PARTITO LIBERALE ITALIANO

CONSIGLIO NAZIONALE – Fiuggi 08-09-10 OTTOBRE 2010

MOZIONE POLITICA

Il Consiglio Nazionale del Partito Liberale Italiano (PLI), riunito in Fiuggi nei giorni 8, 9 e 10 ottobre 2010, al termine dei suoi lavori

APPROVA la relazione e la replica del Segretario Nazionale on. le Stefano de Luca;

ESPRIME soddisfazione per avere fornito, attraverso la significativa partecipazione dell’on. Silvano Moffa, del sen. Francesco Rutelli e dell’on. Rocco Buttiglione, l’occasione per la verifica di significative convergenze tra le forze politiche (FLI, API, UdC) che oggi, pur partendo da differenti approcci culturali e secondo peculiari percorsi,  sembrano ormai pronte, anche insieme al PLI, ad offrire alla Nazione un nuovo polo politico che si proponga come principale obiettivo quello di ricostruire il tessuto rappresentativo della nostra Democrazia, dopo un quindicennio di  occasioni perdute per la rivoluzione liberale, necessaria in Italia, oggi più che mai, per risollevare il Paese dalla crisi morale ed economica in cui è precipitato;

MANIFESTA la disponibilità dei liberali italiani, organizzati nel PLI, di concorrere alla formazione di una piattaforma politica di salvezza nazionale, allo scopo di rafforzare la presenza delle tematiche liberali nell’agenda politica del Paese;

DELEGA al Segretario Nazionale ogni conseguente urgente determinazione.

f.to: Enzo Palumbo, Carla Martino, Maurizio Irti.

10 Commenti

  1. Mi pare doveroso segnalare che nella sezione DOCUMENTI sono pubblicati i seguenti documenti presentati al Consiglio nazionale: la relazione di Stefano De Luca: “La Rivoluzione Liberale: 1995-2010, un quindicennio perduto”, l’articolo di Carlo Scognamiglio Pasini: “Liberismo e liberalismo nella polemica fra Croce ed Einaudi”, il programma proposto da Carla Martino: “Essere liberale oggi” e le mozioni di Mario Rampichini “Rinascimento liberale in Italia “ e “Rinascimento liberale in Europa”.

  2. l’unica opzione praticabile tra le tre è quella dell’Api di Rutelli all’interno della quale esiste già una componente laica e liberale che si rifà al grande Valerio Zanone

  3. Anch’io ero presente a Fiuggi ed ho approvato con entusiasmo quesa mozione. Colgo l’occasione per comunicare che il nuovo segretario politico provinciale modenese è Pietro Stefani, residente a Frassinoro (MO), e che sabato 20 novembre alle ore 14 a Bologna (in un locale che sarà scelto da Salvatore Di Maggio) organizzo l’assemblea regionale del PLI emiliano romagnolo.
    Marco Marucco, consigliere nazionale e segretario politico regionale emiliano romagnolo.

  4. vorrei manifestare il mio apprezzamento a quanto fatto dal Segretario ed in particolare quello che si è concluso a Fiuggi.

