I liberali italiani esprimono grande soddisfazione per l’elezione di Barack Obama, che ha saputo interpretare mirabilmente la voglia di cambiamento della società statunitense. Il grande popolo americano ha reagito alle difficoltà finanziarie ed economiche del proprio paese dando un forte segnale di fiducia nelle proprie istituzioni.

Il significativo allargamento della base partecipativa democratica e l’elezione fiduciaria di un uomo giovane e coraggioso sono le premesse perché gli USA possano superare le attuali difficoltà e riprendersi il ruolo che compete loro di più grande potenza economica e modello di democrazia liberale.

Il Segretario Nazionale del PLI On. Stefano de Luca

 

25 Commenti

  1. Già, passata sotto silenzio da parte di quasi tutti.
    Però non avrebbe dovuto essere tralasciata dal PLI.

  2. La mia domanda sul liberalismo di Obama non nasceva certo dalla dichiarazione del segretario Stefano De Luca, nè tantomeno dalla opportuna e condivisibile precisazione del consigliere nazionale Claudio Gentile; si inseriva piuttosto nel dibattito sviluppatosi successivamente.
    Continuo comunque a non capire per quale arcano motivo non si siano spese almeno due parole di congratulazioni per l’ottimo risultato dei libertarians.

  3. Concordo con Jinzo, Mario Fabrizio e Oltrelmare, su Obama e la distinzione ontologica oltre che di significato tra un liberale in senso italiano e un liberal di tipo anglosassone (in particolare Usa).
    L’aumento dell’intervento dello Stato nella sanità e nell’istruzione, nella vita industriale e civile non è cosa da liberali (in quanto liberisti e libertari) ma da tremontiani pidiellini o socialisti.
    Il PLI (mi scuso per l’errore di battitura) per vivere di vita propria in futuro deve sapersi innovare aprendo alle istanze anti-stataliste, libertarie e mercatiste, proprio per sfuggire dal duopolio Veltrusconiano che tende sempre più a negare tali spazi di libertà, fornendo una forte presenza di modelli corporativisti e di potere (come giustamente denunciato da Michele).
    Ciò pone la necessità di un rinnovamento dell’orizzonte di riferimenti culturali, economici e politici aprendo a nuove forme di pensiero liberale contemporaneo precedentemente sopraelencate
    Saluti LucaF.

  4. A questo punto inviterei qualcuno degli intervenuti a rileggere la dichiarazione di de Luca e il commento di Gentile.

  5. Io continuo seriamente a non capire che cosa c’entri Obama con il liberalismo. Presenta un programma tutto fondato sulla spesa, sull’ingigantimento del big government, sulle tasse ai ricchi. Diciamoci la verità: Obama è socialista,q uindi con il liberalismo è agli antipodi.

    L’appoggio di De Luca ad Obama mi sembra veramente fuori luogo, per usare un eufemismo. Se il PLI non prende il programma di Paul (www.ronpaul.com) è veramente inutile la sua esistenza.

  6. “Credo che quel che è successo sia molto importante e poteva accadere solo in America.Inoltre non sarebbe potuto accadere senza Internet perchè è stato il web a fornire la capillarità necessaria.You Tube da solo ha giocato un enorme ruolo.Piace dire che il presidente Kennedy fu eletto grazie alla televisione:Se è così,allora Obama è stato eletto grazie a You Tube.”
    Nicholas Negroponte.

  7. C’è una cosa che mi sfugge: cosa c’è di liberale in Barack Obama?
    I suoi discorsi, puramente retorici, mi sembrano poveri di contenuti. E – ciò che è peggio – completamente privi di contenuti liberali.
    E non basta riproporre la trita ed artificiosa contrapposizione liberalismo-liberismo (un’invenzione di Benedetto Croce, peraltro ripudiata da Einaudi) per far apparire Obama “liberal”!.

