già espresso in questo sito, ai quali quindi rinvio.
    Vi avevo aggiunto la mia mail personale per ogni eventale contatto;se interessa, l’amico Impusino può richiederla alla Segreteria del Partito (06.45505081; partito.liberale@libero.it).

  13. Mi pare giusto non trascurare l’intervento di Umberto Villa, che mi ha direttamente posto, in termini problematici ma garbati, alcuni interrogativi.
    1) Alle elezioni amministrative (ripeto, amministrative) di Cosenza, il PLI appoggia la candidatura di Enzo Paolini, in una coalizione di 9 liste (“Partecipazione per Rinnovamento”, Partito Liberale Italiano”, “Di Pietro-Italia dei Valori”, “Uniti per Paolini Sindaco”, “Cosenza Domani”, “Giovine Cosenza”, “Verdi”, “Sel con Vendola”, “Autonomia e Diritti”).
    Poiché non vedo traccia di comunisti, immagino che ci si riferisca alla lista di SEL, che probabilmente include anche una parte minoritaria della vecchia Rifondazione, di cui però, nel nuovo Partito fondato da Vendola, non mi sembra siano rimaste molte tracce, posto che i comunisti di Rifondazione sostengono invece come sindaco Alessandra La Valle, in una coalizione di due liste (“Obiettivo Sud” e, per l’appunto, “Rifondazione Comunisti Italiani”).
    In ogni caso, come ha già spiegato Stefano de Luca e come ha testimoniato il calabrese Carmelo Impusino, il candidato Sindaco Enzo Paolini, che in origine era stato proposto solo da PLI, lista Telesio (radicali) e Giovine Cosenza (repubblicani), e solo in seguito è stato appoggiato da alcuni movimenti del centrosinistra), è una persona dalle grandi capacità e dalla grande preparazione, e di cultura radical-liberale.
    La conclusione è semplice: il PLI non è andato coi comunisti, come superficialmente ed erroneamente qualcuno ha affermato, ma semmai, qualche ex comunista ora in SEL si è accodato alla indicazione fatta dal PLI, il che, ovviamente, non guasta.
    A parte ciò, il PLI di Cosenza ha con tale scelta confermato l’impegno dei liberali contro il bipolarismo, che rappresenta la camicia di forza imposta alla democrazia italiana dalle attuali leggi elettorali, e per farlo nella concretezza dell’azione politica, ha opportunamente sponsorizzato una candidatura “terza” rispetto a quelle promosse dai due poli, e cioè quella di Mario Occhiuto (sostenuto da 10 liste di centrodestra (Dal PdL a La Destra) e quella di Salvatore Perugini (sostenuto da quattro liste di centrosinistra (dal PD al PSI).
    Non si va da nessuna parte (ed in particolare non ci sarà mai spazio per il liberali, anche a prescindere dal PLI) se non si capisce che il primo problema della nostra democrazia, hic et nunc, oltre allo sviluppo dell’economia, è quello di un corretto equilibrio tra le Istituzioni, che inevitabilemente passa attraverso la riforma della legge elettorale ed attraverso la fine di questo bipolarismo, che ci sta portando alla guerra civile (per ora solo verbale, domani anche peggio) ed alla disunità d’Italia (paradossalmente, mentre ne festeggiamo il 150° anniversario).
    2) Il discorso sull’orientamento da assumere in occasiobe del presumibile ballottaggio di Milano verrà affrontato se e quando questo ballottaggio ci sarà; diversamente ragionando, che significato avrebbe mai il doppio turno delle amministrative, se già al primo turno (senza sapere tra chi e come si svolgerà il ballottaggio) i partiti dichiarassero la loro preferenza in occasione del secondo turno?
    E se domani si dovesse scegliere tra Moratti e Pisapia, conterà nella scelta il modo in cui i due candidati si presenteranno al ballottaggio, ed il PLI deciderà anche in base a ciò che ognuno di essi proporrà per la Citta di Milano ed anche in base a come ciascuno di essi si collocherà in relazione al problema del pluralismo della politica (che è, poi, lo stesso problema sub 1).
    3) Non conosco personalmente Sara Giudice ed ignoro i dettagli della vicenda relativa alla sua ipotesi di candidatura a Sindaco. Di Sara ho tuttavia apprezzato i suoi interventi in TV, che mi sono sembrati animati da sincero interesse per la politica, intesa nel senso più nobile del termine, piuttosto che nel significato volgarmente mercantile e sessistico che ha assunto nelle recenti vicende italiane (da Arcore in giù).
    Quando mi è stato detto dell’ipotesi di un suo impegno amministrativo in una posizione di terzietà rispetto ai poli, e con una particolare vicinanza al PLI, nel quale non ha escluso di potere un domani confluire, mi è sembrato di vedere fiorire un germoglio che meritava di essere irrorato; e quando ha maturato la convinzione che la sua candidatura a sindaco avrebbe indebolito, piuttosto che rafforzato, la terzietà politica che i liberali vanno cercando, ne ho preso atto ed ho salutato con soddisfazione la possibilità che il PLI di Milano potesse risultare impegnato, insieme alla Giudice, nella stessa Lista con FLI ed API ed in coalizione con l’UdC, e quindi in stretto raccordo con quell’area di centro con la quale il PLI intende costruire il Nuovo Polo per l’Italia, il cui principale obiettivo politico è per l’appunto quello di scardinare il bipolarismo, che, come ho già scritto sopra, considero il primo nemico di tutti i liberali italiani, anche di quelli che lo hanno sostenuto in passato e che tuttora, contro ogni raziocinio, continuano a sosterlo.

