COMUNICATO STAMPA

Carissimi Gianfranco, Pierferdinando e Francesco,
la presentazione della mozione di sfiducia al Governo da parte delle forze politiche del Centro liberale, democratico e riformatore segna una tappa fondamentale per avviare in Italia il ritorno alla normale vita democratica.

La fine del Governo Berlusconi concluderà una pericolosa fase, forzatamente bipolare e sostanzialmente dominata da una singola personalità che ha assunto un atteggiamento padronale verso le istituzioni repubblicane, generando, per naturale reazione, una opposizione motivata in termini esclusivamente antagonisti e che, anche per questo, non appare da sola in grado di rappresentare una credibile alternativa.

Il PLI, attraverso il proprio unico rappresentante in Parlamento, on. Paolo Guzzanti, ha convintamente e sin dal primo momento aderito all’iniziativa, considerandola come il punto di partenza per la ripresa politica, economica e morale dell’Italia.

Secondo i liberali la “rivoluzione liberale” passa innanzi tutto dal recupero della fiducia degli italiani, che, se saggiamente governati, saranno in grado di trovare la forza di affrontare i sacrifici necessari e la capacità di raccogliere le sfide più difficili per restituire al Paese il ruolo che gli compete nel novero delle democrazie occidentali.

Quella larga parte del corpo elettorale che progressivamente, ed in misura via via crescente, diserta le urne va recuperata alla Democrazia rappresentativa, per evitare il rischio che il Paese si spezzi nell’indifferenza generale.

Il compito di indicare la strada spetta a Voi, quali leaders rappresentativi delle maggiori formazioni politiche del nascente Polo della Nazione o della Responsabilità Nazionale, comunque si chiamerà, che i liberali hanno sempre invocato e finalmente oggi può nascere.
Il PLI, consapevole della propria modesta consistenza numerica, ma forte del suo patrimonio ideale etico e culturale, intende fare fino in fondo la propria parte per evitare disastrose elezioni anticipate e proporre, insieme a Voi che ve ne siete fatti promotori, una piattaforma programmatica attorno a cui possa costituirsi una nuova coalizione che affronti le emergenze del Paese.

Il primo obiettivo è quello di ricercare una diversa maggioranza anche al Senato, facendo appello al senso di responsabilità dei non pochi parlamentari che, ancora dibattuti tra la gratitudine al leader che li ha fatti eleggere e la lealtà verso la Costituzione e gli interessi del Paese, potrebbero, una volta esaurita la attuale fase di confusione, decidere di sostenere un Governo che abbia come obiettivi principali la ripresa economica ed occupazionale, una nuova legge elettorale che consenta agli elettori di scegliere i loro rappresentanti, ed il ripristino di corretti rapporti istituzionali con gli altri poteri dello Stato.

Stefano de Luca

1 commento

  1. Mi ricordo quando mio padre votava Liberale, gli anni di Malagodi; sia per emulazione prima e per convincimento poi, io seguii il suo modo di votare. Pur con aperture più o meno marcate verso la sinistra, per quanto mi possa ricordare, mai ci sono stati comportamenti che abbiano portato i segretari a muoversi come banderuole, alla ricerca di un posto a sedere. Oggi leggo queste righe e mi sento un po ferito, forse la mia interpretazione non è quella giusta e se così è, mi si voglia perdonare. Non comprendo questa remissività, quasi sudditanza, verso personaggi che durante la loro carriera politica hanno navigato in tutte le acque possibili. Prima all’interno di un mare che contraddistingueva la loro vocazione ideologica, poi, viste le disavventure o la perdita di posizioni primeggianti, in acque ben lontane dalle loro origini. spostandosi uno da sinistra a destra e uno da destra a sinistra. Sono convinto che l’evoluzione porta a riconsiderare le proprie posizioni e convinzioni (segno di maturità), ma non credo che questi spostamenti siano il frutto di pensieri derivanti da un’autoanalisi, mi sembrano più soluzioni di comodo, derivanti dal desiderio di esserci in ogni modo, in quello che è e sarà il panorama politico italiano. Rimanere fedeli alla propria identità e ai propri valori, aprendosi anche ad altre formazioni, ma mai in un’ottica di inferiorità. La storia recente ci insegna che rimanere chi si è, sulla distanza, ripaga. Lo ha imparato Casini, osservando come si è mossa la Lega Nord nella sua progressiva scalata alle posizioni di governo. Oggi ancora Casini non si sposta, diventando ago di una possibile bilancia. Essere opposizione o manifestare il proprio dissenso verso chi governa è dovere, ma mai porsi quale ruota di scorta pensando di portare a casa opportunità marginali. Puntare in alto parlando chiaro all’elettorato, esponendo i propri programmi e come si pensa di attuarli. Non cadere nel gorgo del pettegolezzo, ma parlare di cose serie che interessano gli Italiani. La sinistra continua a perdere voti per la sua “strategia” da perpetua, cerca alleanze che si poggiano su presupposti non di programmi ma di pettegolezzo sterile. Non cadiamo in questo gorgo, non cerchiamo alleanze con chi si è abituato a navigare, ma facciamo la nostra parte mantenendo la nostra identità e senza il timore di essere minoranza.
    un saluto

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