“Ha ragione Casini. La situazione politica nazionale è insostenibile ed è necessario sciogliere questo Parlamento. Le volgari provocazioni al Presidente della Camera sono premeditate, a lui va la nostra solidarietà, – ha affermato il Segretario Nazionale del PLI Stefano de Luca – e dimostrano la caduta di ogni forma di rispetto istituzionale. Di fronte ad un governo che ha perso ogni dignità istituzionale e un parlamento che si abbandona alla gazzarra, l’appello alla sovranità popolare è il rimedio più corretto. Il Presidente della Repubblica non potrà che individuare nel ricorso al giudizio popolare, il rimedio più adeguato.”

5 Commenti

  1. Non credo che la situazione cambierà solo perchè si scioglie il Parlamento e si va a votare. Gli elettori chi voteranno, come sempre non esiste nulla di concreto, forze politiche che hanno e stanno ciarlando, preoccupate più di fare le comari che di offrire al paese poche vere e realistiche soluzioni. Programmi che nessuno conosce e mai ha conosciuto, una politica che si preoccupa come sempre del proprio scranno. Meno parole e più fatti…io che sono nato Liberale mi sono sempre detto che se fossi di sinistra avrei votato Bertinotti perchè gli riconoscevo coerenza tra parole e azioni, riconosco al “Fatto quotidiano” la capacità di lavorare senza i finanziamenti, ai Radicali una coerenza con quanto predicano anche se poi non riescono a sostenersi. Prima di chiedere agli Italiani di votare mettiamo in campo una forza politica vera, che si autofinanzi, che rifiuti le logiche che contraddistinguono la nostra classe politica, una forza che sia controcorrente. La Lega dovrebbe aver insegnato qualche cosa, anche se oggi ha perso al sua capacità di rappresentanza per scelte a mio avviso non condivisibili. Ma se si creasse veramente un soggetto politico che faccia da collante tra le varie realtà di questo nostro Paese, capace di riconoscere le diverse identità rappresentate, rispettandone le origini le tradizioni e le culture, diffondendo e salvaguardando le Libertà in un contesto in cui la regolamentazione sia di indirizzo più che di disposizione, allora si votare avrebbe un senso. Dare voce alle minoranze attraverso il riconoscimento della loro Libertà di governarsi, mettere l’elettore di fronte alla realtà fatta di necessità di sacrifici ed in cambio la riduzione degli sprechi che si attua anche licenziando chi non lavora e premiando chi si prodiga per il proprio interesse che all’interno di regole di sana convivenza porta benefici alla comunità. E’ impensabile che si possa uscire da decenni di inefficienza di governo in pochi battiti d’ali e questo deve essere detto a chiare lettere, prendere coscienza che l’elettore non è uno sprovveduto e va trattato da persona in grado di intendere e di volere. Non promettiamo posti di lavoro se prima non creiamo le condizioni per lavorare, ma per farlo dobbiamo soffrire e rimboccarci le maniche rinunciare, per scelta, a cose che non ci possiamo permettere, lavorare di più a parità di stipendio, ma far lavorare anche gli imprenditori soprattutto quelli che oggi fanno della finanza il loro Hobby principale a discapito di chi risparmia e lavora veramente.

  2. Caro Fabrizio, non sei l’unico a pensarlo! Comunque, dato lo stato di cose, ha ragione l’On. de Luca quando dice che si dovrebbe sciogliere il Parlamento, francamente non mi sento ( e non voglio!) essere rappresentata da un barzellettiere di dubbio gusto!

  3. buongiorno a tutti. Io credo che occorra, prima ancora dello scioglimento del parlamento, una legge elettorale che ridia agli elettori, la possibilità di scegliere il proprio candidato e non, invece come succede oggi, che i candidati siano già definiti dai partiti, lasciando agli elettori unicamente la possibilità di confermare le scelte altrui.
    Poi, andiamo pure a votare.

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