Il sistema elettorale introdotto nel 2005 è noto come “porcellum” in ragione della definizione che ne diede il suo stesso proponente, l’allora ministro per le riforme istituzionali sen. Roberto Calderoli, testualmente: “una porcata1“.

Ma in che cosa consiste esattamente la “porcata”?

La porcata consiste nel recidere con precisione chirurgica i canali che connettono i cittadini elettori con i loro rappresentanti nel Parlamento nazionale, trasformando così la democrazia parlamentare rappresentativa in un sistema oligarchico, strettamente controllato e persino dominato da una cerchia molto ristretta di persone.

Perché un sistema costituzionale possa definirsi democratico e rappresentativo non basta infatti che vi sia qualche forma di consultazione del corpo elettorale, ma occorre anche che vi siano presenti tre requisiti essenziali che costituiscono i veri cardini del sistema della democrazia rappresentativa, e che nella lingua inglese si chiamano: constituency (che significa grosso modo “collegio elettorale”); trust (che significa grosso modo ” rappresentanza fiduciaria”); e accountability ( che indica il dovere morale di rispondere della responsabilità conferita al fiduciario dalla scelta dei suoi elettori).

Si tratta di tre elementi essenziali per il funzionamento della democrazia rappresentativa fondata sui liberi Parlamenti:  la loro soppressione può persino segnare il confine fra democrazia e dittatura.

Infatti i regimi dittatoriali del Novecento – comunisti  e fascisti  – non si realizzarono sopprimendo completamente le assemblee parlamentari, ma semplicemente imponendo un sistema “elettorale” basato su una unica lista di rappresentanti eleggibili scelti dagli organi del partito dominante, che perciò – anche se formalmente “eletti” – erano però privi di rappresentanza ( constituency, trust, accountability) nei confronti degli elettori, e dunque rispondevano politicamente soltanto a coloro dai quali erano stati selezionati.

La “porcata” differisce dalla tragiche esperienze del secolo scorso perché ammette una pluralità di liste concorrenti fra loro, ciascuna delle quali viene accreditata di un numero di parlamentari proporzionale al numero dei voti raccolti. Questo fa sì che il corpo elettorale possa effettivamente determinare la composizione numerica della “maggioranza” e dell'”opposizione”; ma non certo scegliere singolarmente e individualmente i propri rappresentanti. La sovranità popolare  viene in questo modo preservata come formalità, ma ciò avviene a spese della rappresentatività del parlamento eletto.

Quali effetti determina la porcata

Il sistema elettorale “porcata” recide alla base la natura fiduciaria del mandato elettorale perché affida ai partiti la scelta di coloro che potranno essere eletti. Per quanto la nostra costituzione stabilisca che ciascun membro del Parlamento eserciti le proprie funzioni senza vincolo di mandato (art.67) è del tutto ovvio che se l’eletto tradisse le attese dei suoi elettori dovrebbe come minimo attendersi il mancato rinnovo della propria elezione. Il sistema “porcata” stravolge l’equilibrio su cui si fondano le democrazie liberali, perché in luogo di porre al centro dell’organizzazione dello Stato la sovranità popolare che si esercita attraverso i rappresentanti eletti nel Parlamento, da cui dipende l’esecutivo per il voto di fiducia, l’attività legislativa e i poteri di controllo, pone a cardine del sistema organi non costituzionali, ovvero le segreterie dei partiti politici. Ciò non configura una vera democrazia, ma un sistema misto di democrazia plebiscitaria e di oligarchia, che qualcuno definisce democratura o demogarchia.

Venendo a mancare il rapporto diretto fra i collegi elettorali in cui si articola il territorio della nazione e i rappresentanti eletti in Parlamento si determina inoltre una spinta disgregativa dell’unità nazionale perché gli elettori tendono a riconoscersi sempre di più nei propri rappresentanti locali eletti direttamente (il sindaco, il presidente della regione) e sempre di meno nei rappresentanti nazionali  che non derivano la loro legittimazione dai collegi, ma sono scelti dai partiti.

A chi fa comodo la porcata

Il sistema “porcata” conviene innanzitutto alle nomenclature dei partiti politici, perché consente loro di dominare il Parlamento recidendo il legame dei singoli eletti con il corpo elettorale. I  secondo luogo conviene a chi ha interesse a disgregare l’unità nazionale: infatti il Parlamento eletto dai collegi rappresenta l’organo federale per eccellenza dell’unità nazionale basata sulla libertà e sul consenso.

L’effetto simmetrico di questa azione disgregativa potrebbe condurre alla ricerca di una contro spinta centralistica ovvero a una forma di governo plebiscitaria, il cui requisito democratico, però, risulterebbe fortemente indebolito  da un Parlamento non veramente rapppresentativo.

