Leggo ricostruzioni farneticanti e ricevo telefonate di amici disorientati a causa di una vicenda che appare inspiegabile nella sua irrazionalità.

Confidando nella intelligenza dei liberali, mi sono convinto che la cosa più opportuna da fare sia quella di affidare a ciascuno la possibilità di maturare un autonomo convincimento, sulla scorta dei messaggi che ci siamo nell’occasione scambiati, anche indirettamente attraverso alcuni significativi passaggi sulle agenzie di stampa e sui giornali, che in taluni casi citerò solo per estratto e che comunque sono direttamente consultabili sui rispettivi siti internet.

Sono sicuro che gli amici  capiranno, e chi avrà bisogno di ulteriori delucidazioni non avrà che da chiederle.

La ricostruzione inizia con la notizia dell’Agenzia Ansa dell’8 dicembre,:

“…GOVERNO: GUZZANTI, POSSIBILE FIDUCIA SE SI ABROGA PORCELLUM
DOMANI MATTINA DIREZIONE PLI PER VOTARE PROPOSTA A GOVERNO (ANSA)

–        ROMA, 8 DIC – Nuova legge elettorale e una soluzione all’emergenza economico-finanziaria: sono gli ‘impegni’ che il vice segretario nazionale del Partito liberale Italiano, Paolo Guzzanti dichiara di voler portare alla direzione del Pli, convocata per domani mattina, come proposta al governo Berlusconi per votare la fiducia.

–        ‘La nostra Repubblica vive una duplice emergenza: quella democratica che deriva dalla legge elettorale ‘porcata’ che rappresenta una grave anomalia per i principi delle democrazie occidentali, e quella economico-finanziaria che e’ dimostrata non solo dal differenziale dei tassi di interesse italiani rispetto ai Bund tedeschi, ma anche da un decennio di crescita rallentata e che non accenna a risolversi in questa fase di ripresa dell’economia mondiale. Un governo che intenda raccogliere la fiducia dei liberali italiani deve mostrarsi credibile per dare una soluzione a queste due emergenze’ dice Guzzanti.

–        In particolare il parlamentare del Pli chiede un impegno ‘ad abrogare la legge elettorale vigente, in modo da restituire all’elettorato il diritto di rappresentanza oggi espropriato dal ‘Porcellum’, che regala il dominio del Parlamento non a chi ha avuto la maggioranza, ma a chi ha avuto la piu’ larga minoranza.
Basterebbe una legge di una sola riga: ‘l’attuale legge elettorale e’ abrogata e si torna alla precedente’, in attesa che il Parlamento trovi un eventuale accordo per una nuova norma’.

Quanto all’emergenza economica Guzzanti chiede al governo di ‘impegnarsi per un programma di ampie privatizzazioni, con l’obiettivo di ridurre del 30 per cento il debito pubblico’.(ANSA).

E prosegue col comunicato diramato all’esito della riunione della Direzione Nazionale del 9 dicembre:

“La Direzione Nazionale del P.L.I esprime la sua forte preoccupazione per il degrado della politica, reso manifesto dall’indecoroso mercato che si sta sviluppando sul voto dei parlamentari.

Il P.L.I ritiene assolutamente pericolosa per l’economia nazionale ogni ipotesi di elezioni anticipate. Ribadisce l’opportunità di proseguire il confronto per la costituzione di un’alleanza liberale, democratica e riformatrice, alla quale vuole dare il proprio apporto culturale e programmatico. Condiziona il voto del suo unico parlamentare, on. Paolo Guzzanti, alla soluzione delle seguenti emergenze nazionali:

a) l’immediata approvazione di una legge di un unico articolo che abroghi l’attuale indecente legge elettorale, ripristinando quella precedente, non ideale ma certo migliore del porcellum;

b) l’immediata emanazione di un decreto legge per una massiccia liberalizzazione dei mercati e conseguente privatizzazione del patrimonio dello Stato, specie societario, che sia in grado di ridurre del 30% il debito pubblico che condiziona la nostra economia, imponendo analoghe misure entro un termine perentorio agli Enti Locali per le partecipazioni nelle società di riferimento”.


Il 10 dicembre compariva sul Riformista un’intervista a Paolo Guzzanti, che quanto meno evidenziava una distorsione della posizione del Partito e dello stesso Guzzanti, che qui di seguito sembra opportuno riportare integralmente:

“E Guzzanti si inventa la fiducia anti-Porcellum di Tommaso Labate

Parla Guzzanti. «Voterò la fiducia perché è il mandato del mio partito, il partito liberale, se Berlusconi prometterà la riforma elettorale. Con una nuova legge, lo sconfiggeremo»

«Voltagabbana io?»
Beh, uno dei principali accusatori del Cavaliere dell’ultimo biennio che forse gli vota la fiducia.
«E quale gabbana volterei, mi scusi?»
Il suo Mignottocrazia sta sugli scaffali di tutte le librerie, eppure…
«Eppure sono il vicesegretario del Partito liberale italiano. Di un partito democratico che rappresento in Parlamento e che mi ha dato mandato di votare la fiducia al governo Berlusconi se lo stesso Berlusconi, nel suo discorso alla Camera, prometterà l’abolizione del porcellum».
Massì che la prometterà. Il problema è fidarsi.
«E chi sono io per mettere in discussione l’impegno che un presidente del Consiglio potrebbe prendere di fronte al Parlamento?».
L’«io», cioè lui, è Paolo Guzzanti. Il giornalista e deputato ex pidiellino che, in un’intervista al Corriere della sera di ieri, ha fissato le condizioni a cui subordina il voto di fiducia a Berlusconi (riforma elettorale e privatizzazioni per abbattere il debito pubblico). Nota bene: è lo stesso Guzzanti che, molto ma molto prima dell’avvento di Wikileaks, sosteneva che Silvio fosse il «portavoce di Putin» e Putin il mandante dell’omicidio del dissidente russo Litvinenko.
Messa così, ci sono gli estremi per la chiamata in correità (politica, ovviamente) di Berlusconi sull’omicidio di Litvinenko.
Certo. Lo penso, l’ho scritto, lo rivendico. D’altronde Litvinenko è stato ucciso per volere di Putin soltanto perché era l’informatore della commissione Mitrokhin. E Berlusconi è uno dei leader del «partito russo» in Europa.
E lei, invece che contribuire a mandarlo a casa, rischia di salvarlo.
Io voglio mandare a casa il governo Berlusconi. Ma voglio mandarlo a casa “politicamente”. E per mandarlo a casa “politicamente” serve una nuova legge elettorale.
Quindi, se Berlusconi apre alla riforma elettorale…
Io gli voto la fiducia e poi, alle elezioni, ci sarà una legge elettorale “vera” che consentirà ai cittadini di mandarlo a casa.
Non c’entra niente, come ha rilevato anche il Corriere, che il suo contratto col Giornale della famiglia Berlusconi sta per scadere, no?
La domanda è offensiva. Io ho un contratto col Giornale, per cui ho scritto fino a un anno e mezzo fa. Poi è arrivato Feltri e…
E quando il contratto scadrà?
E che ne so. Per adesso, visto che il contratto c’è, mi pagano.
Settemila euro al mese. Crede che il suo voto di fiducia possa agevolare il rinnovo?
Ripeto: la domanda è offensiva. E poi, non parlo con Berlusconi da due anni. E non m’ha mica cercato negli ultimi giorni.
Sa, con tutta la gente che sta cambiando casacca nelle ultime ore…
Non mi scandalizza che ci siano parlamentari che cambiano idea. Costituzione alla mano, ciascun eletto dal popolo esercita le sue funzioni senza alcun «vincolo di mandato».
Articolo sessantasette.
E poi, a essere sincero, gridare allo scandalo contro i parlamentari che cambiano le proprie posizioni mi pare una cosa talebana. Certo, se poi venisse provato oltre ogni ragionevole dubbio che qualcuno scambia il proprio voto con dei soldi, o con un castello, o con una barca, beh… sarebbe una situazione diversa. E farebbe bene la magistratura a fare luce.
Ci sono già due inchieste in corso.
Ho visto. Le dichiarazioni di Bersani, l’esposto di Di Pietro… Ma per adesso mi pare che non ci sia nulla di concreto.
Pensi se il suo voto si dimostrerà decisivo per le sorti del governo.
Ho ricevuto questo mandato dal Pli, di cui sono vicesegretario.
Potrebbe salvare pure la Carfagna, che lei stesso considerava l’emblema della mignottocrazia.
Io non ho mai detto che la Carfagna è l’emblema della mignottocrazia. È stata la Carfagna stessa ad aver ammesso che la sua avvenenza ne aveva agevolato la carriera politica. E per il sottoscritto questo rimane un fatto inaccettabile.
Anche dopo che «Mara» ha fatto la guerra a Cosentino?
Se ha fatto davvero la guerra alla camorra ha tutto il mio sostegno. Temo però che volesse semplicemente garantirsi la corsa a sindaco di Napoli. O sbaglio?
Chi vivrà vedrà.
In ogni caso, la sinistra s’era fidata di lei. Peccato che invece la Carfagna, dopo aver parlato con Berlusconi, ha dato buca a tutti.


Che l’intervista al Riformista avesse suscitato perplessità deve essersi convinto lo stesso Guzzanti se il giorno dopo, 11 dicembre, ha fatto una dichiarazione, riportata dall’Adn Kronos nei seguenti termini:

(Adnkronos) – Roma, 11.12.2010 Guzzanti sulla fiducia

L’apertura di Silvio Berlusconi sulla legge elettorale alla luce delle sollecitazioni contenute nel documento elaborato da Andrea Augello e Silvano Moffa, non e’ considerata sufficiente da Paolo Guzzanti per votare contro la sfiducia e a favore del governo.

“Se la formula scelta da Berlusconi e’ la stessa che pensa di usare nel suo discorso in Parlamento -spiega Guzzanti all’ADNKRONOS- e’ talmente generica che non risponde alle nostre richieste”.


