Le ultime fasi prima del voto di fiducia e le dimissioni di Guzzanti dal partito

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Leggo ricostruzioni farneticanti e ricevo telefonate di amici disorientati a causa di una vicenda che appare inspiegabile nella sua irrazionalità.

Confidando nella intelligenza dei liberali, mi sono convinto che la cosa più opportuna da fare sia quella di affidare a ciascuno la possibilità di maturare un autonomo convincimento, sulla scorta dei messaggi che ci siamo nell’occasione scambiati, anche indirettamente attraverso alcuni significativi passaggi sulle agenzie di stampa e sui giornali, che in taluni casi citerò solo per estratto e che comunque sono direttamente consultabili sui rispettivi siti internet.

Sono sicuro che gli amici  capiranno, e chi avrà bisogno di ulteriori delucidazioni non avrà che da chiederle.

La ricostruzione inizia con la notizia dell’Agenzia Ansa dell’8 dicembre,:

“…GOVERNO: GUZZANTI, POSSIBILE FIDUCIA SE SI ABROGA PORCELLUM
DOMANI MATTINA DIREZIONE PLI PER VOTARE PROPOSTA A GOVERNO (ANSA)

–        ROMA, 8 DIC – Nuova legge elettorale e una soluzione all’emergenza economico-finanziaria: sono gli ‘impegni’ che il vice segretario nazionale del Partito liberale Italiano, Paolo Guzzanti dichiara di voler portare alla direzione del Pli, convocata per domani mattina, come proposta al governo Berlusconi per votare la fiducia.

–        ‘La nostra Repubblica vive una duplice emergenza: quella democratica che deriva dalla legge elettorale ‘porcata’ che rappresenta una grave anomalia per i principi delle democrazie occidentali, e quella economico-finanziaria che e’ dimostrata non solo dal differenziale dei tassi di interesse italiani rispetto ai Bund tedeschi, ma anche da un decennio di crescita rallentata e che non accenna a risolversi in questa fase di ripresa dell’economia mondiale. Un governo che intenda raccogliere la fiducia dei liberali italiani deve mostrarsi credibile per dare una soluzione a queste due emergenze’ dice Guzzanti.

–        In particolare il parlamentare del Pli chiede un impegno ‘ad abrogare la legge elettorale vigente, in modo da restituire all’elettorato il diritto di rappresentanza oggi espropriato dal ‘Porcellum’, che regala il dominio del Parlamento non a chi ha avuto la maggioranza, ma a chi ha avuto la piu’ larga minoranza.
Basterebbe una legge di una sola riga: ‘l’attuale legge elettorale e’ abrogata e si torna alla precedente’, in attesa che il Parlamento trovi un eventuale accordo per una nuova norma’.

Quanto all’emergenza economica Guzzanti chiede al governo di ‘impegnarsi per un programma di ampie privatizzazioni, con l’obiettivo di ridurre del 30 per cento il debito pubblico’.(ANSA).

E prosegue col comunicato diramato all’esito della riunione della Direzione Nazionale del 9 dicembre:

“La Direzione Nazionale del P.L.I esprime la sua forte preoccupazione per il degrado della politica, reso manifesto dall’indecoroso mercato che si sta sviluppando sul voto dei parlamentari.

Il P.L.I ritiene assolutamente pericolosa per l’economia nazionale ogni ipotesi di elezioni anticipate. Ribadisce l’opportunità di proseguire il confronto per la costituzione di un’alleanza liberale, democratica e riformatrice, alla quale vuole dare il proprio apporto culturale e programmatico. Condiziona il voto del suo unico parlamentare, on. Paolo Guzzanti, alla soluzione delle seguenti emergenze nazionali:

a) l’immediata approvazione di una legge di un unico articolo che abroghi l’attuale indecente legge elettorale, ripristinando quella precedente, non ideale ma certo migliore del porcellum;

b) l’immediata emanazione di un decreto legge per una massiccia liberalizzazione dei mercati e conseguente privatizzazione del patrimonio dello Stato, specie societario, che sia in grado di ridurre del 30% il debito pubblico che condiziona la nostra economia, imponendo analoghe misure entro un termine perentorio agli Enti Locali per le partecipazioni nelle società di riferimento”.


