Su questo Blog è apparsa una nota che inviterebbe alla ulteriore posticipazione del congresso nazionale del Partito, magari, si legge, a dopo le elezioni europee.
 A quanti pensano che il Partito possa sostenere un ulteriore slittamento di questo importante appuntamento.

Faccio rilevare che:


– sono trascorsi, dalle consultazioni elettorali che hanno rinnovato il Parlamento, ben 7 mesi!


– tutti i partiti e movimenti hanno già celebrato i loro congressi o consigli nazionali di due o tre giorni elaborando un progetto dinamico a seguito dei risultati ottenuti alle elezioni;


– nel mentre noi stiamo qui a favoleggiare il mito del Grande Partito Liberale, scimmiottando atteggiamenti che ripropongono una logica da vecchia e stantìa politica, il mondo gira, anzi muore. Lo dimostrano le gravissime crisi economiche, sociali e culturali che a questo Pianeta stanno letteralmente facendo cambiare i connotati;


– non sentiamo neppure il pudore di riconoscerci incapaci di offrire una risposta valida e coerente, che si manifesti in una linea politica nuova ed efficace, a quanti hanno voluto onorare, col proprio voto, con la propria adesione, con la rinnovata simpatia al Partito, il segno nuovo e distintivo di essere LIBERALI in un periodo che invece vede primeggiare strane e contorte teorie liberaleggianti.:

– la crisi economica mondiale, pare sferrare un attacco diretto al liberismo ed avvolge in un abbraccio mortale le risorse delle imprese e quel che è peggio delle famiglie. E noi non abbiamo avuto la capacità, da liberali, quali ci dichiariamo d’essere, di dire una parola, di tutelare il valore del liberismo economico.
 


Soltanto ad elencarli per capitoli i tanti episodi della cronaca economica del Paese, consumeremmo decine di pagine, eppure, non una parola, eppure neanche il contributo per noi stessi, perché invitati a dare conforto o giudizi, siamo stati lasciati senza una guida ideale.

Abbiamo forse dimenticato i nostri Padri? Mentre altri e giustamente ripescano dalla storia il valore delle lezioni di Einaudi, noi, suoi eredi naturali, stiamo qui a temporeggiare, a prender tempo, anzi, a perder tempo, valore e fiducia di chi sperava, votandoci, di essere approdato al NUOVO che avanza. Abbiamo scritto: Libera il liberale che è in te.
In tanti ci hanno creduto, ma si titola questo luogo d’incontro questa social comunity evocando pensieri probabili “abbiamo un sogno…”. A quando la realtà, ovvero quando saremo chiamati a “fare” realmente?

Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il Congresso Nazionale del Partito che si deve celebrare subito e senza ulteriori tentennamenti.



A proposito della COMUNITY, lo ritengo un mezzo efficacissimo per dire e far dire la propria opinione in totale libertà. Invito tutti gli amici a scrivere, anche una riga, ma a scrivere.

Angelo Caniglia

Coordinatore organizzativo del PLI

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sul Blog della Direzione Nazionale

17 Commenti

  1. MI PERMETTO DI AGGIUNGERE CHE IL CONGRESSO E’ DA FARSI MA NEL FRATTEMPO E ‘BENE SEGUIRE IL DIBATTITO SUL SISTEMA ELETTORALE EUROPEO. LE ULTIME NOTIZIE DICONO CHE IL BLOCCO DELLE PREFERENZE SERVA A METTERE IN LISTA PERSONE QUALIFICATE PER INSERIRLE NELLE COMMISSIONI EUROPEE. PURTROPPO QUESTO NON E’ SUCCESSO NEL PASSATO ma IL PLI HA SEMPRE PRESENTATO LE SUE LISTE NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI COMUNALI ED EUROPEE CON PERSONE ALTAMENTE QUALIFICATE NELLA PROPRIA PROFESSIONALITA’ PUBBLICA O PRIVATA E CHE HANNO CONSIDERATO LA POLITICA UNA SECONDA ATTIVITA’ E UN SERVIZIO NELL’INTERESSE DEL PAESE TUTTO E NON SI SONO COMPORTATI DA FUNZIONARI DESIDEROSI SOLO DI FAR CARRIERA. SE IL MIO TESTO E’ TROPPO ACIDO, NON LO PUBBLICATE. DEVE COMUNQUE CONTINUARE L’INSERIMENTO SUL TERRITORIO DI GENTE CAPACE E DI CUI ABBIAMO ESTREMO BISOGNO PER AVERE UN RAPPORTO CONTINUO CON TANTI LIBERALI SENZA TESSERA. Giancarlo Colombo

