Messina 26.09.2010

Il VIDEO DI FINI

di Enzo Palumbo

Ho seguito con interesse il video con la dichiarazione di Gianfranco Fini sulla tormentata vicenda dell’appartamento di Montecarlo, e mi è sembrato che si sia trattato del discorso onesto di un uomo per bene, che si dimostra tale anche quando ammette di avere commesso qualche ingenuità e, ancora di più, quando accetta la prospettiva di pagare il prezzo altissimo delle dimissioni ove mai si acclarasse che sia stata carpita la sua buona fede, e ciò pur in mancanza di una sua qualsiasi responsabilità che vada al di là della ammessa ingenuità.

Ciò che proprio non capirei è se, dopo avere detto ciò che ha detto di Berlusconi e dei suoi metodi, che mettono addirittura a rischio la tenuta democratica del Paese, Fini proponesse al suo gruppo parlamentare di votare la fiducia al Governo, giustificandola con la volontà di rispettare un presunto patto cogli elettori (che, se mai, altri ha rotto) per l’attuazione di un programma (che quasi nessuno ha mai letto e che viene interpretato a fisarmonica da Berlusconi, di volta in volta piegandolo alle sue personali esigenze).
Se il Presidente del Consiglio è l’uomo che Fini ha descritto in tutti questi mesi ed anche ieri (ed io credo che lo sia), l’ultima cosa che è possibile fare è quella di rinnovargli una fiducia che non merita.
Credo che sia ormai giunto il momento di trarre le naturali conseguenze di tutto ciò che è successo negli ultimi tempi, senza lanciare al Presidente del Consiglio una ciambella di salvataggio che lo farebbe sopravvivere ancora per qualche settimana o per qualche mese, e tuttavia con grave rischio per la vita democratica del Paese, e comunque con ulteriore degrado del dibattito politico..
A parte ciò, esiste poi una fondamentale ragione perché FLI decida a staccare la spina a questo governo, sempre che la Lega non decida di farlo lei stessa per prima, guadagnandosi ancora una volta il ruolo di king maker nel panorama politico italiano.
Per avere una chance di uscire dalla crisi morale e politica nella quale siamo immersi sino al collo, occorre cambiare subito la legge elettorale, e questo obiettivo, che deve essere considerato prioritario rispetto ad ogni altro, non è perseguibile con l’attuale assetto di governo, giacché Berlusconi non acconsentirà mai a cambiare una legge che gli dà la ragionevole prospettiva di vincere le elezioni (almeno alla Camera) avendo la Lega come esclusivo ed interessato alleato.
E quindi, al di là di tutte le ragioni (morali e politiche) che spingono per la crisi di governo, c’è una ragione ulteriore, di natura istituzionale, che, come ho più volte detto e scritto, va considerata come la madre di tutte le battaglie: cambiare il porcellum, con chiunque sia disposto a farlo e prima che sia troppo tardi!

7 Commenti

  1. Come sempre le analisi che fa l’ottimo Sen. Palumbo, ci consento di avere una finestra aperta sullo scenario politico attuale.
    Questa volta leggo, o meglio interpreto, quanto dice il Senatore, come una ipotesi di buon auspicio, cioè che Fini sia coerente alle sue parole e da esse faccia discendere coerentemente i fatti.
    Ma credo, ed in questo dissento dal Presidente Palumbo, che il pragmatismo politico e la guerra in atto fatta di tante piccole battaglie, smentiranno le sue parole. Fini e FLI voteranno compatti la fiducia.
    Purtroppo per improcastinabili impegni di lavoro, non potrò partecipare alla tre giorni di Fiuggi, ma se avessi partecipato sarei intervenuto facendo questa analisi.
    Credo e spero che la nostra Dirigenza, sia attiva per trovare dei canali di dialogo con FLI, API ed altre forze politiche per cercare di creare quel centro liberale, laico e riformista che auspichiamo.
    Va dato atto della lungimiranza del nostro Segretario On. de Luca, che per primo vide lo sfaldamento del bipartismo prima e del bipolarismo poi, così come i fatti politici di oggi certificano.
    Ma è pur vero che Fini comunque di fatto ha fatto fallire il bipartitismo, ma certo non si professa contro il bipolarismo. Quindi ben venga ogni dialogo, il più paritario possibile, con FLI ma certamente non su questa strada.
    In Sicilia invece, con tutti i distinguo possibili e con tutte le dovute cautele, sta avvenendo per mano del Presidente Lombardo, proprio quello auspicato da noi, cioè la fine sia del bipartitismo, sia del bipolarismo, ma anche lo spacchettamento dei partiti nati nella c.d. II repubblica.
    Pertanto, non si ritiene opportuno, e questa mia domanda è principalmente rivolta al Segretario On. de Luca, avviare anche i Sicilia dei canali di diaologo, parimenti a quelli “romani”, con le stesse forze politiche nazionali tramite i propri rappresentanti locali e con il Movimento del Presidente Lombardo?
    Concludo augurando a tutti i partecipanti alla tre giorni di Fiuggi, un proficuo lavoro, foriero di nuovi scenari che ci vedano nuovamente protagonisti sullo scacchiere politico.
    STELLA Giuseppe, Segreteria Regionale PLI Sicilia

  2. Al di la di tutti i tatticismi ed i tempi di attuazione e svolgimento della crisi, credo che ormai lo scenario ormai da noi preconizzato da anni sia in fase di realizzazione.
    Credo che bisogni guardare con interesse, e tempestività, ai tentativi di creazione di un “terzo polo” centrista, moderato, liberale e riformista. Quantomeno per superare questa fase di emergenza politica nazionale e riscrivere la legge elettorale.

  3. Caro Palumbo,
    credo che ci voglia un po’ di pazienza. La colpa della caduta del governo deve ricadere tutta sul “parrucchino” del Cav. e sulla sua assurda pretesa di rendere retroattiva la legge sul processo breve.

  4. Caro Enzo, ti chiedo scusa per il mio commento precedente, che può sembrare poco riguardoso ma è solo frettoloso e riguarda solo il punto meno importante (anche se era il primo) del tuo intervento, interessante e acuto, come al solito. Peraltro non posso dirmi d’accordo su tutto il resto, ma ora non ho il tempo e lo spazio per discuterlo in dettaglio. Spero di poterlo fare, se ce ne sarà l’opportunità, alla prossima riunione del Consiglio nazionale.

  5. Il problema è tutto politico.
    Chi fa cadere il governo?
    dalla risposta partirà l’eventuale messaggio di inizio campagna elettorale della Berlusconi Spa:
    “Traditore”
    Ecco che a questo punto il presunto Traditore accende la sfida tutta politica, qui si può invertire la rotta:
    “Ti metto alla prova”
    Detto questo secondo me la strada è tracciata, la 3° Via c’è, imbocchiamola e lavoriamo.
    All’appello manca solo il partito del Sud.

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