Il 10 dicembre compariva sul Riformista un’intervista a Paolo Guzzanti, che quanto meno evidenziava una distorsione della posizione del Partito e dello stesso Guzzanti, che qui di seguito sembra opportuno riportare integralmente:

“E Guzzanti si inventa la fiducia anti-Porcellum di Tommaso Labate

Parla Guzzanti. «Voterò la fiducia perché è il mandato del mio partito, il partito liberale, se Berlusconi prometterà la riforma elettorale. Con una nuova legge, lo sconfiggeremo»

«Voltagabbana io?»
Beh, uno dei principali accusatori del Cavaliere dell’ultimo biennio che forse gli vota la fiducia.
«E quale gabbana volterei, mi scusi?»
Il suo Mignottocrazia sta sugli scaffali di tutte le librerie, eppure…
«Eppure sono il vicesegretario del Partito liberale italiano. Di un partito democratico che rappresento in Parlamento e che mi ha dato mandato di votare la fiducia al governo Berlusconi se lo stesso Berlusconi, nel suo discorso alla Camera, prometterà l’abolizione del porcellum».
Massì che la prometterà. Il problema è fidarsi.
«E chi sono io per mettere in discussione l’impegno che un presidente del Consiglio potrebbe prendere di fronte al Parlamento?».
L’«io», cioè lui, è Paolo Guzzanti. Il giornalista e deputato ex pidiellino che, in un’intervista al Corriere della sera di ieri, ha fissato le condizioni a cui subordina il voto di fiducia a Berlusconi (riforma elettorale e privatizzazioni per abbattere il debito pubblico). Nota bene: è lo stesso Guzzanti che, molto ma molto prima dell’avvento di Wikileaks, sosteneva che Silvio fosse il «portavoce di Putin» e Putin il mandante dell’omicidio del dissidente russo Litvinenko.
Messa così, ci sono gli estremi per la chiamata in correità (politica, ovviamente) di Berlusconi sull’omicidio di Litvinenko.
Certo. Lo penso, l’ho scritto, lo rivendico. D’altronde Litvinenko è stato ucciso per volere di Putin soltanto perché era l’informatore della commissione Mitrokhin. E Berlusconi è uno dei leader del «partito russo» in Europa.
E lei, invece che contribuire a mandarlo a casa, rischia di salvarlo.
Io voglio mandare a casa il governo Berlusconi. Ma voglio mandarlo a casa “politicamente”. E per mandarlo a casa “politicamente” serve una nuova legge elettorale.
Quindi, se Berlusconi apre alla riforma elettorale…
Io gli voto la fiducia e poi, alle elezioni, ci sarà una legge elettorale “vera” che consentirà ai cittadini di mandarlo a casa.
Non c’entra niente, come ha rilevato anche il Corriere, che il suo contratto col Giornale della famiglia Berlusconi sta per scadere, no?
La domanda è offensiva. Io ho un contratto col Giornale, per cui ho scritto fino a un anno e mezzo fa. Poi è arrivato Feltri e…
E quando il contratto scadrà?
E che ne so. Per adesso, visto che il contratto c’è, mi pagano.
Settemila euro al mese. Crede che il suo voto di fiducia possa agevolare il rinnovo?
Ripeto: la domanda è offensiva. E poi, non parlo con Berlusconi da due anni. E non m’ha mica cercato negli ultimi giorni.
Sa, con tutta la gente che sta cambiando casacca nelle ultime ore…
Non mi scandalizza che ci siano parlamentari che cambiano idea. Costituzione alla mano, ciascun eletto dal popolo esercita le sue funzioni senza alcun «vincolo di mandato».
Articolo sessantasette.
E poi, a essere sincero, gridare allo scandalo contro i parlamentari che cambiano le proprie posizioni mi pare una cosa talebana. Certo, se poi venisse provato oltre ogni ragionevole dubbio che qualcuno scambia il proprio voto con dei soldi, o con un castello, o con una barca, beh… sarebbe una situazione diversa. E farebbe bene la magistratura a fare luce.
Ci sono già due inchieste in corso.
Ho visto. Le dichiarazioni di Bersani, l’esposto di Di Pietro… Ma per adesso mi pare che non ci sia nulla di concreto.
Pensi se il suo voto si dimostrerà decisivo per le sorti del governo.
Ho ricevuto questo mandato dal Pli, di cui sono vicesegretario.
Potrebbe salvare pure la Carfagna, che lei stesso considerava l’emblema della mignottocrazia.
Io non ho mai detto che la Carfagna è l’emblema della mignottocrazia. È stata la Carfagna stessa ad aver ammesso che la sua avvenenza ne aveva agevolato la carriera politica. E per il sottoscritto questo rimane un fatto inaccettabile.
Anche dopo che «Mara» ha fatto la guerra a Cosentino?
Se ha fatto davvero la guerra alla camorra ha tutto il mio sostegno. Temo però che volesse semplicemente garantirsi la corsa a sindaco di Napoli. O sbaglio?
Chi vivrà vedrà.
In ogni caso, la sinistra s’era fidata di lei. Peccato che invece la Carfagna, dopo aver parlato con Berlusconi, ha dato buca a tutti.


