“Quando riemerge la “questione morale” vuol dire che la politica è debole: prevalgono quindi le ragioni dell’interesse. L’unica arma per combattere l’inquinamento della vita pubblica è quello di costringere la politica a tornare sul terreno degli ideali e dei valori, che sono più forti di ogni meschino interesse e garanzia di eticità. Forti di un grande bagaglio culturale, storico politico e morale il PLI intende proporre una alternativa al degrado del confronto politico per riportare i cittadini alle urne, con ruolo di protagonisti.”

Stefano de Luca Seg. Nazionale del PLI

5 Commenti

  1. Se imparassimo a pensare più ai “casi” di casa nostra, senza fare voli pindarici e paragoni oggi superflui, forse riusciremmo con un po’ di buon senso, umiltà e buona volontà a confrontarci con quella serietà e capacità che ci distingue.
    Perché solo con la capacità di rispondere alle domande ed ai bisogni della gente, si fa politica, se poi la si fa seriamente, allora si rende pure un ottimo servizio.

    Tutti concordiamo col bisogno di risposte immediate e positive.

    Noi siamo poca cosa, non siamo in Parlamento, nè abbiamo visibilità e purtroppo tutto ciò a scapito del confronto ed a danno delle autentiche libertà.

    Ogni DEMOCRAZIA parlamentare, dovrebbe dar voce alle associazioni ed ai partiti non presenti in Parlamento, attraverso i media. I giornali dovrebbero ospitare le riflessioni che pervengono alle redazioni e le televisioni dovrebbero, assieme agli altri di maggioranza e di opposizione, invitare uno per volta i responsabili dei non presenti in parlamento e che si sono presentati alle elezioni politiche 2008.

    Le donne e gli uomini di sinistra e non solo, in Abruzzo hanno disertato le urne, hanno dato una risposta forte a chi li ha ingannati, a chi li ha illusi, sapendo, loro malgrado, di offrire su un piatto d’argento le sorti della loro Regione ad un’altra coalizione, che governerà con il 46%, (si perché vanno sottratte al 52,99% le schede nulle e bianche).

    Forse è incominciata la salita?
    Chi sbaglia paga e va a casa?
    Forse la politica riuscirà a prendere il sopravvento sul malaffare?
    A rinnovarsi?
    Forse i furbetti non verranno più premiati.
    Fosse vero!

    Dovremo comunque pensare ad alcuni deterrenti.

    Il tuo certificato penale è impeccabile? Non hai a carico alcun procedimento in corso o rinvio a giudizio? Sei candidabile, altrimenti no.

    Sarà molto difficile che alcuni attuali parlamentari vorranno passare dalle parole ai fatti. Mi chiedo e chiedo, vorranno seriamente mettere mano alla questione morale, alla politica ed al sociale?

    Se i partiti, avranno la forza di non candidare ed allontanare i furbetti , allora e solo allora potremo registrare un serio passo in avanti verso il recupero della meritocrazia.

    Intanto ognuno di noi, può iniziare a dare una sterzata, a far valere le proprie libertà e pretendere di essere premiato perché meritevole. Invece di vendersi per una manciata di lenticchie o chiamare papà chi lo soddisfa nei propri bisogni, DEVE dire basta ai concorsi, alle gare, agli appalti truccati. DEVE fare le barricate e pretendere trasparenza, trasparenza ed ancora trasparenza!!!
    Angelo Caniglia

  2. Sfasciare le corporazioni e l’Esame di Stato.
    In Italia ci sono Baroni e Baroni, toccati quelli universitari il governo si appresta a toccare la magistratura….MA IL SOTTOSBOSCO DEGLI AVVOCVATI , MEDICI ETC ETC

    Abrogare l’esame di Stato.
    Libera cpmpetizione…
    No ai privilegi di Stato

  3. caro Stefano a tempi duri fatti concreti per il popolo degli elettori. bene così Giancarlo Colombo

