I LIBERALI DI FRONTE ALLA QUESTIONE MORALE

Mi sono astenuto per un periodo di tempo abbastanza prolungato dall’intervenire sulle vicende della politica italiana. E’ dipeso dal senso di disagio che mi ha provocato un dibattito privo di contenuti, ma soltanto basato sugli scandali. Non avrei avuto altro da dire se non quello che avverte ogni italiano normale: un profondo senso di disagio e di disgusto. Siamo stati educati alla politica visionaria dei valori ideali,  culturali, spirituali e morali, quindi ci troviamo a disagio di fronte a quella dei valori economici. Lasciamo che in tutto questo letame ci marci Di Pietro, col suo movimento dei valori bollati e delle procure militanti. A metà di questa estate caldissima, non mi rimane che fare una considerazione di carattere sociologico, che peraltro ho ripreso più volte: la logica di un partito padronale, fondato sul principio della cooptazione in base all’unico criterio della obbedienza cieca ed assoluta, non soltanto per eseguire i voleri del capo, ma soprattutto per assecondarne gli interessi, comporta certo la scelta di una classe dirigente al di sotto della mediocrità, ma anche in prevalenza costituita da soggetti personalmente poco onesti, ai quali è consentito nella propria sfera di attività o nell’ ambito territoriale in cui operano, ampia libertà di trafficare . a loro piacere

Per anni tutto questo non è emerso perché la magistratura ed i media avevano interesse a colpire il bersaglio grosso costituito dal capo, sperando di riuscire ad abbatterlo, mentre di fatto lo hanno rafforzato, consentendogli di vestire i panni del perseguitato. Il cambio di strategia significa soltanto che, a questo punto, è stato preferito un lavoro ai fianchi per indebolirlo, analogamente a quanto è avvenuto prima con i pettegolezzi di natura sessuale.

Era inevitabile che, innescato lo scontro sul terreno dei dossier, da parte della stampa berlusconiana cominciasse la ricerca di quelli che riguardano gli avversari e che il primo bersaglio fosse inevitabilmente il traditore Fini. Poiché non apparteniamo ad alcuna tifoseria precostituita e faziosa, non possiamo non sottolineare come la vicenda “appartamento di Montecarlo”, che non ha nulla di rilevante sotto il profilo penale, appare grave sotto quello morale. Quindi, se un uomo generalmente accorto come lui, è stato indotto ad un atto così imprudente, vuol dire che si tratta proprio di un caso di circonvenzione di incapace da parte di una famiglia di professionisti dell’affarismo e non rimane che compiangerlo pensando a chi si trova accanto.

La pur grave leggerezza del Presidente della Camera tuttavia non ha niente di paragonabile con le malversazioni, le ruberie, le concussioni e tutto quanto è riferibile ai compari politici della cricca, i vari Scaiola, Verdini, Cosentino, Caliendo, e tutti gli altri.

L’amara conclusione è che, in questa palude italiana, gli unici a fare politica sono il barbarico Bossi ed il non meno primitivo Di Pietro. La costruzione di un Centro, luogo della riflessione e del superamento del pernicioso bipolarismo all’italiana, diventa sempre più complessa. Gli attori principali di questa difficile, ma necessaria rottura, devono convincersi della necessità di un contributo liberale, che rappresenti la cifra valoriale della coalizione. Pensare di limitarsi a raccogliere i delusi dell’esperienza fallimentare del Partito Democratico o i ribelli del PDL, sarebbe un errore tragico, che renderebbe l’iniziativa priva di ogni reale prospettiva di successo. La fine di ogni forma di cesarismo, così come la sua edificazione, dipendono dal potere del capo; la corruzione dilagante ne sono spesso elemento determinante, ma è necessaria una alternativa credibile.  Molto dipende da noi liberali. Dobbiamo convincere i compagni di strada che, oltre al modesto apporto numerico, il nostro ruolo non può essere che quello di assicurare un forte profilo culturale e politico all’iniziativa, per renderla riconoscibile rispetto al bipolarismo pragmatico in virtù  dei  contenuti identitari e della capacità progettuale di proporre un nuovo modello sociale e politico.