Che l’intervista al Riformista avesse suscitato perplessità deve essersi convinto lo stesso Guzzanti se il giorno dopo, 11 dicembre, ha fatto una dichiarazione, riportata dall’Adn Kronos nei seguenti termini:

(Adnkronos) – Roma, 11.12.2010 Guzzanti sulla fiducia

L’apertura di Silvio Berlusconi sulla legge elettorale alla luce delle sollecitazioni contenute nel documento elaborato da Andrea Augello e Silvano Moffa, non e’ considerata sufficiente da Paolo Guzzanti per votare contro la sfiducia e a favore del governo.

“Se la formula scelta da Berlusconi e’ la stessa che pensa di usare nel suo discorso in Parlamento -spiega Guzzanti all’ADNKRONOS- e’ talmente generica che non risponde alle nostre richieste”.


A questo punto. conscio del ruolo politico ricoperto, ho sentito il dovere di intervenire, sia per rafforzare la posizione di Guzzanti emergente da quellanotizia di Agenzia, sia sia per correggere alcune capziose ed interessate affermazioni fatte da Berlusconi nel corso delle sue visite ai gazebi.

Diramavo il seguente comunicato:

“Il Segretario nazionale del PLI Stefano de Luca ha dichiarato:

Alcuni organi di stampa hanno distorto il significato delle precise richieste del PLI per non votare la sfiducia al Governo e che sono:

a) immediata approvazione di una legge, costituita da un solo articolo, che preveda l’abrogazione della legge elettorale cosiddetta porcellum e ripristini nell’immediato la vigenza di quella precedente (il c.d. mattarellum);

b) approvazione di un decreto legge per l’abbattimento del 30% del Debito Pubblico attraverso la vendita di tutte le partecipazioni statali, cominciando da ENI, ENEL, Finmeccanica, etc.;

c) contestuale imposizione di un termine perentorio per la privatizzazione e conseguente liberalizzazione di tutte le aziende e società territoriali a carattere pubblico.
Sul primo punto, Berlusconi ha invece ribadito la sua volontà di confermare il premio di maggioranza, che costituisce una vera e propria truffa per consentire alla più forte delle minoranze di controllare il 55% del Parlamento, ed a cui i liberali sono nettamente contrari.

Sul secondo punto, non ha detto nulla e probabilmente si limiterà a proporre di vendere immobili di proprietà statale per favorire le varie P3 o i soliti amici del quartierino.
E quindi, senza tentennamenti, il rappresentante del PLI in Parlamento, on. Paolo Guzzanti, voterà a favore della mozione di sfiducia, di cui, in rappresentanza del Partito, è firmatario insieme ai parlamentari di FLI, UdC ed ApI”.

Da quel momento, mentre si confermava l’impossibilità di un qualsiasi contatto telefonico, più volte inutilmente cercato, si susseguivano una serie di messaggi sms o e-mail che qui di seguito riporto:

Guzzanti x de Luca sms del 12.12.2010 ore 15,10

“Caro Stefano,non sono affatto contento di quel che hai dichiarato su di me stamani: io ho annunciato il mio voto favorevole se Silvio Berlusconi accoglie, e sfavorevole in caso contrario, ciò che può essere verificato soltanto dopo e non prima le sue dichiarazioni in aula.Come hai potuto stabilire da solo questa roba assurda del Consiglio dei ministri, senza avvertirmi prima, e non dopo?Ho comunque ristabilito la mia posizione etica e politica con apposito comunicato alle Agenzie. Un saluto. Paolo” .Guzzanti

de Luca x Guzzanti sms del 12.12.2010 ore 15.26

“Caro Paolo,non comprendo il Tuo disappunto per la mia nota, che era volta a rafforzare la Tua dichiarazione di ieri sulla insufficienza di quanto detto da Berlusconi.