  5. DIMISSIONI DA DIRIGENTE PLI

    Gent.le Segretario,

    la Sua comunicazione di chiusura immediata ma senza alcuna spiegazione della segreteria regionale GLI ha lasciato me ed i ragazzi spiazzati, ma rappresenta solo l’ultimo atto di una serie di comportamenti finalizzati all’immobilismo del partito, quantomeno a livello territoriale.
    Dal giorno del mio ingresso , ho, seppur con enormi difficoltà ed insieme a tre collaboratori, lavorato per la sua crescita (non semplicemente numerica, ma contenutistica) con la consapevolezza che la sigla PLI fosse sconosciuta ai più e osteggiata ai pochi che ne ricordavano l’esistenza.
    Tuttavia, in pochi mesi abbiamo creato un gruppo di giovani che non partecipavano per una speranza professionale, nè tanto meno per amicizia personale, ma perchè hanno visto in noi un futuro politico con basi ideali solide.
    Tutti sapevamo che lavorare per il PLI significasse volontariato e sacrificio, ma questo non ci ha distolto dagli obiettivi prefissati, raccogliendo fondi autonomamente (ricordo che il primo aperitivo liberale è stato organizzato da noi, invitando tutti gli amici del partito che puntualmente hanno disertato, ma su questo punto ne tratterò più avanti).
    L’unica richiesta che Le abbiamo rivolto era un luogo di ritrovo in quanto essendo giovani non potevamo sostenere le spese di locazione per aprire una segreteria.
    Gentilmente ed immediatamente ci ha concesso un immobile totalmente abbandonato che noi, previa comunicazione, abbiamo sistemato e reso utile e accessibile a tutti.
    Comunque, la segreteria è stata fin dall’inizio la sede di riunioni settimanali che però non hanno mai visto la partecipazione di altri che non fossero i ragazzi entrati nel partito con me.
    La motivazione concerneva l’orario (21,30) troppo tardo per la loro presenza.
    Su questo vorrei fare un inciso: noi ragazzi dobbiamo crearci con difficoltà un futuro alquanto insicuro, per cui non possiamo permetterci di rinunciare alle nostre attività professionali. Tuttavia, e questo sarebbe dovuto essere motivo di orgoglio e non di critica (ma tant’è), pur stanchi non si sono mai disertate le riunioni e gli impegni presi.
    La chiusura della segreteria con tali modalità rappresenta, perciò, un’inspiegabile bocciatura politica.
    La Gli siciliana è stata l’unica a convocare un congresso, è stata l’unica a creare un minimo di struttura locale e provinciale, insomma è stata l’unica a creare un certo movimento che l’ha portato alla ribalta sulla scena politica giovanile (la presenza di molti gruppi giovanili al congresso regionale GLI ne è la prova) grazie anche all’attività svolta.
    Pur lavorando sul territorio, non ho mai tralasciato l’impegno nazionale. Infatti, ho partecipato a quasi tutti i consigli nazionali, provando a dare il mio contributo sia al dibattito che alla crescita del partito.
    In particolare ho collaborato alla stesura del DDL sulla prostituzione, ho scritto il DDL costituzionale sull’abolizione delle province, ho votato con entusiasmo alla raccolta di firme per l’abrogazione della legge elettorale, proposte tutte approvate al consiglio nazionale tenutosi a Roma il 21 e 22 maggio.
    Che fine hanno fatto?
    Le devo dire con molta franchezza (sentimento che mi ha sempre contraddistinto, soprattutto nei Suoi riguardi) che ogni consiglio nazionale è stato la sede di esclusivi vomiti verbali su cosa sia il liberalismo, sui valori che esso porta con sé e sulle magnifiche idee che i liberali del ’60 o del ’70 hanno portato avanti.
    Ad ogni riunione (che dura uno o due giorni) quasi tutto il tempo è preso dagli interventi dei componenti della direzione, che per carità sono sempre interessanti, ma che ritengo poco abbiano a che vedere con un consiglio nazionale che almeno sulla carta dovrebbe essere il luogo attivo e propulsivo del partito.
    In verità, devo darLe atto che è stata aperta una bellissima sede nazionale a Roma, vicino al Parlamento che per molti è motivo di orgoglio. Tuttavia Le chiedo: ma se nel territorio i dirigenti non hanno bandiere da sventolare, se non hanno neanche una sede dove incontrarsi, che senso ha inneggiare per una segreteria nazionale? Tutti i liberali dovrebbero incontrarsi a Roma?
    Io mi rendo conto che non si può tralasciare la politica nazionale perchè da soli siamo persi.
    Tuttavia, anche su questo mi permetto di dirLe che non si può sempre bluffare e che oltre ai bei discorsi teorici, occorrono anche i fatti.
    Se si chiude un accordo con un partito, non basta la firma dei segretari nazionali, ma anche un rapporto al livello locale. Se pure nelle zone in cui qualcosa si muove, le ali vengono tappate, beh allora non vedo quale utilità il partito possa riceverne.
    Oggi, perciò devo prendere atto che Lei, in qualità di segretario nazionale ha scelto di continuare la strada che percorreva il vecchio PLI: discussioni e strategie, con l’unica differenza che questo non è il vecchio PLI e che non ha i suoi voti.
    Io pur provenendo da una famiglia che ha una storia liberale, credo che occorra una strategia nuova, un nuovo modo di fare politica, scendendo in piazza. La politica deve andare incontro alla gente e non il contrario.
    Vista quindi la sopravvenuta e a questo punto insanabile divergenza su obiettivi e progetti, rassegno le mie irrevocabili dimissioni da consigliere nazionale PLI e da segretario regionale GLI.

  6. Approvo la linea del terzo polo liberal democratico di stampo europeo, è quello che ci vuole all’Italia ed è compito anche del PLI contribuire. Bene un accordo federativo con FLI, Api e Udc (io aggiungerei se possibile il PRI). E’ un’occasione da non mancare.

  7. Caro Segretario, il mio dispiacere è quello di non aver partecipato come Consigliere nazionale al Convegno di Fiuggi e di non aver potuto votare il documento e mozione politica.
    Lo voto adesso! Giancarlo Colombo

  8. Salve,
    ho apprezzato molto il discorso di Carla Martino, e insieme a me ho visto che anche altri astanti erano interessati. Vorrei gentilmente averne una copia da far leggere agli amici di Bologna. Magari sarebbe una buona idea metterlo su questo sito.

    Saluti.

  9. SOLO DUE COSE:

    1) ESPRIMO GRANDE SODDISFAZIONE NEL LEGGERE LA TANTO ATTESA ( PER ME ) MOZIONE POLITICA . INOLTRE VOGLIO PUBBLICAMENTE RINGRAZIARE STEFANO DE LUCA PER TUTTO QUELLO CHE HA FATTO SINO AD OGGI E CHE ANCORA FARA’ A NOME DI NOI LIBERALI

    2) SONO MOLTO RAMMARICATO PER NON ESSERE POTUTO VENIRE.

  10. FLI, API, UdC uniti con il PLI per la rivoluzione liberale?
    sinceramente qualche barlume liberal nelle prime due formazioni potrei anche intravederlo, in particolare nel movimento di Fini, ma per quanto riguarda l’Udc con Casini Buttiglione Cesa & Co confermo il mio più sincero scetticismo. “Liberale” orami è un termine abusato e usato da esponenti politici e da partiti che nulla hanno a che fare con il medesimo e l’UDC è uno di questi!

Comments are closed.