Sabato prossimo sarà una gran bella giornata per il PLI. Il Consiglio Nazionale saluterà, con l’entusiasmo e l’affetto che meritano, contemporaneamente, il ritorno attivo nel Partito di Renato Altissimo e di Alfredo Biondi, due figure che tanto hanno rappresentato nella storia della nostra famiglia liberale. Cari amici da sempre e per sempre, a volte signorilmente avversari, ma veri protagonisti della politica, liberali per formazione, cultura e comportamenti personali. Questo loro ritorno all’impegno per un PLI, che si avvia ad una fase costituente di riunificazione dei liberali di sempre, ma soprattutto di attrazione per i liberali delle nuove generazioni, è la soddisfazione che cerco da anni, la conclusione del mio compito di inadeguato segretario. Caparbiamente, non mi sono mai voluto rassegnare all’idea che potesse scomparire la casa autentica dei liberali italiani. Insieme ai pochi che hanno condiviso tale obiettivo, ho subito sconfitte, umiliazioni, delusioni, ho persino dovuto conoscere l’amarezza di trovarmi accanto personaggi che, non venendo dalla nostra lunga storia, avevano abitudini e vizi della cosiddetta nuova politica, fatta di superficialità, protagonismo ed opportunismo.

Oggi siamo al crepuscolo di una stagione politica, nata da un colpo di Stato giudiziario e che mi auguro non finisca sotto lo stesso fuoco, ma piuttosto per la mancanza di idee e l’ inadeguatezza di una classe dirigente ormai di fronte all’imminente fallimento. Possiamo finalmente sperare che possa inaugurarsi una nuova stagione in cui le nostre idee, il nostro modello di società, i nostri valori possano avere più fortuna e fare la fortuna del nostro Paese. Mi spinge all’ottimismo, registrare che, contestualmente al ritorno di uomini simbolo, come Alfredo e Renato, stanno ritornando molti altri, anche di generazioni successive, ma di solida formazione liberale. Assume quindi particolare rilievo l’ adesione al Partito di Enrico Musso, non solo e non tanto in quanto Senatore della Repubblica, ma perché l’ultimo segretario genovese del Partito, prima dello scioglimento del ’94, quindi un liberale da sempre e di antico lignaggio. Egli, non solo ci rappresenterà degnamente in Parlamento, ma saprà dare voce al bisogno di liberalismo vero che si avverte nel Paese, dopo tanti inutili richiami solo parolai, che invece ci hanno portato verso una deriva populista ed un degrado morale senza precedenti. L’Italia è un grande Paese ed ha il diritto di riprendere il posto che le compete in Europa e nel Mondo, dopo la recente rovinosa caduta di prestigio internazionale.

Festeggeremo il centocinquantesimo anniversario della fondazione dello Stato Unitario, il cinque marzo in Piazza Montecitorio con le bandiere tricolori e quelle del partito di Cavour, durante una interruzione dei lavori del Consiglio Nazionale. Non sarà solo un momento celebrativo, ma l’auspicio concreto di una nuova speranza e l’impegno d’onore dei liberali, tutti insieme, di fare la loro parte. Non cadremo più nel perverso gioco di farci dividere dalla logica della destra contro la sinistra, entrambe inadeguate a guidare il Paese. I liberali staranno con i liberali e collaboreranno soltanto con chi si vorrà mettere definitivamente alle spalle l’esperienza da dimenticare della cosiddetta Seconda Repubblica e lavoreranno per realizzare la “Rivoluzione liberale”. Questo è il nome, che abbiamo deciso di dare al giornale on line del PLI, di cui presenteremo nella stessa giornata la bozza grafica in attesa dell’imminente numero zero.

Il Congresso che convocheremo non sarà quindi soltanto il rituale appuntamento statutario di un Partito, che a differenza di quelli di oggi, ogni biennio verifica la propria linea politica e rinnova gli organi, ma l’occasione, forse l’ultima, per la completa ricostituzione della nostra famiglia politica ed il suo ritorno con le proprie forze, il proprio orgoglio e il proprio patrimonio storico, identitario e morale nel contesto della vita politica italiana.

