Cari Amici Liberali della Lombardia,

Innanzitutto, liberazione di Aun San Suu Kyi a parte, che per tutti noi liberali costituisce motivo di soddisfazione e ragione di impegno politico ovunque nel mondo vengano conculcati i diritti umani e soppressa la libertà, questi non son giorni propriamente sereni per le vicende politiche di casa nostra, ma anche di speranza di un cambiamento e di aspettativa che venga rimodellata in senso più liberale la situazione politico-istituzionale del Paese e, a cascata, quella delle varie regioni italiane, inclusa la Lombardia.

Ma, venendo al nostro Partito, mi sembra giusto e doveroso affermare che la fase nuova potrebbe schiudere anche qualche prospettiva di rilancio del P.L.I. in un momento in cui si verificano segnali di stanchezza verso il berlusconismo ed il culto dell’immagine ed un primo timido riavvicinamento verso i contenuti e le idee, caratteristici della vera politica.

E il P.L.I. anche in Lombardia potrebbe trovare giovamento da questo insieme di cose, ma lo potrà trovare ancora più, se diminuiranno le rivalità assurde, rivolgersi  con maggior serenità propositiva ad elaborare quella strategia politica di individuazione di priorità e risposte al cittadino, indispensabile per riprendere il rapporto con l’elettorato e per poter abbozzare un timido rilancio di radicamento sul territorio.

Rivolgo quindi un appello a tutti coloro che, animati da sincera buona volontà, si sentono in dovere di porre in essere quella solidarietà liberale di intenti e di comportamenti, presupposto indispensabile per il superamento di veleni, incomprensioni, ripicche e onanismo che purtroppo hanno contraddistinto anche molto recentemente la vita del Partito.

Non è con l’individualismo sfrenato che si ottiene sostegno dai più, ma con un oscuro lavoro di coinvolgimento, di contatti personali, di esempio nel modo di agire, con una dura, ma continua opera di proselitismo, parlando pacatamente, ma con fermezza di propositi, allontanando da noi quella conflittualità di stampo berlusconiano-dipietrista, che la “ gens italica “ non vuole più ascoltare perché sopraffatta dal deteriore, dallo scandalo, dal marcio nei quali naviga giorno per giorno.

C’è bisogno di nuove iniziative al passo coi tempi, di concretezza, di interessarsi dei veri problemi dei cittadini lombardi, fatti di mancanza di lavoro, di cassa integrazione, di aziende decotte o che chiudono, di assenza di opportunità per i giovani, di stipendi che non consentono più di arrivare a fine mese, di immigrati che salgono sulle gru per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, di aggressione per le strade per futili motivi, di sicurezza, di ambiente, di qualità della vita e dell’aria, di aree dismesse cariche di rifiuti tossici e cancerosi che hanno inquinato la falda acquifera e sulle

quali si cerca di costruire la città del futuro, di dissesto idro-geologico dovuto alla cementificazione e all’incuria, di mancata manutenzione delle zone boschive, di isolamento della Valtellina o dei problemi dell’Oltrepò Pavese, e chi più ne ha più ne metta, ma smettiamo di intervenire per litigare o sentirci parlare, smettiamo di discutere di diaspora fra liberali di vent’anni fa’, operiamo alfine quel “ rassemblement “ tra tutte le forze affini ed autenticamente liberali, magari anche fortemente minoritarie, ma presenti nella società italiana, verifichiamo e affermiamo dovunque la nostra identità, difendiamo il nostro simbolo, sosteniamo con amore, dignità e tramite i nostri comportamenti “ io sono e resterò liberale , perché non ci raggiungi anche tu ? “

Cordialmente

Nicola Fortuna