A questo punto. conscio del ruolo politico ricoperto, ho sentito il dovere di intervenire, sia per rafforzare la posizione di Guzzanti emergente da quellanotizia di Agenzia, sia sia per correggere alcune capziose ed interessate affermazioni fatte da Berlusconi nel corso delle sue visite ai gazebi.

Diramavo il seguente comunicato:

“Il Segretario nazionale del PLI Stefano de Luca ha dichiarato:

Alcuni organi di stampa hanno distorto il significato delle precise richieste del PLI per non votare la sfiducia al Governo e che sono:

a) immediata approvazione di una legge, costituita da un solo articolo, che preveda l’abrogazione della legge elettorale cosiddetta porcellum e ripristini nell’immediato la vigenza di quella precedente (il c.d. mattarellum);

b) approvazione di un decreto legge per l’abbattimento del 30% del Debito Pubblico attraverso la vendita di tutte le partecipazioni statali, cominciando da ENI, ENEL, Finmeccanica, etc.;

c) contestuale imposizione di un termine perentorio per la privatizzazione e conseguente liberalizzazione di tutte le aziende e società territoriali a carattere pubblico.
Sul primo punto, Berlusconi ha invece ribadito la sua volontà di confermare il premio di maggioranza, che costituisce una vera e propria truffa per consentire alla più forte delle minoranze di controllare il 55% del Parlamento, ed a cui i liberali sono nettamente contrari.

Sul secondo punto, non ha detto nulla e probabilmente si limiterà a proporre di vendere immobili di proprietà statale per favorire le varie P3 o i soliti amici del quartierino.
E quindi, senza tentennamenti, il rappresentante del PLI in Parlamento, on. Paolo Guzzanti, voterà a favore della mozione di sfiducia, di cui, in rappresentanza del Partito, è firmatario insieme ai parlamentari di FLI, UdC ed ApI”.

Da quel momento, mentre si confermava l’impossibilità di un qualsiasi contatto telefonico, più volte inutilmente cercato, si susseguivano una serie di messaggi sms o e-mail che qui di seguito riporto:

Guzzanti x de Luca sms del 12.12.2010 ore 15,10

“Caro Stefano,non sono affatto contento di quel che hai dichiarato su di me stamani: io ho annunciato il mio voto favorevole se Silvio Berlusconi accoglie, e sfavorevole in caso contrario, ciò che può essere verificato soltanto dopo e non prima le sue dichiarazioni in aula.Come hai potuto stabilire da solo questa roba assurda del Consiglio dei ministri, senza avvertirmi prima, e non dopo?Ho comunque ristabilito la mia posizione etica e politica con apposito comunicato alle Agenzie. Un saluto. Paolo” .Guzzanti

de Luca x Guzzanti sms del 12.12.2010 ore 15.26

“Caro Paolo,non comprendo il Tuo disappunto per la mia nota, che era volta a rafforzare la Tua dichiarazione di ieri sulla insufficienza di quanto detto da Berlusconi.

Il vincolo ad un atto formale del Consiglio dei Ministri deriva da quanto stabilito dalla direzione..Questa è la posizione del Partito. Stefano”.

Guzzanti x de Luca sms del 12.12.2010 ore 15:53

“Caro Stefano questa operazione politica è mia l’ho creata io alle condizioni note. Da Carlo avevo saputo che la direzione all’unanimità aveva entusiasticamente approvato la mia linea che consiste nel dire si o no secondo quello che Silvio Berlusconi dirà in parlamento.Dopo le sue dichiarazioni e non prima con la mia faccia ed il mio nome, avendo il partito dietro e non contro”.

de Luca x Guzzanti sms del 12.12.2010 ore 16.14

“Caro Paolo,in una comunità politica a base democratica non possono esservi iniziative personali ma collegiali e condivise.Io, come Segretario, ho lo sgradevole compito di difendere e rappresentare il partito nella sua ufficialità, sempre e comunque. Mi auguro che ogni eventuale equivoco possa considerarsi chiarito. Stefano”.

Guzzanti x de Luca sms del 12.12.2010 ore 16:17

“Dipende da te: lanciare un ultimatum a Silvio Berlusconi e dichiarare guerra prima della risposta è sbagliato. E vincolare i miei atti a questo errore è fortemente e sostanzialmente errato. Affettuosi saluti Paolo”.

Guzzanti x de Luca sms del 12.12.2010 ore 17.57

“Io ho lanciato questa operazione – come TUTTE le altre che danno lustro e visibilità al PLI – da solo, e la direzione ha approvato.L’idea che si possa dichiarare guerra prima che scada l’ultimatum e indipendentemente dalla risposta attesa, è un’idea islamica, mentre io sono un calvinista del nord”.

Palumbo x Guzzanti e de Luca sms del 12.12.2010 ore 16.47

“Caro Paolo,sia Stefano che io Ti abbiamo invano cercato più volte per telefono lasciando messaggi. Ieri sera Stefano Ti ha inviato una mail, anche questa rimasta senza risposta. C’era l’assoluta necessità di correggere talune pericolose distorsioni giornalistiche circa la posizione del Partito. Abbiamo poi letto la tua dichiarazione a ADN Kronos che in parte correggeva quelle distorsioni, e per rafforzare quella tua correzione Stefano ha emesso il comunicato di questa mattina, che è assolutamente in linea coi deliberati del Consiglio Nazionale e della Direzione Nazionale. L’ipotesi di affidarsi alle promesse di Silvio Berlusconi, anche dinanzi al Parlamento, è senza senso, essendo un personaggio che promette facilmente e manca sicuramente. Non servono dichiarazioni ma atti di Governo. D’altra parte, Berlusconi proprio ieri ha detto che il premio di maggioranza non si discute e quindi ogni spiraglio è chiuso. Quella in corso non può essere una battaglia personale ma di partito, ed è forse l’ultima occasione per il PLI per dimostrare capacità di essere leale e costruttivo per l’area di centro che abbiamo insieme scelto a Fiuggi e successivamente confermato in ogni occasione. Ti abbraccio, e sono certo che non deluderai le speranze che ho riposto in Te. Enzo”.

de Luca x Guzzanti sms del 12.12.2010 ore 21:00

“Caro Paolo sai bene che non amo le polemiche. Mi spiace il tuo tono, ma ne parleremo a voce. Domattina 12:30, dopo le comunicazioni di Silvio Berlusconi al senato, si terrà una riunione nello studio di Fini. Ti prego di confermarmi la tua presenza. Io sarò a Roma alle 12:30”.

Intanto veniva pubblicata l’intervista rilasciata al settimanale l’Espresso in edicola il 13.12.2010

Guzzanti: “La fiducia?Forse”

L’ultimatum del Partito Liberale. E in che cosa consiste?

Deve accettare di dichiarare morta l’attuale legge elettorale, il “porcellum”, e attuare il programma delle privatizzazioni per abbattere il debito pubblico. Se Berlusconi nel suo discorso in aula prenderà impegni molto chiari, molto forti su questi due punti voterò la fiducia altrimenti voterò la sfiducia. Che credo sia la cosa più probabile.

Ma lei ha firmato una mozione di sfiducia soltanto 10 giorni fa. Non dovrebbe avere più voglia di porre domande a Berlusconi.

È vero, è vero. Tutto è nato per puro caso quando una settimana fa mi trovavo alla trasmissione di Luca Telese, in onda, e avevo di fronte in collegamento il Direttore del Giornale il quale mi diceva “perché voti la sfiducia? Non ci credo” … e io come battuta dissi “Mah, potrei non votare la sfiducia soltanto nel caso in cui Berlusconi abrogasse il porcellum”, che è la legge su cui si basa il suo potere che non vogliamo distruggere creando il terzo Polo. Se lui lo facesse prenderemmo in considerazione la fiducia. Che poi non sono io che da solo decido, io ho un Partito dietro in cui c’è della maretta.

E perché? Non è piaciuto il suo ultimatum?

No, sono strani. Sono d’accordo sull’ultimatum ma dicono quale che sia  la risposta bisogna comunque votare contro.

Allora che ultimatum è, se non dai ipotesi che quello poi magari ti dice di si?

Aspettiamo il discorso di Berlusconi e poi vedremo. Come si fa a dire “qualsiasi cosa mi rispondi ti dico comunque di no?”


Volendo compiere, come richiesto dallo stesso on. Guzzanti, una ulteriore riflessione dopo il dibattito parlamentare sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, si è ritenuta opportuna una ulteriore consultazione nell’ambito della Direzione Nazionale, anche via skype e telefono, poi effettivamente tenuta lunedì sera 13 dicembre, a partire dalle ore 20 circa.

Dopo aver inutilmente atteso l’arrivo dell’on. Guzzanti, che aveva fatto sapere di essere ancora alla Camera, lo scambio di idee si è concluso intorno alle ore 21,30, ed all’esito della consultazione è stato concordato e poi diramato il seguente comunicato:

“Si è riunita oggi la Direzione del Partito Liberale Italiano che ha valutato negativamente le dichiarazioni in Parlamento del Presidente del Consiglio.

Il PLI non aveva chiesto parole, ma atti di governo. Anche le generiche affermazioni di Silvio Berlusconi hanno disatteso quanto il PLI ritiene indispensabile per il Paese.

Sulle  privatizzazioni, e connesse liberalizzazioni, si è limitato ad un generico impegno di affrontare l’argomento in futuro.

In ordine alla legge  elettorale, ha espresso una linea diametralmente opposta a quella del PLI, auspicando il mantenimento del fallimentare Bipolarismo.

Tale posizione ha  rafforzato quanto affermato dallo stesso Berlusconi il giorno precedente sul proposito di mantenere il premio di maggioranza, legittimando che il governo del Paese possa essere affidato ad una minoranza.

