Gli incidenti occorsi ad alcuni reattori nucleari della centrale di Fukushima, a causa un sisma epocale e un conseguente abnorme tsunami, vanno seguiti con attenzione ma senza ingiustificata emotività, respingendo il macabro sciacallaggio di alcuni esponenti del cosiddetto ambientalismo.
Gli impianti nucleari giapponesi in difficoltà, pur essendo stati realizzati quasi 40 anni fa, secondo standard oggi superati, hanno dimostrato una elevata capacità di resistere e di evitare la catastrofe.

Per l’Italia e tutti i Paesi avanzati, l’opzione nucleare, seguendo i più moderni dettami in fatto di sicurezza, rimane un elemento insostituibile di una politica energetica sostenibile, dal punto di vista economico e ambientale,  che valorizza, al tempo stesso, le energie rinnovabili.

In alternativa l’Italia rischia di perdere competitività, di non limitare i gas serra, di non proteggere l’ambiente, di subire il condizionamento di aree geopoliticamente instabili e, persino, i condizionamenti di regimi autoritari ed integralisti.

Il PLI, pertanto, rimane saldamente ancorato ad un metodo razionale nell’affrontare scelte vitali per l’Italia e per l’Europa in settori strategici come quello dell’energia
 

5 Commenti

  1. Per quanto riguarda il nucleare penso che uno dei problemi da risolvere dovrebbe essere quello dello smaltimento delle scorie. Se non ricordo male, fino a quando l’Italia ha avuto le sue centrali atomiche era in corso uno studio del Prof. Rubbia riguardante la soluzione di questo problema, ma poi tutto fu abbandonato con la dismissione delle centrali. Perché non si approfondisce questo tema?
    Un altro problema da risolvere è quello relativo all’individuazione dei siti per lo stoccaggio delle scorie e per la costruzione delle centrali. Credo che tutti coloro che sono a favore del nucleare e sono convinti della sicurezza delle centrali e dei depositi delle scorie dovrebbero rendersi disponili ad ospitarle nel loro territorio, dimostrando così una coerenza inoppugnabile. Pertanto, in caso di vittoria al referendum, da parte dei sostenitori del nucleare, le centrali e i siti di stoccaggio dovrebbero essere costruiti dove i favorevoli hanno riportato le maggiori percentuali di voti.

  2. Io credo che si possa fare a meno del nucleare, anche perché, purtroppo, è ancora troppo rischioso. Mi risulta strano che in Italia non prendano piede concetti quali: telelavoro, risparmio energetico, energie rinnovabili, ecc…. Quanti anni dovranno passare per poter vedere funzionare una centrale nucleare? Probabilmente chi decide oggi per la loro costruzione, non ci sarà più o sarà lì’ per andarsene. Però pensiamo alle generazioni future, ai bambini di oggi. Siamo sicuri che il nucleare li vedrà adulti di domani? Io ho molti dubbi al riguardo.

  3. Ok. Trovo la nota apprezzabile e condivisibile in tutto.
    Per il futuro non si puo’ prescindere dal nucleare, e questo va detto anche se la maggioranza degli italiani la pensa al contrario.
    Ma che importa? E’ giusto dire le cose per quello che sono. Al bando la demagogia e i catastrofismi, che a fronte di danni ipotetici hanno gia’ prodotto pesanti danni reali per il nostro paese.

  4. Il nucleare, francamente, mi spaventa. Se poi lo vogliamo riportare in Italia, mi spaventa ancora di più. I nostri politici e amministratori dovrebbero innanzitutto spiegare: 1) se, come e dove sono state smaltite le scorie nucleari delle centrali dismesse. 2) perché, se un referendum ha bloccato di fatto il nucleare in Italia, il nostro governo ha preso la decisione unilaterale di ripristinarlo, senza prima consultare nuovamente gli elettori, attraverso un altro referendum? 3) occorre che si individuino i responsabili, che questi rispondano, senza “se” e senza “ma”, in caso di incidenti di qualsivoglia natura. 4) Perché tutti lo vogliono, ma nessuno a casa propria? (alcune regioni hanno già fatto sapere che sul loro territorio non saranno costruite centrali). 5) Perché, in paesi meno soleggiati dell’Italia, privi di mare e di vento, si stanno sviluppando le energie “pulite” (eolico, fotovoltaico, ecc…) e in Italia è stato bloccato tutto? 6) perché, per esempio in Austria (che non ha porti dove far attraccare le navi di greggio) i carburanti alla pompa costano mediamente 20 centesimi di euro in meno, al litro? Io credo che un liberale debba mettere tutti in condizione di scegliere, consapevolmente, ciò che preferisce. Quindi, ok, sviluppiamo di pari passo nucleare ed energie pulite, promuoviamo attività come il telelavoro (io stesso sono un telelavoratore, felice di esserlo) e tutto quanto può servire a risparmiare e ad evitare inutili sprechi…altrimenti il sogno liberale si infrangerà contro gli egoismi di parte.

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