Di seguito viene pubblicata la bozza del nuovo statuto del PLI corretta e proposta da Angelo Caniglia Coordinatore Organizzativo del PLI. Invitiamo tutti quanti a commentare e a inviarci idee per la stesura definitiva.

 

STATUTO  DEL  PARTITO  LIBERALE

ART. 1

Il Partito Liberale Italiano è un’associazione politica senza fine di lucro, che propone l’affermazione dei principi di libertà quale supremo regolatore dei rapporti tra gli uomini.

 

ART. 2

Il Partito Liberale Italiano di seguito denominato semplicemente “partito”, fa proprie le enunciazioni programmatiche del MANIFESTO DI OXFORD 1947, della DICHIARAZIONE DI OXFORD 1967 e  dell’APPELLO DI ROMA approvati dall’Internazionale Liberale.

 

ART. 3

Per il conseguimento dei fini statutari il Partito:

 

promuove iniziative politiche ed elettorali;

elabora e propone norme ed indirizzi per la tutela dei diritti di libertà;

istituisce centri di studio, documentazione e ricerca;

stabilisce rapporti con altre istituzioni culturali e scientifiche e con organismi, movimenti o associazioni nazionali ed internazionali che abbiano scopi affini;       

cura anche direttamente la redazione e la diffusione di pubblicazioni   periodiche  e notiziari;

promuove  o partecipa ad ogni altro tipo di manifestazione che  possa contribuire all’affermazione dei  principi  di libertà in ogni attività pubblica  e privata.

 

ART.  4

Iscrizioni:

 

– al partito possono iscriversi i cittadini  ed  i soggetti di cui all’art. 6, che ne condividono le finalità e ne  accettino   lo  Statuto; 

– la  richiesta  di iscrizione, corredata  dai dati anagrafici ( a termine di legge)  e da  altra informazione, sottoscritta dal richiedente, va presentata al circolo di appartenenza o trasmessa all’Ufficio centrale per il tesseramento  Segreteria  Nazionale, insieme  con la ricevuta  o  con gli estremi del versamento  della quota sociale per  l’anno in corso; 

– l’ufficio centrale trasmette i nominativi al circolo di appartenenza, o, in assenza alle Direzioni Provinciali. 

– nei Comuni al di sopra di 15.000 abitanti possono essere creati più circoli che eleggono l’unione comunale. 

– entro 60 giorni, ogni socio può opporsi a nuove domande di iscrizione con istanza motivata rivolta al Presidente del Circolo di appartenenza  o anche in seconda istanza alla Direzione Nazionale, che decide inappellabilmente.

– possono iscriversi collettivamente le fondazioni, i circoli e le associazioni (anche sindacali), d’ispirazione liberale secondo le modalità ed i limiti posti da un regolamento che verrà approvato dal Consiglio Nazionale;

– la Direzione Nazionale, fissa  l’ammontare della quota d’iscrizione annuale che i soci sono tenuti a versare; 

– le quote possono essere fissate in misura differenziata per i soci collettivi ed uguali per i soci individuali; 

– il mancato versamento della quota annuale, decorso l’anno solare cui la quota stessa si riferisce, dopo un sollecito telefonico e per iscritto, può determinare la cancellazione dei soci per morosità, su deliberazione della Direzione di appartenenza o quella Nazionale.

 

ART. 5

Organi Nazionali del Partito:

 

il Congresso Nazionale;

il Consiglio Nazionale;

la Direzione Nazionale;

il Presidente d’Onore;

il Presidente Nazionale;

il Segretario Nazionale;

il Presidente del Consiglio Nazionale;

il Coordinatore Nazionale Organizzativo

il Tesoriere;

il Comitato dei Garanti;

il Segretario Nazionale della gioventù;

il Coordinatore Nazionale del Movimento Femminile;

 

ART. 6

Congresso Nazionale:

 

– il Congresso Nazionale è convocato dal Presidente del Partito, su proposta della Direzione e deliberazione del Consiglio Nazionale, almeno ogni due anni e fissa le linee politiche generali del Partito; 