  14. Vorrei concludere l’interlocuzione con mario Caputi, che ringrazio per avere raccolto la mia precisa domanda, che, a prescindere dal resto, ha avuto la seguente testuale risposta: “Impégnàti che presiedo lascia liberà di voto ai suoi iscritti: sia per Manfredi che per Edoardo. Nel mio ruolo di membro dell’Ufficio di Segreteria Nazionale del PLI non posso che adeguarmi a quanto deciso da Roma”.
    Considerato che l’Associazione Impégnàti, presieduta da Caputi, risulta organicamente inserita nella Lista di Croci, nella quale presenta almeno un suo esponente di punta a me noto (Jacopo Savi), mi sembra logico concludere che da quell’Associazione, salvo imprevedibili scelte individuali, non verrà alcun sostegno alla Lista Un nuovo Polo per Milano, nella quale il PLI ha quattro candidati (Fortuna, Finotti, Gandola, Piccinotti, le cui foto sono in testa a questa pagina), posto che Caputi, non solo si asterrà dal promuovere tale lista, ma anzi è presumibile che conitnui ad esprimersi (come ha sin qui fatto) in senso assolutamente critico ed in termini che scoraggerebbero chiunque.
    E’ invece ipotizzabile che Caputi, bongré malgré, finirà per dare il suo personale voto a quella lista.
    Se questa lettura è corretta, e non ne vedo possibili altre, il contributo di Caputi alla lista nella quale il PLI è ufficialmente impegnato sarà costituito soltanto dal suo voto, mentre è presumibile che continueranno ad essere esplicitati giudizi negativi tali da scoraggiare chiunque osasse solo pensare di votare per quella lista.
    Come contributo alla campagna elettorale del PLI offerto da un membro della Segreteria Nazionale del PLI, non c’è male!

  15. La risposta su Milano l’ ha data Stefano De Luca.. voglio solo aggiungere che coloro che, con coraggio e magari anche un pò di vera temerarietà, stanno faticando insieme a me, e non riuscirò mai abbastanza a ringraziarli, per dar visibilità all’ autentico P.L.I. lombardo stanno certo facendo la traversata del deserto, ma in fondo iniziano ad intravvedere una piccola oasi punteggiata dal verde di qualche palma e un pò d’ acqua ( la prova sull’ attenzione dei media che timidamente fan capolino, dopo anni ed anni di lontananza ).
    Mentre quelli che ne restano fuori hanno il grande e mortifero conforto dell’ abbraccio leghista-ciellino che li cinge, che li adula ( ne posso fornire le prove dopo le elezioni ), e quindi così un pò di chiarezza vien fatta dando spazio alle persone, e ce ne sono sempre di più, che non han paura di lavorare, di sporcarsi le mani, ma che antepongono alle diatribe, ai veleni, alle ripicche personali, agli stupidi odi di bieco regionalismo che han originato il commissariamento del Partito in Lombardia, l’ interesse e la capacità di esistere del P.L.I.
    Passo e chiudo, saluti a tutti.

  16. La ringrazio della cortese risposta qui ricevuta. Per quanto riguarda il messaggio sul mio blog volevo riferirle che, se lo ha inviato tramite la sezione Contatti (Contact Form) ,credo proprio che finirà smarrito nel web, dato che l’email di riferimento del blog , non coincidente con quella che abitualmente uso, è stata disattivata il 04.04.2011 ( per mancato uso per più di 3 mesi) e me ne sono accorto solo adesso, riattivandola. Spero che da qualche parte il suo pc l’abbia salvata, perchè ci terrei molto a leggerla. Eventualmente, se lo ritiene opportuno, può riproporla anche qui sotto forma di commento , o può copia-incollarla come un normale commento su un qualsiasi articolo dell’home page del mio blog.
    Saluti liberali, Carmelo.

  17. A Carmelo Impusino, che ringrazio per il suo commento (polemico ma non sgarbato), ho risposto direttamente con un messaggio sul suo blog, rammaricandomi per il fatto che all’inizio del 2009 un anonimo liberale calabrese abbia disatteso o trascurato la sua richiesta di iscriversi al PLI; è possibile che si sia trattato della stessa persona che, dopo l’esito del Congresso, da lui non condiviso,ha abbandonato il Partito.
    Oggi esiste invece una Segreteria Regionale funzionante nella persona dell’amico Eugenio Barca, di Cosenza, che sono certo sarebbe ben lieto di raccogliere l’adesione di Impusino e di tanti altri come lui.
    Col medesimo messaggio ho comunicato a Impusino la mia e-mail personale, che potrà utilizzare per contattarmi direttamente, e, se vuole, anche per incontrarmi, cosa abbastanza semplice, considerato che la mia sede abituale (Messina) è dirimpettaia rispetto alla sua (Reggio Calabria, dove per altro c’è anche un referente locale, l’avv. Pino Giarmoleo).
    Per quanto riguarda le elezioni amministrative di Cosenza, la risposta di De Luca, prima. e poi la diretta testimonianza dello stesso Impusino, hanno già fatto chiarezza; anche a Cosenza il PLI ha privilegiato una posizione terza ed autonoma rispetto al bipolarismo che i liberali hanno deciso, nel loro Congresso Nazionale, di contrastare dappertutto, pur cogli scarsi mezzi di cui dispongono.
    Infine, un chiarimento su una cosa che già mi sembrava chiara, ma che si è prestata a qualche equivoco: ho scritto, e comunque intendevo dire, che la sola esistenza del PLI è, nella migliore delle ipotesi, la rappresentazione emblematica del fallimento specifico della linea politica (sottolineo, linea politica) di chi l’ha abbandonato sperando che morisse proprio a seguito del suo abbandono; ovvero, nella peggiore delle ipotesi, la rappresentazione emblematica dell’abbandono del partito nel quale anche essi avevano militato sino all’abbandono, e quindi di un tradimento rispetto al Partito.
    Si tratta, ovviamente, di ipotesi, e tra i due estremi, vӏ spazio per ogni variazione sul tema.
    Ciò non vuol dire che si tratti di “falliti” o di “traditori” tout court, non essendo lecito scambiare la parte per il tutto.
    In ogni caso, si tratta, per chi invece nel PLI vuole continuare ad operare, di un errore politico che occorre decisamente contrastare, se si vuole essere coerenti col compito che spetta a chi coerentemente milita in un partito politico.
    Tutto ciò è anche il frutto avvelenato del tentativo che da diciassette anni è in corso in Italia, che è quello di trasmettere il seguente messaggio: “i liberali sono dappertutto, e quindi non v’è alcuna necessità o possibilità o utilità di un partito liberale autonomamente organizzato”.
    Che Berlusconi, da un lato, e Veltroni, dall’altro, abbiano tentato (e continuino a tentare, per la verità più il primo, che il secondo) di fare passare questo messaggio può essere comprensibile, perché è nel loro essenziale interesse; molto meno è che lo facciano gli ex liberali (o, se si vuole, gli ex aderenti al PLI), che nella polemica manifestano un livore assolutamente non riscontrabile nei tradizionali competitori politici dei liberali (socialisti, popolari, etc).
    E l’unica spiegazione che mi sembra ragionevole immaginare è che si tratti del tentativo di darsi una giustificazione (o, se si vuole, una motivazione) per avere abbandonato l’unico movimento organizzato dei liberali italiani, e, quindi per avere cambiato idea rispetto all’originaria loro adesione.