Ci attende, se ne avremo le forze e la voglia, un autunno difficile e di grande impegno. La raccolta delle firme per il referendum abrogativo del porcellum, deve essere l’occasione per lanciare sul territorio altri messaggi qualificanti di “rivoluzione  liberale”  e per preparare le nostre liste per le amministrative. Definiremo la strategia nel Consiglio Nazionale seminariale, aperto a tutti, che terremo a Fiuggi l’8-9 e 10 Ottobre e per il quale vi invito a prenotare o direttamente all’albergo o tramite la segreteria del Partito.

Non mi rimane che augurare a tutti un buon finale di vacanze per preparare una ripresa in grande stile.

Stefano de Luca

14 Commenti

  1. Renzo Riva ha ragione.
    A Dio ciò che è di Dio, e a Cesare ciò che è di Cesare.
    Perchè il Papa non fà un accordo con lo Stato Italiano per accollarsi la spesa di metà dei migranti?
    Solo così potremmo accoglere tutti come pretende la Chiesa.
    Ma il Vaticano, non si accolla il costo dei migranti!
    Il resto sono solo chiacchere.
    Poi c’è Fini a perorare la causa dei migranti, anche non regolari, per ingraziarsi il consenso della Chiesa sui temi bioetici.
    Ma uno Stato laico deve poter decidere in politica ed in economia liberamente, e non sotto tutela clericale.
    Allarme liberale, si vogliono usare i temi etici, per rendere così meno laico lo Stato; infatti cosa ce ne facciamo ad esempio del testamento biologico, quando come contro partita saremmo costretti ad accettare per ipotesi, altri 5 miglioni di immigrati da mantenere?
    Alla faccia della laicità dello Stato, alla faccia anche dei temi etici!!
    L’accoglienza, è cosa buona entro certi limiti che includano la sicurezza sociale, ma non può diventare un obbligo.
    Il testamento biologico, la pillola abortiva, l’eutanasia, sono solo una trappola politica dal sapore finiano per farci acettare la contro partiti dei migranti sulle nostre spalle, a scapito di gravi distorsioni economiche per l’Italia.
    Saluti.

  2. Adesso anche il Papa ci mette del suo per non essere da meno.
    Per la loro condizione di povertà i cosiddetti “migranti”, nel linguaggio “politically correct” e che per la maggior parte significa “clandestini”, sembra debba essere loro riconosciuto uno status particolare.
    No! No e poi no!
    Se poi ci si mettono anche “teste di… mamma” con i diritti di voto allora siamo fritti.
    Riporto qualcosa scritto tempo fa.
    Lettera pubblicata su “Il Gazzettino” di Giovedì 24 agosto 2006 sul fascicolo di Udine nella sezione LETTERE pag. XIII (PN 14).
    .
    Pagare le tasse
    non porta
    al diritto di voto
    .
    Il dovere di pagare le tasse in un Paese, non crea automati­camente un corrispondente pa­ri diritto al voto, che invece è contraddistinto dalla regola biunivoca dall’appartenenza ad uno Stato per diritto di cittadi­nanza.
    Vale a dire, si appartie­ne ad uno Stato perché si è tito­lari di diritto di cittadinanza e si ha diritto di cittadinanza perché si appartiene ad uno Stato.
    Le tasse pagate, ad un sistema statale, permettono di usufruire dei servizi che lo Sta­to assicura nei modi previsti, quali diritti: individuali (istru­zione, sanità, protezioni sociali, ecc.); collettivi (trasporti, stra­de, ecc.); ma non il diritto di voto.
    Il diritto di voto è legato alla titolarità di cittadinanza che è automaticamente ricono­sciuta ai figli nati da cittadini appartenenti ad uno Stato.
    Oppure può essere acquisita per concessione, attraverso una valutazione che lo Stato ospitante si riserva di dare, e non per una sorta d’automati­smo. A riprova valga la consi­derazione che ad un cittadino che non paga le tasse, non è tolto il diritto di cittadinanza e/o di voto.
    L’esercizio del dirit­to di voto può essere impedito temporaneamente, solo da una sentenza della magistratura, ovviamente quale sanzione per aver violato le leggi dello Stato che contempli anche la sospen­sione di tale diritto.
    Ciò non po­ne la collettività al riparo d’in­cresciosi episodi come quello del signor Adel Smith che è cit­tadino italiano; si presume per­ché figlio d’italiani e non per concessione. Questo, non per­ché egli sia impegnato nella battaglia della laicità e acon-fessionalità dello Stato, bensì per l’uso strumentale della stessa, per propugnare l’inte­gralismo e il fanatismo religio­so.
    Ciò, nell’Italia nata dal ri­sorgimento, non ha più diritto di cittadinanza.
    Pertanto la po­sizione espressa dal Vice Presi­dente del Consiglio dei Ministri* mi lascia alquanto perplesso.
    Renzo Riva
    Buja
    .
    *Fini

