In questi giorni una polemica tra le Ferrovie dello Stato ed i privati attivi nel settore ferroviario, che lamentano il boicottaggio del monopolista statale, ripropone con forza una questione strutturale. Se si vuole fare avanzare un reale processo di liberalizzazione e di privatizzazione nel trasporto su ferro, così come in altri settori, non è possibile protrarre una assurda situazione in cui l’Operatore dominante verticalmente integrato e protetto dallo Stato-Padrone, le FFSS, sono insieme giocatore ed arbitro e dispongono a proprio piacimento sia della rete ferroviaria che dei convogli che la utilizzano.

I liberali ritengono ormai indispensabile ed urgente un intervento radicale nel settore ed in particolare:

1. la costituzione di una agile ed incisiva Autorità indipendente di settore, sul modello di quella dell’energia, attenta alla difesa dei clienti finali e di un mercato competitivo, essendo di tutta evidenza inidoneo un ufficio ministeriale a ricoprire il ruolo di regolatore indipendente essendo lo Stato una delle parti in causa;

2. separare la proprietà della rete da quella di tutte le società che gestiscono servizi merci e passeggeri al fine di eliminare alla radice ogni rischio di abuso di posizione dominante, conducendo nel frattempo un serio processo di privatizzazione, con la più ampia uscita della mano statale soprattutto da questo segmento del comparto.

3 Commenti

  1. Concordo sul fatto di separare la rete ferroviaria dagli altri servizi, così come sulla necessità di avere treni accessibili a tutti, anche perché allargare la fascia degli utilizzatori, porta inevitabilmente a guadagni maggiori.

  2. L’idea è molto interessante. Separare la rete, che deve restare pubblica ed essere concessa ad operatori privati reinvestendo i proventi nel suo miglioramento ed ammodernamento, dall’esercizio di FFSS mi pare un’ottima soluzione, nel pieno rispetto della tradizione liberale.
    L’unica cosa sulla quale vorrei riflettere un pò di più è l’istituzione dell’ennesima autorità. Francamente questi istituti in Italia non hanno dato il meglio di se e si sono rivelati, magari non in tutti i casi, solo stipendifici e generatori di posti di sottogoverno. Se proprio la vigilanza della rete e del servizio dovessero essere posti sotto “autorità” terza integrerei in tal senso le competenze dell’Antitrust.

  3. Ottima, veramente ottima l’idea, soprattutto nel settore dell’alta velocità,la privatizzazione in campo ferroviario è una cosa fondamentale, ma si potrebbe incentivare le società ” privatizzatrici, tramite opportuni sgravi fiscali, anche ad eliminare nei treni le barriere architettoniche”, rendendo, in questo modo effettivo il diritto dei cittadini diversamente abili, a viaggiare autonomamente nei treni.
    In questo settore, quello della privatizzazione delle ferrovie, il PLI dovrebbe guidare la proposta politica, e caso mai, se non ci si arrivi per altre vie, anche con l’eventuale proposta referendaria, o legge di iniziativa popolare, per la privatizzazione delle ferrovie; nel frattempo potremmo aprire un dibattito al Senato.
    Saluti.

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