La presentazione del libro di Stefano de Luca “Mi chiamavano onorevolino – Profilo di un liberale siciliano” alla Fondazione Einaudi ha visto una sala affollatissima. Argute e puntuali come sempre le osservazioni di Enrico Morbelli sull’opera autobiografica del Segretario del PLI, conducendo la serata, scandita da molti applausi, con ritmo e brio.

La perspicace premessa di Renato Altissimo ha sottolineato alcuni indicativi passaggi del libro per ricordare difficili battaglie condotte insieme con l’autore, alcune vincenti, ed altri spunti utili per approfondire il significato di molti momenti cruciali, dalla Prima alla Seconda Repubblica, ancora da capire completamente.

Alessandro Ortis con maestria e puntigliosa attenzione ha evidenziato i passi più significativi dell’opera, leggendo alcuni brani e facendo emergere la personalità dell’autore in molte delle sue diverse passioni, non solo la politica, ma soprattutto la vela, i cavalli, i viaggi e la curiosità verso l’altro sesso, scoprendone una naturale vocazione letteraria, che ha auspicato possa rivelarsi in futuro attraverso altre opere.

Ha concluso l’autore, Stefano de Luca, visibilmente soddisfatto per le parole dette dai relatori e per quelle non espresse se non con il calore dell’accoglienza dal numeroso pubblico presente.
Ha sottolineato di aver sentito quale un dovere raccontare la storia del suo grande amore per il liberalismo e per il Partito Liberale, insieme alla palermitanità che ha nutrito profondamente come una sorta di diversità positiva e privilegiata.
Infine ha riferito di aver avuto il desiderio di scrivere questo libro anche quale atto di ringraziamento da parte di una persona che ha avuto molto dalla vita e si considera soddisfatta, ma con l’amarezza di essere consapevole di lasciare ai propri figli una società peggiore di quella ereditata a propria volta.
Nel dopo guerra vi era la distruzione materiale, ma anche un gran voglia di ‘fare’, di ricostruire e costruire un futuro migliore del presente che vi era attorno, un entusiasmo per i nuovi riti della democrazia, che hanno prodotto il miracolo economico.
“Oggi lasciamo”, ha concluso de Luca, “ai nostri figli la miseria morale, la caduta dei valori e degli ideali, il miserabile bunga bunga”.

Alla fine della serata cannoli siciliani e vino per tutti, mentre l’autore, emozionato, firmava autografi.

Grazie alla Fondazione Einaudi, complimenti ai relatori, un particolare e caloroso ringraziamento al numeroso pubblico.

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