  3. Rolando Renzi ha perfettamente ragione, quì non si tratta di garantismo, colpevolismo od innocentismo, non si tratta di giustizia penale, ma di quella civile.
    Si tratta di una legge ad ” aziendam” fatta per aggirare una penale fiscale prevista in base ad una sentenza.
    E no, questa è troppo grossa!
    Detto questo, a me non piace Fini, ne tanto meno il Giornale di Feltri.
    Il fisco va rispettato, le sue regole possono anzi devano essere cambiate, ma non ad aziendam, bensì in un’ottica generale ed equa.
    La Mondadori è un’azienda come le altre, e quindi, come le altre soggetta al fisco ed alle sue regole.
    Su questo i liberali dovrebbero fare una grossa battaglia, su questi casi, che riguardano la giustizia civile, anzichè quella penale, a volte troppo sfruttata politicamente.
    l processIo breve ad esempio, è molto più dannoso applicato alla giustizia civile che a quella penale, quante diatribe e qanti crediti non troverebbero sentenza appropriata?
    Quanti evasori fiscali la farebbero franca?
    Con molti evasori fiscali, come potremmo abassare le tasse?
    Saluti.

  4. Ha ragione Rampichini quando dice mai con Fini.
    Fini non è liberale, ne lo sarà mai; casomai, al di là delle apparenze, che sono vistose, è più rigido di Berlusconi.
    Fini, farà a parer mio quasi sicuramente una federazione politica con Di Pietro, dal momento che sulla giustizia la pensano allo stesso modo, altro che terzo polo; esso non esiste, il PD si aggregherebbe, per battere Berlusconi, costituendo la componente di sinistra del centrosinistra stesso, che a questo punto, centrosinistra comprenderebbe anche Fini il giustizialista; a questo punto, Casini sarebbe costretto ad entrare in maggioranza, in un governo di responsabilità nazionale che eviterebbe le elezioni anticipate.
    Resterebbe il problema di Bossi, che però sui problemi etici, è vicino a Casini, ed allora, la governabilità si giocherà sui problemi etici, testamento biologico, eutanasia, pillola abortiva, revisione della legge 194, cellule staminali.
    Nel dibattito sulla revisione della legge 194, che sicuramente avrà luogo, il PLI potrebbe inserire anche la legalizzazione della prostituzione, vista come, tra le altre cose, oltre che un problema sanitario e di ordine pubblico, anche come contracezione preventiva, anzi, uno dei vari modi laici di fare contracezione, alternativo all’aborto procurato.
    Questo approccio potrebbe molto interessare i cattolici, che così non si metterebbero di traverso.
    Ma per fare questo ci vuole che il governo regga, ed al contempo si rinnovi, non certo che cada come vorrebbe il capo dell’opposizione e Presidente della Camera Fini.
    Saluti.

  5. Senza voler difendere Fini (che non amo)mi chiedo dove erano i moralizzatori del Giornale quando B varava l’ennesima legge ad personam (o meglio ad aziendam) che permetterà alla figlia Marina (leggi Mondadori)di risparmiare 165 milioni di euro con il fisco.
    Un conflitto d’interessi grande come una casa. Tutto il contrario di ciò che dovrebbe essere un stato liberale. Dove la distinzione dei poteri, la libera concorrenza e la libera stampa sono dei caposaldi.
    AAA CERCASI LIBERALE ANCORA CAPACE D’INDIGNARSI.

