Le odierne notizie di una possibile intesa parlamentare tra maggioranza e opposizione dimostra che l’emendamento sulla sospensione dei processi con pena detentiva non superiore a dieci anni, non riguardava l’interesse di privilegiare la persecuzione dei reati più gravi, ma solo la necessità di bloccare il processo di Milano che vede imputato Silvio Berlusconi.

Infatti la trattativa di scambiare la norma sulla sospensione con il cosiddetto lodo Alfano, che blocca i processi alle alte cariche dello Stato, secondo il Parlamento finisce col risolvere  tutti i problemi di intasamento giudiziario, fino a ieri considerato (come è in realtà) al limite della paralisi.

Ancora una volta dobbiamo registrare una caduta di stile nel costume politico e legislativo. Aveva ragione Giovanni Leone quando affermava che la legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici

L’Ufficio Stampa del PLI

 

1 commento

  1. La caduta di stile nel costume politico e legislativo sta divenendo un motivo ricorrente dei Governi Berlusconi, che si sono succeduti nel corso degli ultimi anni, dopo la caduta della “Prima Repubblica”.
    La navigazione a vista dei vari Ministri indica che il Capitano vuole approdare verso un’isola di immunità, dove possa trovare riparo da ogni assalto di Magistrati e di oppositori.
    L’animus liberale dovrebbe, ancor di più, emergere in queste circostanze con una netta e decisa presa di distanza da qualsiasi arroccamento del potere costituito.
    Vorrei ricordare a tutti che cosa succede nella grade democrazia americana, quando il Presidente o il suo Vice hanno delle disavventure giudiziarie. Si dimettono con dignità. Questa parola è ancora presente nel nostro vocabolario, ma è stata cancellata dall’attuale Ministro della Cultura dal Vocabolario di Arcore.
    Così facendo stiamo dando un’anima liberale alla nostra Italia.

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