Lettera aperta a Paolo Guzzanti di Enzo Lombardo

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Carissimo Paolo,

dal susseguirsi di dichiarazioni e comunicati di questi giorni convulsi intuisco che Berlusconi non abbia alcuna intenzione di accettare l’immediata abrogazione, con atti scritti e tangibili, del Porcellum ma si sia limitato a generiche promesse escludendo, peraltro, che si possa anche minimamente mettere in discussione, ammesso e davvero non concesso che darà seguito alle sue promesse, l’abolizione del premio di maggioranza vergognoso ed illiberale che consente ad una minoranza di governare il Parlamento contro la Costituzione e contro ogni logica democratica. Sulle privatizzazioni che aveva chiesto il PLI per decreto legge solo promesse ancor più fumose.

Mi pare dunque che i comunicati tuoi e del partito di stamane e di ieri siano giusti e coerenti. Nessuno potrà dire che i liberali non abbiano dato a Berlusconi l’ennesima possibilità di compiere un atto veramente liberale in nome di quella rivoluzione promessa e mai mantenuta. Ritengo oltremodo offensive nei tuoi confronti le illazioni che certa stampa ha fatto circolare che tu voteresti la fiducia anche solo dietro una generica promessa di abolizione del Porcellum (che tutti sappiamo non avverrà mai sponte Arcore) in cambio di un rinnovo del contratto al “Giornale”. Ma cosa pensano questi signori tuoi colleghi? Che tutto il paese, davvero tutto, è in vendita al miglior offerente? Stronzate Paolo. In questi anni ho avuto il piacere e l’onore di conoscerti come persona coraggiosa, libera e con la schiena dritta. Non potrei mai pensare che tu arriveresti a tanto, me potrei mai pensare, come invece certa stampa ha capziosamente interpretato, che ti bastasse una promessa di Berlusconi per dargli fiducia. Ma come si può davvero pensare che una persona come te si fidi della promessa di uno che non ne ha mai mantenuta una, dico una, che per giunta adesso è in una situazione disperata?
Bene comandante, alea iacta est; il tiranno non ha voluto cedere e noi, per amore della libertà, gli negheremo la fiducia in Parlamento! Grazie a te Paolo, l’Italia saprà che esiste ancora un manipolo di corsari della libertà, sulla nave del PLI, chiamati liberali.

Il 14, comunque vada, i liberali sapranno mostrare al paese di che pasta sono fatti.
Forza Comandante. Pigia quel fottuto bottone e scrivi il requiem politico del mignottocrate! Il nostro spirito, i nostri sacrifici, i ns. bocconi amari, le nostre umiliazioni, saranno li con te….e con il tuo dito.

Un carissimo abbraccio.
Catania 12.12.2010