Stefano de Luca

32 Commenti

  1. io sono un giovane studente di agraria che ha intenzione di mettere su un’azienda agricola dati i possedimenti esistenti. Mi sono avvicinato alla politica solo attraverso i quotidiani che leggo da 2 anni. Però ho fatto presto a farmi un’idea, ho visto che la politica berlusconiana non ha fatto un bel niente per le piccole imprese, il Pd non ne ha neanche parlato di politiche imprenditoriali poichè è troppo concentrato a conoscere le love story del presidente. I comunisti tra cui ho un caro amico non pensano affatto all’impresa. così oggi sul corriere della sera leggo di PLI, beh amore a prima vista ragazzi.

  2. Vi faccio i migliori auguri, forse la vostra iniziztiva, come altre, testimonia un auspicabile ritorno della politica e un graduale ricompattamento dei laici.
    Personalmente ritengo che i vecchi contenitori e i mini partitini identitari non siano il mezzo più idoneo per ricostruire una presenza liberale e che probabilmente oggi sarebbe il momento di rilanciare invece una forza politica con profilo più ampio: laica, liberaldemocratica e riformatrice, collegata agli organismi del liberalismo internazionale, aperta alla partecipazione di chi non si ritrova nel conservatorismo delle destra e della sinistra.
    Credo che l’attegiamento di fronte a Berlusconi sia effetivamente discriminante, soprattutto se il liberalismo è la teoria del potere limitato, o della limitazione del potere.

  3. Caro De Luca,

    quello che Tu richiami è certamente un avvenimento importante ma non perchè rientrano alla base personaggi “storici” del PLI
    come Alfredo Biondi ,Renato Altissimo o altri ancora.
    Era ora
    La cosa più importante è quella che Alfredo mi ha promesso di fare : tentare di riunire in una unica casa tutti i “liberali” ovunque operino ovunque agiscano ovunque militino.
    E’ un impegno gravoso.
    Quello che Vi chiedo è di non discriminare tra gruppi grandi e organizzati,gruppi piccoli,gruppi spontanei,microcellule liberali sono tutti importanti e specialmente quelli più piccoili sono i più vivi e vitali.
    Momento Liberale che Alfredo conosce bene ha tenuto viva una piccola “bandierina” a Genova anche nei momenti più difficili
    Oggi qualcuno dice : ” Momento Liberale ” forse aveva ragione e dobbiamo ringraziare queste trincee.
    Quindi un appello accorato “non dimenticate nessuno”
    Beppe Damasio

  4. Per il sig. Stefano Cadeddu.
    Chi Le scrive è uno che è abbastanza critico con l’attuale dirigenza, senza se e senza ma.
    Vorrei dirLe che la Sua posizione, condivisibile e ci mancherebbe altro, è un po stridula, nel senso che “avevo una mezza intenzione di ri(avvicinarmi) al PLI; quindi è stato un liberale! La invito a ragionare da liberale e pensi che quelli come me, Renato, Alfredo ed Enrico hanno solo intenzione di continuare a fare politica e stare fra amici che hanno, politicamente, idee comuni. Vogliamo poter tradurre (applicare) queste idee e condividere lo stesso Suo percorso politico, fatto anche di programmi. E’ sufficente per tranquillizzarLa? Al piacere di conoscerLa e poter passare anche con Lei piacevoli momenti di confronto. Largo ai giovani (l’accetti non come frase fatta) A presto.
    PS. Un Consiglio Nazionale può essere una buona occasione d’incontro, dentro e/o fuori la sala riunione. Angelo Caniglia