  8. Lanciamoci pure sui rapporti tra liberalismo e liberismo, se credete, ma una cosa è certa: il protezionismo è concettualmente illiberale, e lo è in ogni tempo ed in ogni luogo. È una questione ontologica.
    Comunque…la posizione naturalmente più sensata (ancor più che liberale) è giudicare sui fatti, concordo. Motivo per il quale gioire sin d’ora in maniera così sperticata, quando di Obama non si sa poi così tanto in termini concreti, è politicamente imprudente oltre che poco avveduto.

  9. Facciamo fatica a dire oggi se Obama sarà un buon presidente o meno perchè non sappiamo molto di lui.
    Certo è che:
    -finalmente è finita la peggiore presidenza del dopoguerra e questo non è poco; McCain anche se con molti distinguo ne sarebbe stato il prolungamento;
    -nel programma di Obama ci sono ottimi intenti come l’estensione dell’assistenza sanitaria; una maggiore attenzione all’ambiente; una politica estera multilateralista e non imperialista ed anche questo non è poco;
    -la vittoria di Obama è una vittoria della democrazia in tutti i sensi e quindi sia negli stati uniti che nel resto del mondo è uno stop alla sfiducia dei cittadini nei confronti della politica degli ultimi anni.

    Quanto ai partiti americani dovreste sapere bene che non si possono paragonare ai nostri. Come li ha definiti un politologo sono due bottiglie vuote da riempire. E tutti -come insegna Obama- possono metterci il loro vino. Neanche lontani parenti dai nostri partiti personali (Fi) ovvero di apparato (Ds).

  10. Complimenti a Claudio Gentile. Finalmente un commento serio ed equilibrato del tutto in linea con la tradizione “liberale” vera. Mi trovo perfettamente d’accordo sulle sue considerazioni. Il PLI avrà un futuro se ci sono persone cosi’.

    Sergio Pratellesi

  11. Spero che almeno qualcuno di voi commentatori abbia letto almeno qualche pagina del ” La democrazia in america ” di A. Toqueville se lo aveste fatto vi rendereste conto che la distinzione tra democratici e repubblicani non è in realtà così netta , vi rendereste conto che negli stati del sud ci sono fermenti razzisti sia tra i repubblicani che tra i democratici.
    L idea liberale è inoltre per sua stessa concezione un pensiero indefinito e non finito e quindi va adeguata ai tempi alle circostanze e ai luoghi .
    Non so se sia più liberale Obama di Mc Cain , forse dal nostro punto di vista non lo è nessuno dei due , trovo però nella maturità del popolo americano la vera novità delle Presidenziali ultime , maturità che beninteso esusteva anche quattro anni fa quando vorarono Bush , non cadiamo nell errore di certa sinistra italiana ,che trova improvvisamente maturi e coscienti gli elettori USA per il semplice fatto che hanno eletto un afro-americano alla presidenza , mentre li considerava dei mentecatti quando confermarono Bush alla Presidenza.
    Credo che la posizione più seria per i liberali italiani sia qiella di stare a guardare ,di valutare le azioni e non la persona ritenendola a prescindere più o meno politicamente simpatica. Lasciamo le feste quel simpaticone di Veltroni che non potendo festeggiare le sue vittorie gioisce per quelle altrui .
    Avessimo voluto festeggiare le vittorie dei liberali nel mondo saremmo sempre con lo spumante in mano dato che nell ultimo anno i liberali hanno vinto in Canada , Germania , Gran Bretagna , Slovenia , e spero buon ultima in Nuova zelanda ( non ho ancora i risultati in mano ).
    La posizione del nostro Segretario mi trova quindi concorde con un solo unico distinguo , prima di esprimere un giudizio lasciamo che l eletto realizzi i suoi progetti e risolva prima di ogni cosa i guai degli americani.
    L america è una terra speciale abitata da gente speciale e per fortuna almeno là i VELTRUSCONI non ci sono.

