Sulla vicenda Parmat è ancora caos. È mancata una politica industriale adeguata. La cosa grave è che nessuno si è preoccupato di tutelare i consumatori al tempo del commissariamento ed oggi, che i fondi vendono le loro quote ad imprese straniere, si grida al lupo. Il libero mercato prevede la libera circolazione di capitali ed è impensabile bloccare questo sistema. D’altra parte c’è da chiedersi perché tanto clamore attorno a questa vicenda, quando aziende che operano nei settori di telecomunicazioni, energia ed elettronica sono già state vendute allo straniero. Che sia un segnale di richiesta di un cambiamento strutturale? L’Italia necessita di una politica industriale lungimirante, capace di creare l’interesse per gli investimenti.

1 commento

  1. Se gli stranieri sono in grado di far funzionare le aziende ben vengano visto che, nello specifico e non solo in questo caso, si è dimostrato quanto una classe imprenditoriale che ha aziende alla ribalta mondiale, sia in grado di fare. Il rammarico è che realtà meno importanti, in termini di ridondanza mediatica ma con potenziali di sicuro interesse, vengano penalizzate da una politica che parla molto e fa ben poco e da un sistema bancario/finanziario che predilige poche avventure disastrose o comunque speculative, anzichè molte fondate su lavoro e produzione, capaci di generare una ricchezza reale.

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