La miglior dimostrazione che nella nostra cara Europa il pensiero Liberale ottiene seri e convinti consensi è data dallo splendido risultato elettorale ottenuto dal Partito Liberal Democratico nelle amministrative teneutesi in Gran Bretagna. Gli amici della cara albione sono diventati su base percentuale il secondo partito , scavalcando i Labouristi grazie al 25 % dei voti ottenuti.

Il Partito Liberale inglese aderisce alla Internazionale Liberale e al Partito Liberale Europeo e questo a dispetto di chi li definisce un partito di sinistra è elemento sufficiente a ricevere il plauso e le congratulazioni del Partito Liberale Italiano, del suo segretario Stefano De Luca, e di Claudio Gentile consiglere nazionale a nome del Consiglio Nazionale stesso.

Claudio Gentile

12 Commenti

  1. Per Gohan .

    Come scrissi nel saggio “Diaspora Liberale”, analizzando la formazione del gruppo radicale a seguito delle scissione dal PLI, è necessaria l’esistenza d una formazione libertaria ed antiproibiziosta, che si rifaccia alla cultura degli Hippies, nel ns paese, ed in tutte UE . I radicali sono diversi da noi e lo hanno dimostrato più volte. Le loro posizioni a favore di droga , aborto ed eutanasia, sono antitetiche alla ns cultura che pone le basi sull’edonismo .
    Misess ed altri, che sono sia liberisti che antiproibizionisti, hanno creato generazioni di anarchici ed anarchico-capitalisti . Noi dobbiamo far rispettare le regole, affinchè il mercato non sia criminalizzato, masia un luogo di scambio sostenibile in cui tutti si possano identificare e tutti possano farlo proprio
    Da presidente onorario del Partito Illuminista, sono portatore del modello dell’EUNOMIA. E’ ns obiettivo , di noi liberali, porci grandi obiettivi, per non sembrare impraticabili,ma coerenti e dobbiamo creare coesione sociale e non divisioni . Il centrismo è la strada maestra, purtroppo inquinata dalla cultura cristiana e democristiana, che dobbiamo combattere .
    Essere semplcemente laici non serve, occorre esser laicisti ed anriclericali, antivaticanisti e capire che l’islam e la cultura ebraica e quella cristiana, come quella satanista, non sono compatibili nè col liberismo nè coll’Europeismo .

    Incominciamo a stendere un programma europeista, sin d’ora, ce faccia capire alla gente che dopo di noi c’è il futuro ed autonomia .
    La gente non ritiene responsbili gli antiproibizionisti e neanche chi a posizioni troppo moderate, sopratutto su questioni dlicate ed importantissime come la religione . Le radici dell’europa sono illuministe, nell’illuminismo c’era il deismo: la convinzione che la religione dovesse essere una scelta libera, non dettata da dottrine sociali e che non strumentalizzi il sapere, nè Dio, nè lo Stato .

    Questi sono i Veri principi liberali. E se noi liberali , solo per cercare alleanze, ci confondiamo con altri, non riusciremo mai a far capire chi siamo e che modello di società vogliamo . Mentre siamo noi ad aver ragione e per tali motivi ci dobbiamo definire civilizzatori e non esser contaminati da cultre solo in apparenza siminali, ma che ci distolgono di fatto dai ns reali obiettivi .

  2. Anche io trovo molto positiva la notizia dell’ottimo risultato dei liberaldemocratici in Gran Bretagna.
    Parlando con amici, sento dire che una situazione del genere non potrebbe mai presentarsi in Italia: in tanti, infatti, spiegano questo risultato come una conseguenza della grande tradizione liberale inglese.
    A me però risulta che anche l’Italia abbia una tradizione liberale di tutto rispetto: certo, bisogna andare un po’ indietro nel tempo, al liberalismo di Giolitti, alla Destra Storica di Cavour… ma anche l’Italia ha il suo glorioso passato liberale.
    E adesso faccio una proposta: non si potrebbe creare anche in Italia un soggetto liberaldemocratico, magari coinvolgendo – oltre ad altre forze moderate – anche i socialisti? Secondo voi sarebbe possibile? O è una proposta… fantapolitica?

  3. NON SOLO Gran Bretagna: (ANSA) – SERBIA – BELGRADO, 11 MAG – La lista guidata dal presidente della Repubblica, Tadic, risulta in netto vantaggio nelle elezioni politiche serbe.Alla lista ‘Per una Serbia Europea’ (liberale ed europeista) secondo le prime proiezioni del Cesid di Belgrado andrebbe il 39% dei voti contro il 29 del Partito Radicale (Srs, opposizione ultranazionalista, in maggioranza relativa nel Parlamento uscente). L’affluenza finale alle urne e’ del 60,7%, un dato analogo a quello delle politiche del gennaio 2007