  5. Caro Enzo Lombardo ,

    mi aggiungo e rafforzo la tua opinione , è tempo di uscire da questo dualismo, improduttivo di una politica concreta programmatica che sappia guardare oltre l’ostacolo .
    Abbiamo i presupposti oggi noi liberali per GUARDARE OLTRE e per far guardare oltre, riunificando le forze liberali sparse !!!
    Guardare oltre significa che la nostra linea politica deve uscire dalle logiche da “curva sud contro curva nord” e PRODURRE PROGRAMMI LIBERALI UTILI per i cittadini . Questo diventa una voce fuori dal coro oggi che può raccogliere dei consensi obbiettivi .

    il ritorno di due personaggi visibili anche mediaticamente parlando, potrebbero farci uscire dal buio, mediatico appunto, che abbiamo subito in questi 15 anni e ridarci slancio e nuovo vigore !
    Senza dimenticare che siamo tornati ad avere anche una rappresentanza parlamentare!
    Maurizio Irti

  6. Salve Cadeddu,
    personalmente non condivido questa divisione dell’Italia in berlusconisti ed antiberlusconisti. Anzi è proprio questo che ci ha ridotto nelle condizioni in cui siamo. Per me contano i fatti. E se al posto di Berlusconi ci fosse un Bianchi, un Rossi, un Falsaperla o chicchessia se si comportasse come lui il giudizio non cambierebbe di un millimetro. Sarebbe un illiberale, come illiberale è Berlusconi. D’altra parte la nostra scelta di terzietà e di antagonismo, che non è di oggi, a questo bipolarismo falso e costruito attorno ad un singolo (pro e contro Berlusconi) è la prova provata che noi siamo sempre rimasti gli stessi.
    Saluti.

  7. Avevo una mezza intenzione di (ri)avvicinarmi al PLI che ho quasi, Zanone docet, sempre votato sino a Tangentopoli.
    Dal 1994, come la quasi totalità dei VERI liberali, mi sono avvicinato a Forza Italia constatando, al contempo, la sempre più penosa deriva sinistrorsa di personaggi come Zanone ed altri che avevano caratterizzato gli ultimi lustri della vita del partito.
    Speravo che, dopo gli accadimenti e le delusioni di questi ultimi 17 anni, ci fosse la volontà di ritornare ai veri principi ed ideali liberali, “malagodiani” per intenderci, ma i commenti del signor Nico Valerio mi convincono che anche qua alberga il tarlo dell’antiberlusconismo che tanta fortuna ha portato sia a chi l’ha già calvacato da tempo sia a chi si è cimentato ultimamente (FLI docet).
    Non mi resta che un’inversione di rotta a 180°.

  8. Cari amici preciso che da parte del sottoscritto ogni critica e/o libero commento è fatto in modo costruttivo, io mi limito a dire che per tanti tantissimi motivi i risultati scarsi sono venuti fuori, allora senza puntare il dito contro nessuno e senza ritornare al passato, dico semplicemente che c’è bisogno di un cambiamento per ripartire.
    Se si vuole fare del PLI un unico contenitore liberale dobbiamo lanciare un chiaro messaggio alla Nazione e presentarci come forza storica ma allo stesso tempo nuova.