Il vincolo ad un atto formale del Consiglio dei Ministri deriva da quanto stabilito dalla direzione..Questa è la posizione del Partito. Stefano”.

Guzzanti x de Luca sms del 12.12.2010 ore 15:53

“Caro Stefano questa operazione politica è mia l’ho creata io alle condizioni note. Da Carlo avevo saputo che la direzione all’unanimità aveva entusiasticamente approvato la mia linea che consiste nel dire si o no secondo quello che Silvio Berlusconi dirà in parlamento.Dopo le sue dichiarazioni e non prima con la mia faccia ed il mio nome, avendo il partito dietro e non contro”.

de Luca x Guzzanti sms del 12.12.2010 ore 16.14

“Caro Paolo,in una comunità politica a base democratica non possono esservi iniziative personali ma collegiali e condivise.Io, come Segretario, ho lo sgradevole compito di difendere e rappresentare il partito nella sua ufficialità, sempre e comunque. Mi auguro che ogni eventuale equivoco possa considerarsi chiarito. Stefano”.

Guzzanti x de Luca sms del 12.12.2010 ore 16:17

“Dipende da te: lanciare un ultimatum a Silvio Berlusconi e dichiarare guerra prima della risposta è sbagliato. E vincolare i miei atti a questo errore è fortemente e sostanzialmente errato. Affettuosi saluti Paolo”.

Guzzanti x de Luca sms del 12.12.2010 ore 17.57

“Io ho lanciato questa operazione – come TUTTE le altre che danno lustro e visibilità al PLI – da solo, e la direzione ha approvato.L’idea che si possa dichiarare guerra prima che scada l’ultimatum e indipendentemente dalla risposta attesa, è un’idea islamica, mentre io sono un calvinista del nord”.

Palumbo x Guzzanti e de Luca sms del 12.12.2010 ore 16.47

“Caro Paolo,sia Stefano che io Ti abbiamo invano cercato più volte per telefono lasciando messaggi. Ieri sera Stefano Ti ha inviato una mail, anche questa rimasta senza risposta. C’era l’assoluta necessità di correggere talune pericolose distorsioni giornalistiche circa la posizione del Partito. Abbiamo poi letto la tua dichiarazione a ADN Kronos che in parte correggeva quelle distorsioni, e per rafforzare quella tua correzione Stefano ha emesso il comunicato di questa mattina, che è assolutamente in linea coi deliberati del Consiglio Nazionale e della Direzione Nazionale. L’ipotesi di affidarsi alle promesse di Silvio Berlusconi, anche dinanzi al Parlamento, è senza senso, essendo un personaggio che promette facilmente e manca sicuramente. Non servono dichiarazioni ma atti di Governo. D’altra parte, Berlusconi proprio ieri ha detto che il premio di maggioranza non si discute e quindi ogni spiraglio è chiuso. Quella in corso non può essere una battaglia personale ma di partito, ed è forse l’ultima occasione per il PLI per dimostrare capacità di essere leale e costruttivo per l’area di centro che abbiamo insieme scelto a Fiuggi e successivamente confermato in ogni occasione. Ti abbraccio, e sono certo che non deluderai le speranze che ho riposto in Te. Enzo”.

de Luca x Guzzanti sms del 12.12.2010 ore 21:00

“Caro Paolo sai bene che non amo le polemiche. Mi spiace il tuo tono, ma ne parleremo a voce. Domattina 12:30, dopo le comunicazioni di Silvio Berlusconi al senato, si terrà una riunione nello studio di Fini. Ti prego di confermarmi la tua presenza. Io sarò a Roma alle 12:30”.

Intanto veniva pubblicata l’intervista rilasciata al settimanale l’Espresso in edicola il 13.12.2010

Guzzanti: “La fiducia?Forse”

L’ultimatum del Partito Liberale. E in che cosa consiste?