  2. Sarebbe utile che il PLI difendesse una legge importante e civile come la legge quadro 104 in materia di supporto ed assistenza ai diversamente abili, oltre che
    occuparsi del congresso Nazionale del partito, anche se molto importante.
    Questa legge prevede tra le altre cose che sia i diversamente abili che i parenti degli stessi, possano fruire di una serie di permessi, ” per altro già delimitati per legge” proprio per evitare abusi, ed autorizzati caso per caso, in base a precisa
    documentazione attestante la gravità del caso.
    I permessi lavorativi dei parenti variano caso per caso, con un massimo delimitato.
    Per il disabile si tratta solo nei casi di estrema gravità, di 3 giorni al mese per cure.
    I permessi parentali riguardano esclusivamente l’assistenza della persona bisognosa.
    Una legge che di fatto riduce la spesa pubblica, perchè di fatto limita il più possibile l ‘ospedalizazione.
    Il governo, straparla di abusi, ma dove sono questi abusi, se in realtà tutto è già
    rigidamente controllato?
    La verità è che la destra vuole tornare al passato, mettendo in discussione alcuni importanti diritti civili.
    Vedi anche la civilisssima riforma psichiatrica.
    Sarebbe utile che De Luca si occupasse anche di questi problemi magari con un
    un’intervista, su questi che sono per loro natura temi prettamente liberali, anche se sono stati strumentalizzati negativamente da tutta la sinistra che gli ha usati
    per i suoi comodi.
    Noi liberali, dobbiamo andare oltre, proponendo soluzioni concrete.
    Sarebbe poi utile conoscere i risultati del Consiglio Nazionale del PLI, questo
    in tempi ragionevolmente brevi, per rendere vivo il dibattito.
    Ad esempio alle prossime amministrative il PLI correrà con lo stesso simbolo
    delle Europee?
    E quale?
    Il piccolo referendum sui simboli per le elezioni Europee svolto tramite questo sito, è vincolante risptetto alla scelta del simbolo alle elezioni?
    Cordiali saluti.
    Luigi Gani.

  3. Quest’ultimo intervento mi appare molto intelligente e di grande onestà intellettuale.
    Non voglio sminuire il congresso ed il lavoro che si sta facendo in vista delle elezioni europee, però -e qui ritrovo in altra prospettiva il mio invito riportato più sopra- il concetto di diffusione, sia esso nel territorio, sia nell’altrettanto concreto mondo della rete, dovrebbe rimanere perpetuamente centrale per il PLI, quasi maniacale.

  4. Ed ora passeranno mesi prima di conoscere le decisioni del Consiglio Nazionale in merito al congresso e alla lista per le europee…