– la Direzione Nazionale dopo aver suggerito la data del Congresso Nazionale, si presenta dimissionaria al Consiglio stesso, che fissa la data congressuale e lascia in carica il Segretario Nazionale per l’ordinaria attività; 

– il Consiglio Nazionale elegge tra gli iscritti un comitato organizzatore di tre membri per traghettare il Partito al Congresso;

– al Congresso Nazionale partecipano tutti i soci in regola con le quote associative e avranno diritto di voto e facoltà di parola; 

– le  mozioni politiche devono essere presentate entro le ore 12,00 del secondo giorno congressuale; se ciò dovesse avvenire, verranno escluse quelle presentate in ritardo; 

– al Congresso si possono presentare una o più mozione politiche con  liste collegate; in caso di pluralità di liste, la maggioranza assoluta dei membri del Consiglio Nazionale pari al 60% va alla lista che totalizza il maggior numero dei voti, e, la divisione proporzionale della rimanente percentuale alle altre;

– il Congresso, prima dell’inizio dei lavori,  nomina il Presidente del Congresso ed il comitato di presidenza; 

– il Congresso nomina il comitato verifica poteri, composto da tre iscritti; 

– possono essere invitate, con facoltà di prendere la parola, personalità del mondo politico, culturale e socio economico, anche non iscritte al Partito purchè opportunamente invitate;

– il Presidente d’Onore, il Presidente del Partito, il Segretario Nazionale, il Coordinatore Nazionale Organizzativo, i vice presidenti e segretari, vengono eletti dal Congresso; il coordinatore nazionale del Movimento Femminile ed il Segretario Nazionale della gioventù liberale sono eletti dai propri congressi;

 

ART. 7

Consiglio Nazionale:

 

– la data del primo Consiglio Nazionale viene stabilita dal Congresso;

– è convocato dal Presidente del Partito su deliberazione della Direzione Nazionale o su richiesta di almeno un terzo dei suoi membri;

– il Consiglio Nazionale, oltre quelli di diritto, è composto da 25 a 60 degli iscritti; è eletto  da tutti gli iscritti partecipanti al Congresso Nazionale; si vota come meglio descritto nell’art. 12 commi 9-10-11-12

– il Presidente del Consiglio Nazionale, il Comitato dei Garanti, sono eletti dal Consiglio Nazionale con votazione per scrutinio segreto a maggioranza dei presenti o in forma palese verbalizzando i voti favorevoli, quelli contrari e gli astenuti; 

– il presidente del Consiglio Nazionale dovrà verificare le presenze ed annotare il nome degli assenti; il consigliere nazionale che non partecipa a tre riunioni consecutive del Consiglio Nazionale, senza giustificato motivo,  viene dichiarato decaduto;

– i consiglieri nazionali, in caso di dimissioni o comunque quando cessano dalla carica per altri motivi, sono sostituiti temporaneamente  dal Consiglio Nazionale che elegge pro-tempore un sostituto a scrutinio segreto.

– al primo Consiglio Nazionale successivo al 31/12, il Tesoriere ed i Revisori Contabili, dovranno presentare il bilancio annuale  ed i suoi allegati. 

 

ART. 8

Fanno parte di diritto del Consiglio Nazionale:

 

a) il Presidente d’Onore, il Presidente Nazionale, il Segretario Nazionale, il Presidente del Consiglio Nazionale, il Coordinatore Nazionale Organizzativo, il Vice-Presidente, il Tesoriere, il Presidente del Comitato dei Garanti, , i Vice Segretari Nazionali, il Capo della Segreteria, il presidente del Comitato dei Garanti, il Segretario Nazionale della Gioventù, il Coordinatore Nazionale del Movimento Femminile ed i  Segretari Regionali.

b) gli iscritti al Partito che all’atto della convocazione del Congresso o successivamente fanno parte del Parlamento Nazionale, del Parlamento Europeo, del Governo, dei Consigli Regionali, i Presidenti dei Consigli Provinciali, oppure i Sindaci di Comuni Capoluogo di provincia;

c) il rappresentante dei soggetti collettivi iscritti al Partito;