  4. Hegel diceva che non si può dare una risposta intelligente ad una domanda stupida. Parafrasando dico che non è cambiando la legge elettorale per le elezioni europee che si rende credibilità e moralità alla vita politica e si eliminano i classici reati di concussione , corruzione e quant ‘ altro collegabile al detenersi di cariche pubbliche.
    Debbo anzi dire che da sempre in tutti i sistemi di governo nel mondo quel che aumenta il rischio di corruzione , di per sè endemica da che mondo è nondo , nella cosa pubblica è proprio la dimensione totalitaria o oligarchica del potere.
    La dove vari e diversi sono i partiti rappresentati e quelli che governano è molto più difficile sfuggire al controllo e mettere in atto operazioni che più che il pubblico interesse fanno il privato interesse di alcuni siano essi amministratori , imprenditori o semplici mediatori di fatti tutt altro che nobili.
    Aggiungo inoltre che la sensazione che mi sfiora e anzi mi convince è che alcuni magistrati non sentendosi più protetti da una certa parte politica stiano presentando il conto di questa nuova ed inaspettata situazione.
    E’ ovvio e non voglio sfondare pote aperte , che i magistrati inquirenti intervengono la dove c ‘ è una qualche fondata ragione per intervenire .
    Se si dà la sponda al poliziotto comportandosi male non ci si può poi lamentare che il poliziotto medesimo ci stesse spiando.
    E questo vale oggi come fu valido nella stagione 92-94 quando una intera classe politica fu spazzata via dalle inchieste della magistratura. Una magistratura se non di parte quantomeno un pò strabica portata a guardare come tutti sappiamo solo in una direzione.
    Oggi assistiamo ad un replay inverso e sta avvendendo il più inatteso degli avvenimenti i magistrati inquirenti perseguono , spero per loro con ragione, i reati indipendentemente da chi li commette e dal partito a cui appartengono una vera nuova rivoluzione giudiziaria cominciata con l avvertimento dell arresto di Ottaviano del Turco , sulla cui fondatezza e necessità ho espresso più di un dubbio , e proseguita con le inchieste e gli arresti che occupano oggi come allora le prime pagine dei giornali. Come liberale e garantista esprimo oggi le stesse perplessità di allora . Come cittadino sicuramente di parte me certamente eqilibrato nella valutazione di queste situazioni invoco prudenza sia da parte dei magistrati che da parte dei politici più in vista.
    Un paese dove i pubblici ministeri diventano deputati e proprietari di un partito ha in sè qualche metastasi che può diventare alla lunga devastante , e allo stesso modo un paese dove si ricerca il potere allo scopo di arricchirsi manca di educazione e di senso civico dalle fondamenta: un motivo di più caro Gani perchè i liberali ci siano. Claudio Gentile Consigliere Nazionale del PLI

  5. Questa volta a mio parere è necessario purtroppo fare un grosso sacrificio per il bene dell’Italia, chiedere alle più alte cariche dello Stato di procedere con la riforma della legge elettorale per le Europee, anche se questo per ipotesi dovesse comportare l’esclusione del PLI dal parlamento europeo.
    Essenzialmente oggi il nostro Paese ha bisogno di u n segnale politico forte che risolva alla base la questione politicomorale, e quindi eliminare alcuni fattori di rischio come lo spezzettamento politico, che rende più vulnerabile la politica nei confronti della questione morale.
    Questo, ben inteso, solo per risolvere l’emergenza, mentre in linea generale la politica del PLI dovrebbe rimanere saldamente alternativa ai due poli.
    Questo è solo un umile suggerimento, poi ogni decisione verrà comunque valutata.
    E’ necessario ridare fiducia e serenità alla politica.
    Il congresso, è molto importante, e va svolto al meglio, per dare al PLI la forza necessaria ad affrontare alcune battaglie importanti come la visibilità nei mezzi di informazione nazionali, l’abolizione degli ordini professionali, diritti sociali del singolo nel contesto sociale, liberalismo economico.
    Cordiali saluti.
    Luigi Gani.

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