Lo spettacolo cui stiamo assistendo, e non è la prima volta, lascia stupefatti, sconvolti, fa rabbrividire. Da una parte la procura della Repubblica di Milano, con un dispendio di uomini e mezzi senza precedenti, costruisce una inchiesta devastante per l’immagine del Capo del Governo, sicuramente condotta con metodi poco ortodossi e con un palese intento persecutorio. Dall’altra il destinatario di accuse gravissime, prima ancora sul piano morale, che sotto l’opinabile profilo di carattere penale, minimizza e sguinzaglia la sua muta di mastini mediatici e politici per gridare, ancora come in passato, alla aggressione proditoria, faziosa ed inconsistente. Di fronte a tutto ciò il popolo italiano appare come indifferente, ormai mitridatizzato. I sondaggi elettorali indicano spostamenti insignificanti, come se nulla fosse avvenuto.
Un conflitto tra poteri dello Stato forse senza precedenti, una caduta dell’immagine internazionale del nostro Paese, che sarà difficile recuperare, persino i severi moniti del presidente della Repubblica e dello stesso Pontefice, sembrano senza conseguenze, caduti nel vuoto. Ma cosa deve succedere perché gli italiani reagiscano? Popoli come quello tunisino o quello albanese sono scesi in piazza contro la corruzione dei rispettivi governi, il primo ottenendo la fuga del dittatore ed il secondo assestando un tale colpo al regime, che difficilmente potrà resistere. Nel nostro Paese la società cosiddetta civile rimane inerte, mentre la piazza semmai viene dominata da minoranze organizzate e facinorose dei centri sociali, come è avvenuto lo scorso mese di dicembre in occasione della strumentale mobilitazione contro la riforma dell’Università.

Avevamo appena registrato un segnale positivo verso la modernità con il referendum di Mirafiori, che aveva finalmente avviato un dibattito serio sul lavoro, la competitività internazionale, la distinzione fra diritti irrinunciabili e privilegi contrattuali, legati ad una cultura sindacale obsoleta, ferma ancora a formule del secolo scorso. Sembrava potersi aprire finalmente un confronto per distinguere cosa significhi socialità, irrinunciabile in uno stato occidentale moderno, e cosa invece sia assistenzialismo, clientelismo, privilegio.

Tutto questo ha lasciato posto al nuovo conflitto, che ha svelato, anche se con metodi di indagine sicuramente non ortodossi e probabilmente in assenza di fattispecie che costituiscano veri e propri reati, una condotta di vita del Premier  disgustosa ed inaccettabile, degna del più miserabile Basso Impero o del papato dei Borgia. Berlusconi ha scelto una linea difensiva, che ha finito con l’aggravare la sua posizione, a causa delle bugie che ha detto con sfacciata supponenza in un video diffuso delle sue reti televisive. L’opinione pubblica non ha reagito, come invece sicuramente sarebbe avvenuto in un paese anglosassone, dove mentire costituisce la colpa più grave. La evidente sconvenienza di determinati comportamenti, emersi senza ombra di dubbio, avrebbero imposto le sue immediate dimissioni. Con un tale gesto di necessaria dignità avrebbe salvaguardato l’immagine internazionale dell’Italia ed avrebbe scongiurato la legittima preoccupazione per la integrità mentale di chi guida il Paese e lo rappresenta all’estero.

Non si comprende come l’opinione pubblica, così sensibile negli anni di tangentopoli rispetto ai comportamenti della classe politica, fino ad inscenare pubbliche manifestazioni di sostegno alla azione della magistratura, oggi appaia come basita. Probabilmente la evidente faziosità di alcune procure ha influito a determinare questa sorta di rassegnazione. Certamente una causa non secondaria di un simile atteggiamento è da ricondurre al nefasto bipolarismo, che si è affermato nell’ultimo quindicennio. Di fronte alla mancanza di una alternativa credibile ed autorevole, il cittadino non sa come reagire e decide di non reagire, rassegnandosi.

Il nostro Paese non merita un declino così grave, una sorta di bradisismo negativo, che lo sta facendo sprofondare sul piano della sensibilità politico-istituzionale al livello della autocrazia russa o delle repubbliche populiste sudamericane. Sarà difficile far comprendere che non può esservi Democrazia liberale dove il popolo si limiti esclusivamente a dare una delega in bianco attraverso il proprio voto: questo è populismo, cesarismo, peronismo, putinismo. Le democrazie occidentali invece si caratterizzano per l’equilibrio dei poteri, il controllo popolare e la centralità di un Parlamento rappresentativo di tutte le sensibilità della complessa società. La disinformazione della Seconda Repubblica ha prodotto un danno irreparabile.