 

ART. 9

Direzione Nazionale:

 

la Direzione Nazionale, principale organo politico decisionale che attua i deliberati del Congresso Nazionale, è composta da 9 sino a 15 membri, eletti dal Consiglio Nazionale nella prima riunione immediatamente successiva alla sua costituzione; il Consiglio Nazionale terrà conto dei voti espressi da ciascuna lista e nominerà gli iscritti che hanno preso più voti;

 

ART. 10

Fanno parte di diritto:

 

 il Presidente d’Onore ed il Presidente del Partito, il Presidente del Consiglio Nazionale,  il Segretario Nazionale, il Coordinatore Nazionale Organizzativo ed il Tesoriere. Ne è altresì parte  il Presidente del Comitato dei Garanti, il Capo della Segreteria Politica, il Vice Presidente, i Vice Segretari, il Coordinatore Nazionale del Movimento Femminile  ed il Segretario Nazionale della Gioventù Liberale; 

 

 

ART. 11

Attribuzioni, poteri e limitazioni:

 

– il Presidente convoca la Direzione Nazionale e concorda la data con il Segretario;

– il Segretario Nazionale  può attribuire incarichi nazionali di settore; 

– La Direzione Nazionale o il Segretario Nazionale,  non possono modificare i deliberati del Consiglio Nazionale e la linea politica scaturita al Congresso Nazionale, in difetto, o si dimette o viene dimessa/o dalla maggioranza degli eletti al Consiglio Nazionale; 

– il componente eletto alla Direzione Nazionale che non partecipa a tre riunione consecutive, senza giustificato motivo, viene dichiarato decaduto ed il Consiglio Nazionale elegge il sostituto a scrutinio segreto o in forma palese purchè si annotino in un verbale il numero dei votanti, quelli che sono favorevoli sul nome prescelto o suggerito, i contrari e gli astenuti;

 

ART. 12

Rappresentanza:

 

– il Presidente d’Onore rappresenta l’unità del Partito; 

– il Presidente del Partito presiede la Direzione Nazionale e ne ha la rappresentanza legale;

– il Presidente del Consiglio presiede il Consiglio Nazionale, è responsabile della stesura dei verbali e ne è il custode;

– il Segretario Nazionale  ha la rappresentanza politica e dallo stesso dipendono gli uffici del partito;

– i vice Presidenti  ed i vice Segretari vengono scelti dal Presidente e dal Segretario;

ART. 13

Organi periferici:

 

Circolo;

Unione Comunale;

Direzione Provinciale;

Direzione Regionale

 

– il Partito promuove o riconosce, quali organi periferici, strutture territoriali autonome definiti “Circoli Liberali a livello Comunale”; 

– per la formazione di un Circolo occorrono un minimo di 5 iscritti; 

– nei comuni con più di 15.000 abitanti  possono formarsi più Circoli i quali, su iniziativa degli organi territoriali superiori o della Direzione Nazionale, dovranno dare vita ad una Unione Comunale a cui sarà affidata la rappresentanza del Partito nella città; 

– ai Circoli ed alle Unioni Comunali è preposto un coordinamento direttivo, eletto dai soci che vi appartengono, garantendo, in caso di pluralità di liste, la  maggioranza assoluta dei membri, pari al 60% a quella che ha totalizzato il maggior numero di voti e la divisione proporzionale della  rimanente percentuale alle altre liste; 

– il comitato direttivo elegge nel suo seno un Presidente ed un Segretario; spetta al comitato direttivo l’elaborazione di norme regolamentari ed elettorali interne per il funzionamento delle rispettive strutture; 

– a livello Provinciale l’organo rappresentativo del Partito è la Direzione Provinciale che eletta con la partecipazione di tutti gli iscritti della provincia, su convocazione, della Direzione uscente, o, nel caso di nuova costituzione  dall’organo superiore regionale o dalla Direzione Nazionale; 

– valgono per questo organo le modalità definite per l’elezioni dei circoli e delle unioni comunali; 