  9. Cari amici liberali, leggere i vari interventi su questo argomento non è altro che una conferma di quello che, come liberali, siamo, nel bene e nel male: degli inguaribili individualisti. Ci lamentiamo delle percentuali da prefisso telefonico, ma non rinunciamo ad uno spirito ipercritico, che ovviamente non può nona vere una ricaduta negativa sui nostri risultati elettorali. Ci lamentiamo che il Partito sia scarsissimamente visibile, ma non teniamo conto che questo lo vogliono i partiti dominanti di destra e di sinistra, che ci considerano una pericolosa opzione alternativa. Riteniamo di dare a tutti delle lezioni, ma dimentichiamo che per noi la religione del dubbio e la tolleranza sono regole fonamentali. Chiedianm un rinnovamento generazionale, ma non teniamo conto che per quasi un vemtennio la componente liberale è scomparsa dalle sedi istituzionali e dai midia e che quindi non si sono formate nuove generazioni con una solida cultura liberale; cosa che è molto difficile e non si può improvvisare. Infine, per limitarmi all’oggetto del presente dibattito, dimentichiamo che l’autocritica è della tradizione comunista, non di quella liberale. Noi crediamo nella forza delle idee, in quella, spesso anche maggiore, dei fatti, nella convinzione individuale, attraverso il libero dibattito ed il rispetto delle opinioni di tutti.
    Che senso avrebbe se oggi, forse me lo potrei permettere, ricordassi di aver previsto la involuzione del sistema politico italiano, che puntualmente si è verificata. Giustamente qualcuno mi accuserebbe di velleitarismo, anche perchè i risultati finora non mi hanno dato ragione. Personalmente ritengo che, nella logica bipolare che ha prevalso durante tutta la lunga fase della Seconda Repubblica, legittimamente, molti hanno ritenuto di schierarsi da una parte o dall’altra, con l conseguenza che il mondo liberal, di centro per vocazione,e è stato tracimato e ne è risultato diviso. Noi non abbiamo accettato la logica perversa delle tifoserie contrapposte, aspettando il momento, che sembra avvicinarsi, in cui il sistema sarebbe imploso. Oggi mi sembra che abbiamo un solo preciso dovere: assecondare il processo, evitare di fare l’analisi del sangue a chi si avvicina o ritorna, far sapere che ci siamo e che, uniti, intendiamo fare la nostra parte, innanzi tutto per l’Italia, poi, ma le due cose vanno insieme, per fare in modo che una dose di liberalismo entri a far parte del costume e delle regole del nostro Paese. Da parte mia, benvenuto a tutti coloro che vogliono entrare a far parte della famiglia liberale, che dovràaccoglierli con le braccia aperte e le porte spalancate, evitando inutili e sterili dietrologie, sapendo che il cammino è ancora lungo e difficile. Questo è sempre stato il mio obiettivo primario. Non cambio idea.

  10. La simpatia e l’arguzia di Claudio Gentile sono note……… ovviamente non intendevo accoppare il vitello grasso per fare festa !
    Bisognava, è vero, iniziare. L’importante sarebbe stato non iniziare dal binario morto. Come possiamo attirare forze giovani e fresche se contrabbandiamo per new entries degli illustri e sicuramente navigati personaggi che, ahimè, non sono in grado di portare che qualche voto e che, evidentemente, vorranno dire la loro in ogni decisione del Partito ?
    Meditate gente, meditate…………

  11. ……..(stavolta ancora con la faccia del Segretario per i motivi noti)

    CARISSIMO SENATORE ENRICO MUSSO,
    AVRO’ PRESTO IL PIACERE DI CONOSCERTI DI PERSONA ( per ora ci siamo solo fugacemente presentati in Sede) E GIA’ DAL TUO COMMENTO QUI, NOTO L’ENTUSIASMO ED IL SEGUITO DI CONSENSI “GENOVESI” CHE PORTI CON TE !
    AD MAIORA!!!!
    MAURIZIO IRTI

  12. Vabbè, tecnicamente è un’indulto o un’amnistia… (anche se… noi liberali veniamo dai protestanti, quindi dovremmo essere particolarmente severi e con poco senso cattolico del perdono…) Però, caro Segretario, una tiratina d’orecchi, anche simbolica di fronte alla stampa e alle tv, ci sarà o no? Contro opportunismi vecchi e nuovi…

  13. Un’ottima notizia, un sintomo della voglia di tornare a fare del Pli un partito che abbia un peso nell’era post-berlusconiana che sembra destinata a cominciare. Non condivido, fra l’altro, la critica di chi giudica superati personaggi come Altissimo e Biondi, che con la loro esperienza, cultura e competenza, possono dare una grande spinta in questo momento e indirizzare i più giovani sulla giusta strada. Chi critica sappia almeno proporre delle alternatve valide. Liberissimo, comunque, di non farlo. Ci mancherebbe.