  5. Caro Caniglia,
    grazie per la risposta…hai ragione ho passato molto tempo in mezzo a “quella” massa (e credimi non sono stato nè il solo, nè il più sprovveduto, nè il meno blasonato…..), poi ne ho pure passato tantissimo a seguire gli amici radicali ed anche li ho provato profonde delusioni….ma la maggior parte del mio tempo politico l’ho trascorsa ormai da solo……perchè ormai siamo entrati in un’altra dimensione (Politica s.p.a) dove tutte le scelte sono autoreferenziate ad un mantenimento di poteri personali, familiari e di non meglio identificate consorterie.
    Fare politica è un’altra cosa. Ormai la politica vera la si fa, spiace dirlo ma è la realtà, con movimenti extra partitici ed extra parlamentari nei quali i cittadini si ritrovano, studiano e si documentano per essere antagonisti a delle scelte strategiche assolutamente allucinanti fatte dai politici senza manco capirne nulla di quello che stanno firmando e decidendo. Tutto si fa per ordine di scuderia. Quello che è successo a Napoli (e l’ho studiato discretamente) in tema di rifiuti è la prova lampante che le forze politiche attuali sono ormai distaccate dalla politica e legate al business ed i colore, mi si creda, ha poca importanza. A questo punto, coerentemente con la mia formazione politica, sono arrivato alla conclusione che se la cura contro questa politica deve essere l’antipolitica antagonista e documentata (detto in altri termini se i cittadini si organizzano per difendersi da chi dovrebbe rappresentarli) allora un liberale deve pensare che venuto il momento di scelte rigorose e di spendersi in prima persona, ma non per le poltrone o un per un seggio in consiglio comunale ma per essere punto di riferimento in un nuovo percorso dove tutti possiamo fare politica dentro un partito, sul nostro territorio, per il futuro. Ecco perchè ho proposto di pensare a politiche più di lungo termine rispetto a quelle meramente congressuali ed elettorali. Anche se dovessimo beccare qualche seggio da qualche parte credete che questo cambierebbe le cose? Io credo di no. Invece radicando il partito sul territorio e facendo diventare le sedi periferiche luogo di promozione di idee e soluzioni tutto sarebbe molto più vicino e visibile di quanto non si pensi.
    Forse ho divagato un pò…chiedo scusa. In ogni caso, anche se il mio tempo non è molto, seguirò il tuo consiglio e cercherò di mettermi in contatto con qualcuno tramite la segreteria per fare qualcosa qui su Catania. Nel frattempo se qualche liberale catanese volesse contattarmi la mia mail è enzo.l@katamail.com.
    Saluti

  6. Caro Gani, per “straparlare” mi riferivo solo a confondere il quotidiano di un direttore liberale nel PDL come Diaconale nell’organo di informazione del PLI anti PDL, un po’ come dire che l’unità e’ l’organo di info di forza italia.
    Per il grembiulino lasciamo perdere per favore: culle democratiche (GB, USA, Australia, Nuova Zelanda, ecc.) hanno studenti fino ai 17 anni in divisa, generazioni di italiani sono andati a scuola in grembiule, dalle suore ci vanno tuttora, qundi qui mi dia atto che un po’ ha straparlicchiato.
    per il resto attendo ancora spiegazoni di come mai diaconale, della vedova, taradash e C. stanno nel PDL e noi con la puzza sotto il naso no.
    Io ci andro’, non rinnovo la tessera, non votero’ PLI alle europee ma votero’ un partito riconosciuto dall’ELDR.

  7. Rispondo al signor Longanevi.
    In primo luogo, prendo atto che c’è chi ritiene e forse a ragione che l’opinione non è
    l’organo del PLI, secondo informazioni in mio possesso, non è proprio così, ma siccome sono umile, forse sono io che sbaglio.
    Quanto allo straparlare di politica, e no, questo non è vero.
    O meglio preciso, se straparlare di politica vuol dire non fare i ponti d’oro a Berlusconi, ahai me signor Longanevi, HO VOTATO PLI, non ho mai affermato come
    pensa lei, che Berlusconi sia, la parola è sua, un “Satana”, smentisco questa visione, e francamente ritengo che tutti possano esprimere la pro pria opinione, ma che sia un diritto anche come nel mi o caso un fermo dissenso da Berlusconi, che rimane un’avversario, non un nemico.
    Se il PLI aderisse al PDL, io non aderirei come molti altri più al PLI.
    Ritengo che non si possa stare con i due piedi in due barche diverse.
    Questo anche se malauguratamente dovesse essere il congresso a deciderlo.
    Per questo, e non per sparlare, ritengo che sia necessario avvalersi dell’apporto
    parlamentare che abbiamo acuisito tramite “i moderati” così da consentire al
    partito di avere da subito un reale peso politico ed una sua autonomia.
    Per quanto riguarda i tre problemi che ho posto, due riguardavano la riforma sulla scuola, ed uno al problema dei diversamente abili.
    Cominciamo dalla riforma scolastica, che salvo per quei due punti scandalosi è
    una buona riforma.
    Ma non sono cose da poco.
    I grambiuli tutti uguali mi fanno tornare alla mente brutti ricordi sia in Europa che in Cina.
    A buon intenditore poche parole.
    L’obbbligo scolastico sceso a14 anni vorrebbe dire che avremmo tante bande di ragazzini, che come in GB, costituirebbero unvero problema, per cui lo stato si
    troverebbe nella necessità di stanziare con i soldi dei cittadini e delle inprese,
    ulteriori fondi per centri di orientamento per l’infanzia.
    Se per lei questo è Liberale?
    Per quanto riquarda la legge 104 legge quadro del 92, è molto complessa, e
    per favore, tanto per non sparlare la legga.
    Cordiali saluti.
    Luigi Gani.