– le Direzioni Provinciali eleggono al loro interno un Presidente ed un Segretario che ne ha la rappresentanza legale e politica;

– alle assemblee elettive comunali e provinciali hanno diritto di voto tutti gli iscritti senza possibilità di delega che hanno rinnovato la tessera entro  20 giorni antecedenti la data stabilita per l’assemblea  congressuale; 

– altresì vi partecipano tutti coloro che il giorno prima della data assembleare stabilita  si sono iscritti al partito, costoro avranno diritto di parola ma non diritto di voto; per manifestare questo ultimo diritto la iscrizione deve  avvenire  30 giorni prima della data stabilita dell’assemblea congressuale; 

– le mozioni e le liste  collegate, perché siano valide, devono essere presentate a fine giornata del primo giorno congressuale o comunque il giorno e l’ora che stabilirà di volta in volta il comitato di presidenza;

 – a livello regionale il Partito è rappresentato dalla Direzione Regionale;

– il congresso regionale si svolgerà con gli stessi criteri e modalità del congresso nazionale;

– viene eletta dagli iscritti ed è convocata solo per la prima volta dalla Direzione Nazionale; 

– alla Direzione Regionale  partecipano di diritto tutti i segretari provinciali, i parlamentari, i consiglieri regionali, il segretario regionale della gioventù liberale ed il coordinatore regionale del movimento femminile; 

– i  congressi periferici dovranno aver luogo dopo  30 – 90 giorni  il Congresso Nazionale.

 

ART. 14

Comitato verifica poteri:

 

– il comitato verifica poteri deve essere eletto a fine giornata dibattimentale del primo giorno congressuale e allo stesso deve essere messo a disposizione l’elenco e le relative  schede degli iscritti 

– al sopracitato  elenco sarà allegato il verbale dei sindaci revisori attestante l’avvenuto versamento delle iscrizioni al Partito; 

– al comitato verifica poteri ed al comitato organizzatore il Congresso spetta organizzare i seggi elettorali e le modalità per le votazioni;  

 

ART. 15

Movimento femminile:

 

la coordinatrice  Nazionale del Movimento Femminile è  eletta, la prima volta al Congresso Nazionale a maggioranza fra le donne presenti ed iscritte al partito, le successive volte dal proprio Congresso Nazionale: – spetta al comitato nazionale l’elaborazione di norme regolamentari ed elettorali interne per il funzionamento della struttura. 

 

ART. 16

G.L.I.:

 

– Il Segretario Nazionale della GLI è eletto, la prima volta al Congresso Nazionale, a maggioranza fra i giovani ( dai 16 ai  35 anni) presenti ed iscritti al Partito, le successive volte dal proprio Congresso Nazionale; – spetta al comitato nazionale l’elaborazione di norme regolamentari ed elettorali interne per il funzionamento della struttura. 

 

ART. 17

Tesoriere:

 

il Tesoriere è eletto dal Consiglio Nazionale ed ha la responsabilità amministrativa del Partito; 

– collabora con il Tesoriere un Collegio Revisori dei Conti, eletto dal Consiglio Nazionale comprendente tre membri effettivi e tre supplenti.

 

ART. 18

Comitato dei Garanti:

 

– il Comitato dei Garanti è composto da tre membri eletti a scrutinio segreto dal Consiglio Nazionale fra gli iscritti al Partito che abbiano esperienza politica, amministrativa e giuridica e che abbiano almeno 40 anni d’età; 

– l’appartenenza al Comitato dei Garanti è incompatibile con qualunque altra carica interna al Partito; 

– il comitato deve giudicare eventuali controversie, tentare la pacificazione tra le parti ed eventualmente 

assumere delle determinazioni.

