Leggendo sul sito del Partito Liberale una lettera della Segreteria del PLI, ascrivibile allo stesso Segretario De Luca in risposta ad una vostra indirizzata al popolo liberale. Mi è venuta la voglia di recarmi presso il parlamento per dirVi in viso il mio pensiero. Mi trattengo e vi basti quanto segue. 

Appare sin troppo evidente che si tratti di un attacco sferrato da quanti, saliti sul carro del vincitore, ora pagano pegno, chiamati come sono dal monarca a fare atto di abiura della loro radice storica, dimostrando così eterna riconoscenza al loro padrone. Screditare la formazione politica di provenienza, diventa allora atto di rinuncia ad essere testimoni coerenti di quei valori, quelli liberali, divenuti ostacolo, barriera, per il potere del più forte. E’ davvero importante la trincea che il Partito Liberale Italiano frappone con coraggio alla realizzazione di un potere che parodia i principi liberali e li spaccia per suoi.

E’ pertanto rigettata ai mittenti la considerazione assai poco onorevole che vuole il glorioso Partito Liberale, di appannaggio ed esclusiva proprietà del Segretario. Egli è eletto da un’assemblea democratica e la sua permanenza o la sua sostituzione appartiene agli organi interni del Partito. Ben conoscono i destinatari, la dinamica interna del Partito Liberale, della trasparenza dei suoi atti e la coerenza dei comportamenti di tutti i dirigenti. Alcuni di essi li ricordo appassionati, oggi dovrei aggiungere “fintamente” per aver partecipato sino a qualche settimana prima delle elezioni, al  cammino del PLI, condividendolo ed auspicandolo, anche per il tramite della guida del Segretario De Luca, su cui oggi gettano discredito.

Prendo atto e ne sono fiero che il comportamento coerente dei dirigenti, degli iscritti e dei tantissimi simpatizzanti, che ha traguardato un percorso lontano dal PDL e dal PD, abbia consentito di vedere esclusi quanti, i destinatari di questa missiva, che avevano in mente di approfittare di qualsiasi mezzo possibile, pur di sedere in Parlamento. Noi no. Noi proseguiamo su una corsia lenta, che preferisce il rispetto dei valori secolari del PLI, quelli stessi che sono calpestati e ridotti a mercimonio politico, quelli stessi che invece rinvigoriscono tra la gente, gli elettori che hanno votato il PLI. Ci siamo contati e pochi o tanti, non è consentito a nessuno, men che meno ai signori destinatari, ironizzare su un dato numerico che altrimenti per ognuno di loro è inesprimibile, forse pari a zero, se è vero che erano blindati in una lista, espressione diretta della volontà del monarca indiscusso che in forma indiscutibile ha imposto all’elettorato i suoi yes-man.

 

Angelo Caniglia

Coordinatore organizzativo del PLI

 

13 Commenti

  1. Ringrazio Luigi Pesce per la risposta, ritengo comunque che noi rispetto a destra e sinistra, in caso di mancato accesso al Parlamento Europeo, abbiamo
    un vantaggio, possiamo mediare politicamente per un diritto di tribuna, cosa che
    le ali estreme, proprio perchè estreme non possono fare, poichè a loro, a differenza del PLI,, manca lo spazio politico.
    In secondo luogo, ad esempio, triplicare in sede europea i nostri voti, sarebbe già di per sè, un risultato strepitoso, che rilancerebbe moltissimo il partito.
    Ovvio, che con le alleanze, è necessario puntare al massimo, rilanciando così quanto fatto in sede nazionale con l’accordo con i moderati tramite l’onorevole Portes.
    Cordiali saluti.
    Luigi Gani.

  2. In risposta a Luigi Gani.

    Ho il timore che lo sbarramento (se si metterà) penalizzerà maggiormente il PLI della Sinistra radicale o della Destra di Storace.
    La Sinistra di Bertinotti & C. ha preso, alle scorse elezioni, 1.124.000 voti, pari al 3,084. Se la soglia di sbarramento verrà posizionata al 3% non credo avrà seri problemi nel superarla.
    La Destra di Storace, incognita più incerta, ha comunque ottenuto un discreto 2,428 con un bacino di voti pari a quasi 890.000 persone.
    Noi, con un onesto ma risicatissimo, 0,284% (pari a 103.000 voti circa) dobbiamo puntare a costituire un movimento unito, che raccolga tutti i cani sciolti che si riconoscono nei valori liberali e costituire un alternativa ai due grandi schieramenti. Gli elettori di centrodestra, insoddisfatti del Governo Berlusconi (e dopo questa salvapremier potrebbero essere un modesto numero) potrebbero ripiegare su di noi. E’ un’occasione non impossibile, se avremo la forza di presentarci uniti, con qualche soldino per la campagna elettorale e un po’ di visibilità mediatica.