Stefano de Luca

13 Commenti

  1. Per Francesco,
    ribadisco che senza l’atteggiamento giustizialista della sinistra ” non ci sarebbe giustamente bisogno del processo breve, e molti cittadini avrebbero come dici giustamente, una giustizia migliore;” quindi è all’opposizione che va secondo me imputata la causa di questo, e poi non sono del tutto certo che l’iter sul processo breve riparta, forse, per abassare i toni, il governo vi rinuncerà, e sarebbe secondo me un bene, perchè così facendo eviterebbe di dare sponda alla sinistra; se questo problema venisse risolto così, come anch’io mi auguro, ne saresti soddisfatto, assieme a tutto il PLI?
    Mi auguro di si.
    A quel punto dovremo essere garantisti e non avremo motivo di fare opposizione.
    Spero che questo avvenga, e tutti i liberali possono tenerne conto.
    Proposte economiche, le proposte economiche del governo, sono già note a tutti, stampa, radio, televisione, internet, tutti hanno questi dati, basta cercarli e leggerli, sono proposte estremamente liberali ed innovative, che i liberali dovrebbero sostenere, come la riforma ” dei servizi pubblici locali, in chiave privatistica, uno degli obbiettivi del PLI, che non sono rinunciabili”.
    Le proposte economiche in questione veranno presentate per il momento, non al Parlamento, ma al prossimo Consiglio dei Ministri martedì.
    Un saluto.

  2. Processo Breve !
    Atteggiamento giustizialista ? Garantismo ?

    IL PROBLEMA è UN ALTRO:
    Se retroattivo, danneggia milioni di cittadini che attendono giustizia, è chiaro ?

    Perchè non tolgono quella piccola “postilla” della retroattività della norma ?

  3. Perdonami Luigi il Premier non ha portato alcuna proposta in Parlamento, ha scritto una lettera ai giornali, ma ti sembra una cosa normale ?

  4. Trovo strano e rassegnante da parte del Segretario il fatto che non si pronunci sulle imminenti misure di liberalizzazione proposte dal governo in campo economico, e finalmente in chiave liberale.
    Non possiamo rassegnarci alla sterile opposizione da terzo polo, o meglio da polo della sinistra allargato, perchè di questo si tratta.
    A me non piace IL GIORNALE, però una giornalista è stata ingiustamente perquisita, i giornalisti e il sindacato dei giornalisti della carta stampata hanno giustamente protestato, ” il PLI no”; dobbiamo essere garantisti perchè liberali, anche nei confronti di chi non la pensa come noi.
    Processo breve?
    Se si continua a parlarne è causa dell’atteggiamento giustizialista della sinistra, che ha portato ad una reazione contrapposta da parte del centro destra.
    La segreteria non ha preso posizione ufficiale contro la tassa patrimoniale proposta da tutta l’opposizione, solo Carrieri l’ha fatto, bravo.
    Saluti.

  5. Concordo con te, Francesco, questo centro destra non è il massimo, ma le cose vanno fatte per gradi, nel frattempo bisogna fare delle scelte.
    Adesso anche Casini, vorrebbe la tassa patrimoniale, a questo punto il PLI non può più stare nel terzo polo.
    Proprio sul Corriere della Sera di oggi, in un articolo in prima pagina, Berlusconi rilancia sulle liberalizzazioni, e sfida su questo Bersani, penso che sia un’ottima idea, per una volta diamo a lui il nostro credito liberale.
    Ma le liberalizzazioni presuppongono l’abbandono della vecchia politica voluta dalla sinistra e dal terzo polo.
    Per arrivare a questo secondo me è necessario a livello parlamentare arrivare a due soli partiti politici più le minoranze etniche ed il gruppo misto e quello di iniziativa responsabile, a livello amministrativo invece bisognerebbe garantire la pluralità dei partiti e liste civiche per dare voce alla democrazia.
    A livello parlamentare i piccoli partiti come ilPLI. invece di sparire, o contare molto poco, potrebbero ” aggregarsi ad uno dei partiti maggiori” vedi es radicali nel PD., o PRI nel PDL.
    Questa, a mio umile parere è la strada che spero un nuovo Segretario possa intraprendere.
    In questa logica la Lega dovrebbe federarsi con il PDL, lasciando però fuori i suoi estremisti, che purtroppo sono molti.
    La sinistra è destinata a confluire in un unico partito estremista.
    In questa logica contano i progetti, per questo motivo bisogna rilanciare il PLI, ed aggregarlo al polo riformatore, in buona compagnia con i cugini del Pri.
    Saluti.

