Carissimo Paolo,

dal susseguirsi di dichiarazioni e comunicati di questi giorni convulsi intuisco che Berlusconi non abbia alcuna intenzione di accettare l’immediata abrogazione, con atti scritti e tangibili, del Porcellum ma si sia limitato a generiche promesse escludendo, peraltro, che si possa anche minimamente mettere in discussione, ammesso e davvero non concesso che darà seguito alle sue promesse, l’abolizione del premio di maggioranza vergognoso ed illiberale che consente ad una minoranza di governare il Parlamento contro la Costituzione e contro ogni logica democratica. Sulle privatizzazioni che aveva chiesto il PLI per decreto legge solo promesse ancor più fumose.

Mi pare dunque che i comunicati tuoi e del partito di stamane e di ieri siano giusti e coerenti. Nessuno potrà dire che i liberali non abbiano dato a Berlusconi l’ennesima possibilità di compiere un atto veramente liberale in nome di quella rivoluzione promessa e mai mantenuta. Ritengo oltremodo offensive nei tuoi confronti le illazioni che certa stampa ha fatto circolare che tu voteresti la fiducia anche solo dietro una generica promessa di abolizione del Porcellum (che tutti sappiamo non avverrà mai sponte Arcore) in cambio di un rinnovo del contratto al “Giornale”. Ma cosa pensano questi signori tuoi colleghi? Che tutto il paese, davvero tutto, è in vendita al miglior offerente? Stronzate Paolo. In questi anni ho avuto il piacere e l’onore di conoscerti come persona coraggiosa, libera e con la schiena dritta. Non potrei mai pensare che tu arriveresti a tanto, me potrei mai pensare, come invece certa stampa ha capziosamente interpretato, che ti bastasse una promessa di Berlusconi per dargli fiducia. Ma come si può davvero pensare che una persona come te si fidi della promessa di uno che non ne ha mai mantenuta una, dico una, che per giunta adesso è in una situazione disperata?
Bene comandante, alea iacta est; il tiranno non ha voluto cedere e noi, per amore della libertà, gli negheremo la fiducia in Parlamento! Grazie a te Paolo, l’Italia saprà che esiste ancora un manipolo di corsari della libertà, sulla nave del PLI, chiamati liberali.

Il 14, comunque vada, i liberali sapranno mostrare al paese di che pasta sono fatti.
Forza Comandante. Pigia quel fottuto bottone e scrivi il requiem politico del mignottocrate! Il nostro spirito, i nostri sacrifici, i ns. bocconi amari, le nostre umiliazioni, saranno li con te….e con il tuo dito.

Un carissimo abbraccio.
Catania 12.12.2010

4 Commenti

  1. Paolo non sarai solo quando schiaccerai il tasto votando contro il governo ci saranno seduti accanto a te 103.000 italiani quelli che ci hanno votato senza nessun altra aspettativa che riconoscersi nell ‘idea che noi abbiamo di LIBERTA’.

  2. Berlusconi oggi al Senato:
    “Stiamo cercando di coniugare il necessario rigore con gli interventi per la crescita – ha continuato il Cavaliere – Su questo punto terremo anche conto dei suggerimenti e delle proposte di tutti, comprese quelle del Partito liberale in ordine alle privatizzazioni”.
    “Tenere conto” è molto lontano dal Decreto Legge che aveva chiesto il PLI. Sulla legge elettorale Berlusconi, a parte vaghe promesse, non parla di espressa abolizione del Porcellum e vuole mantenere in vita il bipolarismo e l’odioso premio di maggioranza.
    In pratica le condizioni poste dal PLI sono totalmente disattese. L’ennesima conferma che non si potrà davvero non votare la sfiducia alla Camera.

  3. Caro Enzo, pensare che Berlusconi possa comprendere le esigenze “normali” del Paese, a mio avviso, è da ingenui o peggio.
    Per quanto mi riguarda non avrei neanche avviato un ragionamento anche perchè – ed è troppo chiaro da tempo – le esigenze primarie ed ineludibili del c.d. Premier sono esclusivamente legate ad interessi personali, comprensibili ma non ovviamente condivisibili.
    Io spero per dare una speranza alle prossime generazioni di uscire da questo incubo “politico” e tornare un Paese normale, perchè ciò avvenga il passaggio ineludibile è che si vada oltre il berlusconismo e l’anti berlusconismo, ciò può avvenire soltanto – e lo sappiamo tutti – senza Berlusconi alla guida (da ritiro di patente) del Paese.
    Salvatore Buccheri

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