Solidarietà al presidente Napolitano che per il caso Brancher è stato messo nel sacco dai furbi manigoldi. Noi l'avevamo detto, il segretario del PLI aveva avvertito, ma purtroppo su di noi è ancora in vigore l'oscuramento.

RedazioneComunicati

Caro Presidente Napolitano

A nome del segretario del PLI Stefano de Luca, mio personale e di tutto il Partito liberale Le esprimo la più sincera e convinta solidarietà per il caso Brancher, l’uomo che la giustizia vuole processare ma che i suoi furbi compari hanno pensato di mettere al riparo nel convento della imbarazzante legge sul “legittimo impedimento” che somiglia al rifugio che nella Milano spagnolesca e mafiosa del Manzoni veniva offerto ai manigoldi per sfuggire ai giudici. Purtroppo è il caso di dire che “noi l’avevamo detto”, visto che su questo sito ufficiale dell’antico e glorioso Partito liberale, un partito rappresentato anche in Parlamento, il Segretario Nazionale aveva pochi giorni fa messo in guardia su quel che stava accadendo di vergognoso a sua insaputa e a spese dell’Istituzione che ella rappresenta.

La nomina di Brancher a ministro s segretario di Stato della Repubblica è avvenuta infatti, gentile Presidente, sotto la Sua personale responsabilità e noi ci sentiamo di dire che lei è stato artatamente tratto in inganno e che l’istituzione ha subito un vulnus di cui lei come persona è innocente, mentre coloro che l’hanno indotta a far giurare Brancher al Quirinale sono vergognosamente colpevoli.

Noi liberali speriamo che Ella, signor Presidente, possa oggi valutare quel che è accaduto con animo sereno e severo, sapendo anche di poter sempre contare sul sostegno più convinto e solidale dei liberali italiani, e che Lei signor presidente induca coloro che l’hanno ingannata a fare non uno ma cento passi indietro e che Brancher restituisca immediatamente il suo pretestuoso mandato e si renda disponibile per essere processato.

On Paolo Guzzanti, vice segretario del PLI