  18. Caro Onorevole De Luca, quanto da me raccontato in merito alla richiesta di iscrizione (eravamo proprio ai tempi del rinnovo della Segreteria, caratterizzato dallo scontro tra la sua linea e quella di Taradash e Diaconale) ha visto come protagonista il responsabile dei tempi, che ricordo chiaramente essere stato un avvocato di Caulonia (o di un comune limitrofo, ma sempre della zona jonica del reggino), da me contattato telefonicamente, che non mi ha più richiamato. In quei giorni turbolenti la linea che passò fu di fare estrema attenzione alle richieste pervenute, anzi lei probabilmente ricorderà perfettamente le polemiche per il diritto di voto in Congresso negato a molti neo-iscritti e ricorderà anche quanti denunciarono nei siti e nei blog si lamentarono per la conduzione della procedura di iscrizione, che impedì a molti di tesserarsi. So benissimo che l’iscrizione si può effettuare anche online, ma ai tempi mi è stato espressamente detto telefonicamente di inviare tutto al responsabile e che l’iscrizione diretta al partito non era possibile in quella fase ( proprio per evitare intrusioni nel voto di gruppi veicolati – da Berlusconi per far vincere Taradash magari?…fu questo quello che mi fu fatto capire tra le righe- ) . Questi sono i fatti, purtroppo, e peraltro chi, come Umberto villa, mi conosce da esperienze forumistiche passate e presenti, ha potuto leggerli già da tempo. Non mi permetto, poi, di giudicare Enzo Palumbo in via generale (so perfettamente che è un buon liberale), ma le singole frasi che qui ha pronunciato (forse per rabbia, forse per eccesso di impeto) nei confronti di altri liberali (definiti traditori o falliti) non ci fanno onore. Le mie critiche a Palumbo sono estremamente specifiche, non ho mai avuto modo di notare prima d’ora atteggiamenti simili da parte del Presidente, ma in questa sede non mi è affatto piaciuto il suo modo di rivolgersi ad altri liberali. Spero, anzi, che un suo intervento, On. De Luca, richiami tutti al doveroso senso di rispetto che dovrebbe guidare l’azione di ogni individuo appartenente alla nostra tradizione politica. Su quel che è successo a Milano non posso esprimermi, mentre sulla scelta di Cosenza ho già avuto modo di affermare, da calabrese, che a Cosenza avrei votato certamente il vecchio cuore radicale Paolini (sostenuto in origine solo da PLI, lista Telesio (radicali) e Giovine Cosenza (repubblicani), e solo in seguito appoggiato da alcuni movimenti del centrosinistra ). Paolini è una persona dalle grandi capacità e dalla grande preparazione , e pur essendo il sottoscritto nettamente orientato verso il centro-destra (a livello culturale, purtroppo non anche a livello elettorale), ritengo il buon rugbista cosentino quanto di meglio nella realtà politica regionale. Faccio un in bocca al lupo a tutti i candidati liberali che correranno alle prossime elezioni, in qualsiasi lista essi siano collocati, nella speranza che un giorno la nostra area possa presentarsi ad un appuntamento elettorale unita e più forte che mai. Saluti liberali.

