RAPPORTO UIL: UN ESERCITO DI 1,3 MILIONI DI PERSONE IL CUI PESO E’ PARI AL 2% DEL PIL.
LA MACCHINA POLITICA CI COSTA BEN 25 MILIARDI (DI EURO!) L’ANNO. SALUTE!

Secondo un recentissimo studio della Uil, dallo Stato Centrale alle Regioni, sino alle autu blu, la macchina politica, nel nostro paese, ha un costo di 24,7 miliardi di euro (sì euro!), l’anno e darebbe da vivere a 1,3 milioni di persone. Negli ultimi 10 anni, come si evidenzia nel rapporto, i costo della politica si sono incrementati del 40% e, in questo, siamo i primi d’Europa! Un primato di cui avremmo fatto volentieri a meno!
IN PARTICOLAE per il funzionamento degli organi dello Stato Centrale (Presidenza della Repubblica e Governo, Parlamento, Indirizzo dei Ministeri, Consulta) secondo il bilancio preventivo dello Stato, quest’anno i costi ammonterebbero ad oltre 3,2 miliardi di euro, che sta a significare per ogni contribuente circa 82 euro medi. Gli stipendi dei parlamentari, al contrario di quanto pubblicato su alcuni siti web, resterebbero invariati.
Per il solo funzionamento della Presidenza del Consiglio, sempre per l’anno in corso, le spese previste sono di 477 milioni di euro. 3,3 miliardi di euro quelle previste per gli Enti Locali(Regioni Province, Comuni), ovvero altri 85 euro pro-capite. Nel 2011 il solo costo di funzionamento di Consigli e giunte Regionali è stato di 1,4 miliardi che è pari al 14,2 del gettito derivante dall’addizionale IRPEF. La più scialosa la Sicilia, con un costo di 158 milioni spesi, sempre nel 2010, poi il Lazio con 128 milioni. Ma veniamo alle Auto Blu. Esse incidono, per quanto concerne la gestione, a 4, 4 miliardi annui. Per il personale di nomina politica, (i contrattualizzati, per segreterie di presidenti, sindaci e assessori), invece, 1,5 miliardi di euro.

E pe finire, i compensi per le cd. Spese di rappresentanza, il funzionamento dei C.di A., gli organi collegiali, delle Società pubbliche o partecipate ad Enti, locali e nazionali si sono spesi nell’anno appena terminato 2,5 miliardi di euro. Mentre per la direzione di Aziende Sanitarie e ospedaliere la cifra è stata di oltre 350 milioni di euro. Il totale, come detto, 25 miliardi di euro. Davvero un’enormità. Per questo la Uil lancia la campagna che facciamo nostri:
MENO COSTI, DELLA POLITICA = MENO TASSE.
E lo fa con l supporto di stime e simulazioni: i 24, 7 miliardi di euro equivalgono al 12,6 del gettito Irpef, che equivale a 640 euro annui per il contribuente.

Ma lo studio Uil non si ferma alla semplice “fotografia” della situazione, ma va oltre proponendo come “TAGLIARE”, e risparmiare. Per esempio, sfrondando sperechi, inefficienze, e doppioni si potrebbero risparmiare 10,1 miliardi di euro l’anno. Un tesoretto da utilizzzare per ABBATTERE LE TASSE, a partire dall’azzeramento di pari importo delle addizionali regionali e comunali Irpef oppure per aumentare le tredicesime, detassandole, in media per circa 400 euro. Non molto, ma sempre meglio di niente, specie di questi tempi. E tutto ciò, assicurano gli esperti del sindacato, senza ridurre minimamente le prestazioni sociali/servizi al cittadinoi. Ma semplicemente decurtando del 20% i costi diretti o indiretti della politica (18,3 miliardi di euro). Dalla correzione delle inefficienze della P.A., derivante dallo sfoltimento di Regioni e Provincie e dall’accorpèamento dei piccoli Comuni sotto i 5 mila abitanti (vecchia battaglia di Confcontribuenti), si potrebbero risparmiare ulteriori 6.4 miliardi di euro.

In Italia, come già scritto in altra Nota, spendiamo il 30% in piu’ per il funzionamento della politica, con una dinamica di crescita doppia rispetto agli altri Paesi dell’area euro. La strada che abbiamo indicato non sara’ facile, ci saranno ostacoli da parte del sistema politico che in Italia e’ pesante ma siamo convinti che questa e’ una cosa da fare, un obiettivo da raggiungere, non una battaglia’. Una presa di coscienza andrebbe a beneficio del Paese, consentirebbe ai nostri uomini politici di avere un atteggiamento piu’ morigerato, restituirebbe un po’ piu’ di credibilita’ alla politica italiana, prevenendo i casi di sprechi denunciati ogni anno dalla Corte dei Conti in tutt’Italia. E sta anche a noi fare opera di informazione e di “pressione”. Le elezioni sono vicine…..!

E’ giunta l’ora, in altri termini, anche per la CASTA, finalmente, di mettersi a dieta.
E se non ci stanno con le buone? Beh, basta mandarli a casa, tutti! E basta con tutti questi “politicanti”.

Già, ma i SINDACATI, invece, quanto mi costano? Ma questo è un ‘altro capitolo, ancora da scrivere, e lo scriveremo, statene certi. Caste e privilegi hanno le ore contate, o almeno cercheremo di rendere la vita sai beneficiari sempre più difficile.

CONCONTRIBUENTI PIEMONTE, AVANTI.
MENO STATO, PIU’ LIBERTA’.