  14. Attendo importanti novità dal consiglio per poter valutare meglio il futuro del PLI, attendo la data ufficiale del prossimo congresso, attendo la linea definitiva del partito in ambito nazionale, insomma attendo …
    W La Libertà.
    Buon lavoro a tutti.

  15. Ho sempre detto che gli alleati naturali dei liberali sono…….i liberali.
    Pertanto lungi da scomodare la parabola del figliol prodigo ed intenzionato al massimo a pagare una birra e non ad accoppare il vitello grasso dico che da qualche parte bisognava pur ricominciare. E QUINDI BENTORNATI A RENATO ALTISSIMO , ALFREDO BIONDI E AD ENRICO MUSSO ( in stretto ordine alfabetico) . Grazie Segretario il tuo lavoro di buon vignaiolo sta dando buoni frutti.

    Claudio Gentile Consigliere Nazionale con delega agli enti locali ( a proprosito vorerei vedere più entusiasmo e voglia di fare per le amministrative altrimenti mi metterò nelle orecchie di ogni singolo dirigente locale e sarò un gran rompiscatole).

  16. Mi chiedo perchè, il PLI al contrario del PRI, non sia capace di trovare una sintesi unitaria ed invece con l’entrata nel PLI di nuovi immediati arrivi, prima del nostro congresso, e sottolineo prima del congresso, di fatto si divida il partito; se questo avvenisse dopo il congresso, il discorso sarebbe diverso, ci sarebbe un eventuale avallo politico, anche se io personalmente non lo auspico, ma comunque si traterebbe di una scelta politica ponderata, che ci darebbe la possibilità adere al centro destra, e alle amministrative di fare liste unitarie con il PRI, che ha ritrovato la sua unità per un progetto che vede il rilancio dell’ELDER; non mi pare poco, sopratutto se teniamo conto che, così facendo, potremmo dare slancio alla componente riformista del centro destra, ma sembra che la dirigenza attuale del PLI, o almeno gran parte di essa la pensi diversamente, dal mio punto di vista un vero peccato, potremmo rilanciare il rapporto preferenziale con il PRI, ed invece si pensa di riaggregare vecchi politici, comunque da rispettare, ma che fanno parte di questo vecchio modo di fare politica, un modo, che sottolineo ” rispetto, come rispetto profondamente tutti i suoi politici, il rispetto umano, va prima di ogni altra cosa, ma che non condivido.”
    Su questo rischiamo di dividere il PLI.
    A parer mio, non si tratta di emarginare nessuno dal PLI, ma semplicemente di posticipare certe decisioni eventuali a dopo le amministrative, che in questa situazione hanno un valore politico.
    ” Ma piuttosto di dividere il PLI, è meglio lasciar perdere le amministrative rincorrendo un terzo polo che non esiste, e preferire la via economica al liberalismo rispetto a quella politica” che io chiamerei per semplicità linea Carrieri, Palaferri, alla quale mi aggrego, senza se e senza ma, e chiedo, che ne pensi, Angelo Caniglia? Telefonami, se vuoi.
    Bisogna lavorare con il sindacato riformista e con le associazioni dei consumatori, esclusa CGIL e Federconsumatori, per un incontro con il governo per proporree con forza una legge sull’IVA e sulle accise dei carburanti, che le riduca drasticamente; una soluzione potrebbe essere l’accisa mobile, ma bisogna lavorarci su, e subito, perchè l’emergenza prezzi nel settore dei carburanti, è reale, e assieme a quella sull’immigrazione costituisce la vera emergenza del nostro Paese.
    Il governo va sostenuto sopratutto ma non solo sull’emergenza immigrazione, ma anche sul caso Battisti di cui poco si parla, ma questo non ci esime dal chiedere con forza delle cose fondamentali come una legge che riduca drasticamente la tassazione sui carburanti, che assieme al taglio dei costi della politica, dovrebbe essere il fulcro delle nostre battaglie.
    Da ultimo, un pensiero vada alla legge governativa sul biotestamento, lrgge che a parer mio va sostenuta, come va sostenuto il diritto liberale alla vita, onde evitare che passi il progetto della sinistra di eutanasia camuffata.
    Il rispetto e la difesa della vita che uno stato moderno dovrebbe insegnare nelle scuole, sopratutto se pubbliche.
    Questi sono i temi urgenti da affrontare, di cui spero che il Consiglio Nazionale si occupi.
    Con il massimo rispettto per le idee di tutti, chiudo questo mio intervento, augurandomi che la manifestazione Tricolore PLI che deve unire tutti i liberali, riesca pienamente.
    Un caloroso saluto a tutti.