La Direzione Nazionale ha quindi dato indicazione al proprio parlamentare, On. Paolo Guzzanti, di votare a favore della mozione di sfiducia, che reca la sua firma.

Comunque dovesse andare dopo il voto di domani nascerà il Nuovo Polo della Responsabilità Nazionale, che si candida a governare il Paese”.

Detta nota del PLI è stata trasmessa all’On. Guzzanti, accompagnata dalla seguente mia mail:

“Caro Paolo, è inutile che ti ribadisca il mio stupore. Non vorrei che equivocassi sul significato di questo ulteriore messaggio, che ritengo doveroso per rispetto del mio e del tuo ruolo nel PLI. Hai affermato che avresti seguito le indicazioni del Partito e ti sei lamentato che, sulla base delle dichiarazioni di sabato di SB, avevo anticipato la delusione liberale. Trovo strano, quindi, che tu non abbia ritenuto di partecipare alla consultazione che abbiamo tenuto questa sera, dopo il dibattito parlamentare.
Poichè nessun liberale pensa che si possa violare il principio costituzionale del divieto di mandato imperativo, l’allegato comunicato è una semplice indicazione di voto, mentre ogni decisione è rimessa a te, che devi esprimerti in piena libertà, ovviamente, come mi auguro, tenendo conto della compatibilità con la linea del  Partito, a nome del quale hai firmato la mozione di sfiducia. Ti saluto caramente. Stefano de Luca”.


Ne è seguita la seguente inattesa e sconcertante risposta:

“Caro Stefano
Io voterò la sfiducia, perché questo ho deciso. Contestualmente rassegno le dimissioni dal PLI. Cordialità. Paolo Guzzanti”
.

Analogo messaggio è stato inviato anche ad Enzo Palumbo

“Caro Enzo,
ho votato secondo quanto mi ha ordinato la mia coscienza e come avevo architettato nel corso di una mia geniale campagna che portasse alla visibilità totale il partito che ora abbandono.
Non tollero tirate di giacchetta e lezioncine, le tue comprese.
Dunque lascio il partito al suo destino provinciale, asfittico e insignificante, rimettendolo esattamente là dove l’ho trovato.
Un saluto. Paolo Guzzanti”.


Il 14.12.2010, intanto i quotidiani hanno così commentato:

LIBERO DEL 14.12.2010 (pag 7)

Rebus Guzzanti

In cambio di aperture del Cavaliere su legge elettorale e privatizzazione, Guzzanti si era detto disposto il suo annunciato “no” in “si” e adesso? “Non dico nulla fino a domani (oggi, ndr), ma ho già deciso”, alimenta la suspance l’ex Presidente della commissione Mitrokhin che pur avendo incontrato Gianfranco Fini nello studio del Presidente della Camera apprezza le aperture di Berlusconi: “ Sulla legge elettorale le risposte, blande le ha date. E sull’altro fronte (le privatizzazioni, ndr) ha detto che il suggerimento sarà preso in considerazione”. Di tutt’ altro avviso Stefano de Luca, che del PLI è il Segretario: “ Berlusconi ci ha preso in giro. Sulle privatizzazioni ha detto un generico “vedremo”, sulla legge elettorale ha assunto una posizione opposta rispetto a quella che auspicavamo”. Insomma, fosse per lui non ci sarebbe storia (“il Partito è per la sfiducia”), ma a votare sarà Guzzanti, che al PDL sono convinti di aver recuperato sul filo di lana. È per questo che in serata il PLI, per mettere Guzzanti alle strette, ufficializza la stretta di aver dato “indicazione” al proprio parlamentare di votare contro l’esecutivo.

REPUBBLICA DEL 14.12.2010 (pag9)

Partito Liberale

A metà del suo discorso al Senato Berlusconi ha spiazzato tutti: “ terremo conto delle proposte del Partito Liberale.. “ Il Partito Liberale! Dunque il Partito di Benedetto Croce, Luigi Enaudi, Enrico De Nicola e Giovanni Malagodi non solo è ancora vivo, ma viene addirittura corteggiato in pubblico dal Presidente del Consiglio. Tra i marasmi avvelenati di un parlamento nel quale il Governo vuole la fiducia per dimostrare di non averla più, la resurrezione di questo nome estratto a sorpresa dallo scaffale polveroso della storia segnala la disperazione di un Premier che dopo aver disprezzato tutti i suoi predecessori – con la sola eccezione dell’amico Bettino – si accorge in zona Cesarini che c’è stato qualcuno, prima di lui, a credere nella libertà. E non solo nella propria.

Lo stesso giorno 14 dicembre l’ On. Guzzanti ha pubblicato sul suo Blog la seguente dichiarazione:

Ho sfiduciato SB secondo coscienza e ho abbandonato il PLI al suo destino piccino e provinciale. Vorrei che questo blog si trasformasse nella nuova casa dei liberali italiani.

14 dicembre 2010 ore 15:28

Cari amici, dopo aver condotto una operazione politica e mediatica di portata nazionale che ha imposto al Paese, al governo e al Parlamento l’identità e la forza del pensiero e dell’azione liberale, ho deciso di abbandonare il PLI rimettendolo là dove l’ho trovato: nel solco di una prospettiva provinciale, asfittica e insignificante.

Non ho gradito che con tono gradasso e imperativo si osasse ordinare a me di fare ciò che stavo già facendo di mia iniziativa, dopo aver concepito e attuato la conquista della visibilità e del protagonismo non di me stesso, ma del mondo liberale.

Ho votato la sfiducia a SB, sapendo che essa non significa nulla.
Ora SB senza voti reali dovrà dimettersi e probabilmente andare ad elezioni. Per aprire al centro dovrebbe fare un patto con noi.

Chi siamo noi? Il Terzo Polo, nato ufficialmente ieri mattina nell’appartamento di Fini nel corso di un vertice al quale hanno partecipato Fini, Bocchino, Rutelli, Casini, Tabacci, Cesa, La Malfa, Tanone, Melchiorre e io.
Naturalmente noi abbiamo bisogno di tempo per nascere come soggetto politico e prepararci alle elezioni. Ma il dado è tratto.

Ho anche detto che io non ho nulla di personale contro SB che stamattina per puro caso ho incontrato, sbattendoci quasi contro, in un corridoio della Camera, davanti ai giornalisti.

E si è svolto (per la vostra curiosità) il seguente dialogo:

SB – Paolo, devi credermi, io ho sempre seguitato a volerti bene.
GUZZ – E io ho sempre sottolineato la simpatia umana che ho per te, criticandoti ferocemente e attaccandoti politicamente.
SB Ma tu mi attacchi per l’amicizia con Putine io credo davvero che Vladimir sia un uomo diverso da quel che tutti pensano e mi piacerebbe fartelo conoscere se capiterà l’occasione.
GUZZ: Una cena con Putin?
SB – Perché no? Credo che se lo vedessi e ci parlassi, ti renderesti conto. E anche il presidente russo è un uomno perbene. Posso invitarti?
GUZZ – E perché no? Potrei fare qualche domanda interessante a Vladimir.
SB – Benissimo, andiamo in aula, ciao.
GUZZ – Ciao.

Fine della conversazione sulla quale l’imbecillismo giornalistico e blogghettaro ha ricamato merdosamente, e anche qui in casa mia.

Quando ho parlato io l’aula si è congelata nell’attesa e quando ho detto che votavo la sfiducia c’è stato un gran brusio.
Ora SB non è caduto affatto e secondo me rivincerà le prossime elezioni e questa prova di forza è stata una gran cazzata, che però una volta avviata andava fatta.

SB grida vittoria, ma è lui comunque lo sconfitto, perché con 4 voti non governa neanche casa sua.
Il governo sta per dimettersi, fra un giorno o un mese o due.
E a quel punto credo che ci aspetti la durezza sanguinosa del cammino elettorale.

Nel frattempo ho deciso di aprire questo blog a tutti i liberali italiani per la nascita di una componente liberale del terzo polo, lasciando a casa il miserrimo PLI, guidato da un segretario dimissionario che però resta in carica a far danni.

Vedremo più tardi,quando ci sarà un congresso se e come sarà possibile riprendere quel partito e portarlo nella politica attiva, come ho fatto io da solo in tutto questo tempo.

Ma intanto vi invito a spargere sui blog liberali la buona novella: “Rivoluzione italiana” diventa di fatto Rivoluzione Liberale, casa e laboratorio dei nuovi liberali.

Chi ci sta, alzi la mano.
Un abbraccio collettivo e gli uomini ricordino che i liberali di tutto il mondo portano cravatta gialla, tendente all’ocra”.

Questi i fatti, nudi e crudi.

Poiché l’art. 5 comma 1 dello Statuto prevede che “ le dimissioni … si considerano automaticamente accettate al momento in cui pervengono alla Segreteria competente”, al Partito non rimaneva che prendere atto della decisione dell’On. Guzzanti e diramare il seguente comunicato, privo di qualunque commento.

“GUZZANTI LASCIA IL PARTITO

L’On. Guzzanti, con una pubblica dichiarazione si è dimesso dal PLI.

Era tutto previsto.

Ne prendiamo atto”.

La vicenda è tutta qui.

Ciascuno potrà autonomamente dedurre tutto quello che vuole, anche sulla base della propria personalissima idea dei rapporti che devono regolare la vita interna di un partito e di quali possano essere le motivazioni più profonde, al di là di quanto affermato, per giustificare i comportamenti dei protagonisti di questa dolorosa e sconcertante vicenda.

Tanto mi pareva dovuto per chiarezza sul Sito ufficiale del Partito.