  6. Sicché Gianfranco Fini ha commesso una “grave leggerezza” essendo vittima “di un caso di circonvenzione di incapace” (parole di Stefano de Luca). Bisogna aggiungere che, ostinandosi a negare l’evidenza e tentando di soffocare un’inchiesta giornalistica, con l’inopinato supporto, in questo tentativo, del Presidente della Repubblica, può far supporre che sotto a un caso meschino ma di scarsa rilevanza, che dovrebbe interessare solo i danneggiati – il suo stesso partito e, forse, il fisco – si nasconda chissà quale terrificante segreto. Bisogna aggiungere che questo geniale statista ha avuto bisogno di 15 anni di stretta collaborazione, culminata nella fusione per incorporazione del proprio partito in quello del socio, per accorgersi che costui non è più liberale (ma lo è mai stato?). Perciò non ci tengo proprio ad averlo come alleato, figuriamoci come guida di un eventuale fantomatico terzo polo. Prima di stringere alleanze antiestetiche e pericolose, è necessario che il PLI riesca finalmente a caratterizzarsi e a diventare credibile e autorevole in proprio, altrimenti è destinato a scomparire del tutto.

  7. Più che di questione cattolica, secondo me bisognerebbe parlare di questione Cristiana; ci sono molti cristiani che non sono cattolici, di cui quasi nessuno parla.
    Ma torniamo per il momento a quel uomo straordinario che era Cossiga, cattolico e liberale al tempo stesso, se da una parte picconava, dall’altra puntellava le istituzioni, perchè non crolassero.
    Laico in politica, ma credente e umile cattolico, tanto umile da rifiutare i funerali di Stato; un uomo eccezionale, dmessos da ministro dell’interno dopo la tragica vicenda Moro, del quale, si riteneva in una certa misura responsabile.
    Un vero Capo dello Stato.
    Ha servito la Patria, con onore.
    Sulla questione Cristiana, dal Crocfisso, alle questioni della bioetica, sono argomenti che il mondo liberale deve affrontare con tolleranza, in particolare l’esposizione del Crocifisso, quale simbolo della cristianità.
    Un rispetto che integra il rispetto della patria e del Tricolore.
    Ma sono i temi etici, o meglio bioetici la tematica più importante nel dibattito corrente.
    Pillola abortva, eutanasia, cellule staminali embrionali.
    Le cellule staminali embrionali, secondo me, dovrebbero venire utilizzate solo in casi lmite e per gravi motivi medici, dovuti alla cura di gravi malattie.
    Una utilizzazione diversa, la ritengo immorale, oltre che contro natura.
    Sulla pillola abortiva, e sull’eutanasia,
    argomenti etici per eccellenza, ho alcune osservazioni da fare.
    Per i cattolici, questi sono due gravi crimini contro la vita soggetti a vincolo di fede.
    Ma che senso ha rifiutare la pillola abortiva, comprensiva di ricovero ospedaliero, quando si ammette l’aborto chirurgico procurato?
    L’aborto non terapeutico, è o no un crimine da un punto di vista di fede, non legale, dove è invece consentito?
    Se lo è, lo è sia che si tratti di aborto chimico o chrurgico.
    Allora, la legge 194 va drasticamente rivista.
    Ma ci vuole una forte contro partita, e la Chiesa non può continuare su qesto nelle sue posizioni conservatrici, bisogna che si renda conto che è necessaria la contraccezione preventiva, nonchè la legalizzazione della prostituzione anche in
    funzione contracettiva, oltre che in funzione sanitaria, di lotta alle malattie veneree, nonchè lotta alla prostituzione clandestina, minorile e alla pedofilia; si tratta anche di un problema di ordine pubblico e di sicurezza del cittadino oltre che d lotta allo sfruttamento della prostituzione; cosa da tener sicuramente presente.
    Su questi temi i liberali devano confrontarsi con i cattolici e con i cristiani tutti.
    Il diritto alla vita passa, per l’importante tema del rifiuto dell’utanasia, cosa primaria e non rinunciabile per un credente, in quanto il diritto alla vita, è qualcosa di trascendentale, quindi di non trattable politicamente.
    Ma vi sono molti punti trattabili con il mondo cattolico, forma ed organizzazione dello Stato, difesa del Tricolore, liberalizzazioni e privatizzazoni, legalizzazione della prostituzione, contraccezione preventiva, lotta alla crminalità, impegno per la sicurezza stradale, lotta alla pedofilia, nonchè alla corruzione ed all’usura.
    Questo voleva intendere ” l’emerito Cossiga” con il suo essere cattolico, ma anche laico e liberale.
    Insomma un esempio per tutti noi liberali.
    Guardiamo alle cose che ci uniscono, dove è possile trovare un accrd politico, non a quelle che ci dividono, questo l’insegnamento di Cossiga, cattolico e liberale, che il PLI ricorderà, e che oggi,
    viste le tematiche in campo, sopratutto la legalizzazione della prostituzione, riveste un significato particolare.
    Saluti.