  4. per Mario:
    “senza confondrsi coi libertari antiproibizionisti”
    Non sono d’accordo riguardo l’associare l’antiproibizionismo al libertarismo…
    Ad esempio erano antiproibizionisti anche Ludwing von Mises e Milton Friedman, due autori fondamentali all’interno del liberalismo…
    E in Italia è un antiproibizionista convinto anche Antonio Martino, allievo appunto di Milton Friedman, personalità che viene dal vecchio Pli e che non ha mai militato nel Partito Radicale…

    “I libdem inglesi non si sono confusi con altri e non hanno cercato intese, neppure programmatiche, coi laburisti e nè coi Tores \ conservatori”
    Premessa: ovviamente sono contento per il risultato elettorale ottenuto dai Libdem, e sono d’accordissimo sul fatto che il liberalismo è una filosofia politica diversa e ben distinta sia rispetto al socialismo sia rispetto al conservatorismo (sulla sua radicale diversità rispetto al socialism è superfluo disquisire, mentre la sua diversità rispetto al conservatorismo è magistralmente spiegata da Hayek in “Perchè non sono un conservatore”), essendo alternativo ad entrambi…
    Per onestà bisogna però dire che i Libdem nascono dalla fusione, nel 1988, del vecchio Partito Liberale (i gloriosi Whigs) con il Social Democratic Party, frutto di una scissione dal Partito Laburista, e la “contaminazione” è visibile andando ad esempio a rileggere alcune posizioni e proposte sostenute ad esembio in ambito fiscale…

    Detto questo non c’è dubbio comunque che la sua crescita rappresenti un bello spot per il liberalismo dimostrando che determinate idee non siano necessariamente perdenti e sfatando il luogo comune secondo il quale è impossibile che un partito liberale riesca a costruirsi un seguito tale da renderlo un partito di massa e quindi potenzialmente in grado di governare…
    Fortunatamente partiti liberali in grado di esprimere il Premier esistono in Olanda, in Belgio, in Polonia, in Canada e in Australia…

  5. Sono convinto che anche noi possiamo ottenere questi risultati, ma prima dobbiamo difendere l ns identità, senza confondrsi coi libertari antiproibizionisti e nè coi repubblicani del PRI, che oltr ad essere keynesiani, oggi più che mai stanno facendo scelte da conservatori , e soprattutto senza i socialisti ed i liberallaburisti che in comune con noi hanno l’esser laicisti e nient’altro .
    I libdem inglesi non si sono confusi con altri e non hanno cercato intese, neppure programmatiche, coi laburisti e nè coi Tores \ conservatori .
    Spero che presto ci sia un congresso all’uopo si decisa per un progetto ampio ed importante, che coinvolta tutta l’unione europea e faccia conoscere la gente i veri valori liberali . E’ la meritocrazia e la Ns dignità che sono in pericolo, no la democrazia, che è sempre superflua, senza presidenzialsmo e senza Eunomia.

  6. Sinceramente in Gran Bretagna che vinca uno o l’altro, il liberalismo non esce mai sconfitto. Quindi: congratuliamoci con i britannici ma guardiamo in casa nostra cercando, giustamente, di farci un po’ di pubblicità con le fortune altrui.

  7. E’ stato fatto , ho provveduto ad inviare agli amici Liberali di Inghilterra e Galles (i due partiti sono federati insieme ai Liberali Scozzesi ) una mail di congratulazioni a nome del Partito Liberale Italiano dei suoi dirigenti e del consiglio nazionale. Lo può fare chiunque basta connettersi al loro sito inetrnet dove è presente un blog. Visitatelo è molto ben fatto cosi come è ben fatto il sito del Partito Liberale Tedesco. Claudio Gentile Consigliere Nazionale del PLI

  8. Io sono rimasto molto soddisfatto dell’esito delle amministrative inglesi. E’ un bel passo avanti.

    I telegiornali italiani l’hanno dipinta più come la sconfitta di Gordon Brown. Tuttavia, nella patria del liberalismo, questa analisi può risultare troppo semplicistica.

    Se abbiamo fortuna, presto David Lloyd George smetterà di essere “l’ultimo” liberale al servizio del popolo inglese.

    Spero che la direzione nazionale del PLI si sia attivata subito nel congratularsi con il partito liberale inglese.

  9. Concordo con Rolando, anche perché i giornali non stanno facendo altro che parlare della perdita del Partito Labourista “che è addirittura sceso sotto i Liberali”… Ci vorrebbe qualche volenteroso giornalista che proponesse le cose anche sotto un’altra luce

  10. Anch’io sono felice del risultato ottenuto in Inghilterra. I Liberal-democratici sono ora il secondo partito dopo i Conservatori e hanno superato i Laburisti; peccato che in Italia una situazione così sarebbe assai difficile, con questo bipartitismo forzato.

    Alessandro

  11. il partito liberale inglese deve essere un modello per noi
    cerchiamo di pubblicizzare maggiormente verso l’esterno
    questa vittoria

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