Stefano de Luca

29 Commenti

  1. Secondo me è un errore stare a rimurginare sul passato, su chi aveva ragione e chi torto, rimurginare sulla legge elettorale,”ormai non abbiamo nessun parlamentare da collocare,” e questo,se da un lato è uno svantaggio, dall’altro almeno ci lascia le mani libere.
    Secondo me è ora che il PLI, entri nel centro destra come ha già fatto il PRI, e ci entri con tutta la sua forza innovavativa, un partito che deve rafforzarsi, proporre delle misure economiche valide.
    Vi sono 2 priorità sopra le altre da affrontare prioritariamente per il pli, oltre naturalmente all’unità interna e l’aumento delle iscrizioni del PLI con la scelta di un novo Segretario, che rinnovi e rilanci il PLI. con una nuova e più coerente, insomma meno di sinistra, attenta ai positivi spunti del centro detrasdestra, le priorità sono:
    1) Defiscalizzazione sulle accise dei carburanti, che hanno raggiunto dei costi spaventosi, relativo bonus fiscale per i gestori degli impianti per la distribzione della benzina, i n
    pre agitazione, perchè sembra che al mmento il bonus fiscale riguardante i distributori di benzina, già in essere da anni, sia in procinto di saltare.
    E’ secondo me urgente che il PLI, emani n comunicato ufficiale, e chieda con forza al governo, di includere tale bons fiscale, nelle prossime misre economiche che il Consiglio dei Ministri prossimo dovrà adottare, qesto anche per evitare i gravi disagi che in questo periodo, uno sciopero generale dei gestori delle pompe di benzina, ptrebbe arrecare ai cittadini, nonchè al settore dell’auto trasporto pubblico e privato, producendo un danno economico rilevante, tiniamo conto che causa all’esosa tassazione, i piccoli distributori di carburante ,sono a rischio di chiusura, la qual cosa, configge con la lbertà di mercato.
    Noi dobbiamo difendere la proprietà privata e di impresa, questo, è fondamentale.
    Difendere la liberalizzazione dell’erogazione dei carbranti, in base al libero mercato ed alla libertà d’impresa.
    b) Va riformato il sistema di distribuzine di tutti i carburanti per autoveicoli, rendendolo più capillare nel territorio, e liberalizzando le licenze per i distributori di carburanti, migliorando la gestione degli inpianti, ed eliminando gli sprechi.
    c) Riduzione delle accise sui carburanti di almeno il 20 per cento in particolare per i carburanti per uso industriale e per riscaldamento industriale e domestico e di Enti Pubblici.
    Questo si tradurrebbe in un notevole beneficio economico, utilizzo del rimanentec
    costo delle accisece per l’ammodernamento degli impianti di distribuzione degli impianti di distribuzione dei carburanti, al fine di non prevedere altre tasse al fine di coprire i costi dell’ammodernamento degli impianti di distribuzione dei carburanti.
    2) Salvaguardia del risparmio di cittadini ed imprese tramite il rifiuto tassativo di ogni ipotesi patrimoniale, tanto cara alla sinistra, nonchè l’aumento di almeno lo 0,40 frazioni di punto sui rendimenti dei titoli di stato per imprese e cittadini.
    b) detassazione degli utili di borsa, in particolare dei titoli al risparmio, nonchè dei fondi obbligazionari.
    c) aumento di almeno 0,30 frazioni di punto netto del rendimento dei contocorrenti postali e bancarei.
    Queste potrebbero essere delle richieste liberali da fare a banche, tramite l’ABI, ed al governo.
    Richieste importanti per la libertà economica di impresa e risparmio,per un’impresa autenticamente libera ed n risparmio libero e sociale, risparmio che va tutelato al massimo, dal momento che può venire reinvestito, anche aumentando i rendimenti ad esempio dei fondi di investimento che risultano avere particolare importanza per il risparmio e per la sicurezza economica di cittadini ed imprese.
    Incentivare il risparmio sociale, ovrebbe dventare no degli obbiettivi principali del PLI.
    Ovviamente, se il governo atadotasse queste misure, non potrebbe che avere il plauso dei liberali.
    Saluti.

  2. Carissimo Segretario,
    vedo che con il Suo lucido intervento fatto a Milano, ha risposto in maniera chiara ed esaustiva alle mie, forse inopportune ma sincere e schiette, domande fatte nell’articolo chiarificatore sulle dimissioni dell’On. Guzzanti.
    Lei nel penultimo capo-verso del discorso, ha colto in pieno l’analisi politica del mio commento e di ciò Le devo dare atto.
    Io spero che la paura, intesa nel senso che qualora non si trovi un nome da dare all’identikit da Lei tracciato, non assalga l’attuale Dirigenza TUTTA.
    Io non sò se il nuovo sia meglio del vecchio, ma credo che se vengono fissati in maniera chiara e forte i paletti del programma politico, delle alleanze e dell’immagine del partito, questa è la volta buona per tentare l’avventura con un nome nuovo, che rappresenti il PLI, senza avere paure dettate dall’inesperienza o dalla mancanza di contatti.
    Non bisogna avere paure, anche se ciò comporterà degli errori, perchè solo da essi si impara e si cresce, ma se invece ci facciamo assalire dalle paure, allora sicuramente saremo condannati all’oblio.
    Certo lo scenario che si presenta non è tra i migliori, non è di quelli che aggevoli una lenta crescita di maturità, ma credo sia il migliore modo per riaffermare l’unicità dei Liberali nel nuovo Terzo Polo.
    E dato che bisogna essere sempre propositivi, propongo che il Partito Liberale Italiano si trasformi semplicemente in LIBERALI ITALIANI, così anche per dare un’idea di apertura a TUTTI i Liberali sparsi nella diaspora liberale.
    Infine spero che il congresso, che chiamerei RIFONDATIVO dei LIBERALI ITALIANI, debba tenersi il prima possibile, non oltre il mese di gennaio, così da avere la possibilità di cavalcare ancora l’onda lunga della visibilità acquisita negli ultimi giorni. Lunedì sera nella trasmissisone “In Onda” su La7, in un sondaggio, non solo eravamo presenti come PLI, venivamo dati allo 0,3% con un più 0,1% di crescita, ma addirittura in maniera più che ottimistica eravamo davanti all’API di Rutelli. Bastano un paio di giorni di titoli sui giornali, che gli italiani si ricordino di Noi e ci ridiano fiducia. Sarei curioso di vedere cosa succederebbe con un mese di titoli.

    Giuseppe STELLA, Segreteria Regionale PLI Sicilia

  3. Vedo sempre più spaccature e scissioni in un partito che già aveva il consenso ai minimi termini…
    Con tutto il rispetto per chi (attuale Segretario e dirigenza) si è davvero fatto nel mazzo in questi anni di buio pesto, che è riuscito non ostante le tantissime difficoltà a resistere e a non chiudere baracca e burattini, persone, professionisti il cui apporto culturale è e sarà un patrimonio indispensabile per le prossime generazioni…Ma caro Segretario, non sarebbe bene convocare immediatamente un Congresso? Non crede sia questo un passo fondamentale per avere qualche speranza in più di sopravvivenza e far chiarezza sulla linea politica del partito?
    Ho letto che auspica un rinnovamento, un vero e proprio ricambio generazionale. E’ NECESSARIO!!!
    Ci vogliono davvero energie non comuni (ed io lo dico da giovanissimo venticinquenne!) per fare proseliti, viaggiare di città in città, fare pubbliche relazioni che possano davvero portare dei benefici.
    Per questo, spero che in un futuro davvero prossimo, a Lei caro Segretario possa essere affidato un incarico che le possa l’importanza che merita dopo tutti questi lunghi anni, ma alla guida sarà necessario avere qualcuno – un giovane ripeto – con tanta benzina in più…
    Per questo, Concresso subito (anche a inizi di febbraio) e Auguri di Natale a tutti!

  4. Le dimissioni del segretario De Luca dove sono finite……?Basta con queste pagliacciate il PLI ha bisogno di una nuova politica con volti nuovi e non bambini che si rimanggiano le dimissioni……………..!Serve un consiglio nazionale urgente e successivo congresso perchè se noi liberali vogliamo iniziare a far sentire la nostra voce bisogna CAMBIARE!CAMBIARE!CAMBIARE!Basta con i soliti discorsi,è ora di iniziare a far vedere alla politica italiana fatta da un gran numero di parlamentari ignoranti,egoisti,BUGIARI che pensano sono ai loro loschi interessi!Quindi voglio un PLI che dia uno schiaffo morale a questi e che crei un alternativa valida e sincera che volti i suoi interessi al popolo e non a riempirsi le garze di soldi e promettere,promettere qualcosa che non potranno mai dare alla gente!….per far questo NOI del PLI dobbiamo andare subito al CONGRESSO NAZIONALE E CAMBIARE LA DIREZIONE!!!!!!!!!!!

    CONGRESSO…..CONGRESSO…..CONGRESSO……CONGRESSO………….IMMEDIATO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. La Politica del “NON è UN vero LIBERALE” non penso porti a grandi risultati.
    Scusate ma non dobbiamo aggregare anime nuove ?

    Io penso che tutti siamo un pò liberali e magari non lo sappiamo oppure non si ha il coraggio di dimostrarlo, pertanto oggi siamo in 4 domani in 5 dopodomani in 6.