  8. Esiste anche una questione cattolica.

    http://www.facebook.com/manalato

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/08/15/news/tettamanzi_grave_e_devestante_l_egoismo_di_chi_governa-6302483/?ref=HREC1-2

    Tettamanzi: “Grave e devastante l’egoismo di chi governa” – Milano – Repubblica.it
    milano.repubblica.it
    Omelia Pontificale dell’Assunta in Duomo: “Imprigionati e rovinati dal nostro io” L’egoismo e l’individualismo sono “gravi” e “devastanti” quando vengono da chi dovrebbe “dare un contributo decisivo alla costruzione del bene comune”. L’invito a guardare agli…

    Ore 19:15
    Renzo Riva ‎.
    Il cardinale Tettamanzi,
    Vada a dirlo ai cattolici organici alle curie che hanno infestato con i loro uomini ogni dove politico; negli ultimi 26 anni unitamente ai comunisti.
    14 minuti fa

    Renzo Riva

  9. Carissimo Segretario ,
    non posso negare che attendevo una tua esternazione riguardo alla ribellione finiana ( fin dall’inizio ho ritenuto un grande errore la liquidazione di AN ) ed ai fatti poi correlati di basso profilo politico che corredano sia la vicenda “Montecarlo” che quella degli “yes man berluscones traffichini”.

    Ritengo il Bipolarismo un fallimento , il Convegno di fine Luglio organizzato nella Sala delle Colonne alla Camera dei Deputati ne è una chiara presa d’atto . Il Convegno che terremo ad Ottobre su nostra iniziativa lo dovrà riaffermare e su quel terreno matureremo i contatti con chi vuole credere nella nostra Etica politica . Un affettuoso saluto .

  10. La questione morale è molto importante, ma non deve riguardare solo una parte politica,e penso al caso dell’appartamento di Fini, alle varie inchieste sulla spazzatura a Napoli, e via dicendo.
    Non deve trattarsi di una questione politico – morale, ma essenzialmente di una questione ” morale”, da qualsiasi parte provenga.
    Solo così, potremo affrontare la questione morale; chi sbaglia deve pagare, che si chiami, Berlusconi, Fini, o Vendola, ma questo però senza processi mediatici, e tenendo conto dellla presunzione di innocenza, e non della dimostrazione di innocenza, come vorrebbe Di Pietro.
    E’ una questione sostanziale di primaria importanza; dettto questo i vari lodi sulla giustizia non servano più, e lasciamo pure che la giustizia indaghi.
    Ci sarebbe bisogno invece, di una legge sulla presunzione di innocenza, e già che ci siamo una legge anti usura molto più rigida.
    Per le inchieste a sfondo politico, vengono spesi tanti soldi, ma per quelle riguardanti l’usura?
    Anche di questo il governo dovrebbe rispondere.
    Anche questa è questione morale, mandare sull’astrico aziende e famiglie, non è certo cosa leggittima!
    Se affrontiamo in questo senso la questione morale sono concorde al cento per cento.
    Saluti.

