Caro Presidente Napolitano, se mi permette, nostro grande Presidente, garante  della Costituzione , del Parlamento, della separazione dei poteri,degli  strumenti della Democrazia Liberale,grazie per il suo puntuale e coraggioso  intervento sulla squallida questione Brancher.

Con la nostra debolissima voce ci rivolgiamo a Lei e ci attendiamo, come già in passato, atti inequivocabili che
impongano il galateo istituzionale e le regole, anziché il loro costante  aggiramento, nonché il ritorno al rispetto della più elementare sintassi e grammatica democratica, che di recente sembrano sparite, sapendo che Lei, venendo da lontano, conosce bene e gode del consenso popolare per imporne il rispetto.
Oggi, con Guzzanti , ma con tutti i liberali italiani, le abbiamo dato la nostra solidarietà e confermato la fiducia che l’alto Ministero da Lei rappresentato sia l’unico residuale baluardo della Democrazia in Italia, che
ogni giorno è fatta oggetto di inaudite violenze per trsfigurarla.
Dalle leggi elettorali, che di fatto sottraggono la sovranità reale al popolo, comprimendo le garanzie costituzionali, fino al limite della elusione, per non parlare delle norme di legge, che anziché generali ed astratte, come dovrebbero essere, sono ad personam o tutt’al più ad castam. Dopo la vergognosa pratica di “nominare” in Parlamento fedeli, portaborse, veline, body gard, nani, ballerine per ottenerne il mansueto acritico sostegno,in cambio di prebende e status insperati, ora, gazie alla ultima legge, sicuramente  incostituzionale, del cosiddetto legittimo impedimento per il Presidente del Consiglio ed i Ministri, si è arrivati alla irriverenza istituzionale ed alla  spudorataggine di nominare un ministro al Dicastero del niente, perchè non si  sa ancora neanche quali competenze dovessero essergli assegnate e se servono a  qualcosa, oltre a creare attriti e conflitti di competenza con altri Ministri, per l’eclusivo, palese, svergognato scopo di sottrarlo alla Giustizia. Mai, Signor Presidente nella storia della nostra democrazia e neppure durante la
dittatura, era avvento qualcosa di così vergognoso e pericolosamente arrogante. Mai un fatto del genere o lontanamente rassomigliante si è verificato in nessuna altra Democrazia Occidentale, alla cui civiltà ci sentiamo legati ed ai cui modelli si rifacciamo giornalmente.
Presidente, non leggo quasi mai un Giornale – partito con Repubblica, lo trovo fastidiosamente schierato in modo aprioristico. Né considero un’attenuante che potrei definire in modo identico, anche se di segno contrario, Il Giornale.
Oggi la gravità del volgare espediente Brancher per aggirare il processo ed il giudizio del proprio giudice naturale, mi ha indotto a leggere con attenzione la nota satirica di Sebastiano Messina e condividerla. Quel che più conta è che sottoscriverei dalla prima all’ultima parola quanto ha scritto Giuseppe D’Avanzo, che ho sempre considerato eccessivamente fazioso e di cui non avevo condiviso quasi mai nulla in vita mia. Se un inguaribile liberale, garantista come me e come Lei ben mi conosce, è costretto ad assumere simili posizioni,
vuol dire che la nostra libertà è in pericolo e la può preservare soltanto una figura di assoluto prestigio istituzionale, come Il Nostro Presidente dell Repubblica. I liberali sono con Lei.
Grazie per l’attenzione.
Stefano de Luca

9 Commenti

  1. Aspettiamo l’approvazione della manovra economica per metterci in moto.
    Questa manovra ha alcuni emendamenti che vanno in senso liberale, sopratutto nei confronti delle imprese, e della fiscalità di vantaggio per il sud; ma non basta, le province non verranno abolite, ed i piccoli comuni sotto i 1000 abitanti non verranno accorpati,resteranno anche le comunità montane e quelle collinari; peggio di così!
    Speriamo solo che le excort paghino le tasse, questa sarebbe una cosa estremamente civile, se fatta con misura.
    La legge sulle intercettazioni ormai non serve più, basterebbe ampliare la normativa esistente sulle norme emanate dal garante della privacy, per questo varrebbe la pena di impegnarci a fondo.
    Allora ci sono tanti aspetti della politica che lasiano spazio di manovra al PLI, cominciamo a prepararci.
    Saluti.