  6. Credo, al di là delle querelle personali avvenute per via della tensione provocata dal voto di fiducia a Berlusconi, che il PLI abbia un unico scopo: ricompattarsi, ricambiarsi e pensare al suo futuro.
    In Puglia è stato fatto crescere il Partito perchè ci siamo concentrati sui nostri obiettivi, non guardando al primo, secondo o terzo polo. Adesso siamo più di quanti eravamo due anni fa, siamo ramificati sul territorio e questa visione ci ha fatto crescere come gruppo e come uomini. Abbiamo combattutto tutte le battaglie elettorali e politiche del nostro territorio, alcune ne abbiamo vinte, altre perse, ma la bandiera del PLI non l’abbiamo mai lasciata in mezzo al campo, perchè qualcuno ne facesse brandelli.
    Per rispetto al nostro lavoro e sacrificio, come anche per rispetto del lavoro di tutti gli altri liberali sparsi per l’Italia è necessario un rinnovamento a tutti i livelli del partito. I giovani e i meno giovani lo chiedono. Non buttiamo alle ortiche il lavoro di tanti, per dei personalismi inutili. Facciamo un congresso “liberale” e decidiamo lì il futuro del partito.
    Michelangelo Liuni Coordinatore Provinciale Bari

  7. Il gioco del trovare il colpevole non mi piace, pertnto mi limito a lasciare il mio libero commento:
    credo nella buona fede del PLI, credo anche che la perdita di Guzzanti sia importante.
    Il <partito ha sicuramente bisogno di visibilità e di ritornare a dire la sua, Guzzanti piaccia o no ha portato il presidente del consiglio in parlamento a parlare di Proposte del Partito Liberale.
    Guzzanti piaccia o no ha portato i giornali nazionali a scrivere PLI.
    è POCA COSA ?
    A ME NON PARE, verrò criticato come persona che bada soloalla visibilità, ma pensando che sia una critica assurda, continuerò a dire a gran voce che il PLI, con il bagaglio storico e culturale che ha, se non cambia passo e se non starà al passo coi tempi sparirà.
    Ci vuole un congresso subito, senza SE e senza MA, guardando in faccia la realtà, con i pochi tesserati e dar spazio ai giovani che dovranno poi essere affiancati a persone con più esperienza.
    Ci vuole poi un nuovo nome:
    Movimenti Liberale Italiano con nuovo simbolo !
    Ci vuole soprattutto coraggio, il coraggio del cambiamento.
    Non mi si venga adire che il nome, il simbolo e le persone sono problemi marginali, tutt'altro !
    Ovvio che il programma deve esserci, ovvio che le idee devono esserci, ovvio che i progetti devono esserci, ma da soli senza partiti sono regalati ad altri che utillizzano il patrimonio liberale solo per slogan e propaganda.
    è questo quello che volete?

  8. Leggendo i commenti è piuttosto chiaro che ormai è urgente e necessario fare il congresso del partito per verificare la posizione del pli e gli assetti interni. Un pò di ricambio generazionale forse eliminerebbe gli annosi contrasti. Siate responsabili

  9. Prima di commentare ho voluto attentamente leggere quanto Stefano de Luca ha inteso pubblicare con dovizia di particolari e in trasparenza. Sono i fatti che, messi uno dopo l’altro in senso cronologico e logico, hanno comportato conclusioni diametralmente opposte e contrastanti tra la linea di un Partito, che è una organizzazione (grande o piccola non importa) di persone che hanno un comune sentire, e il percorso individuale dell’on. Guzzanti che ha inteso svolgere un ruolo non allineato con quanto il Partito ha deciso e aveva tutto pieno il diritto di decidere (ancorché se l’idea di quel percorso fosse dello stesso Guzzanti). Paradossalmente, nonostante i contrasti, entrambe le posizioni-conclusioni hanno dato un po’ di visibilità straordinaria al PLI. Sta di fatto, però, che il comportamento di Stefano de Luca e di Enzo Palumbo è ineccepibile sotto qualsiasi profilo si voglia analizzare la vicenda. Ho seguito l’evolversi dei fatti, che non conoscevo nei dettagli, quando ho letto un post su facebook in cui si diceva, in termini non certo encomiabili, che Guzzanti stava in panchina. In termini calcistici, la panchina è per le riserve che entrano in campo a discrezione del trainer. Ho seguito la vicenda anche a seguito di una lettera aperta indirizzata all’on. Guzzanti da Enzo Lombardo, che sollecitava l’unico deputato del PLI a votare la sfiducia. E non mancava, Lombardo, di sottolineare, prima del fatidico 14 dicembre, l’inaffidabilità di SB.
    Ingenerosa nei confronti del segretario del PLI l’accusa di islamico contrapposto al calvinista. Stefano de Luca, peraltro, ha scritto un bellissimo articolo in cui parla del rigore etico e di rivoluzione morale citando in modo appropriato, anche da laico convinto, la cultura calvinista (mi riferisco all’articolo di Ognissanti che è pubblicato su questo sito).
    Dopo l’Islam e il calvinismo consentitemi una citazione che attinge da altre fonti. Ecco cosa ho postato su facebbook tre (3) giorni prima del fatidico 14 dicembre 2010.
    “Il 14 dicembre 2010, potrebbe essere una data da ricordare. Giorno fra i più corti dell’anno. Poca luce, farà buio presto. Poi, giorno dopo giorno, la luce diurna aumenterà. Viene in mente il famoso passo della Bibbia che ha illustrato Giuseppe Dossetti in uno dei suoi ultimi libri. “Sentinella, quanto resta della notte? La sentinella risponde: verrà il mattino, ma verrà anche la notte”
    Concludo sottolineando che Dossetti, nel suo libro, spiegava e avvertiva i pericoli dei Berlusconi e del berlusconismo.

  10. Sono estremamente soddisfatto della risposta di Enzo Palumbo al tema da me posto; lo ringrazio per la chiarezza, ritengo questa la posizione ufficiale del PLI sulla pena di morte.
    Auesto punto, penso che continuerò a collaborare con il PLI, che senza Guzzanti, sarà più forte, perchè più unito e più liberale,un invito al Segretario a non dimettersi, ed a proseguire il lavoro rinnovando il PLI.
    Mi permetto umilmente di lanciare un suggerimento, che è quello di mettere al centro la politica economica facendo pervenire alle organizzazioni sindacali un documento liberale che riguardi le nostre posizioni, e che veda al centro un nuovo patto sociale che preveda un accordo con le aziende, e la salvaguardia dei diritti dei lavoratori in primo luogo quello della sicurezza anti infortunistica, detassazione delle pensioni minime, nonchè del salario di produttività,
    privatizzazioni e liberalizzazioni, salvaguardando il più possibile l’occcupazione, coinvolgimento della Confindustria in questo progetto.
    Previsione di forme di reale pressione sindacale alternative allo sciopero generale, che però facciano sentire la voce dei lavoratori nelle vertenze, ad esempio sciopero bianco e blocco della contrattazione aziendale.
    Tutela del pluralismo sindacale a tutti i livelli di contrattazione.
    Priorità dei patti in deroga riguardanti la contrattazione tra le parti, rispetto ad eventuali norme legislative, salvo la legge 626 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
    Tutela giuridica dei lavoratori diversamente abili da prevedersi anche nei patti in deroga ed a tutti i livelli di contrattazione tramite un accordo quadro nazionale.
    Queste sono alcune proposte consiglio che il PLI potrebbe rivolgere ai sindacati, in modo anche di far fronte all’isolamento politico del PLI, questo cercando di ottenere uno spazio mediatico sopratutto allla RAI, anche riprendendo il tema del pluralismo televisivo, legato al pagamento del canone.
    Saluti.

  11. Vorrei ringraziare il segretario de Luca per la scelta di trasparenza adottata in questa circostanza, altrimenti indecifrabile per la maggior parte degli iscritti sparsi un po’ dappertutto nella penisola e che non hanno altre modalità per attingere ad informazioni attendibili sul PLI. Un resoconto quasi totalmente scevro di commenti. In modo che ciascuno possa trarne le conclusioni che meglio crede. Comparate ed integrate con quelle di altre fonti mi hanno dato l’opportunità di farmi un’idea sulla dolorosa vicenda. Dolorosa, perchè sembrava che fino a quel momento le cose avessero preso finalmente una bella piega per il PLI. Almeno sul versante dell’attenzione mediatica e politica.
    L’opinione che ho maturato la riservo per me. Qui, in questa sede, volevo solo dimostrare apprezzamento per la decisione presa. Decisamente opportuna.
    Grazie di nuovo.

  12. Le tre parole pronunciate da Guzzanti al momento in cui la serenità doveva essere al punto più alto per un uomo della sua esperienza e il richiamo seguente alla formazione di una nuova area liberale evidenzia quale turbolenza deve aver creato in lui l’incontro con Berlusconi.Lui doveva attenersi coerentemente con quanto avevate deciso nella direzione salvo affermazioni di largo respiro liberale che Berlusconi avrebbe(lo dico per i sognatori)potuto fare nel suo discorso e comunque dopo essersi di nuovo consultato con la segreteria.Ci costa molto ma lasciamolo alle sue prossime mire.La via d’uscita per noi Liberali convinti deve passare per un nuovo Congresso,serio,aperto e produttivo che si dedichi poi con alacrità all’organizzazione del Partito.A me bastano un Segretario autenticamente Liberale che crede in quello che fà e una Direzione che produca idee liberali in funzione del Partito Liberale.No perditempo.Se questo si vuole veramente nell’arco dei due anni che mancano per il completamento della legislatura si può fare.Se ci saranno elezioni prima faremo quanto possibile.Buon lavoro.Cordialità.Pietro Stella.