  17. Il ritorno nella loro Casa Naturale di ALTISSIMO e BIONDI non può che essere visto con grande simpatia per ora.Liberali di sicure radici non devono certo superare degli esami nè sottostare a giudizi di chicchessia,vecchi o nuovi Liberali.E’importante che il loro ritorno sia animatoada grande entusiasmo che è la vera unità di misura del nostro spirito Liberale e non certo l’età anagrafica.Bentornati a Voi e al Sen.MUSSO.Mi auguro che la Vostra presenza possa “contagiare”tantissimi altri Amici sicuramente in attesa di segnali Liberali forti per ricominciare a credere nella Politica con la “P”maiuscola.Mi raccomando all’indomani del rientro ………mettiamoci tutti al lavoro! Cari saluti.Pietro Stella -Mirano-Venezia-

  18. Condivido in pieno il commento dell’amico FABIOLIBERALE e quindi, pur essendo contento di un ritorno all’ovile di alcuni “figliuol-prodighi” che tornano alla casa del padre dopo essere rimasti poveri (tranne il Sen.Musso, ovviamente) mi chiedo quali sono le forze nuove e le idee nuove che il partito intende schierare per rompere l’accerchiamento in cui versa ?
    E si che le idee, stante la fluidità del momento politico, i vertici del Partito dovrebbero farsele venire………. o no ?

  19. La Segreteria Regionale del PLI Sicilia, con grande piacere apprende la notizia del ritorno nel PLI del Sen. Musso, che potrebbe così far tornare la sigla PLI nel gruppo misto al Senato, dell’On. Biondi e dell’On. Altissimo.
    Certi che questi ritrovati Liberali, metteranno a servizio delle “nuove leve” tutto il loro bagaglio politico, così da non prestare il fianco ai soliti denigratori e disfattisti che già subito appaiono all’orizzonte, con le solite frasi fatte come quella del “nuovo che avanza”, così come hanno fatto il Segretario de Luca e tutta la Dirigenza del PLI in questi ultimi due anni.
    Bentornati.

    Giuseppe Stella, vice Segretario Regionale PLI Sicilia

  20. Posso solo esprimere la mia gioia più sincera nel veder crescere il PLI!
    Però voglio fare un appunto al segretario che ha fatto una affermazione gravissima: “la conclusione del mio compito di inadeguato segretario”, questo non lo posso proprio accettare… senza Stefano De Luca e gli altri straordinari compagni io non avrei mai scoperto di essere liberale e non avrei mai preso la mia prima tessera di partito!
    Non ci sono parole per ringraziarvi, spero almeno di poter stringere la mano a tutti voi sabato prossimo.