  6. Luidi sfondi una porta aperta.
    Ho sempre pensato che un liberale non troverebbe mai un accordo politico/economico con Vendola (tanto per citare qualcuno di sinistra), il problema è che questo Centro Destra è molto molto simile a ….
    Insomma non è quel Centro Destra Moderno, Europeo e Liberale che tutti pensavano di trovare.
    Quindi ?

  7. Dopo che il 27 u.s. si è scritta al Senato la più squallida pagina della storia della Republica, a mio avviso, ritengo che le regole istituzionali che finora erano state soltanto minacciate di essere travolte, lo sono state in questo caso; questa Istituzione è stata piegata sia come prassi, sia come regolamento sia come violenza verso i suoi membri ai voleri ed al servizio del padrone della parte di Paese che a lui fa riferimento.
    In definitiva questa Istituzione, per la prima volta è stata attraverso il suo Presidente ed un non pertinente Ministro, nella fattispecie, utilizzata per fini di lotta politica e per diminuirne ulteriormente, in questa legislatura, la sua alta funzione istituzionale.
    Quello che fa impressione è l’ immagine del PdL che sembra un battaglione di una caserma, ove tutti sono allineati, coperti e di basso profilo, non si sente volare nemmeno la classica mosca e questo battaglione è al comando di un colonnello che non ragiona più e quindi terrorizza tutti gli uomini del battaglione; ovviamente la cosa non può durare a lungo e prima o poi in quella organizzazione che sembra granitica, ci saranno cedimenti ed il colonnello in questione dovrà uscire di scena, succede sempre così e con conseguenze sempre tragiche.
    Chiudo dicendo che ogni spirito libero, si rifiuterebbe di accettare quella situazione ed è questo che mi fa più impressione, cioè vedere a quale livello di rinuncia della propria libertà e di senso critico si possa arrivare; questa, a mio avviso è la cosa più inquietante nell’ attuale Italia. Si rifletta quindi, perchè nella storia questi episodi hanno portato sempre a conseguenze terribili.
    Saluto il caro Enzo Lombardo che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare a Fiuggi.

  8. A parte Fini , che come minimo non è super partes, secondo me un piccolo partito come il nostro, dovrebbe avere alle elezioni un approccio direi referendario, solo così potrebbe incidere realmente.
    Mi spiego:
    Domanda, volete sia vanificato l’accordo di Mirafiori?
    Un vero liberale dovrebbe rispondere no:
    volete che la Fiat venga nazionalizzata?
    Ma certamente no;
    Volete la tassa patrimoniale sugli immobili e anche sulle plus valenze?
    Ma nemmeno per sogno;
    volete la tassazione sul risparmio?
    Ma nemmeno a parlarne.
    Volete l’eutanasia di massa, nonchè l’aborto procurato a livello di contracezione diffusa? No.
    Volete la detassazione dei carburanti e la liberalizzazione della loro vendita nei supermercati? Ma certamente.
    Volete meno tasse? certo;
    volete la privatizzazione dei servizi pubblici? E’ uno dei nostri obbiettivi.
    Volete la semplificazione della Pubblica amministrazione? Si.
    Allora se volete tutto questo, siete liberali, e secondo me tra il centro destra e la sinistra dovreste votare per la prima, non per tifare, ma per fare una scelta politica, secondo il mio modesto punto di vista.
    Saluti.

  9. Luigi a me non interessa fare il tifo per qualcuno, allo stadio vado per tifare Toro !
    Fatta questa premessa, tu dici:
    “Ricordo, che il capo del cosidetto terzo polo è indagato per la casa di Monte Carlo”

    A ME FRANCAMENTE NON RISULTA !

    … con tutto quello che stiamo sentendo in questi giorni, Montecarlo …. insomma mi fa veramente sorridere !

    W il Congresso e W La Libertà

  10. In Italia, al contrario9 di Tunisia ed Albania, c’è la democrazia.
    Come si fa a fare simili paragoni?
    Ricordo, che il capo del cosidetto terzo polo è indagato per la casa di Monte Carlo.
    W il congresso.
    L’accordo di Mirafiori è attuale ed ottimamente liberale e moderno.
    Esso è stato possibile grazie al buon lavoro di sindacati moderni e del governo, ricordiamo questo.
    W il congresso.
    Saluti.