  3. Ho dei dubbi che per entrare nel parlamento europeo sia giusto sperare in qualche interessata azione politica di componenti di altri partiti, che si oppongono allo sbarramento elettorale, perchè in realtà vogliono legami stretti
    con la vera sinistra.
    E’ giusto tentare di entrarvi, ma anche senza riuscirvi, un buon risultato, sopra l’1
    sarebbe un ottimo risultato politico europeo.
    Ma c’è solo a parer mio una cosa che potrebbe conpemsare il pli da un eventuale mancato accesso al parlamento europeo, un risultato politico enorme, l’eliminazione politica parlamentare delle ali estreme.
    Lo sba rramento se serve a questo, ma solo se serve a ciò può essere utile anche se a prezzo di un sacrificio.

  4. Ciao Angelo, sono davvero felice di leggere queste tue parole. Grazie!
    Noi non facciamo parte di quella vecchia politica che farebbe tutto per un “posto al sole” e che accetta qualsiasi compromesso (magari proprio sui valori fondanti dell’ideologia liberale) pur di piazzare il culo su uno scagno in parlamento… non siamo tra quelli che devono “per forza scegliere” uno dei due schieramenti.

    Ciao
    Raffaele

  5. Nella relazione del segretario De Luca tenuta al Consiglio Nazionale e disponibile in audioregistrazione sul sito di Radio Radicale,si possono trovare alcune risposte ai quesiti emersi nei precedenti commenti,sul significato da attribuire all’accordo con i Moderati ed alle alleanze per le elezioni amministrative,fino alle ragioni che hanno spinto a presentare il simbolo del PLI autonomamente alle ultime elezioni politiche.

  6. Apprezzo l’intervento del sig. Pesce, è un tasto su cui mi sento di dover battere in continuazione quello del “non arroccamento” dei liberali. E chissà, magari un giorno, passato il tempo del “re”, quello che oggi è – ahimè – un miscuglio lib-pop-con, diventerà la casa dei liberali…

  7. Premesso che l’essere criticati è senza dubbio meglio di non essere neppur nominati, trovo che l’intervento di ZulieOfficial porti la discussione su un terreno molto fertile e interessante.
    Bisogna anche fare una sana autocritica riconoscendo al PLI il demerito politico di essere stato arroccato troppo spesso nella sua torretta d’avorio celandosi dietro una vaga affermazione di purezza dei propri ideali.
    Il PLI non è l’unico detentore del liberismo e deve senz’altro (anche solo per garantirsi una prospettiva di sopravvivenza politica) aprire le porte a chiunque si riconosca nei valori liberali.
    Questa è la linea politica intrapresa dal nostro Segretario De Luca che, con paziente labor limae, ha avviato un processo di Costituente Liberale che troverà in autunno il suo sviluppo e alla quale bisogna assolutamente partecipare.
    Bisogna pertanto mettere da parte (ed occorre che lo facciano tutti, anche il PLI) le proprie vanità identitarie per garantire un parto sano di una formazione solida nei principi e nella struttura che possa portare ad un buon risultato elettorale alle prossime elezioni europee.
    Entrare nel Parlamento europeo non è affatto impresa impossibile se avremo la forza di presentarci uniti e le attuali intenzioni di D’Alema – che spinge per non mettere una quota di sbarramento – rafforzano le nostre speranze.

  8. Il fatto che qualcuno consideri l’accordo coi Moderati come un avvicinamento per “proprietà transitiva”, è dovuto al fatto che i Moderati si sono candidati nelle liste del PD.
    Questo, mi pare chiaro, crea una certa confusione, che forse andrebbe chiarita in qualche modo…