  19. Caro Avvocato Impusino, sono esterrefatto per quanto ho letto sul suo post in ordine alla iscrizione al Partito. Non capisco proprio chi possa averla sconsigliata ad aderire al PLI, se non qualcuno di quei sedicenti liberali, che non hanno intersse che esista un partito che coerentemente si richiami a quel patrimonio politico, culturale e morale, cui il PLI si ispira. D’altra parte, le sarebbe stato facile, consultando questo stesso Sito, rendersi conto che non esistono difficoltà di alcun genere per la iscrizione al Partito. Basta scricare la scheda, pubblicata nella apposita sezione iscrizioni e versare la quota sul conto corrente, sempre indicato nello stesso sito e spedire il tutto alla Segreteria Nazionale. Spero che, dopo questo chiarimento, avremo il piacere di annoverarla tra i nostri iscritti. Per quanto riguarda le attività in Calabria la invito a contattare il responsabile regionale, Eugenio Barca, attualmente candidato nella lista del PLI alle elezioni Comunali di Cosenza.
    Respingo la ingenerosa critica mossa al Presidente Palumbo e che, penso dipenda da scarsa informazione. Nessuno nel PLI contesta la legittimità del pluralismo delle idee, che anzi, volterianamente, consideriamo la base del pensiero liberale. Non solo, ma chiunque può definirsi, come in effetti oggi avviene, di idee liberali. Altra questione è quella della rigorosa coerenza tra le proprie idee e la materiale militanza. Questo concerne il Foro interno di ciascuno di noi e nessuno può sindacare.
    Noi intendiamo invece tracciare una precisa linea di demarcazione tra chi, pur ritenendosi liberale, poi, milita in partiti che ne contraddicono nell’azione concreta, i principi, anzi si rivelano sostanzialmente postfascisti o postcomunisti, al confronto di chi, a costo di sacrificare le proprie ambizioni personali, ha scelto di militare nell’unico Partito dei liberali organizzati italiani, che in troppi hanno interesse ad oscurare. Riteniamo che la decadenza della politica italiana, che è dinanzi ai nostri occhi, è da attribuire alla fine dei partiti ancorati a tradizioni culturali e valoriali, per dar luogo ad un bipolarismo da stadio, costituito da due formazioni di porere contrapposte, che si combattono aspramente, ma sono sostanzialmente uguali. Sin dal Congresso Nazionale del 20009 abbiamo scelto la linea della autonomia, che è stata confermata da tutti i Consgli Nazionali e dalle Direzioni e ci ha portato ad aderire al Polo di Centro per l’Italia per contribiure al necessario scardinamento del pernicioso bipolarismo all’italiana. In coerenza con tale impostazione il PLI partecipa alle elezioni amministrativa in corso con proprie liste collegate a tale alleanza centrista o in liste che riuniscono i partiti della coalizione. A Cosenza l’appoggio al candidato sindaco Enzo Paolini si iscrive in tale logica, poichè egli si contrappone al sindaco uscente, sostenuto dal PD ed al candidato sinaco del PDL e della Destra fascista di Storace. Anche a Torino e altrove abbiamo seguito la medesima linea. Altrettanto a Milano, dove il PLI ha aderito alla lista dell’alleanza di Centro. Invero in tale città avevamo coltivato per mesi, ( io stesso avevo partecipato ad una riunione) la speranza di costituire una lista liberale, che avrebbe appoggiato la candidatura a Sindaco di Edoardo Croci. Tale possibilità, che certamente sarebbe stata la migliore per sottolineare il ritorno in campo dei liberali, è venuta meno per la decisione, autonoma e personale, dello stesso Croci, di ritirare la propria candidatura a Sindaco, di allearsi con il centro-destra e di presentare una lista civica con la denominazione di Milamo futura. Nel corso di una lunga telefonata ricevuta dal medesimo pochi giorni prima della presentazione delle liste, mi rammaricai per l’opportunità perduta e precisai che il PLI non poteva allearsi con la coalizione di destra della Lega, del PDL . Principalmente contestai che una lista che si definiva di ispirazione liberale, si vergognasse di chiamarsi liberale. Doveva esservi una ragione che non capivo. Questo è il senso della distinzione correttamente fatta dal Sen. Palumbo, quando distingue tra chi, pur ritenendosi legittimamente di idee liberali, poi, contraddittorimente milita in partiti o schieramenti che nulla hanno di liberale e chi, come il PLI, anche a costo del quasi completo oscuramento, ritiene di dover essere coerente e conseguente con le proprie idee. Nessuno può vietare persino a Berlusconi o a Veltroni, come hanno fatto più volte, di definirsi liberali, altrettanto vale per coloro che in passato sono stati iscritti al PLI e che oggi si collocano con altri soggetti politici. Noi ci limitiamo ad affermare soltanto che rappresntiamo l’unico partito dei liberali italiani organizzati, che hanno fatto questa scelta senza se senza ma. Ne avremo il diritto?

  20. Ho letto con attenzione i post pubblicati da tutti. Ne condivido molti e i restanti mi sconcertano.
    Si tende ad attribuire in modo sovietico l’etichetta di “liberale” e ciò viene fatto dai vertici di un partito, il PLI, che nelle ultime tornate elettorali non ha avuto neppure la forza di presentare delle liste autonome. Per mancanza di volontà, per meri giochi di poltrone, per inconcludenza e per assenza di slancio ideale si è ridotti il PLI ad un nevrotico gerontocomio nostalgico che nulla ha di “liberale”.
    Ringrazio gli Amici Villa, Savi e Caputi. Loro cercano con forza di perseguire il più nobile degli obiettivi: coinvolgere i liberali, parlare di temi liberali e allargare il bacino di adesioni. Il PLI cosa fa in merito? Nulla, il vuoto pneumatico! Il risultato sono le continue perdite di importanti pezzi che farebbero soltanto bene ad un’organizzazione che si dichiara erede dello storico PLI. Già erede, perchè il PLI attuale è cosa ben diversa dal partito storico che ha vinto importanti battaglie per la libertà, l’innovazione e la libera determinazione degli individui. Non mi sono mai iscritto al PLI per gli stessi motivi che qualcuno ha precedentemente rilevato, tuttavia, sono un liberale e nessuno può concedersi la libertà di eleggersi a certificatore liberale (contrasterebbe con la libertà di altri individui a proclamarsi liberali con orgoglio).
    Riconosco una sola lista liberale alle elezioni comunali di Milano: Progetto Milano Migliore. Lista dichiaratamente liberale, promossa da liberali e attenta a quei temi – a tutela dell’individuo – che dovrebbero essere gli unici di nostro interesse. Il resto è solo un mero gioco di poltrone e bramosia di un potere partitico che nulla di buono porta alla costruzione di una vera casa dei liberali.
    Per questo ho deciso di candidarmi con Progetto Milano Migliore. Perchè Croci, Rossi, Berlinguer e altri sono persone con le quali poter perseguire un progetto concreto. Perchè sono persone intellettualmente oneste e la loro storia ne è testimone.
    Illimitate salvezze amici liberali!

    PS: lancio la sfida: chiederò la tessera del PLI. La mia richiesta sarà respinta?

