Per riuscire a controbattere efficacemente a proposte populiste, demagogiche e antiche quale quella della CGIL che propone “sul modello francese” di riequilibrare il bilancio dello Stato introducendo una tassa ordinaria (stabile) sui grandi patrimoni (per colpire il 5% della popolazione italiana “ricco e ricchissimo”), basterebbe –a volte- riordinare tutta una serie di informative che periodicamente riceviamo.

E’ il caso delle analisi recentemente pubblicate dal gruppo di lavoro “Giarda”, secondo cui il patrimonio pubblico vale il 140% del PIL; rende pochissimo; solo in immobili varrebbe oltre 500 miliardi di euro!

Dei dati dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui nel 2009 solo 72.000 italiani hanno dichiarato redditi superiori a 200 mila euro!!

Delle comunicazioni rese recentemente dal Ministro del Tesoro Giulio Tremonti, secondo il quale nel 2010 l’Agenzia delle Entrate ha recuperato la spaventosa cifra di 25 Miliardi di Euro dall’evasione fiscale “reinvestita” per pagare pensioni e spese sanitarie.

Delle dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che alcuni giorni fa ha dichiarato che “aumentare le aliquote fiscali è fuori discussione giacchè comprometterebbe l’obiettivo della crescita e sottoporrebbe i contribuenti onesti a una insopportabile vessazione. Sicchè le aliquote andrebbero piuttosto diminuite man mano che si recuperano evasione ed elusione”.

Soprattutto delle misure fiscali proposte dal governo liberaldemocratico inglese nella Finanziaria per il 2011, che riducono al 23% l’aliquota delle imposte sulle società, riducono la base imponibile del reddito per le persone fisiche, riducono l’accisa sui carburanti!!

Sicchè mentre internazionalmente e ai livelli finanziari più qualificati (Gran Bretagna e Bankitalia) si indica la strada della riduzione delle imposte per incrementare la crescita economica e si indica la via della dismissione dell’enorme patrimonio pubblico spesso malgestito (Commissione Giarda), cosi’ da bilanciare detta momentanea diminuzione delle entrate fiscali. In uno, peraltro, alla lotta all’evasione fiscale, a condizione che, a differenza che in Italia, gli incrementi di gettito non vengano utilizzati per incrementare la spesa pubblica (Tremonti), bensi’ per ridurre il debito pubblico e le aliquote fiscali (BANKITALIA).

In Italia si ipotizza –ancora una volta e come sempre- l’inasprimento della pressione fiscale (CGIL ed ex Presidente del Consiglio socialista Giuliano Amato) con proposte di imposte patrimoniali per “colpire” pochissimi onesti contribuenti, come detto 72.000. E –purtroppo- si concretizza l’aumento delle tasse (Governo Berlusconi) con vari e nuovi balzelli; non ultimo con l’incremento dell’accisa sui carburanti (1-2 centesimi a litro), introdotto giorni fà per rastrellare annualmente 150 milioni di euro “necessari” a reintegrare il Fondo Unico per lo Spettacolo. Più tasse, più spesa (in ipotesi e nei fatti), l’esatto opposto dunque delle “solo” declamate politiche economiche liberali.

Avv.Giuseppe Carrieri
Coordinatore Regionale della Puglia del PLI

5 Commenti

  1. Mi rendo conto di una cosa, che il PLI per avere una linea politica a parer mio liberale, dovrà attendere un nuovo Segretario, e non un segretario che prima giustamente afferma che l’Italia non deve accettare più barconi, ed il giorno dopo affermi il contrario.
    Non condivido ormai più niente del PLI.
    Saluti.

  2. scusa Luigi, ma non credo che esista la necessità che il PLI entri a far parte di una coalizione con la Lega e con tutto ciò che ne consegue. Cos’ha di liberale questo governo? Secondo me nulla, dal momento che non è più possibile nemmeno scegliere i propri rappresentanti in parlamento. Essere liberali significa avere la possibilità, la capacità e la volontà di decidere, anche e soprattutto a chi affidare le sorti di questa martoriata e strapazzata Italia. Ormai lo hanno capito anche i sassi che questo governo non fa in alcun modo gli interessi degli italiani!