1 Intervista di Roberto Calderoli a “Matrix”, 15 marzo 2006.

14 Commenti

  1. se veramente fosse possibile abrogare la “calderoli” e tornare al mattarellum.. beh sarebbe la prima vittoria liberale dal 1993 ad oggi. Una reconquista, più che altro. Qualche considerazione: parlare di soglie di sbarramento, proporzionale, è fuorviante, a mio parere. L’obiettivo deve essere il ritorno dei collegi uninominale consentendone il pieno funzionamento, secondo la regola del “first past the post”, il candidato che arriva primo vince e gli altri “tornano a casa”. Insomma, niente “pastrocchi” tipo il sistema in vigore per l’elezione dei consigli comunali. Poi, se si intende introdurre un turno di ballottaggio come in Francia è un altro discorso, ma obiettivo chiaro: uninominale e maggioritario. Secondo aspetto: quali altre forze politiche lo potrebbero sostenere? Fini? Il PD? non basta raccogliere le firme (il che già di per se non è facile) ma bisogna avere la forze per portare la battaglia fino in fondo. E su questo, ultima considerazione: può dai banchetti nascere un nuovo soggetto politico? più in generale, la battaglia istituzionale può diventare anche battaglia politica? A mio parere si, anzi DEVE diventarlo. E a questo punto volgiamo lo sguardo agli eventi dentro il Pdl di questi giorni.. A qualcuno questa iniziativa potrebbe interessare per forgiare un nuovo movimento…

  2. Con grande piacere è stato costituito il circolo cittadino Benedetto Croce a Castrovvilari, importante centro calabrese.Presidente è stato eletto Pietro Ingrassia.Nel contempo è avvenuta la nomina di commissario cittadino protempore nella persona, di Francesco Degan Didieco.Le idee e i propositi liberali si radicano fortemente,un altra bandiera sventola,con grande orgoglio.

  3. Caro Paolo di certo il ritorno al passato mi sembra un ottima cosa. Non ho più avuto notizie sulle PRIMARIE PER LEGGE, perchè è stata abbandonata l’idea?

    Gianluca

  4. SENZA UNA FORTE PRESSIONE POPOLARE LA CASTA NON ABROGHERA’ MAI LA LEGGE CALDEROLI (DETTO PORCELLUM, IN EFFETTI PER ME SAREBBE MEGLIO USARE L’ITALIANO SENZA DIMINUTIVI). REFERENDUM !!!!! ABROGHIAMO UNA LEGGE ANTIDEMOCRATICA CHE METTE IL POTERE DI SCELTA NELLE MANI DI POCHI E RIDIAMO UNA RAPPRESENTANZA DIGNITOSA ANCHE ALLE MINORANZE (CHE IL PIU’ DELLE VOLTE SONO IL SALE E L’INTELLIGENZA DI UN POPOLO – esclusa la leganord evidentemente) .

  5. Mi permetto ancora una volta di dare il mio contributo proponendo alcuni spunti per una proposta di legge elettorale.

    1) si ripristinino i collegi elettorali sia alla Camera dei Deputati, che al Senato della Repubblica, come da legge precedente.
    2) Viene mantenuta la solia di accesso al 4 p.c., ma viene data possibilità di aggregazione politica a formazioni politiche affini, al fine del raggiungimento della suddetta solia del 4 p.c.
    3) Diritto di tribuna, si concede il diritto di tribuna alle forze politiche aderenti ad una coalizione elettorali, che abbiano ottenuto in almeno una delle due Camere un numero di voti validi di almeno 50.000, questo darà a dette forze politiche la possibilità di ottenere un rappresentante, quale diritto di tribuna,
    con possibilità di scelta opzionale tra Camera e Senato.
    4) Spetta ai gruppi parlamentari di Camera e senato garantire la formazione di gruppi misti parlamentari al di fuori dei due schieramenti.
    5) Le rappresentanze politiche autonomiste, Tirolesi e Val d’Ostane, vanno tutelate e mantenute invariate.
    6) Può accedere al Senato della Repubblica, con una rappresentanza da uno a due seggi, la forza politica regionale, anche non rappresentata a livello nazionale nazionale o pluri regionale, che abbia conseguito almeno il 9 p.c. dei consensi in una singola Regione.
    Il secondo seggio va ottenuto con almeno il 40 p.c. dei voti validi espressi in una singola Regione.
    Saluti.