  21. L’Avv. Palumbo dice bene quando afferma che è compito del PLI provare a “raccogliere i liberali (se già c’erano) o di indurli a riconoscersi nel PLI (se non ci sono mai entrati)”. Il problema è che in questi anni è stato spesso fatto l’esatto contrario, con mosse azzardate e personalismi indecenti che hanno indotto tante persone (come il sottoscritto) a stare alla larga dal Partito. Additare chi dissente come “traditore” e/o “fallito”, come fatto nell’intervento postato sopra proprio dall’Avv. Palumbo, non è certo un esempio coerente di liberalismo. I dissidenti sono il sale della libertà, diceva in maniera rivoluzionaria Oriana Fallaci. A dare ai dissidenti dei traditori, al contrario, ci avevano già pensato in tutti i modi possibili sia i regimi fascisti che quelli comunisti della storia: noi liberali avremmo il dovere di parlare e di agire diversamente , riscontrando in chi dissente i crismi che caratterizzano l’uomo libero e provando a sfruttare al massimo le potenzialità del pensiero difforme. La diversità, il pluralismo di idee, di posizioni, di opinioni, possono essere solo una fonte di crescita per un partito e per ogni singolo individuo che ne faccia parte. Invito pertanto ( da perfetto signor nessuno -lo so- ma da laico, nonviolento e liberale mi sento in dovere di farlo) l’Avv. Palumbo, ogni interlocutore ed ogni altra persona che abbia a cuore il futuro del liberalismo in Italia a moderare i termini nei confronti di amici liberali schierati su altre posizioni , perchè questo atteggiamento aggressivo non giova certo alla causa della libertà, ma solo all’insorgere di faide personali e di divisioni inutili che non fanno certo onore alla tradizione della quale siamo tutti portatori. Saluti libertari, Carmelo Impusino.

  22. Rispondo ad Enzo Palumbo che mi ha fatto una domanda chiarissima.
    Se il Partito Liberale Lombardo fosse stato convocato nella sua interezza degli iscritti e simpatizzanti (cosa fondamentale per chi ha la responsabilità di farlo crescere sul territorio invece di pensare ad imbellettarsi sulla pelle e sui soldi degli altri) e se da questo consesso fosse uscita a maggioranza la decisione di appoggiare Manfredi (o chicchessia), io mi sarei schierato sin dal primo giorno.
    Siccome questo non è avvenuto, siccome da Roma ci (anzi, scusa, mi) è stato posto l’aut-aut (“o appoggi la Giudice o sei fuori”), siccome la decisione di appoggiare Manfredi è stata presa in uno studio con la presenza di al massimo (ripeto: al massimo) 4 persone, siccome io non ero presente (colpo di stato… direi, visto che sono nell’Ufficio di Segreteria Nazionale), siccome l’unico candidato presentato da me e che sarebbe stato presente in lista è stato tolto senza nemmeno avere la compiacenza di avvertirmi (sai anche tu che son venuto a saperlo da Valditara), siccome i liberali milanesi sono dovunque (e lo dimostreranno i numeri)… per tutte queste ragioni Impégnàti che presiedo lascia liberà di voto ai suoi iscritti: sia per Manfredi che per Edoardo.
    Nel mio ruolo di membro dell’Ufficio di Segreteria Nazionale del PLI non posso che adeguarmi a quanto deciso da Roma.
    Ma raccontando la verità, squallida, di una realtà milanese e lombarda voluta da Roma (e quindi anche da te Vincenzo) e che fa vergognare chiunque abbia un minimo di dignità personale.

    Ed ora un breve commento su quel che scrive Nicola.
    Un uomo corretto, sincero e leale si vede dal seguito e dalla motivazione che riesce a suscitare da chi sceglie liberamente di condividerne il percorso.
    I fatti parlano chiarissimo, caro Nicola. Guardati attorno e vedi il tuo deserto. Io i miei amici sinceri li ho già trovati e mi sto divertendo un sacco con loro.

  23. Scusatemi se intervengo, ma colgo l’occasione per poter interloquire direttamente con Enzo Palumbo che non ho mai avuto il piacere di conoscere.
    Io sono un ragazzo della Lombardia, ho partecipato alle attività del PLI regionale insieme a Mario Caputi e Nicola Fortuna e vorrei, umilmente e senza l’intenzione di fare polemica (a che pro poi?), fare qualche domanda: se si parla di linea nazionale da seguire (e mi sta anche bene l’idea), se si parla di allearsi con il terzo polo, se si parla di scegliere l’alleanza liberaldemocratica, perchè a Cosenza si va con i comunisti (perchè di comunisti si tratta)?
    Perchè a Milano siamo alleati con partiti che al ballotaggio sono pronti a schierarsi con Pisapia, una persona apertamente comunista?Perchè è stato imposto ai dirigenti locali di seguire Sara Giudice (ragazza che io ho personalmente conosciuto e che per Milano ha fatto zero proposte concrete, ma molto antiberlusconismo utile solo alla Moratti)? Nel PLI, il vero partito delle libertà, come si fanno ad imporre alleanze con chi nemmeno si conosce (perchè il PLI non conosceva Sara Giudice)?
    La prego di leggere le mie domande in maniera positiva, non voglio essere arrogante, ma voglio capire.
    Grazie per ogni sua eventuale risposta.
    Cordiali saluti
    Umberto Villa

  24. Mario,

    pure io ti avevo dato fiducia per avere con te un rapporto sincero e leale e mi sento tradito dalla tua incapacità di ascoltare, elemento primario non solo in politica, ma in tutte le relazioni umane.
    Naturalmente la posizione strumentale da te assunta viene dimostrata dal tuo atteggiamento intransigente e poco comprensibile per chiunque, posto che ho le prove che attestano la veridicità di quanto affermo.
    Se ciò che asserisci fosse vero, avresti chiesto un chiarimento totale già nell’ immediato, non rifugiandoti sull’ Aventino in sdegnoso silenzio per poter delegittimare a tuo piacimento in seguito.

    Adesso, mi permetterai, ho altro da fare nell’ interesse del P.L.I.

    Con immutata sincerità e senza rancore perchè dimostri non essere al corrente dei fatti.