  8. povera italia …..
    se pesi di essere in buona compagnia in Forza Italia

    De Luca ne è stato a lungo alleato ed ora fa una fatica boia a dimostrare il contrario
    in buona compagnia di chi?
    della Gelmini e della Carfagna?

  9. Complimenti Caniglia per la precisa e fredda analisi della situazione del partito. Ottima la diagnosi ma non concordo sulla cura prescritta, che, premetto, per me e’ solo una: fondere il PLI nel PDL.
    Al momento il PLI non e’ un partito propriamente detto, con organizzazione, ruoli, struttura, ma una dirigenza auto co-optata e un bel sito web dove appassionati parlano (a volte straparlano, come il Gani che pensa che l’Opinione sia l’organo del PLI) di politica, con pure la pervicace tendenza a dipingere Berlusconi come satana (senza pero’ andare con DiPietro o Travaglio).

    Qualche sera fa ascoltavo DellaVedova in tv e mi sono chiesto
    Come mai questo signore (ma anche taradash o diaconale (dell’Opinione, sig. Gani!)) stanno nel pdl e prossimamente anche il PRI e invece il PLI, anzi li dipinge come servi del potente?
    Come mai alle europee prenderemo un altro 0,3% facendo pure finta che l’eldr ci riconosca come membro?
    Tutto questo ricorda lo spirito isolazionista e autolesionista di certa sinistra che orgogliosa (ma di che?) si e’ frammentata in 10 partiti con il risultato di uscire dal parlamento dopo 60 anni.
    Berlusconi e’ arrogante, megalomane e padronale ma ci ha regalato un parlamento senza rossi, sta ridimensionado veltroni, ha fatto vincere alemanno a roma, sta rialzando la schiena in europa e mi fermo qui.
    Quindi cari amici del PLI per me la conclusione logica e’ una: portare il simbolo e i voti nel PDL e sgomitare come minoranza liberale (in buona compagnia con i signori citati sopra).

  10. Cari amici, in realtà la riflessione di Caniglia è importante in un post-voto che pur ci ha visti con degli 0,.. ma che ha visto partiti più in vista di noi non fare meglio,inoltre se verso di noi i risultati comunque dal 2006 ci hanno premiato, verso altri sono stati penalizzanti, questo vuol dire che la gente ha iniziato a credere nella nostra storia e verso il nostro futuro, mi aspettavo nel dopo elezioni, innanzitutto, una seria analisi del voto e delle conseguenze allo stesso, come in ogni partito o movimento liberale e democratico, in secondo luogo mi attendevo che sull’onda di un risultato acquisito e di una strategia certa, il PLI diventasse più presente nelle problematiche di tutti i giorni, invece non solo siamo ignorati completamente dai media,cosa gravissima per un partito che deve far sentire e conoscere le proprie posizioni, ma non e’ stato realizzato nulla di politico in questi mesi, non un manifesto nazionale, non una petizione,non una manifestazione, se non convegni di pur ampio respiro ma che detto in maniera nuda e cruda non portano voti,la dimostrazione la ottenuta la sinistra italiana che tanto amano far convegni. Ecco perche’ diventa importante un Congresso Nazionale immediato affinchè si dia una chiave di svolta al partito o continueremo a vivacchiare sino a che non si presenteranno i prossimi venti giorni di entusiasmante campagna elettorale con risultati da prefisso telefonico internazionale, penso che nessuno voglia questo, se dobbiamo rappresentare l’idea liberale, gli dobbiamo dare i numeri per farlo.

