E’SCOMPARSO UN CATTOLICO LIBERALE

Con Francesco Cossiga se ne va l’ultimo dei padri della Repubblica. Un uomo spesso non capito o che, comunque, ha suscitato grandi incomprensioni per il suo carattere schietto di sassarese ferrigno non pentito.  Per coerenza si dimise da Ministro dell’Interno dopo il caso Moro.

Ci piace ricordarlo come un autentico cattolico liberale, uno dei pochissimi. Quasi isolato e attaccato dallo scalfarismo dilagante, che ne propose persino l’impeachment. Egli comprese lucidamente quello che stava accadendo tra il ’92 ed il ’94 e si trovò al fianco quasi soltanto i liberali. Nella Seconda Repubblica ha sempre svolto un ruolo di coscienza critica, sgradita alla destra come alla sinistra.

Un vero anticonformista, giustamente odiato dagli atei devoti del vetero-comunismo, che scrivevano il suo nome con la “K”.

Presidente della Repubblica da noi rispettato e Presidente emerito nella cui voce abbiamo riposto molte speranze, Oggi piangiamo la perdita di un punto di riferimento e di un amico.

Stefano de Luca

2 Commenti

  1. Francesco Cossiga è stato sicuramente un grande Personaggio della storia politica italiana, sia della prima che della c.d. seconda repubblica.
    Devo confessare tuttavia di non risucire a dare un giudizio “logico” su questo grande Presidente perchè, a mio parere, la sua personalità in tante occasioni mi è sembrata condizionata da aspetti “umorali”; anni fa una persona che ho molto stimato e che ho conosciuto nel PLI della fine anni 80, l’eccellente prof. Pandolfo, noto medico biochimico fi fama nazionale, mi disse che – a suo parere – Cossiga soffriva di alcuni disturbi legati ai suoi valori “sanguigni” (non ricordo bene ma esplicitò scientificamente proprio una patologia) che in determinate occasioni gli procuravano “sbalzi d’umore”. L’analisi aveva una sua attendibilità ed, in qualche modo, giustificava alcune “singolarità” del personaggio. Il Professore, che comunque stimava Cossiga, mi raccontò altresì di un’ipotetico tentativo, durante il collasso della Prima Repubblica, dello stesso Cossiga di promuovere un’area liberale allargata che avrebbe visto tra i fondatori molti nostri parlamentari di prima fascia del periodo.
    Sono stato sempre curioso di approfondire questa storia ma non ne ho avuto modo, anche se in una occasione fortunata ho potuto conoscere personalmente il presidente Cossiga, già senatore a vita, durante una riunione ristretta alla quale fui invitato, a Villa Igiea.
    Ricordo che in quella occasione Cossiga parlò a lungo di tante cose anche molto delicate e particolari, legate al periodo di Moro ecc., lasciandomi, confesso, stupefatto……
    In effetti di quei racconti ricordo pochissimo, quasi niente, in quanto sono stati fiumi di parole spesso incomprensibili, comunque oggettivamente “affascinanti”; ricodro anche che ad un certo punto gli chiesi qualcosa – non ricordo bene in particolare – ed il Presidente volle parlarmi direttamante anche con una certa curiosità magari perchè sono siciliano e su tante storie “pesanti” della prima repubblica (e forse anche della infausta seconda) la Sicilia ha avuto “storicamente” un peso rilevante.
    Di questi ricordi mi è comunque rimasta l’impressione che su tante cose facesse un pò di confusione o tentasse, sostanzialmente, di ipotizzare logiche anche diverse cercando, magari surrettiziamente, di sentire il pensiero di altri per verificare le sue sensazioni/analisi.
    A mio parere, il nostro illustrissimo Vice Segretario Nazionale, Paolo Guzzanti, su Cossiga ha le idee molto chiare, mi riservo alla prima occasione di approfondire con Lui – perchè e sempre molto piacevole chiaccherare con un uomo molto intelligente – alcune mie impressioni, magari per mettere assieme pezzi diversi ed elementi che possono dare un quadro più completo di questo Eccellente che ha caratterizzato, a modo suo ma sempre, ritengo, con onesta intellettuale, la storia politica degli ultimi 50 anni.
    Chiudo con una riflessione: mi sembrerebbe molto strano, per quello che ne ho capito del personaggio, che non ci sia qualche “post mortem” lasciato ai posteri, se quello che penso di Cossiga almeno in parte risponde al vero, sono convinto che esiste qualche manoscritto che varrà fuori dal “cilindro” non so quando e come…….
    sarebbe coerente ed in linea con il nostro “picconatore” sempre lucido anche, paradossalmente, durante le sue ipotetiche grisi “glicemiche”………
    Salvatore Buccheri

  2. Se esiste per il singolo cittadino la possibilità del tutto intima e personale di non riconoscere la elezione di un Presidente della Repubblica ebbene il sottoscritta l ha esercitata per due presidenti (la minuscola non è casuale ma voluta ) che sono succeduti al Presidente Francesco Cossiga . Prima delle elezione di Napolitano , il mio personale calendario istituzionale era fermo all ormai fu Cossiga Francesco .
    Democristiano certo , ma di quelli da rimpiangere , uno dei pochi capaci di esercitare l istituto delle dimissioni , pur non avendo da rimproverarsi granchè nella lotta al terrorismo e all ‘ eversione. Caustico , diretto , affabile , ironico , fu definito il picconatore quando più che picconare voleva tener salde le istituzioni repubblicane prima del dilagare delle toghe inquirenti. E’ stato vicino al mondo liberale con rispetto e ammirazione pur restando un riferimento per il mondo cattolico democratico. Rispetto e ammirazione che ho sempre ricambiato mettendo accanto alla sua foto quella di Napolitano nella saletta delle riunioni del Partito Liberale di Prato .Aggiungendo e non sostituendo . In quella stanza le foto di Scalfaro e Ciampi non hanno mai trovato posto . Aioooh Presidente. Claudio Gentile Segretario PROVINCIALE DI PRATO E CONSIGLIERE Nazionale del PLI.

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