  9. Una piccola considerazione, di carattere puramente formale, sul secondo commento, lasciato da… “PdL”!
    Una basilare regola di correttezza e fair play (non solo in politica, ma anche nella vita) impone di qualificarsi individualmente. Che lo si faccia con un nome o con un pseudonimo, poco importa; ciò che conta è avere la serietà di rilasciare dichiarazioni a nome proprio, senza nascondersi dietro il paravento di un partito.
    Non credo che il commento sia stato scritto da un portavoce ufficiale di Forza Italia o di AN (sarebbe grave, perchè accusare i proprio avversari di “retorica da quinta elementare” mi sembra un fatto assai disdicevole, certamente non degno di un rappresentante ufficiale di un partito), o dall’assemblea riunita dei due partiti appena citati (ipotesi alquanto fantascientifica), o… da Berlusconi in persona (!). Non mi sembra quindi per nulla serio e corretto rilasciare dichiarazioni a nome di un partito del quale non si ha rappresentanza alcuna.
    Per quanto riguarda il merito della questione, tutto nasce dall’accusa secondo cui il PLI sarebbe egemonizzato da De Luca. Un attacco che segue di pochi giorni l’altro, secondo il quale l’accordo con i moderati avrebbe determinato l’avvicinamento del PLI al PD… Sapete che vi dico? Che cominciano ad accorgersi di noi, e a temerci, altrimenti non ci dedicherebbero tutte queste “amorevoli attenzioni”…
    Andiamo avanti così, siamo sulla strada giusta!

  10. Posso condividere quando si dice che “chi sta con (sotto?!?) Berlusconi” dovrebbe pensarci bene prima di dire a qualcun altro che è asservito al Segretario Politico di turno…tuttavia, non mi pare corretto che qualcuno si arroghi il diritto di elargire “patenti di liberalismo” definendo la controparte “sedicenti liberali”.

    La storia liberale ci insegna che ci sono diverse sfumature ascrivibili a tale aggettivo, e merita rispetto pur nella possibile “non-condivisione”, chi ritiene di portare avanti le istanze liberali in un modo piuttosto che in un altro.
    Ad esempio, trovo sbagliatissima la scelta “democratica” di Zanone, ma non per questo lo bollo come “sedicente liberale”…

    Anche nella monarchia del Cavaliere i liberali VERI ci sono, magari tacciono per convenienza, magari non hanno abbastanza forza per farsi ascoltare, o magari “tatticamente” aspettano la “normalizzazione” del partito che verrà, un dopo-Berlusconi più affine alla democrazia rappresentativa insita nella cultura politica della Repubblica Italiana.

    Liberale non è solo chi è PLI, e se non si coglie ciò, i liberali (tutti) saranno sempre in diaspora, i panda della politica, fastidiosi chiuahua che ogni tanto abbiano senza mai mordere…

  11. Ha piena ragione Caniglia quando, nel corso della sua appassionata lettera, rigetta ai mittenti l’accusa.
    E siamo noi a sorridere nell’osservare che tra le tante critiche politiche che si potevano muovere al nostro partito (dalla sua ossatura embrionale alla difficile conquista del consenso), tali sedicenti liberali abbiano scelto quella su cui loro dovrebbero, per pudore, osservare un silenzio penitente. Affermare che il PLI è asservito alle decisioni del Segretario De Luca è tanto falso quanto ridicolo, dal momento che tale accusa proviene da un pulpito opaco, che fonda la propria esistenza non su dei principi politici ma sulla persona di Silvio Berlusconi.
    Noi ancora ci chiediamo come possano certi esponenti del Pdl – che si professano liberali – accettare il quotidiano stupro dei propri ideali per un piatto di lenticchie, ci chiediamo come si possa far finta di niente di fronte a chi, di fatto, riduce l’attività del Parlamento a risolvere le proprie vicende personali, il proprio particulare.

  12. se i liberali sono rappresentati da tali esponenti nazionali non ci resta che sorridere,la sua sembra una retorica da V° elementare

  13. sottoscrivo pienamente la lettera di Angelo Caniglia.la politica delì ‘insulto non solo inventata ma implementata da questa specie di destra tende a portare anche all’annientamento delle voci libere e per bene che ancora esistono e resistono,
    ma la forza numerica non ha mai vinto alla lunga su quella della correttezza,della giustizia ,della verità,e dell’educazione,meno che mai su quella della cultura e della competenza!Vadano a studiare la storia,la storia delle dottrine politiche,quella del glorioso PLi, e si documentino sul cursus honorum e la specchiata attività politica del nostro prestigioso segretario senza permettersi minimamente di parlarne prima di essersi eruditi a dovere!del resto come si fa a parlare di che o di chi non si ha la benchè minima idea?possono uscire solo deliri!

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