Per i “forti di stomaco” alcuni link di approfondimento [pdf], fonte Uil:

Indagine UIL costi politica
Elaborazione UIL addizionale Irpef
Federalismo fiscale considerazioni UIL

Dott. Galgano PALAFERRI
Direzione Nazionale P.L.I.
Segretario “Presidio Liberale Città di Torino Luigi EINAUDI”

6 Commenti

  1. Per Alberto Lopez,
    non vedo cosa ci sia da scusare, la nostra è solo una normalissima discussione; comunque grazie per l’attenzione dimostrata nei miei confronti.
    Se vai al Consiglio Nazionale, ti prego di tener presente le mie argomentazioni in merito ” alla via economica al liberalismo, come alternativa al momento alla via politica”.
    Spero di rileggerti presto,
    un saluto.

  2. Non vorrei essermi espresso male e di questo me ne scuso con Gani. La mia voleva essere solo una risposta formulata a titolo esclusivamente personale su ipotesi plausibili. Senza alcuna volontà polemica 🙂 .

  3. Mi si sono cancellate, per errore, nel precedente testo, due righe mi scuso con Lopez; le aggiungo.
    ” Quello che non condivido invece, è il fatto di coinvolgere attuali parlamentari nel PLI, infatti, cosa accadrebbe se al nostro congresso, come mi auguro”,
    Saluti.

  4. Per Alberto Lopez, la mia era solo una domanda, senza nessun intento polemico, anzi, il PLI ha tutto il diritto di fondare un giornale telematico dal glorioso nome di Rivoluzione Italiana, volevo solo capire se questa iniziativa è il preludio di un’ accordo tra il PLI e Guzzanti.
    Il giornale telematico, per il Pli, è un’iniziativa di “vitale importanza

    nostro congresso, perchè se come mi auguro al congresso il PLI dovesse aderire al centro destra, come si collocherebbe questo senatore e con esso il PLI?
    La scissione sarebbe inevitabile e dannosa per il PLI.
    Mentre Palaferri a visto giusto, quando propone un rapporto con il sindacato moderato, in specie la UIL, ma vorrei dire che le stesse giuste cose che dice la UIL, le dice anche la CONFSAL, che è il mio sindacato.
    Secondo me, il PLI, dovrebbe aprire un tavolo di lavoro con il sindacato, la COLDIRETTI, nonchè le associazioni dei consumatori,
    esclusa la Federconsumatori, per approntare delle proposte economiche a carattere liberale, da presentare come forte richiesta al governo, vedi ad esempio un provvedimento urgente per la detassazione dei carburanti.
    La via economica al liberalismo.
    Sarebbe il caso di percorrerla, ma percorrerla, ma per fare questo dobbiamo lasciarci alle spalle il dannoso politicismo, tendente a coinvolgere sempre e comunque parlamentari e gruppi politici del supposto terzo polo; ma per arrivare a questo, è fondamentale difendere il nostro simbolo, il Tricolore; quindi un’adesione entusiastica alla manifestazione Tricolore PLI, in programma sabato a Roma.
    un caro saluto.

  5. Disamina interessante ed utile. Spero davvero che a questa, come anticipato, ne seguano altre. Interessante ed utile anche per la documentazione correlata. Da presentare a quegli amministratori locali che eludono le proprie responsabilità, attribuendo esclusivamente ai tagli dei finanziamenti provenienti dal governo centrale i vari disagi, quali la riduzione dei servizi di trasporto pubblico piuttosto che la pulizia delle strade. Quando, in realtà, vi sono dietro anche precise scelte poltiche locali volte al mantenimento di tutele e privilegi di alcuni a scapito di cose più essenziali, che ad oggi competono ancora alle municipalità od agli enti locali.

    P.S. @ Gani: il blog di Guzzanti continua a chiamarsi Rivoluzione italiana. Al di là di ogni altra pretesa, suppongo che il PLI, che si pone in continuità storica con quello di Croce, più di altri abbia diritto di usare la dicitura RIVOLUZIONE LIBERALE, non fosse altro che per Gobetti, che a causa di quella storica rivista è stato bastonato dai fascisti l cui danni lo hanno portato ad una quanto mai prematura scomparsa.

  6. Plaudo all’intervento di Galeano Palaferri, questa secondo me è la linea giusta al liberalismo, quella di lavorare con le organizzazioni sindacali esclusa la CGIL, ma cerchiamo di aggiungere, come ho recentemente già scritto anche le associazioni dei consumatori, esclusa la Federconsumatori.
    Ottima l’esposizione della UIL, il taglio del costo della politica è fondamentale per un progetto liberale.
    Direi di privileggiare questa strada rispetto alla via partitica proposta da de Luca, per un motivo molto semplice, temo che il coinvolgimento di parlamentari nel PLI ” al momento” riproponga tutte le tensioni interne che il PLI ha vissuto e stà ancora vivendo per Guzzanti; secondo me è necessario staccarsi da questa logica.
    Bene comunque la manifestazione Tricolore PLI è una cosa doverosa per i 150 anni dell’unità d’Italia, ma facciamola oltre che per difendere il Tricolore, con un’occhio rivolto alla situazione del Magreb, ed alla emergenza immigrazione; una manifestazione di stimolo democratico e di condanna delle violenze in libia,; un sostegno al governo per quelllo che fa nei confronti della crisi libica e dell’emergenza immigrazione, ma al contempo un invito pressante a far meglio;
    Una domanda, come mai il nuovo giornale telematico del PLI si chiamerà come il blob di Guzzanti?
    Comunque, a parte questo dettaglio, il giornale telematico è indispensabile per il PLI.
    Saluti.

Comments are closed.