  13. Plaudo i miei amici liberali, quelli che si impegnano nella divulgazione delle idee liberali anche senza far parte del PLI e che hanno il coraggio di scrivere e/o soltanto di leggere.
    Non ho condiviso nè apprezzato leggere sul sito del PLI quello che ha riguardato Guzzanti, la stampa e i dirigenti nazionali. Mi hanno insegnato che i panni sporchi si lavano in casa. Il sito del partito è letto anche da estranei.
    Tutti avevamo le idee chiare e tutti sapevamo, almeno i più anziani , come sarebbe andata a finire.
    C’è chi non riesce a tenersi vicino …proprio nessuno.
    Ho letto che De Luca qualche giorno addietro aveva maturato l’idea di passare il testimone e dimettersi da segretario; abbiamo scoperto che era uno scherzo! Ora gli si chiede ad unanimità, come quella che piace a Lui, di dimettersi dall’incarico e questa volta per davvero.
    La Sua sapienza, la sua cultura, la sua esperienza, se lo vorrà, potrà metterle a disposizione del partito e se invece se ne allontanerà dimostrerà che era nel PLI per scelte personali e per freggiarsi della nomina.
    Gli iscritti al PLI e tutti i liberali di Italia meritano di vedere un pò di luce dopo 15 anni di buio e di sconfitte; vorrebbero anche poter partecipare con entusiasmo a qualche vittoria.
    Mi sono chiesto e mi chiedo come è stato possibile che in tutte le riunioni della Direzione Nazionale, e non solo, non si sia mai levata fuori dal coro, una voce vibrante e non allineata. La democrazia in un partito la si quantifica dal dibattito interno, anche se aspro.
    Dal 1997 in poi nel PLI tutti coloro che hanno dissentito sono stati messi alla porta o nelle condizioni di togliere il disturbo. Queste sono purtroppo verità che fanno male anche a chi scrive.
    E’ bene chiarire da subito che per me tutti i liberali iscritti e non, sono indispensabili per avviare quella rivoluzione LIBERALE che gli italiani attendono da almeno un decennio.
    Non è più il tempo di appiattirsi sulle idee degli altri, dobbiamo essere più incisivi ed esprimere la forza delle nostre idee. Dobbiamo convincere la gente che la nostra politica è sana e che gli imbroglioni, gli affaristi non hanno residenza nel PLI. Dobbiamo imparare a dissentire con educazione, essere dei buoni ascoltatori oltre che essere dei buoni parlatori. Dobbiamo imparare ad accettare la critica e chi non la pensa come noi.
    Se ci dovesse essere un congresso sin d’ora glsi sappia che offro la mia disponibilità a far parte del gruppo di lavoro che si assumerà la responsabilità a traghetterà il partito al congresso stesso.

  14. Pur consapevole di andare fuori tema, intervengo nuovamente solo per rassicurare Luigi Gani sulla posizione dei liberali in ordine alla pena di morte, che personalmente considero inaccettabile per un paese civile.
    E spero proprio che anche gli USA, che sono certamente un paese civile, prima o poi se ne rendano conto e provvedano in conseguenza.
    Il PLI è da sempre, ripeto sempre, contrario alla pena di morte, anche in coerenza con quanto sancito all’art. 27, 2° comma, della Costituzione, secondo cui “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
    Ed è assolutamente evidente che infliggere a freddo la morte, anche al peggiore dei delinquenti, non ha nulla di umano, e che non sarebbe possibile rieducare un…cadavere.
    Rammento inoltre che, nel terzo comma dell’art. 27 Cost., la previsione della pena di morte solo “nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”, è stata eliminata con l’art. 1 della legge costituzionale 2/10/2007 n. 1, e credo che anche il sen. Guzzanti vi abbia allora concorso (ma non ho avuto la possibilità di verificare).
    Per altro, la previsione della pena di morte nel nostro ordinamento giuridico era stata già praticamente eliminata dal D. Lgs. Lgt. 10/08/1944 n. 224 per i delitti previsti dal codice penale, dall’art. 1 della L. 13/10/1994 n. 589 per i delitti previsti dal codice penale militare di guerra e dalle leggi militari di guerra, e dal D. Lgs. 22/01/1948 n. 21 per i delitti previsti dalle leggi speciali diverse da quelle militari di guerra.

  15. Propongo che sia convocato per i primi di gennaio 2011 un consiglio nazionale e, successivamente, il congresso. Ho approvato anch’io la linea politica nuova del PLI emersa dallo scorso consiglio nazionale di Fiuggi del 10 ottobre, e ritengo che alle prossime elezioni politiche ed amministrative il PLI mantenga l’alleanza col terzo polo, con o senza Guzzanti.

  16. Mi sembra che siamo ad un punto cruciale e la vicenda che viene (troppo) particolareggiatamente ricostruita nel comunicato rischia di far naufragare il progetto politico che ci aveva appassionato negli ultimi mesi, nella speranza di far riemergere il PLI nel panorama politico italiano.
    Se la frattura resta, temo che si avvererà quanto prevede con grande lucidità Enzo Palumbo: i liberali assisteranno dall’esterno alla nascita del Polo di Centro, nel quale avrebbe potuto concretizzarsi la loro presenza politica.
    Ma se l’avventura rischia veramente di terminare, voglio comunque ringraziare chi ci ha provato e ha portato i liberali fino ad un passo dalla possibile rinascita:
    – Stefano de Luca, che iscrivendosi qualche anno fa al Gruppo Liberale Europeo a Strasburgo riuscì a rimettere in vita il Partito Liberalke in Italia ed a tenere accesa la fiammella finora;
    – Paolo Guzzanti, che riportandoo la voce del PLI alla Camera, gli ha ridato la dignità della rappresentanza politica e ci ha consentito di tentare l’aggregazione nel Polo di Centro.
    Purtroppo, l’esasperata capacità dei Liberali di dividersi ci ha ancora una volta penalizzato. Il Partito che crede nell’Individuo ancora una volta soffre di individualismo e di fronte alla necessità di unirsi ad aree politiche simili, riesce invece a spaccarsi per differenze interne. Non si può dare colpa né a Stefano, né a Paolo se il puntiglio è una nostra prerogativa, ma credo che a mente fredda entrambi converranno che in politica premia più la capacità di aggregazione che la purezza delle posizioni.
    Se la frattura resterà, credo che il PLI -privo di rappresentanza istituzionale- non avrà per molto tempo altre possibilità e che Paolo Guzzanti resterà deluso se veramente intende aggregare solo intorno alla sua azione parlamentare una nuova, autentica forza liberale.

  17. Carissimo Stefano,
    sai benissimo che, personalmente, non ho mai condiviso la scelta di eleggere Guzzanti a vicesegretario del PLI inquanto, secondo me, tutto è semprestato tranne che un liberale. Quete come altre scelte da te fatte ci hanno portato alla rottura di un rapporto che con alti e bassi è durato per oltre 15 anni durante i quali in molti ti abbiamo riconosciuto il merito di non aver fatto morire il nostro amato PLI. Ritengo tutt’oggi che tu sia per il PLI un elemento di estrema importanza sia per la tua innegabile vocazione liberale che per la tua esperienza. Ciò detto debbo però prendere atto e cercare di farti riflettere sul fatto che le tue scelte, soprattutto quelle degli ultimi anni, abbiano dato sempre meno visibilità al PLI e, soprattutto, siano sempre state perdenti. Ora, riflettendo a voce alta, non riesco a capire come possa un uomo del tuo spessore non rendersi conto che peri l bene del PLI sia giunto il momento di passare il testimone non prima di aver riunito sotto la stessa bandiera almeno tutti coloro che per il buon nome del partito e mai per obbiettivi e/o utile personali hanno lavorato per far si che la bandiera del PLI continuasse a sventolare in gran parte dell’Italia. Sia il sottoscritto che tanti altri amici da te allontanati per manifesta incompatibilità con il tuo egocentrismo e non con gli ideali del partito abbiamo continuato e continuiamo a lavorare per PLI (io sono sempre consigliere comunale e membro del consiglio dell’Unione dei Comuni della Valdichiana dove risulto esponente del PLI) e per questo ci piacerebbe e saremo disposti a lavorare affinchè si potesse finalmente e seriamente giungere ad un congresso che veda presenti tutti i Liberali d’Italia. Per far questo però è sempre più evidente e chiaro che tu debba fare un passo indietro. Ciò non vuol assolutamente dire che tu debba uscire dal PLI inquanto, come già detto sopra, ritengo il tuo apporto e la tua esperienza essenziale e, conseguentemente, riterrei sbagliato un tuo disimpegno dal partito che sicuramente vorrà e avrà bisogno che tu continui a sedere ad oriente ma, al tempo stesso, è evidente la necessità di rinnovamento e ricambio nella classe dirigente.
    Carissimo Stefano dimostra di amare quanto ami il PLI, indici un congresso vero e liberale senza sotterfuci e/o furbizie da prima repubblica e soprattutto da democristiani quali non siamo.
    Carissimo Stefano ti prego con il cuore e sinceramente di riflettere su quanto detto e soprattutto ti chiedo di voleri rimanere nella storia come colui che ha tenuto in piedi il PLI e non come il suo becchino.
    Spero che tu prenda queste mie parole in senso positivo inquanto vogliono solo essere di stimolo per una vera e concreta rinascita del PLI oggi che più di sempre anche nei giovani è evidente la volgia e l’interesse verso un partito che premi la meritocrazia e condanni l’assistenzialismo, un partito che dia voce e lustro all’individuo, un partito laico e liberale con le L maiuscole che si adoperi affinchè si possa veramente giungere ad uno snellimento della macchina dello stato con la vera abolizione degli enti inutili, con l’eliminazione dei piccoli comuni, delle provincie, della burocrazia sfrenata; un partito vicino alle necessità degli Italiani, dei piccoli imprenditori dei commercianti dei professionisti; un partito proponga e si adoperi affinchè le tasse siano benzina essenziale per i servizi al cittadino e non hai politici; un partito che imponga una scuola efficiente aperta a tutti i volonterosi e piena di sbarramenti e ostacoli per i bighelloni; un partito che difenda la libertà di pensiero; un partito che promuova i doveri come il fine per giungere ai diritti; in poche parole un vero PARTITO LIBERALE.
    Certo che mediterai su quanto detto, fiducioso di vederti ancora per molto interprete del pensiero liberale, fiducioso nel poter partecipare ad un vero congresso per la nascita di un vero partito liberale con affetto ti saluto
    Gherardo Guazzini

  18. Gli ultimi avvenimenti devono invitarci ad una profonda riflessione che abbia il solo scopo di renderci più forti ed uniti per affrontare le grandi battaglie in cui sicuramente saremo coinvolti. Ho seguito con molta attenzione le vicende che hanno riguradato il voto del 14 dicembre e devo dire che le decisioni assunte dalla Direzione Nazionale dovevano essere portate fino in fondo. L’appartenenza ad un partito non può essere emotivamente vissuta, ma deve avere comportamenti conseguenziali agli intendimenti della linea politica, la quale ha la sua forza e la sua espressione in chi, in quel dato momento, ci rappresenta. L’amico On. Stefano De Luca deve, oggi più che mai, andare avanti, insieme a noi tutti, e fare di questo avvenimento, il motore propositivo per dare al partito quella forza di cui ha bisogno. Respingo fermamente l’espressione dell’On Guzzanti che definisce la nostra una politica provinciale -probabilmente detta in un momento di grande tensione- e, anche se pochi, mi preme sottolinerae che “l’oro si misura in grammi e non a chili”. Gli ideali liberali vanno divulgati nel quotidiano, il confronto sarà forte, ma costruttivo. Noi Calabresi ribadiamo con vigore l’unità di questo piccolo grande partito.

