Il Consiglio Nazionale del Partito Liberale Italiano, riunito a Roma il 21 giugno 2008, preso atto delle molte disponibilità registrate, ha deliberato di avviare una fase di “confronto costituente” con i movimenti dell’area liberale democratica moderata e riformatrice per pervenire alla presentazione di una lista per le prossime elezione europee, che faccia riferimento alla componente liberale dell’Europarlamento.

Nei prossimi giorni si terrà un incontro tecnico per predisporre la necessaria complessa attività di raccolta delle firme.

Il Consiglio Nazionale ha inoltre approvato la relazione del Segretario Nazionale Stefano de Luca e, su sua proposta, ha deliberato di convocare il Congresso Nazionale per il prossimo autunno ed ha eletto quale proprio presidente il Sen. Prof. Carlo Scognamiglio Pasini.

Ufficio Stampa del PLI

13 Commenti

  1. Il Terzo polo è un’idea affascinante. Da repubblicano non posso che pensare con favore ad un asse Pri-Pli. Mi convince meno l’accordo con i socialisti. Ma, visti i pochi voti, meglio far massa critica.
    Concordo pienamente con rolando: dobbiamo costituire una piattaforma italiana dell’Eldr e non dell’Alde. Cosa che, se non ricordo male, ho votato in una mozione locale del Pri.
    Le elezioni europee sono un passaggio importantissimo. Speriamo che il polo liberaldemocratico, anche in italia, raccolga consensi. Sarebbe un segnale importantissimo da dare (e da mettere sul piatto della bilancia) ai due principali schieramenti italiani.
    Un saluto a tutti
    Maicol

  2. Il momento politico Italiano è cristallizzato sul duo-polismo PD-PDL,la necessità di un terzo polo è auspicabile e vitale per la politica stessa.
    Un movimento dell’area liberale democratica e riformatrice ispirato al concetto dell’ulteriorità è presente nell’inconscio di ognuno di noi.
    Organizziamo ,subito,in ogni città dei microcentri di riferimento per questa iniziativa.

    T.Iacobellis
    Bari

  3. Il PLI non può confluire nel Popolo della Libertà per un semplice motivo: a prescindere dai leader attuali, il P.D.L. è un partito che aspira a divenire il riferimento italiano del PPE mentre il PLI mira ad essere, come ho scritto sopra, insieme ad altri soggetti, il riferimento italiano dell’ELDR.
    E poi, permettetemi, i liberali non sono mai stati “moderati”, bensì “rivoluzionari”. Hanno sempre cercato di rivoluzionare l’economia, la società, la politica.

  4. Appoggio completamente il progetto. Già più di una volta ho proposto un polo centrista che comprenda le forza più riformatrici come PSI, PLI, PRI, Riformatori Liberali. La formazione dovrà essere laica, ma non dovrà fare del laicismo il principale punto di programma, dovrà saper coniugare liberalismo e giustizia sociale, la modernizzazione alla solidarietà fra cittadini, l’amor patrio al rispetto per il diverso (a patto che egli rispetti anche noi, s’intende…), dovrà lottare per il cambiamento ma non a tutti i costi, dovrà distinguersi per una politica etica e che faccia il bene dell’Italia e dei cittadini, non dei politici. Dovrà difendere le libertà di ognuno e dovrà considerare lo Stato al servizio dei cittadini, non i cittadini come servitori dello Stato. Se nascerà un movimento del genere, potremo fare il bene dell’Italia. Veramente.

  5. auspico vivamente che il Partito Liberale Italiano conflui nel Popolo della Libertà!! i moderati liberali devono essere tutti uniti!!

  6. La riunione del Consiglio nazionale è stata certamente utile e dilettevole e spero che questa sia la volta buona per convincere i liberali sparpagliati a raccogliersi nell’auspicato “unico grande gruppo ecc. ecc.” che esiste già e si chiama Partito liberale Italiano.
    Vorrei però segnalare alcuni inconvenienti, che spero verranno evitati nelle prossime occasioni.
    La riunione è iniziata con un’ora e mezza di ritardo, benché il segretario avesse raccomandato, nela convocazione, la puntualità, ed è terminata in anticipo, sia pure di pochi minuti. Così allo scrivente non è stato consentito di esprimere la sua opinione (avevo chiesto due minuti).
    Forse bisognava prenotarsi per parlare, o forse gli interventi erano solo su invito, ma ciò non era stato detto né scritto.
    Inoltre, cosa più importante, non c’è stato tempo per un dibattito a seguito delle due interessantissime relazioni, che l’avrebbero meritato. A questo proposito, mi risulta che la relazione del prof. Scognamiglio sarà disponibile in questo sito verso il 15 luglio, mentre non so nulla di quella dell’ing. Antonetti

  7. auspico che questo possa essere il primo passo per la formazione di un polo laico e liberale che comprenda voi(noi),i radicali;i republicani,ed i “desaparesidos”liberali che stanno altrove!

  8. La scelta coraggiosa fatta alle ultime elezioni politiche di presentare la lista del Partito Liberale in tutta Italia comincia a dare qualche frutto. Forse, dopo anni di esitazioni ,abbiamo imboccato la strada giusta. Le elezioni europee del prossimo anno saranno un test decisivo per rioccupare la vasta area spettante ai veri “liberali”. Proseguiamo quindi nel cammino intrapreso. Sergio Pratellesi – Roma

  9. spero solo che l’accordo cercato non sia di basso profilo…
    bisogna cercare l’accordo innanzi tutto con chi già sta al Parlamento Europeo dentro il gruppo ELDR (non ALDE).
    altrimenti rischia di diventare un’anatra zoppa

  10. Caro Anzalone, in una mozione già presentata in puglia e nelle marche, nonchè nel comunicato stampa a mia firma in risposta ai sedicenti del PDL e LEGA, vi è un passaggio dove invoco la terza via LIBERALEDEMOCRATICA ed un aggancio dovuto all’ELDR. Comunque complimenti. Angelo Caniglia

  11. Costruiamo tutti la sezione italiana dell’ELDR, avviando una fase costituente per un unico partito liberaldemocratico, che sia presente per il rinnovo del Parlamento Europeo ma anche per i rinnovi dei consigli comunali provinciali e regionali del 2009.
    Se l’accordo tecnico-politico dovrebbe portare alla costituzione di un unico gruppo nelle singole realtà locali, di concerto con il Parlamento Europeo, ritengo che non vi dovrebbe essere neppure la raccolta delle firme, sperando nella unicità della lista.
    Questo è il primo passo per la costituzione del terzo polo, unico liberaldemocratico e riformatore nel panorama italiano, perchè in Europa già esiste.

  12. Forza e coraggio !!!
    E’ la strada giusta.
    Speriamo che questa sia la volta buona.
    Non hanno senso decine di movimentini, partitini, gruppuscoli, poco più che unipersonali.
    Costruiamo la sezione italiana dell’ELDR.

    V. Allegrini
    Macerata.

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