  25. Per non pestare inutilmente l’acqua nel mortaio, evito di proposito di polemizzare con alcuni dei commenti che precedono.
    D’altra parte, sono ormai abituato a constatare che le accuse più velenose verso il PLI provengono proprio dagli ex liberali (o, se si vuole, da coloro che il PLI l’hanno abbandonato), per i quali l’esistenza in vita del PLI è la rappresentazione emblematica del loro fallimento (nella migliore delle ipotesi) o del loro tradimento (nella peggiore).
    Interloquisco invece volentieri con Mario Caputi, riconoscendo che ci sono ovviamente dei liberali anche al di fuori del PLI, e che compito del PLI è anche (e sottolineo, anche) quello di riaccoglierli (se già c’erano) o di indurli a riconoscersi nel PLI (se non ci sono mai entrati); il che, ovviamente, è il compito esattamente contrario a quello di chi invece li vorrebbe spingere in fuori, ovvero, se già usciti, prova a sostenerli.
    Sulle ultime vicende milanesi, che hanno portato alle candidature, mi astengo perché le vicende non mi sono note nella loro completezza.
    Sta di fatto che il PLI, quello stesso nel quale milita Mario, è schierato con la lista del Nuovo Polo, in coerenza con la linea nazionale (e, penso anche regionale) del Partito, mentre la lista Milano Migliore di Croci è in coalizione col PdL, e cioè proprio con uno dei protagonisti del bipolarismo italiano, che è il principale strumento inventato dagli sprovveduti ed impauriti politici (anche liberali) del finale della prima repubblica e poi, nella seconda, perfezionato dal tandem Berlusconi-Veltroni per impedire l’autonoma esistenza dei principali filoni culturali (liberali, socialisti, popolari) attivi in tutta l’Europa, salvo che in Italia.
    Mi sembrerebbe quindi assolutamente naturale che Mario, in coerenza della posizione ufficiale del PLI, faccia di tutto per sostenere la lista del Nuovo Polo per Milano, mentre il Suo commento, quasi bipartisan, mi fa sospettare che la sua posizione sia alquanto indifferente rispetto alla competizione in atto.
    Ed allora, e vengo al punto, la domanda è questa: Mario Caputi, che si firma come componente dell’Ufficio di segreteria del PLI, chiederà ai milanesi di votare per il Nuovo Polo per Milano oppure per la lista Milano Migliore?
    E’ gradita una risposta secca: il si sia si, ed ilno sia no!

  26. Non voglio e non ho nessuna intenzione di alimentare polemiche sterili e dannose in un momento in cui tutti dovremmo essere insieme a sostenere il P.L.I.

    Desidero soltanto ribadire che nella mia cultura conosco solo la parola ”Unione” e che posso documentare in maniera inoppugnabile quanto accaduto in ordine alla presenza dei Liberali in lista al Comune ed ai Consigli di Zona.

    Evidentemente altri operano strumentalmente con motivazioni che nulla han a che vedere con la vita del P.L.I. e si sottraggono a ogni tipo di dibattito. Avremo tempo per parlarne brevemente a campagna elettorale conclusa perchè di evidenza solare. Gli scheletri fanno
    parte dei cimiteri del nulla e di chi non ha il coraggio delle proprie opinioni nelle competizioni elettorali della Repubblica Italiana.

  27. Caro Enzo,
    ti giuro che non lo faccio apposta ma confermo in pieno quanto scrive Iacopo (“Fortuna allontana tutti”), Pierangelo (“non c’è stata alcuna riunione allargata a tutti gli iscritti”) aggiungendo che l’ultima riunione che vide (quasi) tutti i liberali milanesi in una stessa stanza (sessanta) l’organizzai io proprio assieme ad Edoardo Croci. E mi unisco all’invito di Umberto che chiede a Carmelo di contattarlo. Quel che è accaduto in calabria è anche quello che accade qui in Lombardia (vedi punto 2 sotto)
    E vengo in medias res.
    1) Enzo, sai bene che i liberali sono dovunque e quindi ANCHE nel PLI. Se non fosse così non si spiegherebbe l’intento di Stefano De Luca di organizzare un congresso costituente nel 2011.
    2) Sai anche bene che nella lista NUOVO POLO PER MILANO sia Stefano che Nicola han tenuto fuori candidati liberali presentati da Impégnàti. Ergo: ci sono liberali in altre liste a Milano
    3) Non sai invece che il PLI milanese, ora, ha 4 partecipanti alle riunioni di Fortuna. E sono i 4 candidati nelle liste del nuovo polo.

    Mi fermo qui. Tutto il resto è un triste spettacolo che chi non vive a Milano non può giudicare nè condividere. Perchè sfiora l’assurdo.

    Mario Caputi
    Ufficio di Segreteria Nazionale del PLI
    Presidente di Impégnàti

  28. Salve a tutti,
    è da tanto che non scrivo su questo sito e devo dire che dopo aver letto alcuni commenti non mi manca proprio. Tuttavia, sono “costretto” a farlo per le ragioni che spiegherò subito.
    Leggo con stupore che un vecchio liberale quale è l’avv. Palumbo dà giudizi di liberalismo a chi non è candidato in una lista civica che appoggia il candidato del Nuovo Polo.
    Mi chiedo: per caso si sostengono esami di liberalismo per cui arrivati ad un certo livello si può poggiare la spada e dichiarare ufficialmente “tu sei liberale”? Oppure, si applica al liberalismo la direttiva europea sui prodotti doc e dop?
    Ovviamente, essendo ospite (forse poco gradito) non mi permetto di rispondere sulla casa, ma vorrei capire se la valutazione si basa sulla candidatura nella lista PLI o sulla presenza nel nuovo Polo. Sapete perchè ve lo chiedo? Perchè se la discriminante è la prima beh allora credo sia una questione di mera appartenenza partitica e non ideologica (per altro, consentitemi, poco rispettosa per chi è liberale anche se fa scelte differenti).Se al contrario, è una questione riguardante la coalizione, allora l’avv Palumbo ci deve spiegare come mai a Cosenza il PLI si schiera serenamente a fianco della lista di Vendola e dei Verdi senza una levata di scudi sulla INCOMPATIBILITA’ tra il liberalismo ed il comunismo?O forse il nucleare a Cosenza si può accantonare?
    Ovviamente mi si risponderà che le amministrative sono cosa ben diversa dalle politiche. Vi dirò, l’obiezione è fondata. Tuttavia, mi pare poco coerente perchè a quel punto cade il pedigree, essendo Croci e i giovani liberali (che sottolineo essere il futuro e quindi non solo degni ma i primi ad essere ascoltati) appartenenti pieno titolo nell’area liberale italiana anche se appoggiano la Moratti.
    In conclusione, vi chiedo scusa per essermi dilungato e ricordo a me stesso (per chè l’avv Palumbo e tutti voi lo sapete benissimo) che il liberalismo non è una semplice ideologia, ma un metodo e come tale non può e non deve avere appartenenze partitiche o di coalizione.
    Ciao a tutti.
    Claudio

  29. Condivido pienamente Pierangelo Rossi e Carmelo Impusino.

    @Impusino: partecipo anche io a politicainrete, sono un giovane liberale della Lombardia. Se è interessato alla GLI mi contatti a umbe.villa@gmail.com

    Non commento Palumbo, non mi posso permettere non essendo un liberale doc.