  21. Un caloroso saluto di “ben tornati a casa” al sen. Musso ed a tutti i liberali genovesi, ed in particolare al carissimo Alfredo Biondi, al quale mi legano bellissimi ricordi di impegno liberale.
    Per ricreare un soggetto politico autonomo che sia liberale nell’ispirazione ideale, nella pratica politica e nei protagonisti.
    servono i giovani, ai quali appartiene l’oggi ed il domani, ma servono anche, almeno in questa prima fase, i meno giovani, che sono portatori della cultura, del metodo e del linguaggio liberale, caratteristiche che negli ultimi sedici anni nessuno di noi ha potuto trasmettere alla generazione successiva, che ne è generalmente sprovvista, essendo invece cresciuta in un’atmosfera politica in cui si intrecciano promesse demagogiche, interessi inconfessabili, demonizzazione reciproca, risse continue ed insulti volgari, elementi questi che sono ormai divenuti il pane quotidiano della politica.

  22. Carissimo Sen. Musso,
    è con grande piacere che leggo quanto lei scrive. L’Italia ha bisogno di una vera “evoluzione” liberale che non può non iniziare da chi, come noi tutti, liberale lo è sempre stato. Continuiamo a costruire insieme la casa dei liberali italiani. Il 5 marzo mettiamo un altro importante mattone sul nostro cammino. Con la speranza di avere il piacere di conoscerla personalmente le do un caloroso bentornato che credo di poterle esprimere anche a nome di tutti i liberali siciliani.
    Con stima
    Enzo Lombardo
    Consigliere Nazionale PLI – Catania.

  23. Buone notizie da Genova. I liberali genovesi ci sono ancora e sono persino in crescita. Riuniti intorno ad Alfredo Biondi (che ha creato una “consulta liberale”) e un pochino anche a me, che cerco di difendere le idee liberali in Parlamento e nel consiglio comunale di Genova (www.enricomusso.org). Ma anche intorno alla “Fondazione Oltremare” (www.fondazioneoltremare.org) che ho fondato insieme ad alcune centinaia di amici. Cercate le pagine facebook della Fondazione Oltremare e della Fondazione Oltremare Giovani (per ora dedicate soprattutto alle questioni locali, per la verità).
    Dobbiamo essere consapevoli che quelli che hanno conosciuto il PLI storico hanno oggi dai 40 anni in su, e che la rinascita delle idee liberali in Italia deve passare soprattutto da tutti gli altri.
    Una nutrita pattuglia genovese sarà presente a Roma il 5 marzo.
    Saluti a tutti
    Enrico Musso

  24. Bah, Il Nico Valerio-1 è abbastanza contento perché vede nel fenomeno una qualche piccola ma significativa inversione di tendenza nel costume nazionale, ma il Nico Valerio-2 è indignato. Ma come, proprio i personaggi che a suo tempo hanno impedito un Grande Soggetto Liberale, che si sono dimessi per futili motivi al primo stormir di fronde giustizialista (Altissimo) o che hanno opportunisticamente seguito l’ineffabile Mister B, pur conoscendo bene di che pasta è fatto, per inseguire cariche e onori (Biondi), ora che la (loro) nave affonda nella vergogna internazionale facendo affondare anche l’Italia, l’abbandonano e fanno il gesto, ancora una volta furbo, di tornare in casa liberale? E no, ccà niscuno è fesso, pur essendo liberale. E poi sono pure vecchi. Che cosa ha detto o fatto di creativo, impegnativo, coraggioso o profondamente liberale Biondi negli ultimi 5 anni? Che contributo ha dato Altissimo, noto solo per essere stato un piccolo industriale, al Liberalismo? L’unica cosa che ricordo di lui è, insieme alla scarsa presenza e al carisma nullo, il fatto che possiede una spider Mg.
    Non abbiamo personalità, questo è il fatto vero che la dice lunga sulla sconfitta dei Liberali italiani proprio quando il Liberalismo, sia pure ad un livello mediocre, vince (quasi) dappertutto. Nessuno ricorda che il Liberalismo non è cosa da moderati dello spirito o dell’intelligenza: vuole persone forti, con idee chiare, molto coraggiose, audaci, giovani dentro. Ricordate Cavour e le sue terribili sfuriate. E invece? Mollezze, ambiguità, mediocrità e mezze figure dappertutto. Gente che non sa neanche spiegare in televisione in modo completo e persuasivo che cosa è il Liberalismo e che cosa vuol dire essere liberali. Da Biondi a Martino, a Zanone (che sembra sempre un inviato ad un funerale). Con gaffe spaventose. Come quando l’ineffabile Martino, a cui l’anarco-capitalismo yankee dei film western deve aver dato alla testa, disse che è liberale fumare in faccia agli altri e che quella legge anti-fumo (ma a questo punto qualunque legge…) andava disobbedita. Evviva il rispetto delle leggi! Insomma, sono i supposti, sedicenti “liberali” (spesso solo arci-conservatori) i maggiori nemici del Liberalismo in Italia…
    Ma allora, davvero, meglio De Luca: parla meglio, è ideologicamente più completo, non beve, offre del Liberalismo una versione più credibile, umana e moderna. E magari perché antipatico a Berlusconi o a qualche capataz siculo non ha fatto carriera a Destra. Teniamoci lui. Tanto non deve fare nulla, e senza ironia: nel non far nulla è bravissimo, impareggiabile. Io lo voterò. Anche perché il soggetto nuovo deve essere ancora creato, la sigla PLI non può attrarre che 80nni. I quali, sapete come sono gli 80nni, sono testardi, e non abbandoneranno mai il Grande Venditore di Frottole.