  11. Cari amici, ogni “congresso” è di per se un’occasione di confronto e di dibattito e dunque, in quanto tale, ben venga se porta frutto. Già, il frutto………. . Ma qual’è il frutto che vorremmo tutti vedere maturare ? Un altro congresso come l’ultimo in cui, nonostante l’alto profilo degli interventi e la ricchezza del dibattito, ci siamo trovati ben presto “con gli occhi pieni e le mani vuote” (traduzione di un noto detto siciliano). Il problema è che fintanto che non cambierà il timoniere, persona degnissima e di notevole spessore intellettuale, ma assolutamente non in grado di portare il partito verso un approdo tangibile, saremo sempre a ritrovarci e a pianger su noi stessi. Perchè il nostro segretario non ha pensato di trovare una sponda verso realtà tangibili al di fuori del PdL (penso per esempio all’UdC di Casini) o a ricercare convergenze con altre realtà di scontento che esistono nel PD ? Bisogna farsele venire le idee…………. e certamente ci vuole un pò di fantasia e sopratutto la consapevolezza di capire quando ormai il proprio tempo è scaduto. Cari amici, possiamo celebrare 100 congressi, uno al mese, ma così non verremo a capo di nulla.

  12. Il problema della comunicazione è tangibilissimo. Sul territorio in ampie aree manchiamo e, mi pare, anche dove il PLI è presente, non riesce a ritagliarsi una buona visibilità. L’attuale situazione politica (ma anche socio-economica) -nostro malgrado- fornisce tantissimi spunti per poter esprimere e veicolare le proprie idee politiche. Non credo certo nell’abuso della piazza per parlare all’elettorato, ai cittadini, ma esistono forme di comunicazione e di presentazione discrete nelle forme ed efficaci nella sostanza.
    Pensiamo, sì, ai banchetti nei centro-città, a conferenze su temi particolari, a quant’altro, ma sfruttiamo (anche) la comunicazione in rete. Questo sito va mantenuto vivo, una pianta sempre germogliante di idee, proposte, interventi. Se sostanza politica c’è, perché mantenerla nascosta nelle segreterie?
    Vorrei invitare anche la dirigenza a partecipare alla vita di “noiabbiamounsogno”, che, anche se con qualche difficoltà legata allo spostamento dal vecchio forum, sta ricominciando a vivere e che è popolata da persone preparate e con una visione profonda e meditata delle cose. Allo stesso tempo un “luogo” ricco di stimoli e di idee, che non farebbe male conoscere, dal momento che credo rappresenti discretamente l’elettorato, per lo meno quello già conquistato, ma anche uno strumento funzionalissimo e rapido per irraggiare le linee politiche del PLI, almeno per coloro che sono già contigui al partito (ma non solo).
    Si sta correndo il rischio di far disaffezionare qualcuno…mi pare abbastanza palese.

  13. A parte le valutazioni sul congresso Nazionale, mi chiedo perchè siano così rari gli interventi del PLI sull’Opinione che ne è l’organo nazionale ..
    La politica a parer mio, è anche questo, dando maggior spazio alle idee liberali.
    Non possiamo lasciare solo alla sinistra od al centro clericale il compito di diffondere idee alternative a quelle dominanti.
    Cordiali saluti.