  2. Paolo è possibile conoscere quando ci saranno incontri nel PLI romano? mi avevi detto del 30 giungo ma non potevo. C’è uno spazio riservato in questo sito dove si possono conoscere le date delle riunioni?

    Gianluca

  3. Siamo stati i primi a denunciare come una forma di vilipendio delle Istituzioni, la nomina di un ministro senza una delega definita ed al di fuori di ogni intesa di carattere politico, ma solo per consentirgli di sottrarsi ad un processo, nel quale è accusato di gravi reati.
    Hanno finto di non accorgesi della nostra denuncia, di cui nessun organo di stampa ha dato notizia. Tuttavia, grazie anche, direi soprattutto, al fermo intervento del Capo dello Stato, si è registrata la rinuncia al legittimo impedimento. Subito dopo, a causa dell’insostenibilità della situazione, sono arrivate le dimissioni del Ministro fantasma.
    Anche questo gesto, sicuramente imposto dal presidente del Consiglio, per alleggerire l’accerchiamento che rischia di travolgere il suo Gabinetto, è stato compiuto in modo così anomalo da confermare la totale carenza di cultura istituzionle della attuale classe dirigente.
    Quando mmai si è sentito che un membro del Governo annunci le sue dimissioni in un Tribunale, prima ancora di averle formalizzate nella sede istituzionalmente propria. Una vicenda squallida, finita, come era incominciata, nello squallore.
    I tifosi del bipolarismo ad ogni costo, diranno che il nostro è un eccesso di formalismo. Si bagliano, è soltanto cultura e rispetto istituzionale.
    Mi rendo conto che la nostra battaglia appare ogni giorno più difficile, ma non riesco ad immaginare una possibilità di futuro per il sistama attuale. Questo postula la necessità assoluta per il PLI di andare avanti. Prima ancora che per la validità delle nostre posizioni di politica economica e per per le insistite prese di posizione sulla urgenza di una drastica riduzione della spesa pubblica, i liberali sono indispensabili per imporre una svolta morale, senza la quale è inevitabile la catastrofe.

  4. “fermezza” di Napolitano?
    Siamo messi bene…..
    Se veramente fosse “fermo” userebbe di più le sue prerogative costituzionali come rinviare le leggi alle camere o mandare messaggi alle stesse.
    Ma soprattutto farebbe pesare di più la sua influenza.
    Altri Presidenti non avrebbero fatto la figuraccia che ha fatto Napolitano permettendo a Brancher di giurare.

  5. Concordo sull’idea della candidatura di un liberale “vero” alla Presidenza della Repubblica. Escludendo Enrico De Nicola che fu Presidente provvisorio, l’unica esperienza di un liberale al colle, Luigi Einaudi, fu forse la migliore di tutta la nostra storia repubblicana.
    Concordo anche sul nome del Presidente Scognamiglio che possiede tutta l’autorevolezza, la storia necessaria e l’apprezzamento internazionale per assumere tale incarico.

  6. Salve a tutti, mi rendo conto che è ancora prematuro, ma vorrei proporre e naturalmente il partito se ne dovrebbe fare carico se lo ritiene opportuno e con i limiti di visibilità politica che esso ha, la candidatura alla Presidenza della Repubblica nel 2013 di uno dei due esponenti politici di matrice liberale: L’On. Antonio Martino oppure Raffaele Costa.

    GUZZ – PUO’ essere una buona idea. Io personalmente proporrei Carlo Scognamiglio Pasini, già presidente del Senato della Repubblica e presidente del PLI. Ma il dibattito è aperto.

  7. Care amiche ed amici,
    vorrei esprimere il mio personale cordoglio per la scomparsa, oggi a Milano, di Egidio Sterpa storico esponente liberale.
    Anche se ormai da molti anni non condividevo più il suo schierarsi convintamente all’interno di Forza Italia mi resta comunque il ricordo dei suoi articoli sul “Giornale” di Montanelli che contribuirono non poco alla mia formazione liberale.