Deve accettare di dichiarare morta l’attuale legge elettorale, il “porcellum”, e attuare il programma delle privatizzazioni per abbattere il debito pubblico. Se Berlusconi nel suo discorso in aula prenderà impegni molto chiari, molto forti su questi due punti voterò la fiducia altrimenti voterò la sfiducia. Che credo sia la cosa più probabile.

Ma lei ha firmato una mozione di sfiducia soltanto 10 giorni fa. Non dovrebbe avere più voglia di porre domande a Berlusconi.

È vero, è vero. Tutto è nato per puro caso quando una settimana fa mi trovavo alla trasmissione di Luca Telese, in onda, e avevo di fronte in collegamento il Direttore del Giornale il quale mi diceva “perché voti la sfiducia? Non ci credo” … e io come battuta dissi “Mah, potrei non votare la sfiducia soltanto nel caso in cui Berlusconi abrogasse il porcellum”, che è la legge su cui si basa il suo potere che non vogliamo distruggere creando il terzo Polo. Se lui lo facesse prenderemmo in considerazione la fiducia. Che poi non sono io che da solo decido, io ho un Partito dietro in cui c’è della maretta.

E perché? Non è piaciuto il suo ultimatum?

No, sono strani. Sono d’accordo sull’ultimatum ma dicono quale che sia  la risposta bisogna comunque votare contro.

Allora che ultimatum è, se non dai ipotesi che quello poi magari ti dice di si?

Aspettiamo il discorso di Berlusconi e poi vedremo. Come si fa a dire “qualsiasi cosa mi rispondi ti dico comunque di no?”


Volendo compiere, come richiesto dallo stesso on. Guzzanti, una ulteriore riflessione dopo il dibattito parlamentare sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, si è ritenuta opportuna una ulteriore consultazione nell’ambito della Direzione Nazionale, anche via skype e telefono, poi effettivamente tenuta lunedì sera 13 dicembre, a partire dalle ore 20 circa.

Dopo aver inutilmente atteso l’arrivo dell’on. Guzzanti, che aveva fatto sapere di essere ancora alla Camera, lo scambio di idee si è concluso intorno alle ore 21,30, ed all’esito della consultazione è stato concordato e poi diramato il seguente comunicato:

“Si è riunita oggi la Direzione del Partito Liberale Italiano che ha valutato negativamente le dichiarazioni in Parlamento del Presidente del Consiglio.

Il PLI non aveva chiesto parole, ma atti di governo. Anche le generiche affermazioni di Silvio Berlusconi hanno disatteso quanto il PLI ritiene indispensabile per il Paese.

Sulle  privatizzazioni, e connesse liberalizzazioni, si è limitato ad un generico impegno di affrontare l’argomento in futuro.

In ordine alla legge  elettorale, ha espresso una linea diametralmente opposta a quella del PLI, auspicando il mantenimento del fallimentare Bipolarismo.

Tale posizione ha  rafforzato quanto affermato dallo stesso Berlusconi il giorno precedente sul proposito di mantenere il premio di maggioranza, legittimando che il governo del Paese possa essere affidato ad una minoranza.

La Direzione Nazionale ha quindi dato indicazione al proprio parlamentare, On. Paolo Guzzanti, di votare a favore della mozione di sfiducia, che reca la sua firma.

Comunque dovesse andare dopo il voto di domani nascerà il Nuovo Polo della Responsabilità Nazionale, che si candida a governare il Paese”.

Detta nota del PLI è stata trasmessa all’On. Guzzanti, accompagnata dalla seguente mia mail:

“Caro Paolo, è inutile che ti ribadisca il mio stupore. Non vorrei che equivocassi sul significato di questo ulteriore messaggio, che ritengo doveroso per rispetto del mio e del tuo ruolo nel PLI. Hai affermato che avresti seguito le indicazioni del Partito e ti sei lamentato che, sulla base delle dichiarazioni di sabato di SB, avevo anticipato la delusione liberale. Trovo strano, quindi, che tu non abbia ritenuto di partecipare alla consultazione che abbiamo tenuto questa sera, dopo il dibattito parlamentare.
Poichè nessun liberale pensa che si possa violare il principio costituzionale del divieto di mandato imperativo, l’allegato comunicato è una semplice indicazione di voto, mentre ogni decisione è rimessa a te, che devi esprimerti in piena libertà, ovviamente, come mi auguro, tenendo conto della compatibilità con la linea del  Partito, a nome del quale hai firmato la mozione di sfiducia. Ti saluto caramente. Stefano de Luca”.