– il comitato dovrà  riunirsi almeno 20 giorni prima dell’inizio dei lavori congressuali se vi sono delle controversie da discutere ed appianare; 

 

ART.19 

Cooptazioni al Consiglio e Direzione Nazionale:

 

il componente della Direzione dichiarato decaduto viene cooptato; il sostituto viene eletto a scrutinio segreto dal Consiglio Nazionale a maggioranza dei presenti;

il componente del Consiglio Nazionale dichiarato decaduto viene cooptato; il sostituto viene eletto a scrutinio segreto dal Consiglio a maggioranza dei presenti.

la Regione che alle elezione politiche nazionali conseguirà  almeno l’1,5 % dei voti validi, avrà diritto di cooptare il candidato più suffragato nel Consiglio Nazionale che si andrà ad aggiungere al numero stabilito;  

la Regione che iscriverà più di 120 soci  avrà diritto a  cooptare  nel Consiglio Nazionale un nominativo della provincia con più iscritti che si andrà ad aggiungere al numero stabilito;  

 

ART. 20

Modifiche Statutarie:

 

eventuali modifiche dello Statuto sono di competenza del Congresso Nazionale, che vi provvede con votazione a scrutinio segreto a maggioranza assoluta degli iscritti presenti.

5 Commenti

  1. Mi trovo d’accordo, in linea di massa, con le osservazioni, di Luca Alfieri, tranne per il fatto che i coordinatori provinciali e regionali ci debbano cmq essere e non debbano essere transitori .
    Sarà che sono tra quei liberali che preferirebbe , pur snellendo gli apparati burocratici, meritocratizzare e riformare le provincie e le regioni e non sopprimerle .
    Sono concorde ivi soprattutto sulla questione ” donne”: noi liberali non siamo sessisti e non dobbiamo sembrare di esserlo stati in passato .
    Non abbiamo mai fatto ns la cultura cristiana, nè quella ebraica nè quella conservatrice , ma quella del merito senza distinzione di sesso, razza, ceto sociale di origine e religione, soprattutto se non dogmatica e non settaria .
    Ritengo altresì che sia il caso di non fare distinzione tra giovani e non giovani .
    Il Pensiero liberale non ha età e non può ivi esistere una “questione giovanile ” in questi termini . Lo dice uno che ha 34 anni .

    Però credo anche di dover fare al testo 2 obiezioni :
    1)la prima è che sembra più lo statuto di una “associazione” e non di un partito e quindi vanno rettificati i termini ivi in oggetto .
    2)siccome credo che siamo tutti Presidenzialisti e federalisti , dovremmo fare dello Statuto, ad immagine e somiglianza di ciò che faremmo nel ripristinare e meritocratizzare la costituzione italiana o nell’istituire la costituzione degli Stati Uniti d’Europa . Lo statuto deve rappresentare il ns modo di vivere e di fare politica .
    Il centro studi, che rimarrebbe cmq un’iniziativa valida, lodevole e doverosamente da attuare, non può essere intirnseca del partito: va creata una fondazione o collaborare colle fondazioni “liberali”, a noi vicine : F: Einuaidi e Ist. Bruno Leoni ed Aspen Istute, Cato Istitute, e semmai Società Aperta, Giustizia & Libertà , AMI – Mazzini.

    Per tali motivi credo che occorra snellire il tutto e semplicemente demandare – di fatto, di volta in volta- nell’indire convegni e congressi, a mezzo web e forum telematici .
    Il Partito non deve avere sede “reale” a Roma, ma su internet e più che circoli territoriali, vanno istituiti circoli tematici: ambiente, sanità, scuola, innovazione, ecc . .

    Se volete io mi rendo disponibile per “innovazione” e per “imprenditoria e mercati” .

    E per quanto concerne la tesoreria, per dimostrare che non siamo anticapitalisti, dovremmo affidarla ad un finanziaria o soc. di audit , che magari abbia occasione di stilare rapporti lobbystici, perchè questi sono importanti per avere visibilità e per la riuscita delle ns iniziative politiche e culturali .