    Claudio GENTILE

  12. Sono sostanzialmente d’accordo con l’intervento di Luca F.
    Per prima cosa credo che in Italia dovremmo smettere (tutti, non solo noi, beninteso) di cercare di “tradurre” le esperienze politiche e le formazioni politiche di altri paesi in termini italiani, stile Veltroni che vola negli Stati Uniti per cercare di legittimarsi come un moderno progressista (?).
    Credo che sia a livello di programma economico che di impostazione sociale Barack Obama possa considerarsi un uomo politico rispettabile, anche se concordo che lo spessore di entrambi i candidati non si è dimostrato entusiasmante, ma certamente non vedo come un liberale possa essere soddisfatto della sua elezione, quasi avesse trionfato “uno di noi”.
    Ricordatevi bene che “liberal” in inglese -e soprattutto negli Stati Uniti- non identifica affatto un soggetto liberale come lo intendiamo noi in Italia, anzi.

    Sarei molto interessato a leggere i tuoi scritti, Mario. Magari chiedi di pubblicarli qui su http://www.partitoliberale.it oppure apri una discussione sul forum di http://www.noiabbiamounsogno.org. Grazie!

  13. A Rolando .
    Al contrario di te, ho seguito attentamente le lezioni americane ed ho tradotto i discorsi di Obama e del suo PD .
    affinchè impariate ke significhi esser liberali, presto pubblicherò un post, ma già ho espresso- seppur velocemente- il mio pensiero nei 2 post precedenti .
    Noto che anche qui, nel glorioso PLI, si annidano persone irrazionali e che non vogliono esser umili da accettare la realtà e che si sentono ferite nel conscere la verità .
    Spero ke tutto cambi e che vi sia meno superficialitàe meno ottusità e che non si strumenti il diritto di opinione, col divirtto di dire cazzate o di infangare chi dice la verità ed è onesto intellettualmente .
    Obama non è un liberale e le Borse lo hanno salutato negativamente .
    Oltre a seguire le elezioni , sin dai tempi del liberista Reagan, seguo alla Borsa e la finanza e l’economia reale , sia nostrana, che statunitense e mondiale – IO!
    Prima di farlare, chi si proclama liberale ed ivi erede dell’illuminismo e cmq meritocratico- deve imparara a ragionare ed a citare fonti e non voci ed osservazioni di cialtroni : già ce ne sono tanti in tv … almeno qui no !

  14. Nel nostro partito ognuno pensa con la propria testa, questa è la nostra forza e la nostra debolezza. Perciò nion credo che alcuno, nemmeno il Segretariuo Nazionale, possa pretendere di esprimere l’opinione dei “liberali italiani”, che poi naturalmente non sono solo gli iscritti o i simpatizzanti del PLI.
    Nel merito, sono totalmente d’accordo con Luca F., che però mi permetterà due appunti: 1) la sigla è PLI e non Pli – 2) preferirei che firmasse con nome e cognome, e questo vale per la maggior parte dei commentatori; si tratta di modestia o di timore di esporsi?
    Colgo l’occasione per invitare tutti gli amici residenti in Lombardia, che abbiano voglia di contribuire al Rinascimento liberale, a mettersi in contatto con me. Troverano i miei riferimenti in questo sito, nella sezione Circoli, Lombardia.

  15. Mah… anzichè parlare di Obama e di Mc Cain (due politici di scarso spessore, sia pure per motivi differenti), mi sarei aspettato delle congratulazioni all’indirizzo dei libertarians americani (cui i liberali dovrebbero sentirsi molto più vicini rispetto che ai democratici e ai repubblicani), che hanno ottenuto il (tutt’altro che disprezzabile) risultato dell’8%.
    Mi sembra profondamente incoerente che i liberali, che pure qui in Italia si battono per forza di cose contro il sistema bipartitico e seguono la strada terzista, parlando delle elezioni USA aderiscano supinamente ed acriticamente a tale sistema, come se non esistesse nulla al di fuori di democratici e repubblicani!