Ne è seguita la seguente inattesa e sconcertante risposta:

“Caro Stefano
Io voterò la sfiducia, perché questo ho deciso. Contestualmente rassegno le dimissioni dal PLI. Cordialità. Paolo Guzzanti”
.

Analogo messaggio è stato inviato anche ad Enzo Palumbo

“Caro Enzo,
ho votato secondo quanto mi ha ordinato la mia coscienza e come avevo architettato nel corso di una mia geniale campagna che portasse alla visibilità totale il partito che ora abbandono.
Non tollero tirate di giacchetta e lezioncine, le tue comprese.
Dunque lascio il partito al suo destino provinciale, asfittico e insignificante, rimettendolo esattamente là dove l’ho trovato.
Un saluto. Paolo Guzzanti”.


Il 14.12.2010, intanto i quotidiani hanno così commentato:

LIBERO DEL 14.12.2010 (pag 7)

Rebus Guzzanti

In cambio di aperture del Cavaliere su legge elettorale e privatizzazione, Guzzanti si era detto disposto il suo annunciato “no” in “si” e adesso? “Non dico nulla fino a domani (oggi, ndr), ma ho già deciso”, alimenta la suspance l’ex Presidente della commissione Mitrokhin che pur avendo incontrato Gianfranco Fini nello studio del Presidente della Camera apprezza le aperture di Berlusconi: “ Sulla legge elettorale le risposte, blande le ha date. E sull’altro fronte (le privatizzazioni, ndr) ha detto che il suggerimento sarà preso in considerazione”. Di tutt’ altro avviso Stefano de Luca, che del PLI è il Segretario: “ Berlusconi ci ha preso in giro. Sulle privatizzazioni ha detto un generico “vedremo”, sulla legge elettorale ha assunto una posizione opposta rispetto a quella che auspicavamo”. Insomma, fosse per lui non ci sarebbe storia (“il Partito è per la sfiducia”), ma a votare sarà Guzzanti, che al PDL sono convinti di aver recuperato sul filo di lana. È per questo che in serata il PLI, per mettere Guzzanti alle strette, ufficializza la stretta di aver dato “indicazione” al proprio parlamentare di votare contro l’esecutivo.

REPUBBLICA DEL 14.12.2010 (pag9)

Partito Liberale

A metà del suo discorso al Senato Berlusconi ha spiazzato tutti: “ terremo conto delle proposte del Partito Liberale.. “ Il Partito Liberale! Dunque il Partito di Benedetto Croce, Luigi Enaudi, Enrico De Nicola e Giovanni Malagodi non solo è ancora vivo, ma viene addirittura corteggiato in pubblico dal Presidente del Consiglio. Tra i marasmi avvelenati di un parlamento nel quale il Governo vuole la fiducia per dimostrare di non averla più, la resurrezione di questo nome estratto a sorpresa dallo scaffale polveroso della storia segnala la disperazione di un Premier che dopo aver disprezzato tutti i suoi predecessori – con la sola eccezione dell’amico Bettino – si accorge in zona Cesarini che c’è stato qualcuno, prima di lui, a credere nella libertà. E non solo nella propria.

Lo stesso giorno 14 dicembre l’ On. Guzzanti ha pubblicato sul suo Blog la seguente dichiarazione:

Ho sfiduciato SB secondo coscienza e ho abbandonato il PLI al suo destino piccino e provinciale. Vorrei che questo blog si trasformasse nella nuova casa dei liberali italiani.

14 dicembre 2010 ore 15:28

Cari amici, dopo aver condotto una operazione politica e mediatica di portata nazionale che ha imposto al Paese, al governo e al Parlamento l’identità e la forza del pensiero e dell’azione liberale, ho deciso di abbandonare il PLI rimettendolo là dove l’ho trovato: nel solco di una prospettiva provinciale, asfittica e insignificante.

Non ho gradito che con tono gradasso e imperativo si osasse ordinare a me di fare ciò che stavo già facendo di mia iniziativa, dopo aver concepito e attuato la conquista della visibilità e del protagonismo non di me stesso, ma del mondo liberale.