  11. finalmente si parla di QUESTIONE MORALE anche nel PLI.
    Fino a poco tempo fa chi sollevava le questioni giudiziare di B come un anomalia ed un bubbone da estirpare veniva tacciato -anche dai liberali- di “giustizialismo”.
    In realtà la salute pubblica è stato sempre un tema assolutamente liberale, sin dai tempi della destra storica.
    Lasciare questa bandiera in mano ad altri è stato un gravissimo errore di sottovalutazione e di assuefazione al vocabolario governativo.
    Ora -pare- dopo che per quindici anni sono stati compagni di merende con B anche i finiani sollevano la “questione morale” scavalcando in questo i timidi liberali (ma anche i democratici ed i radicali) che hanno lasciato fare al caimano tutto ed il contrario di tutto.
    Speriamo che il risveglio non sia troppo tardivo.

  12. Caro Segretario De Luca,
    ho letto con viva attenzione le sue parole che sottoscrivo punto per punto. “La rivoluzione liberale” di cui Lei parla è non solo suggestiva, ma anche necessaria al fine di modernizzare le istituzioni della nostra Repubblica. Resta per contro la necessità di dar vita ad un terzo polo, moderato ma intransigente nel declinare politiche di riforme; per questo più che ammucchiate contro qualcuno (Berlusconi), è necessario adoperarsi per un terzo polo che veda protagonisti repubblicani, liberali, cattolici democratici, e quanti non accettano una lotta politica spuria e strumentale, ove a contendersi la guida del Paese sia coalizioni disomogenee, figlie di una lotta intestina tra Neo Guelfi e Neo Ghibellini. Serve un forte richiamo alla Costituzione, alla Repubblica e al ruolo del Capo dello Stato. L’Italia non rischia di andare incontro ad una dittatura, ma ad un declino di “sistema” inarrestabile. Lo spartiacque e il cuneo di lavoro per i repubblicani e i liberali parte da qui.

  13. Carissimo Segretario,
    come sempre il tuo intevento è chiaro e sostenuto da solide convinzioni ideali, culturali ed “etiche”, ovviamente in chiave “liberale”.
    Tuttavia questa volta, a mio avviso, non possiamo permetterci di mettere sullo stesso piano lo sfascio provocato da troppo tempo dal “berlusconismo” con i comprensibili distinguo nei confronti di realtà politiche consistenti e radicate – come il partito di Di Pietro – che comunque interpretano il rigetto per la situazione gravissima che vive il Paese.
    Secondo me, al punto in cui siamo, dobbiamo cercare tutte le sinergie utili a superare il “berlusconismo” anche per precostituire le condizioni di una “rinascita” politica, sociale e civile. E’ emblematico che SB e i suoi colonnelli pongano direttamente o indirettamente mediante i loro media, una questione morale su Fini connessa al c.d. “caso Montecarlo”; posta da loro, una questione oggettivamente di scarsissimo rilievo, un banale “infortunio” relazionale privo di elementi di rilevanza penale,ha del paradossale. E’ ovvio che è la situazione ha carattere palesemnete strumentale, bisognerebbe chiedersi magari come fanno alcuni media ad avere informazioni così dettaglaite e costruire “dossier” …….., da dove e come vengono le notizie?
    Ma tornando alla politica, non credo che il nostro Partito, in questa fase, possa mantenere un posizione “terzista”, l’obiettivo è partecipare a superare l’anti politica del PDL facendo il massimo sforzo possibile, anche alleanze di periodo con partiti poco omogenei per valori, nello spirito e con l’obiettivo comune di tornare, con una legge elettorale decente, alla normalità.
    Per fortuna l’Italia ha un Presidente dello spessore di Napolitano e viviamo in un contesto europeo che dovrebbe matterci al riparo da situazioni limite, da america latina anni 70.
    Salvatore Buccheri

  14. caro Segretario, caro Stefano non c’è da cambiare una virgola a quello che hai scritto: è un otto setembre per la seconda repubblica?
    Giancarlo Colombo

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