  16. L’italietta dovrebbe ripartire dall’abolizione delle corporazioni, albi professionali, ed Esame di Stato per accedere alle professioni, nonchè da una profonda riforma del mercato bancario e assicuarativo: mercato che di fatto non c’è.
    Bersani ha dato qualche lenzuolata, di tutta risposta gli avvocati! per la prima volta in 70 anni hanno sciperato…è evidente dove ha messo il dito un liberal…
    La scuola è fine a se stessa : come è possibile formare dei ragazzi per 15 – 20 anni e poi per un Esame di Stato impedirgli l’accesso al mercato del lavoro?
    si potrebbe proseguire all’infinito….
    In America ti prepari, ti formi professionalemnet poi ti metti in discussione ogni giorno sul mercato dove operi….da noi , invece, ci sono queste o quelle specificità da tutelare…. non se ne viene amai a capo di nulla

  17. Condivido al 100% quanto espresso dal tempestivo Luca F .
    Le sue affermazioni sono quelle di un vero liberale non confuso e che non accetta compromessi di alcun tipo .
    Comprendo anche quanto detto da Luigi Gani, ma a tutti dico che non basta esser neri o di minoranza per esser giusti e non basta esser votati dai più per esser legittimati dalla storia ed auspicare di fare bene .
    La vittoria di Obama è la vittoria dei liberali contro il cristianesimo e l’ebraismo, che causarono il razzismo nelle Americhe ed in molte altre parti del mondo .
    Obama di liberale non ha nulla . essendo cristiano evangelico è conservatore, essendo pauperista ed assitenzialista è laburista e socialista .
    Col’operazione fatta da parte dei liberali sia d’italia che d’altrove, di volersi unificarsi, solo permere ragioni elettorali e di visibilità, stiamo perdendo la ns identità e forse anche il ns futuro .
    A breve sul mio blog , gentilmente ivi concessomi, scriverò – da economista e politilogo- il futuro circa il futuro degli USA e di quanto queste elezioni sono state deludenti ed illiberali, non concedendo il giusto spazio al libertarian party, ma preannunciando quelle che saranno i rapporti tra USA ed UE ed il ns futuro .
    Ho già proposto e continuo a proporre – anche in questa occasione e sede- di farmi investire euro un milione- di soldi miei- nel favorire, il PLI, alle prossime elezioni UE .
    Ma credo che come non ci sia il coraggio di fare una mera campagna politica elettorale liberale non ci sarà neppure il coraggio di dichiararsi d’ora innanzi realmente liberali .
    Sono -in genere- sempre stato d’accordo circa le posizioni della DN e di S. De Luca, ma stavoltà questo post lo trovo vergognoso ed incaccettabile .
    Scusatemi, ma pur essendo un mite centrista, non riesco ad essere più calmo di così . E tutto ciò mi preoccupa e mi offende profondamente !

  18. Mi associo al coro positivo per l’elezione di Obama alla presidenza degli Stati Uniti, ” con una riserva per l’economia”.
    Ma questo aspetto è un fatto americano interno, e quindi anche se in apparenza
    contrasta con il liberalismo economico, non me la sentirei di esprimere giudizi su questo punto.
    Vi sono degli aspetti ancora più importanti, anche da un punto di vista liberale.
    1) l’afffermazione dei diritti civili, e conseguente sconfitta del razzismo.
    2) Visibilità politica delle minoranze.
    3) speranza di fine conflitti in Medio Oriente, e comunque diminuzione della tensione nelle zone in conflitto.
    Il quarto punto, a parer mio il più importante, lo aggiungo io, ed è l’auspicata abolizione negli USA ” della condanna a morte”, uno dei punti principali delle battaglie liberali ed illuministe.
    Si tratta di una cosa importantissima alla quale un liberale non può sottrarsi,
    combattere appunto la pena di morte.
    Lancio un appello da questo sito per lanciare una raccolta di firme ” d’auspicio”
    per l’abolizione di detta condanna, da inviare tramite vie diplomatiche agli USA.
    Vuole essere la mia solo un’iniziativa di proposta, poichè non spetta a noi decidere, ma trattandosi di una cosa così nobile, liberale ed umanitaria mi
    sembra una proposta legittima.
    Non ho idea se questo sia o meno possibile tecnicamente, ma è certo che oltretutto questo darebbe estrema visibilità politica al PLI.
    Il conto è presto fatto, su 100000 del PLI, amettendo che firmi un quarto, sarebbe già un bel mucchio di firme