Ho votato la sfiducia a SB, sapendo che essa non significa nulla.
Ora SB senza voti reali dovrà dimettersi e probabilmente andare ad elezioni. Per aprire al centro dovrebbe fare un patto con noi.

Chi siamo noi? Il Terzo Polo, nato ufficialmente ieri mattina nell’appartamento di Fini nel corso di un vertice al quale hanno partecipato Fini, Bocchino, Rutelli, Casini, Tabacci, Cesa, La Malfa, Tanone, Melchiorre e io.
Naturalmente noi abbiamo bisogno di tempo per nascere come soggetto politico e prepararci alle elezioni. Ma il dado è tratto.

Ho anche detto che io non ho nulla di personale contro SB che stamattina per puro caso ho incontrato, sbattendoci quasi contro, in un corridoio della Camera, davanti ai giornalisti.

E si è svolto (per la vostra curiosità) il seguente dialogo:

SB – Paolo, devi credermi, io ho sempre seguitato a volerti bene.
GUZZ – E io ho sempre sottolineato la simpatia umana che ho per te, criticandoti ferocemente e attaccandoti politicamente.
SB Ma tu mi attacchi per l’amicizia con Putine io credo davvero che Vladimir sia un uomo diverso da quel che tutti pensano e mi piacerebbe fartelo conoscere se capiterà l’occasione.
GUZZ: Una cena con Putin?
SB – Perché no? Credo che se lo vedessi e ci parlassi, ti renderesti conto. E anche il presidente russo è un uomno perbene. Posso invitarti?
GUZZ – E perché no? Potrei fare qualche domanda interessante a Vladimir.
SB – Benissimo, andiamo in aula, ciao.
GUZZ – Ciao.

Fine della conversazione sulla quale l’imbecillismo giornalistico e blogghettaro ha ricamato merdosamente, e anche qui in casa mia.

Quando ho parlato io l’aula si è congelata nell’attesa e quando ho detto che votavo la sfiducia c’è stato un gran brusio.
Ora SB non è caduto affatto e secondo me rivincerà le prossime elezioni e questa prova di forza è stata una gran cazzata, che però una volta avviata andava fatta.

SB grida vittoria, ma è lui comunque lo sconfitto, perché con 4 voti non governa neanche casa sua.
Il governo sta per dimettersi, fra un giorno o un mese o due.
E a quel punto credo che ci aspetti la durezza sanguinosa del cammino elettorale.

Nel frattempo ho deciso di aprire questo blog a tutti i liberali italiani per la nascita di una componente liberale del terzo polo, lasciando a casa il miserrimo PLI, guidato da un segretario dimissionario che però resta in carica a far danni.

Vedremo più tardi,quando ci sarà un congresso se e come sarà possibile riprendere quel partito e portarlo nella politica attiva, come ho fatto io da solo in tutto questo tempo.

Ma intanto vi invito a spargere sui blog liberali la buona novella: “Rivoluzione italiana” diventa di fatto Rivoluzione Liberale, casa e laboratorio dei nuovi liberali.

Chi ci sta, alzi la mano.
Un abbraccio collettivo e gli uomini ricordino che i liberali di tutto il mondo portano cravatta gialla, tendente all’ocra”.

Questi i fatti, nudi e crudi.

Poiché l’art. 5 comma 1 dello Statuto prevede che “ le dimissioni … si considerano automaticamente accettate al momento in cui pervengono alla Segreteria competente”, al Partito non rimaneva che prendere atto della decisione dell’On. Guzzanti e diramare il seguente comunicato, privo di qualunque commento.

“GUZZANTI LASCIA IL PARTITO

L’On. Guzzanti, con una pubblica dichiarazione si è dimesso dal PLI.

Era tutto previsto.

Ne prendiamo atto”.

La vicenda è tutta qui.

Ciascuno potrà autonomamente dedurre tutto quello che vuole, anche sulla base della propria personalissima idea dei rapporti che devono regolare la vita interna di un partito e di quali possano essere le motivazioni più profonde, al di là di quanto affermato, per giustificare i comportamenti dei protagonisti di questa dolorosa e sconcertante vicenda.

Tanto mi pareva dovuto per chiarezza sul Sito ufficiale del Partito.

Stefano de Luca