  11. Carissimo Segretario,
    non posso non condividere le sue riflessioni che trovo, come spesso mi accade, complete ed a 360 gradi.
    Tuttavia vorrei attirare la Sua attenzione e quella di chi ci legge sui richiami del Vaticano alla moralità del Premier che Lei cita.
    Questa istituzione continua a giocare, con voluta e pedissequa “confusione”, il suo doppio ruolo di riferimento “etico-morale” e di Stato Estero. E non a caso le dichiarazioni sulla condotta morale del nostro (ahime-ahinoi) Presidente del Consiglio sono state espresse dal suo omologo oltre-Tevere Segretario di Stato Card. Tarcisio Bertone.
    In merito a ciò mi sorge una, spero legittima, perplessità. Come è possibile che una cancelleria estera, come quella che Bertone rappresenta possa avanzare un’ingerenza di tal guisa?
    Giusto sarebbe stato se il “messaggio” lo avesse passato la CEI e non la Segreteria di Stato Vaticana. Peraltro trovo veramente ridicolo, e mi assumo tutta la responsabilità dell’aggettivo, che Bertone parli di condotta morale quando la Chiesa Cattolica Italiana usufruisce di privilegi fiscali (enormemente aumentati dall'”immorale” Cavaliere che prima era senza macchia ed ora si prepara alla “damnatio eterna”) che sottragono, stando alle ultime stime, circa un miliardo di euro alle pubbliche casse della Repubblica Italia. Farebbe bene Bertone a spiegare ai suoi fedeli disoccupati, sottooccupati, poveri e precari perchè gli immobili (anche quelli destinati ad uso commerciale) della Chiesa non pagano le imposte ed a spiegare molti altri privilegi. Se Bertone rileggesse bene il Vangelo scoprirebbe che a volte non è il caso di parlare delle “pagliuzze” (seppur di dimensioni notevoli) negli occhi degli altri………
    In ogni caso assisto con estremo disgusto al silenzio della Farnesina su queste dichiarazioni espresse dal “Primo Ministro” dello Stato Vaticano.
    Un cordiale saluto,

  12. Premesso che il Partito Liberale Italiano in coerenza con la sua storia deve continuare a svolgere il
    ruolo di tutela della dignità di ogni singolo individuo e di promozione della sua intelligenza, da questa
    sopra citata considerazione scaturisce:
    Il primato del Parlamento, inteso come organo della rappresentanza di tutti i cittadini.
    Il dibattito “plurale” parlamentare è alla base di una vera democrazia.
    Nel caso in cui tutte le correnti di pensiero non sono rappresentate, ogni cittadino non può esercitare il diritto di conoscere in profondità le problematiche del nostro paese e di maturare o modificare le sue convinzioni.
    Il Parlamento per i liberali deve svolgere un delicato ruolo, che può essere garantito solamente attraverso il dibattito, di controllo del Governo ed anche di proposta.
    Chi non accetta ed ostacola il controllo non può definirsi liberale.
    Questo ruolo non può, nella maniera più assoluta, essere esercitato da parlamentari nominati da chi deve essere controllato.
    Un Parlamento padronale è una tragica farsa della democrazia.
    Ogni cittadino in un paese veramente democratico deve poter sceglier il proprio candidato e se viene.
    eletto, lo rivoterà solamente se soddisfatto del suo operato.
    Un Governo eletto in carenza di uno solo di questi basilari punti fermi non può definirsi democratico, né tantomeno liberale.
    Noi liberali, testimoniando nel quotidiano queste nostre convinzioni, evidenzieremo, con orgoglio, la nostra diversità.
    Stanno maturando le condizioni per l’avvento di un’illuminata e pacifica rivoluzione liberale.
    Dobbiamo fare sentire ad ogni individuo la nostra vicinanza, chiedendo il contributo della sua intelligenza.
    La storia ci ha insegnato che tutte le rivoluzioni, nel bene e nel male, sono partite da piccoli numeri.
    Quali strategie, quali alleanze per la nostra missione liberale?
    Non ci possiamo alleare con i partiti, che sostenendo l’attuale legge elettorale, di fatto, hanno espropriato il cittadino del suo basilare diritto di scegliere il proprio candidato.
    I Liberali in coerenza con i loro inviolabili principi possono allearsi solamente con i partiti che rispettono i nostri punti fermi.
    Da quanto sopra esposto scaturisce che la decisione di aderire al Polo della Nazione è la sola via per
    noi praticabile.
    La casa madre di tutti i liberali, lo storico Partito Liberale Italiano ha preso l’unica decisione possibile.
    Ringrazio il Segretario Stefano de Luca per la sua determinazione.
    Sono in arrivo tempi migliori, anche quelli dell’accoglienza, la traversata del deserto sta per finire, vedo in lontananza un’oasi.
    Il nostro sogno può fortificarsi e realizzarsi, dipende solamente da noi.
    Avremo successo solamente se saremo orgogliosi della nostra diversità e divulgheremo il nostro verbo.

    Pier Luigi Ciccarelli
    Segretario provinciale di Catania
    Partito Liberale Italiano
    pierluigiciccarelli@alice.it
    Telefonino 340.77.00.916

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