  2. Alcune perplessità sulla bozza:
    1 nel PLI non si è mai sentito il bisogno di un Movimento Femminile, da noi la presenza ed i ruoli si ottengono con la competenza e non con un diritto di genere
    2 il limite di età per la GLI, anticamente e tradizionalmente fissato in 26 anni mi sembra a tutt’oggi assolutamente ragionevole
    3 Il Pli non può rincorrere al suo interno le vocazioni maggioritarie per cui le elezioni a più liste devono essere assolutamente proporzionali. Può altresì essere eletto direttamente il singolo rappresentante di vertice
    4 Il concetto di cooptazione che viene espresso non è chiaro
    5 i revisori non sono organo ausiliario del tesoriere, bensì suoi controllori

  3. Secondo me, negli Organi, ci sono un po’ troppi presidenti…passi per il Presidente d’Onore, ma avere un Presidente Nazionale ed un Presidente del Consiglio Nazionale, appare un’esagerazione. Che Il Presidente del partito sia anche Presidente del Consiglio Nazionale, come è sempre stato d’uso.

  4. Ho letto per intero lo Statuto e il mio personale giudizio complessivo è positivo. Mi ritrovo d’accordo il linea di principio con tutti i punti dello stesso.
    Volendo però prender parte attiva, aggiungo:

    1) INTERNET: sebbene incluso in modo implicito all’interno dell’art.3, ritengo buona cosa rendere esplicito l’uso del nuovo media. Sarebbe anzi ancora più opportuno, a mio avviso, inserire il circolo virtuale attualmente esistente all’interno dell’art.13 che fa riferimento alle sole “strutture territoriali”, speculari della suddivisione amministrativa dello Stato. Questo per venire incontro a quei membri territorialmente isolati dagli altri (es. piccoli comuni, aree con pochi iscritti o italiani all’estero).

    2) Gli articoli 13, 15 e 16, sebbene pienamente condivisibili allo stato attuale, meritano a mio avviso una riflessione (credo sia forse troppo presto per parlare di modifiche).

    – PROVINCE: all’art.13 si fa riferimento alle province. Essendo molti liberali contrari all’esistenza delle stesse, in quanto emblema di un appesantimento della burocrazia statale, sarebbe opportuno pensare agli organi provinciali come transitori.

    – DONNE: all’art. 14 si fa riferimento al Movimento Femminile. Personalmente sono sempre stato contrario alle “quote rosa” o alla creazione di organi su base sessuale. La vera emancipazione della donna giungerà nel momento in cui non esisteranno distinzioni tra la cittadinanza femminile e la cittadinanza maschile ed ognuno occuperà cariche sulla base del merito e delle competenze, non del sesso. Così dovrebbe essere anche per il Partito Liberale. Creare un organo a parte potrebbe sottintendere l’esistenza di differenze.

    – GIOVANI: all’art. 15 si fa riferimento alla Gioventù Liberale Italiana. Sebbene al momento i numeri non permettano restrizioni, riterrei opportuno abbassare l’età che consente l’appartenenza all’organo da 35 a 30 o massimo 32 anni. La conseguente diminuzione dei membri della componente giovanile avrebbe come contrappeso positivo un ringiovanimento del PLI in senso lato, avvenendo simbolicamente prima la “maturità politica”.

    I punti 2, 3 e 4 sono da ritenere pure e semplici riflessioni; come detto in apertura sono consapevole del fatto che allo stato attuale lo Statuto risponda a necessità e problematiche contingenti.

    Il punto 1 è invece una proposta effettiva che spero possa essere presa in seria considerazione già da ora.

    Sperando d’aver fatto in modo opportuno la mia parte,
    auguro a tutti un buon lavoro.

    Luca Alfieri
    (Per i forumisti, Luca 1980)

  5. Sono dell’avviso che l’attuale Statuto del PLI elaborato da Benedetto Croce copre abbondantemente tutti i diritti e doveri di libertà, tutti i doveri e diritti di parità tra persone ed è rinforzato dalle varie dichiarazioni di Oxford ed dall’Appello di Roma dell’Internazionale liberale del 1981. Dove eventualmente si può intervenire è nel creare una Fondazione senza fini di lucro nell’interesse dei valori liberali e un addendum all’attuale Statuto con le modifiche dei poteri degli eletti a rappresentare il Partito nelle nostre riunioni.
    Grazie Giancarlo Colombo

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