  19. Condivido la dichiarazione.
    I timori su Obama in materia economica e sociale sono eccessivi.
    Aspettiamo di vederlo all’opera.
    Non so Malagodi,ma l’Einaudi delle ” lezioni di politica sociale”(scritte in periodo di grave crisi) non credo proprio che disdegnerebbe Obama.

  20. “E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, bianchi, neri, ispanici, asiatici, nativi americani, omosessuali, eterosessuali, disabili e non disabili, Americani che hanno lanciato un messaggio al mondo che dice che noi non siamo mai stati solo un insieme di stati blu e stati rossi ma che siamo e saremo sempre gli Stati Uniti d’America.”
    (dal discorso della vittoria di Obama)

    Mi piacerebbe sentire anche in Italia discorsi simili.

  21. la dichiarazione del Segretario amico Stefano De Luca non poteva essere altrimenti, perchè corrisponde alle dichiarazioni di Oxford del nostro Statuto!
    Giancarlo Colombo

  22. Non mi pare che un partito che si dichiara erede di Einaudi e Malagodi dovrebbe poi essere così entusiasta per la vittoria elettorale di Obama.
    Sia ben chiaro l’aspetto razziale e sociologico lo dovremmo lasciare ai liberal (socialisti) americani, noi dovremmo semmai esaltare la vitalità della democrazia americana, la quale ha permesso un ricambio delle previsioni e dei possibili candidati finali alla presidenza.
    Quanto alla qualità di questi due candidati-ricambi, mi pare che entrambi non fossero e non siano in grado di dare risposte necessarie a fronte delle crisi provocate dal ruolo della politica e delle banche messe in campo dai repubblicani e dai Democratici in questi decenni.
    Mi pare opportuno ricordare che Obama è un protezionista tremontiano antiliberista e di tendenza socialistoide modello “tassa e spendi”, di dubbia capacità politica concreta (non solo la retorica!) e che il suo sfidante Mc Cain non è stato in grado di spiegare e distanziarsi sufficientemente dall’amministrazione Bush (vedi voto al Congresso per intervento dello Stato) e dallo stesso Obama.
    Il PLi come partito che si dovrebbe richiamare coerentemente al liberalismo classico anglosassone, dovrebbe semmai rammaricarsi per la vittoria economica e politica delle idee di Obama(su entrambi i fronti politici bipartici) e guardare piuttosto alla vitalità che si sta muovendo entro i think tank e centri d’informazione economica liberista riguardanti le scelte libertarie, mercatiste e anti-stataliste; anche a livello politico terziste http://www.lp.org.
    Scelte comunemente portati avanti dai veri liberisti (non dai berlusconiani proObama) e dai veri libertari in quanto vera opposizione alle mire di socializzazione reale statalista e corporativo-populista portata avanti dai due partiti americani sempre più in crisi di idee e consensi (nonostante Obama) attraverso gli Stati.
    Si augura che il Pli possa sintonizzarsi (come durante le elezioni politiche recenti italiane) in futuro nel XXI secolo e non a metà via tra XIX e XX secolo, portando avanti le vere riforme di contenimento e alleggerimento del ruolo dello Stato e della politica nella società (dato che l’individuo è essere responsabile e in grado di sopperire da sè senza necessità di nuove servitù politicanti autoreferenti).
    Rompendo il bipartitismo italiano anch’esso mero simulacro virtuale della situazione americana senza idee.
    Con i complimenti ad Obama e la mancanza di coraggiose prese di posizione per smarcarsi dalla massa zelantemente prona al pensiero unico, non si va da nessuna parte politicamente, culturalmente ed elettoralmente.
    Saluti cordiali LucaF.

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