Appalti gestione bookshop Polo Museale Fiorentino ennesimo conflitto di interessi del Cavaliere?

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Nella vicenda agli onori delle cronache di questi giorni relativa alla vertenza tra le organizzazioni sindacali dei dipendenti delle aziende che gestiscono i servizi aggiuntivi all’interno dei musei di Firenze e la Sopraintendenza Fiorentina e per conseguenza il Ministero dei Beni Culturali nella quale non vogliamo intervenire essendo già la situazione sin troppo complicata, si innesta un aspetto non rilevato da nessuno che ci lascia oltremodo perplessi.
Oltre ai servizi di ristorazione e di accoglienza è in gara di appalto la gestione dei Bookshop presenti nei musei di Firenze , a detta gara partecipano Giunti, Sillabe Mandragora , Skirà e una cordata alla quale partecipano Mondadori -Electa e Reunion de Musees Nationaux di Parigi.
O tutti si sono distratti, a cominciare dalla Sovrintendente Cristina Acidini seguita dai partiti di presunta opposizione e dalle organizzazioni sindacali o a nessuno interessa rilevare l’ennesimo conflitto di interessi del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di fatto proprietario di MONDADORI EDITORE anche se formalmente la Presidenza del GRUPPO Mondadori è affidata alla di lui figlia Marina Berlusconi.

Tutto fa seguito al fatto che il MINISTERO DEI BENI CULTURALI invocando un parere dell’antitrust di cui ad esempio noi non abbiamo traccia, ha avocato a se medesimo la gestione delle gare d’appalto nei musei nazionali togliendola alle sovrintendenze, successivamente il Ministro Sandro BONDI affida a Mario Resca direttore generale del inistero il compito di GESTIRE la gara d appalto. Splendido esempio di politica Berlusconista essendo il Resca anche membro del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI MONDADORI. Come si possa essere contemporaneamente arbitro e giocatore è cosa che meriterebbe una spiegazione.
Poiché, inoltre, giungono dai sindacati voci e indiscrezioni sulla probabile assegnazione dell’appalto proprio alla CORDATA MONDADORI-ELECTA + Reunion Du Museeus, il Partito Liberale Italiano avverte che vigilerà con ogni mezzo a disposizione su questa vicenda che ricalca percorsi già visti e che lascia presumere risultati scontati.
E’ già pronta una interrogazione parlamentare che il nostro deputato Paolo Guzzanti presenterà al Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi sui criteri di assegnazione degli appalti e sulle modalità di partecipazione delle aziende a questo particolare tipo di appalto.
Riteniamo che il concetto di iniziativa privata del premier e del suo gruppo di interessi politico – finanziari non possa trovare una ulteriore applicazione di favore anche in questo settore.

Riteniamo che fare opposizione sia anche vigilare sulle cose che contano e che non possa essere solo il gossip boccacesco l’obiettivo di una opposizione seria, anche questo è un modo per tutelare i dipendenti delle aziende attualmente in carica che rischiano la perdita del proprio attuale lavoro anche a causa di percorsi poco chiari nella assegnazione degli appalti in questione.

Riteniamo inoltre che le Sovrintendenze debbano avere la più totale autonomia decisionale e che il Ministero dei beni Culturali non possa e non debba svilirne ruolo e funzioni altrimenti è inutile che le medesime esistano, non si può essere federalisti in fatto di fisco e centralisti quando si tratta di appalti.

Claudio Gentile
Responsabile Enti locali e Turismo
del Partito Liberale Italiano