  3. L’avvocato Carrieri ha perfettamente ragione, la proposta Amato – CGIL è del tutto inaccettabile e anche dannosa per l’economia; aggiungo che sarebbe il caso che il PLI si mobiliti con un vero e proprio documento economico, da diffondere tramite la stampa, per contrastare in modo efficacie la proposta CGIL, e si potrebbe iniziare tramite il sito a raccogliere le adesioni.
    Per queste ragioni il PLI deve avere il coraggio di rompere con la sinistra, e con i suoi rami che si chiamano terzo polo, che a sua volta è favorevole alla patrimoniale.
    Faccio un esempio, un imprenditore edile, con la patrimoniale, non sarebbe più incentivato ad investire, perchè se oltre a tutte le altre tasse, dovesse pagare ad esempio, ancora 500.000 euro annui, la sua impresa fallirebbe.
    Quindi, possiamo affermare che la tassa patrimoniale disincentiverebbe gli investimenti in modo netto, a tal punto che a confronto l’aumento delle accise sui carburanti, sarebbe una bazzecola.
    E’ necessario che il PLI entri nella maggioranza di governo, sia pure in modo autonomo, per contrastare la patrimoniale, questo magari aprendo un tavolo di trattativa su tre punti fondamentali;
    1) Esposizione del Tricolore in tutti gli istituti scolastici;
    2) svuotamento totale dei clandestini da Lampedusa, la non accettazione in Italia di altri barconi di clandestini, misure risarcitorie per Lampedusa;
    3) privatizzazione nel settore ferroviario con relativo abbattimento delle barriere architettoniche nei treni onde renderli accessibili ai diversamente abili ed agli anziani con difficoltà di deambulazione.
    In sub ordine si potrebbe inserire anche l’umanizzazione degli ospedali psichiatrici giudiziari, di cui ho ampiamente scritto.
    A mio modo di vedere l’apertura di questo tavolo di trattativa con il governo, risulta fondamentale, se vogliamo veramente opporci alla patrimoniale, che per noi risulta essere la regina di tutte le battaglie politiche, assieme alla difesa ed all’esposizione del Tricolore.
    Il PLI, deve poi insistere nell’appoggio al governo relativamente agli aiuti al popolo giappponese, così duramente provato da catastrofi naturali, nonchè da gravissimi problemi relativi alla centrale nucleare di Fukuscyma.
    Non vorrei proprio da liberale, che si arrivi a proporre una tassa patrimoniale per mantenere i clandestini tunisini!
    La sinistra potrebbe arrivare anche a questo, e il terzo polo in questo caso la seguirebbe, per questo rivolgo un’ appello al PLI, affinchè lasci quel ramo della quercia della sinistra che si chiama terzo polo, e si concentri nel contrasto alla tassa patrimoniale che la sinistra vorrebbe.
    Saluti.

  4. Buongiorno: o le cifre che leggo sono campate per aria, oppure se sono vere, è il caso di ragionare su una maggiore equità fiscale. Se ogni contribuente avesse la possibilità di detrarre dal proprio reddito, ogni spesa documentata sostenuta, sarebbe incentivato a farsi emettere lo scontrino fiscale (come succede oggi con le farmacie) ovvero uno scontrino che, oltre a riportare i dati dell’esercente, abbia indicati anche quelli di chi spende (codice fiscale o partita IVA). Alla fine si pagherebbero le tasse unicamente su ciò che si guadagna realmente. Un esempio pratico: il mio cud di quest’anno riporta 15000 euro lordi, da cui si tolgono subito 1500 euro per la Sanità. Secondo lo Stato il mio imponibile è di 13500 e quindi mi fa pagare le tasse su quell’importo. Però, se consideriamo che alla fine dell’anno ho 1000 euro in più sul conto corrente bancario, rispetto all’inizio, mi chiedo e vi domando: e gli altri euro dove sono finiti? Ovviamente in tasse, in IVA, ecc… a me non sembra giusto. Se invece ci fosse la possibilità per ognuno di detrarre dal proprio reddito, tutte le spese documentate, scomparirebbero o si ridimensionerebbero tutte le attività illecite (non entro nel merito se sia giusto o meno legalizzare spaccio di droga, lavoro nero, ricettazione, prostituzione, ecc… però fino a che sono illegali, questo sistema le potrebbe limitare se non far sparire).
    Quindi: o i dati che ho letto sono frottole, oppure occorre darsi da fare per una maggiore equità fiscale, in modo che tutti siano stimolati a pagare, perché tanto poi portano in detrazione ciò che pagano. Io, per esempio, non pagherei nulla a chi non può emettere scontrino o fattura detraibili dal mio reddito.
    Se vogliamo, poi, possiamo discutere per esempio, di semplificare il lavoro, in modo che chi oggi lavora in nero, sia facilitato nella sua professione (per esempio, invece della partita IVA perché le ditte individuali non utilizzano esclusivamente il codice fiscale)?
    Qualcuno potrebbe spaventarsi di fronte alle inevitabili difficoltà che sorgerebbero con la realizzazione di queste mie idee….. beh, non è forse vero che la difficoltà aguzza l’ingegno?

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