  25. Di questa notizia l’aspetto più promettente è il mix fra vecchio e nuovo. L’auspicio è che possa avere salutari effetti emulativi, fuori e dentro il Parlamento. Solo se il PLI riuscisse a raggiungere una massa critica tale da garantirne l’autonomia , potrebbe sfuggire al rischio di diventare preda di persone che vi aderiscono al solo fine di promuovere se stessi.
    Speravo, ma non credevo ad un nuovo colpo di scena, invece, l’onorevolino da piccolo (senza nulla togliere agli altri dirigenti), nonostante tutto, ci è riuscito un’altra volta… 🙂

  26. Mah, non comprendo tutto questo entusiasmo. A parte che Altissimo e Biondi non mi pare proprio possano rappresentare il NUOVO che avanza……………..tutt’altro! Sopratutto, mi pare che i due abbiano fatto per anni gli affari loro e oggi che forse (forse…….)Berlusconi è al tramonto tornano a casa. Troppo comodo, troppo comodo. Aspetterei quindi di ascoltare le “profonde” ragioni per le quali Altissimo e Biondi rientrano nel PLI per i festeggiamenti. Comunque partono dalla stessa linea degli altri. Senza privilegi. Auspico un rientro “per spirito di servizio”, nelle retrovie. Se no c’è puzza di bruciato e di opportunismo!!!!

  27. Caro Segretario, tu sei troppo signore! Ma una tiratina d’orecchie gliela vogliamo dare, almeno una simbolica ad uso dei fotografi, al “figliol prodigo” che torna senza aver fatto mai nulla per stornare da sé il sospetto di opportunismo e carrierismo sotto Berlusconi? E certo, ora che la nave affonda…:-) Scusa se rovino un po’ la festa, ma io che questo Governo non fosse liberale e solo populistico-affaristico l’avevo capito già nel 94, eppure di politica ne so certo meno di Biondi. Ma credo di non saperne meno in quanto a teoria liberale. Comunque ci sarò, anche per indossare la coccarda per il 150° dell’Italia Unita e per rievocare Cavour. [A proposito, scriveva Severgnini sul Corriere che le… coccarde, quelle belle, classiche, con una rosa tricolore e due nastrini tricolori all’ingiù, non si trovano con facilità in commercio. Ne puoi rimediare qualche centinaio, così quelle in più le distribuiamo ai passanti in piazza Colonna? Sarebbe un bel gesto in questa Italia squallidamente segnata dal leghismo e dalle ottusità municipali. Saluti e a presto

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