Il Consiglio Nazionale accogliera’ il ritorno nel PLI di Altissimo, Biondi e Musso

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Sabato prossimo sarà una gran bella giornata per il PLI. Il Consiglio Nazionale saluterà, con l’entusiasmo e l’affetto che meritano, contemporaneamente, il ritorno attivo nel Partito di Renato Altissimo e di Alfredo Biondi, due figure che tanto hanno rappresentato nella storia della nostra famiglia liberale. Cari amici da sempre e per sempre, a volte signorilmente avversari, ma veri protagonisti della politica, liberali per formazione, cultura e comportamenti personali. Questo loro ritorno all’impegno per un PLI, che si avvia ad una fase costituente di riunificazione dei liberali di sempre, ma soprattutto di attrazione per i liberali delle nuove generazioni, è la soddisfazione che cerco da anni, la conclusione del mio compito di inadeguato segretario. Caparbiamente, non mi sono mai voluto rassegnare all’idea che potesse scomparire la casa autentica dei liberali italiani. Insieme ai pochi che hanno condiviso tale obiettivo, ho subito sconfitte, umiliazioni, delusioni, ho persino dovuto conoscere l’amarezza di trovarmi accanto personaggi che, non venendo dalla nostra lunga storia, avevano abitudini e vizi della cosiddetta nuova politica, fatta di superficialità, protagonismo ed opportunismo.

Oggi siamo al crepuscolo di una stagione politica, nata da un colpo di Stato giudiziario e che mi auguro non finisca sotto lo stesso fuoco, ma piuttosto per la mancanza di idee e l’ inadeguatezza di una classe dirigente ormai di fronte all’imminente fallimento. Possiamo finalmente sperare che possa inaugurarsi una nuova stagione in cui le nostre idee, il nostro modello di società, i nostri valori possano avere più fortuna e fare la fortuna del nostro Paese. Mi spinge all’ottimismo, registrare che, contestualmente al ritorno di uomini simbolo, come Alfredo e Renato, stanno ritornando molti altri, anche di generazioni successive, ma di solida formazione liberale. Assume quindi particolare rilievo l’ adesione al Partito di Enrico Musso, non solo e non tanto in quanto Senatore della Repubblica, ma perché l’ultimo segretario genovese del Partito, prima dello scioglimento del ’94, quindi un liberale da sempre e di antico lignaggio. Egli, non solo ci rappresenterà degnamente in Parlamento, ma saprà dare voce al bisogno di liberalismo vero che si avverte nel Paese, dopo tanti inutili richiami solo parolai, che invece ci hanno portato verso una deriva populista ed un degrado morale senza precedenti. L’Italia è un grande Paese ed ha il diritto di riprendere il posto che le compete in Europa e nel Mondo, dopo la recente rovinosa caduta di prestigio internazionale.

Festeggeremo il centocinquantesimo anniversario della fondazione dello Stato Unitario, il cinque marzo in Piazza Montecitorio con le bandiere tricolori e quelle del partito di Cavour, durante una interruzione dei lavori del Consiglio Nazionale. Non sarà solo un momento celebrativo, ma l’auspicio concreto di una nuova speranza e l’impegno d’onore dei liberali, tutti insieme, di fare la loro parte. Non cadremo più nel perverso gioco di farci dividere dalla logica della destra contro la sinistra, entrambe inadeguate a guidare il Paese. I liberali staranno con i liberali e collaboreranno soltanto con chi si vorrà mettere definitivamente alle spalle l’esperienza da dimenticare della cosiddetta Seconda Repubblica e lavoreranno per realizzare la “Rivoluzione liberale”. Questo è il nome, che abbiamo deciso di dare al giornale on line del PLI, di cui presenteremo nella stessa giornata la bozza grafica in attesa dell’imminente numero zero.

Il Congresso che convocheremo non sarà quindi soltanto il rituale appuntamento statutario di un Partito, che a differenza di quelli di oggi, ogni biennio verifica la propria linea politica e rinnova gli organi, ma l’occasione, forse l’ultima, per la completa ricostituzione della nostra famiglia politica ed il suo ritorno con le proprie forze, il proprio orgoglio e il proprio patrimonio storico, identitario e morale nel contesto della vita politica italiana.

Stefano de Luca