  14. Caro Enzo,
    vorrei dirti caro amico Enzo, ma non ti ricordo, probabilmente hai passato più tempo da quei liberali “di massa” che nell’attuale PLI. Comunque questo importa poco. Ti affido il compito di, sentire telefonicamente la segreteria del partito, chiedere di conoscere alcuni esponenti di Catania ,e ,contattare questi amici con i quali poter iniziare un percorso liberale…………Potresti ripropormi la richiesta espressa nel documento che precede. Ti rispondo chi ha tempo non aspetti tempo. o tu o loro, che importa. diamoci da fare.
    Ciao. Caniglia

  15. Saluti a tutti.
    Io ho iniziato a seguire il Partito Liberale a 15 anni (segretario Altissimo) e poi mi sono perso nella grande menzogna del partito liberale di massa fattaci dall’incantatore di serpenti Berlusconi. La mia prima militanza politica l’ho fatta proprio con Stefano De Luca alla sua prima candidatura (poi coronata dal successo) alle Europee del 1994 facendo parte del “team” catanese che si occupava della campagna elettorale.
    Dopo tanti anni, oggi ne ho 33, sono tornato qui da dove sono partito per ritrovare un senso nel deserto politico che circonda. Beh devo dire che poco è cambiato! Anche quando eravamo il 2,8% (politiche del 1992) eravamo i veri liberali in mezzo a tanti falsi profeti eppure non riuscivamo a superare quel maledetto senso elitario che ci portava ad essere visti come un gruppo di onesti e nostalgici “vecchietti” della politica che nulla hanno da dire al domani di questo paese. Oggi come ieri io dico no! Noi liberali abbiamo molto dire soprattutto, mi si consenta, contro questa cricca oligarchica e monopolista della finanza mondiale che ha ridotto il pianeta al dissesto. Questo non è liberalismo ed è bene che su questo punto anche la direzione politica del partito dia un’indicazione chiara ed inequivocabile. Se poi questa dovesse essere parte sostanziale di una mozione congressuale poco mi importa. Un vero liberale prima della forma bada alla sostanza.
    Per quanto concerne il congresso credo fermamente nella sua importanza ma ritengo che, allo stato attuale, il partito abbia un estremo bisogno di ricostruirsi sul territorio in controtendenza rispetto alla moderna tendenza di fare politica solo a Porta a Porta o a Matrix. Anche questa deve essere una svolta che deve vederci, per quanto mi riguarda, in prima linea. Se la politica deve rappresentare il popolo allora bisogna farla in mezzo al popolo un liberale non ha paura della piazza e delle sezioni perchè un liberale fa politica non spettacolo!
    Quindi la mia opinione è prima dedicarsi a ricostruire il partito sul territorio e poi fare un congresso; nel frattempo il Web ci consente di confrontarci e non permette a nessuno di nascondersi dietro il silenzio, perchè il silenzio sul web è una pagina vuota.
    Naturalmente sono a disposizione degli amici liberali di Catania per un contatto via mail per poterci incontrare e, chissà, organizzare.
    Saluti e Buon Lavoro a tutti

  16. Il congresso è importante, ma c’è qualcosa di più importante ancora, attivare la collaborazione con i moderati dell’onorevole Portes, a tutt’oggi, l’accordo c’è ma non si ha notizia di nessuna proposta concreta con argomenti precisi portata avanti in tal senso.
    Ad esempio il governo stà facendo 3 obbrobri di cui poco si parla, ed ai quali a parer mio è necessario opporsi “subito” e sono in ordine di importanza, il gravissimo e recentissimo attacco alla legge quadro 104 sull’handicap, del quale l’onorevole Portes è sicuramente informato,
    secondo punto, l’abbassamento a 14 anni dell’obbligo scolastico, chi seguirà i ragazzini dopo i 14 anni, quando i genitori lavorano?
    Il terzo punto, non meno inportante è il ripristino del grambiule nelle scuole elementari, quas come se i bambini fossero dei “balilla” .
    No queste cose proprio non vanno, ed è a questo punto appare evidente quanto sia fondamentale avere un’accesso parlamentare.
    Parliamo certamente anche del congresso, ma prima affrontiamo almeno questi problemi.
    Quindi chiedo all’onorevole portes di farsene carico.
    Noi ricordiamo che senza un’effettivo accesso parlamentare il PLI rischia di perdere una grossa occasione, che invece dovrebbe venire utilizzata realmente al
    meglio, per contare politicamente.
    Cordiali saluti.
    Luigi Gani.

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