  8. Caro Alberto,
    condivido in pieno quanto hai scritto.
    Mi permetto solo di aggiungere una nota sarcastica.
    Credo che la vicenda Brancher sia parte del più ampio piano della riforma carceraria del Governo ed del suo ineffabile guardasigilli Alfano.
    Infatti, per sopperire alla mancanza di posti nelle carceri, si sta tentando di smistare alcuni soggetti in altri siti.
    Insomma da oggi c’è un alternativa: a Regina Coeli o a Palazzo Chigi. Almeno risparmieremo sulla costruzione di nuove carceri. Questo si chiama “attenzione al bilancio”.
    Saluti.

  9. Un quotidiano equilibrato come il Corriere, non politicamente schierato nella battaglia per delegittimare questo governo, non poteva che scegliere parole prudenti come quelle richiamate, in un precedente intervento, dal segretario de Luca:
    “Anche i meno sospettosi, anche chi è più disponibile a rilasciare un credito all’ attuale governo e chi ha appena ritenuto positive le ultime scelte, specialmente in economia, è costretto a immaginare che in tanta segretezza frettolosa molto abbia pesato il nome del nuovo ministro, Aldo Brancher, che potrebbe avvalersi, come tutti i ministri, delle nuove norme sul «legittimo impedimento» per procrastinare le vicende giudiziarie che lo riguardano. È un sospetto ingiusto, ma la singolarità della nomina di Brancher autorizza qualsiasi malevolenza. (…) Diano un significato politico a una decisione che sembra solo molto personalizzata. E di tutto abbiamo bisogno, tranne che di un governo ad personam.”.
    E’ così che si presentava “l’ enigma ” Brancher nell’editoriale a firma di Battista del 22 giugno. Tocca alla politica, invece, alzare i toni nel merito della questione, denunciando la fallacità di questa scelta e la gravità delle conseguenze. E questo è arrivato con tempismo e metodo dalle pagine del sito del PLI a firma del segretario nazionale a nome di tutti i liberali italiani. Perchè in questi tempi così delicati e dove l’attributo liberale non era mai stato così inflazionato, diventa fondamentale to do good e non solo to be good. Occasione colta pienamente. Non c’è stato, tuttavia, bisogno di attendere molto per vedere sciolto l’enigma. Si è risolto accreditando le opinioni dei più “malevoli” , che fin da subito vi avevano visto una sovrapposizione fra ruoli pubblici ed esigenze private. Sì, il vulnus ormai c’è stato. Ed al legittimo impedimento, da oggi irrevocabilmente, si affianca il dubbio legittimo se il governo ponga davvero come prioritaria la gestione della cosa pubblica o piuttosto gli interessi personali o particolari di alcune categorie a discapito dei cittadini. Perchè va ricordato che sono a breve scadenza alcune importantissime cariche pubbliche, come quella della presidenza della Consob, ed il timore che il giro del rinnovo di queste nomine possa essere fatto con lo stesso metodo scriteriato è fondato. Lo testimonia che la ben più urgente nomina al dicastero dello Sviluppo economico continua ad essere procrastinata sine die, quando, invece, le circostanze la reclamano a gran voce. Fra le quali, non ultima, la necessità di istituire l’Agenzia nucleare, localizzare i siti dove ospitare le centrali e quelli dove depositare le scorie. Dato che questo governo ha optato per il rilancio del nucleare e siamo già passati da una stima dei costi di 20 mld di euro a 30, all’atto della firma degli accordi presi da Berlusconi nell’incontro con il suo omologo francese, per la costruzione di quattro centrali, senza entrare nel merito dell’opportunità di questa scelta, il rischio che in assenza delle adeguate autorità e dei responsabili è che si abbia il nucleare più caro d’Europa, dopo aver il primato sui costi di ampliamento della rete autostradale! Al presidente Napolitano, invece, non si può rimproverare nulla. Non si può che porre i più sentiti ringraziamenti: come sottolineato da numerosi costituzionalisti, non ha il potere di condizionare in maniera determinante la composizione del governo, nè tanto meno fare il processo alle intenzioni. Non appena le intenzioni sono state palesi, la presa di distanza da un uso strumentale del legittimo impedimento è stata immmediata ed il messaggio politico lanciato al premier è stato inequivocabile.

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