  30. L’affermazione di Enzo Palumbo, secondo la quale solo gli iscritti al PLI sono veri liberali doc e tutti gli altri sedicenti liberali, è totalmente fuori luogo. Non è questo lo spirito giusto. Tempo fa ( sono passati circa 2 anni) ho contattato il responsabile (o forse ex responsabile, era un avvocato di Caulonia ) calabrese del PLI per iscrivermi al partito. Pensavo facesse salti di gioia (un liberale in Calabria, nella provincia di Reggio, merce più unica che rara!! ), invece si è preso i recapiti e mi ha promesso di ricontattarmi , senza mai più farlo. Erano i tempi del Congresso che vedeva contrapposti Taradash-Diaconale a DeLuca-Guzzanti: forse il responsabile calabrese avrà pensato che volevo iscrivermi per votare per Taradash (e non lo avrei fatto, io volevo solo iscrivermi, non avrei proprio partecipato al Congresso), e mi ha snobbato. Purtroppo ai tempi non mi è stato neppure consentito di iscrivermi direttamente al partito (sarebbe stata sufficiente una normale lettera di adesione inviata via fax a Roma) : il responsabile mi ha sconsigliato di farlo e mi ha chiesto di mandare tutto a lui, perchè queste erano state le indicazioni della dirigenza. Nel PLI ho notato sempre questo tentativo diffuso di limitare gli ingressi, questo atteggiamento settario da parte di molti che occupano una posizione nella dirigenza (sia a livello nazionale che locale) e non vogliono, evidentemente, perderla o condividere esperienze con forze fresche. Ai tempi avevo 27 anni, ero già avvocato, moderatore storico del più importante forum di Liberalismo della rete (quello della ex politicaonline, oggi politicainrete -che continuo a moderare-) e avevo tanta voglia di impegnarmi e di fare politica. Non è bastato per potermi iscrivermi al PLI, nè per evitare un pietoso “la ricontatterò presto” dal responsabile calabrese. Il trattamento che ho ricevuto dai liberali doc del PLI per me ha rappresentato una vera pugnalata , soprattutto perchè in Calabria i liberali si contano sulle dita di una mano e se un giovane liberale, ultraliberista e libertario chiede di aderire non lo si può certo trattare come uno straccio. Il liberalismo è una prassi ed uno stile di vita, non una tessera. Quella del PLI non ce l’ho ( e non ne ho mai avute altre) ma credo di vivere da liberale, e ciò mi basta.

    Buona fortuna ai liberali doc e a quelli sedicenti .
    Carmelo Impusino

  31. Con alcuni giorni di ritardo vedo la polemica che è nata sulla presentazione delle liste per le elezioni comunali a Milano.
    Dato che sono uno dei promotori e organizzatori della lista civica “Progetto Milano Migliore – con Edoardo Croci”, desidero fare alcune puntualizzazioni, sia pure in modo molto sintetico.
    1) Innanzi tutto una domanda : chi ha deciso, a livello locale, la confluenza del PLI nel cosiddetto nuovo Polo ? Non c’è stata alcuna riunione in merito. Personalmente, pur essendo iscritto al PLI, come gli amici Croci e Berlinguer, non sono stato consultato nè informato. Dopo ho saputo che si voleva appoggiare Sara Giudice (una ragazzina, già consigliere di zona) come candidato Sindaco (per me una follia) e poi, al ritiro della Giudice, di confluire nel nuovo Polo e senza alcun simbolo di partito.
    Ricordo che , qualche mese fa, in una riunione di amici del PLI, fatta in un ristorante, tutti i presenti erano fortemente critici sulle ultime prese di posizione dell’On.Fini ed in particolare sull’anti-berlusconismo viscerale (alla Di Pietro) dell’On. Bocchino.
    Potevo capire una lista autonoma PLI, anche se avevo e ho forti dubbi sulla possibilità concreta di riuscita (firme necessarie; voti): quindi in una elezione amministrativa e non nazionale, voti sprecati.
    2) L’idea della lista civica autonoma “Milano Migliore – con Edoardo Croci” è nata invece da una serie di riunioni con diversi liberali e altri esponenti della società civile.
    Si è preferito presentare una lista civica autonoma, di chiara impostazione liberale e con contenuti fortemente ambientalisti in modo da rendere la città di Milano più vivibile, pulita e sicura, con un programma preciso per la città.
    Tra i promotori e tra i candidati di questa lista civica ci sono diversi noti esponenti liberali, iscritti al vecchio PLI e iscritti al nuovo PLI. Basta vedere il sito “Progetto Milano Migliore” per avere una idea dei nomi e dei programmi.
    La raccolta delle firme è stata fatta con dei gazebo sparsi per la città e con degli eventi-aperitivi. Il numero delle firme racolte è stato superiore ad ogni ottimistica previsione.
    3) Non capisco quindi la scelta di entrare in una lista del nuovo Polo (Fini, Rutelli, Bocchino, ecc.) e senza alcun simbolo di partito liberale e non entrare invece nella nostra lista civica (anche questa senza simboli di partito), ma comunque composta da diversi promotori e candidati di chiara impostazione liberale.
    4) Infine certe recenti dichiarazioni dell’On: Bocchino in caso di ballottaggio stanno creando ulteriori perplessità.
    5) Ovviamente non rispondo a chi parla e ci accusa di “sedicenti liberali”.
    Cordiali saluti
    Pierangelo Rossi

  32. Scopro di non essere un liberale doc non essendo iscritto al PLI, mi permetto però di essere DOCG.

    A questi doverosi chiarimenti sulla vicenda meneghina, sarebbe da aggiungere che se il PLI lombardo è ridotto al lumicino è per lavoro ed effetto del dott. Nicola Fortuna Commissario del PLI lombardia, non responsabile, che allontana chiunque si avvicini al partito, ma se lo facessi farei una sterile polemica.