  19. Vorrei, in questo momento così delicato, invitare tutti ad un ragionamento, che, porti ad affrontare le questioni più seranamente possibile.Ho letto con molta attenzione quello che è successo in questi giorni, che hanno preceduto il voto, e devo dire con onestà intellettuale che,le decisioni assunte dalla direzione nazionale,andavano portate fino in fondo senza alcun ripensamento.
    Non voglio entrare nel merito,perchè dovrei fare commenti che preferisco mettere da parte.Vorrei che tutti gli amici andassero avanti più forti di prima,non accettando quello che l’On.Guzzanti ha definito”partito provinciale”forse detto in un momento di grande tensione. Sento di essere un vero liberale, divulgando ogni giorno il nostro pensiero,insieme a tanti altri, che credono nei nostri valori e condividono il nostro progetto.Questo incidente di percorso deve invitarci ad una profonda riflessione,chi è liberale lo deve dimostrare nei fatti e nei comportamenti.Oggi più che mai
    abbiamo una nostra dignità politica che nessuno puo criticare o denigrare.
    Chiunque di noi, vero liberale, avrebbe portato avanti la decisione del partito.Invito l’amico On. Stefano De Luca a proseguire, impegnandosi a ricomporre, ove c’è ne siano i presupposti, quello che oggi sembra perduto. Proseguiamo uniti nelle nostre battaglie questi avvenimenti ci rendono compatti e più forti.Seppure non siamo confortati da “grandi numeri”, vorrei ricordare che l’oro si misura in grammi.

  20. Avevo deciso come saprete di lasciare il PLI, causa forti divergenze di opinione sulo tema della condanna a morte, condanna alla quale sono fortemente contrario, divergenze con Guzzanti, che fortunatamente se ne è andato.
    In nome di ideali umanistici, nonchè del lume della ragione, ritengo che un liberale non possa tollerare la pena di morte, mai, nianche ” se il fatto avviene negli U S A e coinvolge, come nel caso al quale mi riferisco una diversamente abile psichica accusata di omicidio, e soppressa.
    Ecco, io contestavo il fatto che il PLI su questo fatto, non abbia levato nemmeno una parolo di dissenso che in questi casi, è e rimane sascrosanto e doveroso, anche come cittadini italiani ed europei.
    Spero di cuore che il Segretario sia su questo tema, di idee opposte a Guzzanti, altrimenti devo confermare il mio allontanamento dal PLI, e la cosa mi dispiacerebbe.
    Guzzanti, non c’è più, ed ora se lo vogliamo possiamo ricominciare dal nuovo.
    Secondo me, bisogna ricominciare ad occuparci di diritti civili, dei problemi della giustizia sopratutto civile.
    La legge elettorale può andare in secondo piano, ora che non abbiamo nessun parlamentare da collocare, non certo nel polo di Fini e Guzzanti, visti gli evidenti risultati che lascio a voi commentare, non certo con il PD di Bersani, Vendola e Dalema con Di Pietro e la federazione della sinistra, possiamo tentare di condizionare il PDL con le nostre proposte liberali ad esempio con un accordo politico riguardante il respingimento del futuro referendum sulla liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua.
    Dobbiamo parlare molto di riforme economiche, e meno di problemi elettorali.
    I liberali uniti in una serie di proposte incisive per la liberalizzazione dell’economia, e l’avvento delle privatizzazioni.
    Solo così, a parer mio, coinvolgendo anche i mezzi di informazione,in questo, potremo andare avanti, pensando al futuro.
    Saluti.

  21. Trovo la ricostruzione degli avvenimenti attendibile e mi pare che il risultato sia più frutto di equivoci, legati anche al diabolico mezzo di comunicazione che sono gli sms, fatti per tagliare giudizi col coltello, ma non per dialogare. L’iniziativa dell’On. Guzzanti di dare un pò di suspance al suo voto era un’iniziativa intelligente, se concordata, per dare visibilità al partito. Era certo che Berlusconi non avrebbe rinunciato alla legge elettorale che è l’unica cosa che gli garantirebbe possibilità di vittoria alle elezioni. Dopodichè è altresì giusta e da me condivisa la posizione del vertice del partito che, non fidandosi comunque delle parole di Berlusconi, lo sfiduciava. Ritengo che il partito abbia avuto la sua visibilità nazionale, che il voto dell’On. Guzzanti sia stato rispondente alle aspettative ed alla linea del partito e che quindi nulla di irreparabile sia accaduto. Riterreri quindi necessario riallacciare i rapporti con lìOn. Guzzanti che ha ben rappresentato il partito fino ad oggi, che stimiamo e che abbiamo piacere di avere ancora con noi al di là dei vantaggi di avere rappresentanza parlamentare. Anche nei suoi confronti mi permetterei di chiedergli di rivedere la scelta delle dimissioni dal partito alla luce di quanto detto sopra, in quanto non mi pare che le prese di posizione del vertice del PLi siano state dettate da non fiducia nei suoi confronti, semmai erano volte a rassicurare la base. L’opportunita del Polo della Nazione, per il PLI è una occasione unica e eccezionale di tornare protagonista della vita politica nazionale, cerchiamo di coglierla al meglio tutti uniti.
    Stefano Angeli, Cesena

  22. Come già affermato commentando Irti, ritengo surriscaldato il momento politico da noi vissuto e preferisco ragionare a mente fredda, collegandomi per intero a quella Cultura del Dubbio cui dovrebbe far riferimento ogni autentico laico e liberale…
    Le prese di posizione già confezionate e certe mi lasciano perplesso, come le ricette valevoli in base alla verità rivelata, per cui prima di emettere soluzioni salvifiche sul futuro del nostro Partito, credo valga la pena effettuare una serena riflessione. Questo per rispondere a chi mi ha preceduto.
    Quanto alla vicenda Guzzanti, sono sconcertato.
    Cosa vuol dire voler creare un ennesimo soggetto liberale quando si è già all’ interno dell’ autentico Partito Liberale Italiano ? Non capisco.
    Come non capisco il perchè voler disattendere le deliberazioni della Segreteria e della Direzione del Partito facendone parte al livello più alto, visto che le deliberazioni stesse erano state assunte collegialmente ed in base alla condivisione che alle stesse era stata apportata in via preventiva.
    Quanto al al destino provinciale, asfittico ed insignificante di un futuro impossibile, mi sembra strano che ce ne si renda conto solo ora, dopo aver militato a lungo nel Partito con incarichi istituzionali di prima grandezza. Quindi non capisco ancora.
    Capisco invece che si pretenda visibilità da parte della Dirigenza Politica con posizioni chiare e senza compromessi riguardo a Legge Elettorale, Privatizzazioni, Riduzione del ruolo dello Stato in economia,
    Risanamento del debito pubblico, Dismissioni, ecc. altrimenti cosa ci stiamo a fare nelle Istituzioni della Repubblica Italiana ?
    Quindi la richiesta e la posizione politica dovevano per forza essere molto definite e senza compromessi di sorta !
    Quale conseguenza politica avrebbe avuto un posizionamento tenue su questi che sono i valori di fondo del nostro esistere come Partito Liberale, se noi non li affermiamo con grande determinazione ?
    Quindi ancora non capisco e il dubbio mi assale…
    Avrei invece gradito una forte immagine ed una visibilità che non ho scorto sui temi in oggetto, soprattutto tenuto conto che nessuno li ha ripresi con decisione e che avrebbero potuto costituire il trampolino di lancio per nuovi e più ambiziosi traguardi.
    Questo mi dice il mio animo di Liberale !

    Nicola Fortuna

  23. Essendo risultato personalmente, anche se episodicamente, coinvolto, mi corre l’obbligo di osservare che la ricostruzione pubblica della dolorosa vicenda che nell’ultima settimana ha interessato Paolo Guzzanti ed il PLI (e che mi ha coinvolto anche emotivamente, per l’affetto e la simpatia che ho sempre avuto per Paolo e che gli ho sempre pubblicamente manifestato) era, come è, assolutamente necessaria, dopo che le dimissioni di Paolo erano state pubblicizzate sulla stampa, con toni ed espressioni che il Partito non meritava.

    NESSUN GIUDIZIO E’ POSSIBILE SENZA CHE I FATTI SU CUI ESSO DEVE ESERCITARSI SIANO NOTI NELLA LORO OGGETTIVITA’, secondo il principio “da mihi factum, dabo tibi jus”.

