Lettera del Segretario nazionale del Pli Stefano de Luca al Presidente Napolitano: il ministro Brancher si è arreso e si farà processare, ma il vulnus c'è stato e dobbiamo alla fermezza del Quirinale se i danni sono stati ridotti. Grazie Presidente, i liberali italiani sono con te!

RedazioneComunicati

Caro Presidente Napolitano, se mi permette, nostro grande Presidente, garante  della Costituzione , del Parlamento, della separazione dei poteri,degli  strumenti della Democrazia Liberale,grazie per il suo puntuale e coraggioso  intervento sulla squallida questione Brancher.

Con la nostra debolissima voce ci rivolgiamo a Lei e ci attendiamo, come già in passato, atti inequivocabili che
impongano il galateo istituzionale e le regole, anziché il loro costante  aggiramento, nonché il ritorno al rispetto della più elementare sintassi e grammatica democratica, che di recente sembrano sparite, sapendo che Lei, venendo da lontano, conosce bene e gode del consenso popolare per imporne il rispetto.
Oggi, con Guzzanti , ma con tutti i liberali italiani, le abbiamo dato la nostra solidarietà e confermato la fiducia che l’alto Ministero da Lei rappresentato sia l’unico residuale baluardo della Democrazia in Italia, che
ogni giorno è fatta oggetto di inaudite violenze per trsfigurarla.
Dalle leggi elettorali, che di fatto sottraggono la sovranità reale al popolo, comprimendo le garanzie costituzionali, fino al limite della elusione, per non parlare delle norme di legge, che anziché generali ed astratte, come dovrebbero essere, sono ad personam o tutt’al più ad castam. Dopo la vergognosa pratica di “nominare” in Parlamento fedeli, portaborse, veline, body gard, nani, ballerine per ottenerne il mansueto acritico sostegno,in cambio di prebende e status insperati, ora, gazie alla ultima legge, sicuramente  incostituzionale, del cosiddetto legittimo impedimento per il Presidente del Consiglio ed i Ministri, si è arrivati alla irriverenza istituzionale ed alla  spudorataggine di nominare un ministro al Dicastero del niente, perchè non si  sa ancora neanche quali competenze dovessero essergli assegnate e se servono a  qualcosa, oltre a creare attriti e conflitti di competenza con altri Ministri, per l’eclusivo, palese, svergognato scopo di sottrarlo alla Giustizia. Mai, Signor Presidente nella storia della nostra democrazia e neppure durante la
dittatura, era avvento qualcosa di così vergognoso e pericolosamente arrogante. Mai un fatto del genere o lontanamente rassomigliante si è verificato in nessuna altra Democrazia Occidentale, alla cui civiltà ci sentiamo legati ed ai cui modelli si rifacciamo giornalmente.
Presidente, non leggo quasi mai un Giornale – partito con Repubblica, lo trovo fastidiosamente schierato in modo aprioristico. Né considero un’attenuante che potrei definire in modo identico, anche se di segno contrario, Il Giornale.
Oggi la gravità del volgare espediente Brancher per aggirare il processo ed il giudizio del proprio giudice naturale, mi ha indotto a leggere con attenzione la nota satirica di Sebastiano Messina e condividerla. Quel che più conta è che sottoscriverei dalla prima all’ultima parola quanto ha scritto Giuseppe D’Avanzo, che ho sempre considerato eccessivamente fazioso e di cui non avevo condiviso quasi mai nulla in vita mia. Se un inguaribile liberale, garantista come me e come Lei ben mi conosce, è costretto ad assumere simili posizioni,
vuol dire che la nostra libertà è in pericolo e la può preservare soltanto una figura di assoluto prestigio istituzionale, come Il Nostro Presidente dell Repubblica. I liberali sono con Lei.
Grazie per l’attenzione.
Stefano de Luca