    Mi limito ad augurare buona fortuna ai candidati Liberali che conosco e che rispetto quali G. Gandola e M. Finotti

  33. IN BOCCA AL LUPO, AGLI AMICI CANDIDATI LIBERALI, A MILANO. A VOI IL COMPITO DI TENERE ALTA LA NOSTRA BANDIERA, LE NOSTRE IDEE, I NOSTRI PRINCIP, A NOI QUELLO DI DARE TUTTO IL NOSTRO SOSTEGNO E SUPPORTO A CHE IL VS.IMPEGNO SIA CORONATO DAL SUCCESSO CHE MERITATE. PER IL BENE DI TUTTI I MILANESI!

  34. Al chiarimento di Mario Rampichini, che ringrazio per l’impegno che ha messo in questa vicenda, aggiungo che i liberali in lista col Nuovo Polo per Milano sono gli unici liberali doc, in quanto iscritti al loro partito, che, per l’appunto, è il PLI; gli altri, dovunque collocati, sono soltanto sedicenti liberali, che hanno preferito collocarsi in casa altrui piuttosto che stare nella propria e dare una mano per migliorarla. Se Croce ed altri hanno scelto diversamente, facciano pure; ma, per favore, non confondiamo le lingue, e chiamiamo ognuno non già col nome che gratuitamente si attribuisce ma con quello che gli compete in base ai comportamenti.

  35. L’amico “mpomati” non s’è accorto che la parola “Nome” non si cancella automaticamente, come invece accade per il termine “Email”. La prossima volta dovrebbe presentarsi con nome e cognome.
    In effetti, fra i promotori e i candidati della lista proposta da Croci ci sono molti “dichiaratamente liberali”, a cominciare dallo stesso Edoardo Croci, fino all’anno scorso iscritto al PLI. Ma costoro, avendo rifiutato di contribuire al tentativo di presentare una lista PLI e avendo promosso una lista in concorrenza a quella cui poi ha aderito ufficialmente il PLI, si sono posti fuori dal partito. La divisione dei liberali è un problema annoso. Secondo me, il PLI è l’unico strumento politico valido per sperare in un rilanciodel liberalismo in Italia. Del resto, dichiaratamente liberali sono anche Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e molti altri, in quasi tutti gli schieramenti.

  36. Cliccando casualmente sul sito ho scoperto che alcuni liberali (a dir la verità non li conosco) sono in lista con il nuovo polo di Fini, Bocchino e Rutelli.
    Questo mi ha meravigliato perchè a Milano, per le prossime elezioni comunali, c’è invece una lista civica di impostazione chiaramente liberale e con contenuti anche ambientalisti, ed è quella di “Progetto Milano Migliore – con Edoardo Croci “.
    Tra l’altro so che tra i promotori e organizzatori di questa lista ci sono molti esponenti , da sempre conosciuti come liberali.
    Ad esempio, oltre a Croci, ci sono Morandi, Berlinguer, Rosa, Rossi, Favini, Bastianini, Della Porta Raffo, Andrea Sterpa (figlio dell’ex-sen. liberale Sterpa).e tanti altri. Anche nella lista, come candidati, ci sono giovani e meno giovani dichiaratamente liberali.
    Per questo non capisco questa divisione dei liberali che sono sempre quattro gatti.

  37. A pochi giorni dal deposito delle liste elettorali la politica milanese è già sulle prime pagine dei giornali ma non per i contenuti espressi bensì per le continue e reiterate dispute all’interno dell’attuale maggioranza.
    Inutile riportare i fatti ormai oggetto di cronaca sintomatici della completa frammentazione interna del PDL lacerato da personalismi e orientato verso un potere verticistico che, di fatto, rappresenta una oligarchia plutocratica sempre più lontana dalle reali esigenze della cittadinanza oltre che dai concetti più basilari della Democrazia.
    Il superamento dell’attuale stato irrazionale che ha determinato lo scadimento della politica comunale non può trovare soluzione indicando alcuni poteri dello Stato quali responsabili di qualsivoglia male che affligge la città e la Nazione.
    Un autentico liberale si sente offeso dalla mancanza di rispetto da coloro che non perdono occasione per interpretare, senza che sia stata conferita loro alcuna delega, il pensiero dei cittadini, ritenendosi depositari di una “pedagogia di Stato” consona a modelli distanti e opposti al Nostro.
    Ritengo sia prioritario, nel 150° della fondazione dello Stato Italiano, analogamente alle battagli fatte dai Nostri predecessori, un Risorgimento delle Virtù dei cittadini milanesi quale presupposto per limitare il danno istituzionale e di immagine che sta vivendo la Nostra città in questi frangenti.
    Indignarsi non basta, occorre prendere reale consapevolezza di ciò che è inaccettabile per nostra vita politica esprimendo in tutte le sedi opportune i più alti valori dell’Etica, dell’intelligenza e del senso civico.

    Avv. Marco FINOTTI
    Responsabile Giustizia
    Partito Liberale Italiano – Lombardia

  38. Il professore Vincenzo Puzza vorrebbe cortesemente sapere se ci sono dei candidati del PLi in taluna lista presente alle comunali di Varese, o se magara c’è un’indicazione di voto tra i dieci candidati a sindaco. Grazie.

  39. Mi rincresce di dover confermare che i candidati del PLI nella lista del Nuovo Polo per Milano sono solo i quattro elencati nel comunicato. Purtroppo la candidatura di Riccardo Pellegrino è stata cancellata.

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