    Ed è sotto gli occhi di tutti che Paolo, mentre inizialmente (e col pieno sostegno del Partito) ha per qualche giorno consentito al PLI di emergere dall’oscurità mediatica, ha poi rischiato di comprometterne la credibilità politica come entità collettiva (via via giocando la partita in termini sempre più personali, rifiutando qualsiasi contatto che non fosse epistolare ed utilizzando toni crescentemente polemici ed apparentemente finalizzati a diverso esito), e ne ha infine, e forse definitivamente, affossato ogni prospettiva di sviluppo, anche nell’ottica di quel nuovo polo che è stato il nostro obiettivo strategico a partire dal Congresso Nazionale del 2009, e che forse saremo ormai ostretti ad osservare solo dall’esterno, proprio nel momento in cui potrebbe finalmente concretizzarsi.
    Come risultato, non c’è male!
    Non so se saremo in grado, tutti insieme, di riparare il danno enorme che il PLI ha subìto in questi ultimi giorni; certamente non ci riusciremo dividendoci ancora una volta “a prescindere”, come da circa due anni andiamo facendo.
    Gli avvoltoi volteggiano interessati, anche se ci sarà pochissima carne con cui alla fine potranno cibarsi!
    Ma a loro, basta che ci sia il cadavere di quello che hanno eletto a loro nemico, quand’anche si fosse ridotto ad uno scheletro non commestibile.
    La conclusione è amara ma pressocché obbligata: I liberali sono i peggiori nemici di sé stessi!

  24. Torno a scrivere da semplice ospite senza alcuna vena polemica,ma semplicemente per onorare il ricordo del PLI che ho potuto vivere solo da adolescente, e che ho provato- insieme ad altri- a riportare alla luce dopo anni di oblio.
    Indipendentemente dall’esito del voto di fiducia, è chiaro che il bipolarismo orwelliano, nato come risposta programmatica alla partitocrazia,al nepotismo ed al clientelismo si è rivelato lo strumento oligarchico utile alla salvezza di alcuni reduci del 93 e dei rispettivi vassalli, non ultimo il signore che usurpa ancora oggi la poltrona di sindaco della mia città, Palermo.
    Oggi come mai negli ultimi anni è necessario che gli autentici liberali, tanto coloro che hanno vissuto il glorioso PLI quanto i giovani che si affacciano per la prima volta alle nostre idee ed ai nostri progetti tornino protagonisti della vita pubblica; e se fino a qualche tempo fa credevo che il PLI fosse la casa naturale dove riunirci, alla luce della mia personale esperienza ma anche degli ultimi accadimenti credo sia tempo di guardare avanti e cercare una nuova casa per la nostra comunità, tanto grande quanto dispersa.
    Al PLI ed alla sua classe dirigente va riconosciuto il merito di aver tenuto in piedi il sogno di una ricostruzione liberale,obiettivo che noi oggi facciamo nostro proseguendo quel cammino con i nostri tanti giovani, ed in questo senso posso dire che il lavoro del PLI non è stato vano; è chiaro però che solo quando una generazione passa il testimone, quella successiva può sentirsi pienamente legittimata nel continuare l’opera,e magari compierla definitivamente.
    Se così non fosse, non saremmo migliori dei tanti oligarchi, dei tanti baroni e dei vari signori feudalli che da liberali per tanti anni abbiamo combattuto.

  25. Condivido e sottoscrivo in pieno quanto detto da Mario Caputi, in quanto ritengo che questa sia assolutamente la strada giusta da seguire.
    Cari amici: non abbiamo niente da perdere, alla fine. Relax. Quello di non avere niente, che potrebbe sulle prime sembrare una debolezza, deve diventare la nostra forza. Ma bisogna agire conseguentemente e consapevolmente, non ‘come se’.
    Se fate un congresso, per piacere, fatelo aperto a tutti gli iscritti, senza le nuove farraginose e inadeguate regole della rappresentanza ogni ‘tot’ iscritti, ‘come se’ ci fossero migliaia di iscritti, e lasciamo perdere tutte le stramaledette paure che qualcuno vi (io non mi metto in mezzo) soffi il partito ‘come se’ esistesse qualcuno che se lo vuole portare via. Il partito ha bisogno di aria e forze ed idee fresche, togliete ogni limite e vincolo, o morirà. Aprite il partito alla libera competizione delle idee.

  26. Temo che nella concitazione di momenti convulsi e per nessuno prevedibili , si fosse potuto scommettere avrei punato sulla sfiducia qualche euro ed avrei perso , ci sia stato un vulnus di comunicazione e soprattutto di fraintendimenti di posizioni . Quanto alle cose che scrive Mario CAPUTI voglio amichevolmente dire che se il Segretario Nazionale ti avesse portato un pezzo di luna raccolto con le sue mani avresti detto che la luna non si può mangiare. Quando si parte prevenuti e convinti di aver ragione sempre e comunque è difficile vedere le cose con gli occhi liberi da distorsioni. Claudio Gentile

  27. Non voglio entrare nella “scena” che ha visto un segretario ed un vice-segretario stare dalla stessa parte politica in uno dei momenti di più alta suspence parlamentare degli ultimi anni e nonostante questo dividersi e contribuire all’ennesima diaspora liberale.
    E -si badi bene- le dimissioni di Guzzanti sono solo le ultime dal congresso di Febbraio 2009. La stragrande maggioranza della DN formatasi da quel congresso è letteralmente scomparsa. Evaporatasi.

    Occorre porsi il problema e chiedersene le ragioni. Altrimenti chiudiamo pure i battenti.

    Da membro dell’ufficio politico nazionale del PLI ho il dovere di provare a salvare quel che è ancora salvabile, perchè a me sta a cuore in primis l’Italia e tramite essa il PLI (movimento cui ho scelto di aderire ben conoscendone difficoltà e ferraginosità).

    Il PLI soffre tantissimo per mancanza di coerenza organizzativa, di minime risorse umane e quasi inesistenti risorse economiche.
    Il PLI ha dalla sua un asset di valore incalcolabile: una storia culturale e politica che contiene l’unica ricetta all’attuale cancro italiano e alle sue tre emergenze: etica, economica, burocratica.
    E’ per questo che il PLI deve restare in vita.

    Ed oggi, a segreteria lacerata e a DN evaporata, l’unica strada per mantenerlo in vita è l’indizione di un congresso nazionale. Non chiamiamolo “straordinario” perchè sarebbe andato a naturale scadenza già a Febbraio 2011.
    Chiamiamolo “opportuno”. Purchè -appunto- si tenga entro Febbraio.
    Noi parteciperemo come corrente “Impégnàti per il PLI” per garantire:
    1. Ampio spazio alle nuove generazioni di liberali che devono essere chiamate a ruoli non di facciata ma di vera dirigenza
    2. Riconoscimento dell’esperienza accumulata da tutti coloro che han tenuto in vita la “fiammella” liberale nella nostra regione
    3. Adozione del principio meritocratico nella “gestione del territorio”, con premi per chi fa realmente crescere il partito e contemporaneo congelamento delle cariche di tutti coloro che non riescono ad attirare nuovi amici e simpatizzanti
    4. Individuazione ed assegnazione di ruoli specifici miranti a contattare e scegliere “partner di percorso” che facilitino la vita del partito dal punto di vista finanziario, comunicativo ed elettorale.

    Chiedo quindi al Segretario Stefano De Luca di lavorare per fissare subito data del Congresso Nazionale e definire assieme ai pochi membri della DN regole trasparenti per il suo funzionamento.
    Al congresso dovremo essere motivati per proporre una soluzione che sia “fuori dall’ordinario” in modo da poter comunicare all’Italia che oltre al terzo polo della nazione con i vari Fini, Casini e Rutelli (ho problemi ad individuare chi sia il meno invischiato nel cancro che affligge l’Italia) c’è ne sarà presto un quarto: il polo liberale.
    E’ un’occasione da non perdere.

    Cordiali saluti a tutti

  28. Al di la di tutto credo che sia utile cercare di comprendersi e sanare la frattura se possibile.
    Io francamente, mia opinione personale, non vedo divergenze di tipo politico ma di altro tipo.
    Siccome, come credo tutti, ho a cuore le sorti ed il futuro del PLI e ragionando su quanto sta politicamente avvenendo in questi giorni a proposito del “Terzo Polo” riterrei, molto umilmente, più utile per tutti cercare di pensare ad un futuro possibile.
    Capisco e comprendo, ognuno per le sue ragioni istituzionali e personali, questo continuo pubblicare documenti, lettere e dichiarazioni, ma ritengo che non faccia bene a nessuno e men che meno al partito.
    Dopodichè mi aspetto, anche se non sono più così giovane, che i “grandi” per una volta siano esempio di saggezza e moderazione per le nuove generazioni.
    Un caro saluto a tutti.

  29. Questa ricostruzione dei fatti, che avrebbe lo scopo di puntualizzare le posizioni dei protagonisti, non aiuta certo a riavvicinare e ricomporre la frattura.
    Come riportato, anche nell’articolo di Libero, si sottolinea che “…È per questo che in serata il PLI, per mettere Guzzanti alle strette, ufficializza la stretta di aver dato “indicazione” al proprio parlamentare di votare contro l’esecutivo…..”. Credo che il vulnus sia tutto lì: IL METTERE ALLE STRETTE.
    E questa quindi non è più una faccenda di scontro “personalistico”, ma assume connotati, se non di divergenza della linea politica, sicuramente di divergenza di tattica politica.
    Ma veniamo alla sostanza politica di quanto avvenuto. Berlusconi ha adesso Lui il pallino della partita e tutto lascia presaggire che, stante l’ingovernabilità venuta fuori dalla fiducia ottenuta, si vada al voto a fine Marzo e con questa legge, che per Noi equivale al “requiem”.
    Stante questo scenario, ritiene il Segretario de Luca sia opportuno indire un congresso straordinario, che definisca bene la linea politica del partito e le eventuali alleanze, nelle forme e nella visibilità compatibili con la consistenza del PLI, oppure ritiene conveniente per il PLI proseguire nel solco dei reiterati fallimenti di ogni partecipazione del PLI a nuove aggregazioni di soggetti politici?
    Per farla breve, nel terzo polo ci saremo? Come ci saremo? Con quali nomi ci spenderemo al suo interno? Con quale capacità di incidere nei programmi?
    Forse sono troppe domande, ma spero che il Segretario de Luca, con una semplice risposta, risponda a tutte.
    Cordialmente.

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