Vergona Bossi!

Sei come Gheddafi, vorresti oltre che spezzare l’Italia portarla fuori dall’Occidente, ma non ci riuscirai.

L’Italia unita sta col mondo libero!

6 Commenti

  1. La violazione dei diritti civili e’ , paradossalmente, sempre il sistema migliore di giustificare le peggiori nefandezze.
    Anche Hitler, se non ricordo male, attacco’ la Cecoslovacchia prendendo a pretesto la violazione dei diritti civili delle popolazioni tedesche dei Sudeti.
    Anche il nostro ruolo non cambia: allora dichiarammo guerra alla Francia per avere qualche migliaio di morti da portare al tavolo della pace, adesso, presumibilmente, rischiamo anche meno, anche se dobbiamo stracciare un trattato e rinnegare quello che nei fatti, da trent’anni e fino a 2 mesi fa, era un nostro alleato.
    Mi chiedo quanto saranno contenti i civili di Tripoli, sotto i bombardamenti a tappeto adesso. Che fortuna abbiamo avuto! diranno.
    E pensa i Russi e i Cinesi, che felici sarebbero, di essere liberati da siffatte armate della liberta’ , vero? O no?

  2. Caro Gaetano,
    il trattato di cui tu parli, grazie al quale ci siamo fatti ridere dietro ed emarginare dall’intera NATO, è stato sconfessato pubblicamente ed a voce dai ministri La Russa e Frattini che forse avevano dimenticato: A) che il trattato era legge della Repubblica e non si poteva sospendere con la voce di un ministro; B) che si erano dimenticati quantomeno di riconoscere ufficialmente i ribelli libici per dare un minimo di parvenza formale a quella dichiarazione; C) Che mentre loro cincischiavano sul da farsi per come si erano impantanati nei guai da loro stessi creati con quel trattato, la Francia ci bruciava sul tempo togliendoci l’abituale leadrship nei rapporti con la Libia. Come ha giustamente scritto il segretario, qualunque sia l’esito l’Italia ne uscirà con le ossa rotte e questo anche grazie alla totale dipendenza del Premier dalla Lega che ha il 10% dell’elettorato ed è stata uno dei maggiori artefici di quel vergognoso trattato.
    Secondo il Governo è stato costretto a fare quello che ha fatto, e lo ha fatto e lo sta facendo malissimo, ma doveva immediatamente convocare le Camere per fare abrogare quel trattato visto che Libia violava i diritti umani. Ma ovviamente hanno perso giorni e giorni a cincischiare e le camere si sono ovviamente occupate, come al solito, di giustizia.

  3. DIFFICILE UNA POSIZIONE SULLA GUERRA IN LIBIA. BUONE LE RAGIONI PER ESSERE CONTRARI, BUONE QUELLE PER ESSERE FAVOREVOLI, NON PREGIUDIZIALMENTE O PER SECONDI FINI.

    COMINCIO DAL MIO COMMENTO ALLA NOTA MOLTO INTERESSANTE, ARTICOLATA E BEN ARGOMENTATA PUBBLICATA SU FB E SUL SITO UPL CIRCA L’INTERVENTO IN LIBIA.

    Un mare di contraddizioni, come sempre, nella politica estera dell’Italia e dei suoi alleati, Usa e Francia in primis. E anche i “Diritti Umani” possono così essere di serie A (Libia) o di serie B (Barhein), dove nulla si muove, malgrado l’intervento, addirittura, dell’Arabia, un paese straniero, contro i ribelli. Praticamente, ormai, a quelle latitudini non si capisce più nulle, non si sa chi lotti per la libertà o per la controrivoluzione, la reazione, la negazione dei diritti umani. Ma, e siamo alle solite, stiamo analizzando realtà che nulla hanno a che fare coi ns.principi, le ns.regole, il ns.mondo, quello occidentale. Non si possono paragonare le per con le mele. Da quì l’estrema difficoltà di giudizio. L’unica certezza: un intervento tardivo, che ci pone al rischio di pesanti rappresaglie del regime libico nei confronti degli stranieri in loco, italiani in primis (in Italia razzi nn ne arriveranno, non ne ha, dormite tranquilli), l’esplosione della bomba immigrati, e il grande caos sotto il cielo. Staremo a vedere!

    LA NOTA DI LUCA FUSARI CUI SI RIFERISCE IL COMMENTO LA TROVI A QUESTO LINK:
    http://www.facebook.com/topic.php?uid=30005595901&topic=21400
    o
    http://upl.ilcannocchiale.it/2011/03/20/alcune_domande_da_porre_a_tutt.html

  4. MI dispiace, ma non sono assolutamente d’accordo, e mi rode parecchio.
    Che piaccia o meno, era in vigore un trattato di collaborazione e amicizia fra Italia e Libia, ed entrare in guerra e’ un vergognoso tradimento.
    Questo intervento militare puzza di intervento imperialista, neanche tanto mascherato, e, ancora una volta, noi italiani, presi in contropiede dagli eventi, stiamo facendo la scelta che non avremmo ne’ dovuto, ne’ poturo, non fosse altro che per un minimo di coerenza, fare.

    L’ Italia doveva mantenere la linea (saggia) della Germania e astenersi da un qualsiasi intervento in quelli che sono comunque affari interni di un paese sovrano.

  5. Mi sono sempre augurato che il Governo Berlusconi non cadesse, abbattuto dai colpi, spesso impropri e palesemente mossi da intenti persecutori, della Procura di Milano, ma per i suoi errori e le sue insufficienze politiche. In pochi giorni, prima di fronte al grande tema della Unità Nazionale, dopo su quello dell’intervento della Comunità Internazionale in Libia, ha dimostrato tutti i suoi limiti e contraddizioni. I parlamentari della Lega hanno disertato la seduta solenne del Parlamento a Camere riunite per celebrare il centocinquantesimo anniversario della Unità Nazionale. Bossi, oggi, confermando di essere il capo di un barbarico partito antinazionale ed antioccidentale, ha criticato l’azione militare deliberata dall’ONU e condotta dai maggiori paesi del Mondo Occidentale, in alleanza con la Lega Araba. Di fatto il Governo Italiano non ha più una maggioranza parlamentare sui delicatissimi terreni della unità politica del nostro Stato e della collocazione sullo scenario internazionale, al fianco degli alleati occidentali.
    Il Presidente del Consiglio, dopo avergli baciato la mano ed aver fatto accordi economici con il dittatore Gheddafi, tutti a vantaggio di qust’ultimo, di fronte alla recente crisi ed alla rivolta del popolo libico, ha balbettato e si è contraddetto più volte. Un Ministro degli esteri, privo di autorevolezza ed autonomia, non è stato in grado di assicurare al nostro Paese il ruolo che gli compete, anche per lo storico ruolo dell’ Italia nel Mediterraneo ed in particolare nei confronti della Libia. Se il Rais dovesse resistere, il risultato per il nostro Paese, sarà disastroso, a causa di una sicura e pesante ritorsione economica. Se invece la Libia dovesse essere liberata dal regime, probabilmente sarebbe la Francia ad assumere una posizione di primo piano, grazie alla determinazione dimostrata nelle ultime difficili settimane.
    E’ questo, non quello dei pur riprovevoli costumi privati del Premier, il terreno sul quale si dovrà presentare il conto ad un Governo non all’altezza delle proprie responsabilità e sostenuto da una forza determinante, la cui linea di politica interna è di minare l’unità del Paese e quella estera somiglia più all’equivoca posizione di Medvedev e di Putin, che a quella di Obama, di Sarcozy e di Cameron.

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