  6. Ottimo l’intervento del Segretario, finalmente su un argomento politico si ricompatta il PLI; il referendum elettorale; non è fondamentale, anche se importante, riuscire a raccogliere le 500000 firme che sono un’enormità per il PLI, importante è compattare il partito e creare una mobilitazione che avversi questa legge elettorale, che attualmente non prevede i collegi elettorali.
    Sullo sbarramento, come da me in precedenza sottolineato, lo sbarramento serve ad evitare la frammentazione tramite i piccoli partiti, bisognerebbe invece proporre una legge che ” incentivi le aggregazioni politiche, e che consenta il diritto di tribuna,” che a parer mio è il nodo centrale.
    Per quanto riguarda le preferenze, ricordiamo quello che è successo alle Europee, con il caso Di Girolomo, è un grosso problema che non va sottovalutato.
    Ma è prioritario il ripristino dei collegi elettorali.
    Saluti.

  7. Maggioritario? Uninominale? Proporzionale?qualunque cosa è meglio dell’attuale legge elettorale che consente ai partiti di scegliere gli eletti, con mercimonio di poltrone parlamentari e con la selezione in peggio della classe dirigente. Con parlamentari che se ne strafregano degli elettori e del territorio, tanto per essere ricandidati e rieletti basta leccare il culo al segretario del partito.

  8. Sono molto lieto che intorno alla iniziartiva di concentrare tutte le modeste energie di cui disponiamo per l’abrogazione della legge elettorale “porcata” si va determinando un impegno generalizzato. E’ ovvio che la nostra cultura politica ci porta a preferire sistemi elettorali proporzionali e basati su collegi uninominali, dove i partiti candidino coloro che vengano designati nel corso di primarie, garantite da un sistema rigoroso di disciplina pubblica della democrazia interna dei partiti. Preferiamo anche sistemi di rappresentanza, che garantiscano alle forze minori il diritto di tribuna. Infine ricordo che siamo stati, sempre, sin dai tempi del refarendum abrogativo del finanziamento pubblico dei partiti, contrari a tale sistema, ovviamente peggiorato dal cosiddetto rimborso elettorale, peraltro limitato soltanto ai soggetti che abbiano superato determinate soglie, come se gli altri non avessero speso lo stesso. Ma noi siamo per la abolizione del sussidio statale per tutti e della defiscalizzazione dei contributi dei privati. Allo stesso modo siamo per la cancellazione di tutte le vergognose forme di finanziamento dei sindacati e delle loro strutture satellite. I soldi pubblici vanno spesi per altre attività.
    Tuttavia voglio ricordare, per rimanere sempre con i piedi per terra, che noi liberali in certe materie, come quella elettorale la pensiamo quasi tutti allo stesso modo, ma siamo assoluta minoranza nel Paese. Dobbiamo quindi fare quanto in nostro potere per raggiungere il risultato possibile, non illudiamoci di poter ottenere il meglio, Accontentiamoci, intanto, di riuscire a creare un clima generalizzato di ostilità nei confronti della legge elettorale vigente, in modo da arrivare alla sua abrogazione attraverso il referendum, o ad una discussione seria per una sua urgente modifica. Dopo, ma soltanto dopo, potremo esercitare tutta la influenza di cui disporremo per una nuova legge che sia la più liberale possibile, ma non dimenticando mai che il nostro peso non può che essere legato, oltre che al generoso impegno, anche, anzi soprattutto, alla nostra consistenza numerica.

  9. Il ritorno a un sistema elettorale che reimposti il vincolo di fiducia tra elettore ed eletto è oltremodo necessario, magari accompagnato a qualche modifica rispetto al sistema elettorale “pre-porcellum”.

    Sullo sbarramento, nonostante io concordi con le parole di Francesco, l’unica mia titubanza riguarda il pericolo di “frammentazione” del tessuto politico/partitico italiano.

    In un Paese come l’Italia, dove l’interesse ha sovrastato l’ideologia (o meglio l’idea politica), il rischio di una proliferazione di partiti è enorme in caso di assenza di sbarramento.

    Già con l’attuale sistema elettorale non ci si fa particolari problemi a creare nuovi partiti, laddove basta un semplice disaccordo interno per creare un nuovo gruppo, sia esso liberale, socialista, comunista, nazionalista, ecc.

    A mio avviso non bisogna mai dimenticare il fattore uomo, nella costruzione di modelli e sistemi. In Italia, ad esempio, c’è molta sete di poltrone, cariche e incarichi – questo porta alla proliferazione di enti, istituti e naturalmente partiti che si sovrappongono l’un latro per idee, obiettivi e funzioni.

  10. E’ bene rammentare che la nostra proposta di referendum, sarà abbrogativa.
    Ma questo credo che non deve distoglierci da altre argomentazioni che potremmo portare a supporto della ns. proposta referendaria, come l’abbolizioni delle quote di sbarramento e dall’eliminazione della raccolta delle firme ed altre barriere che sono state erette, in nome di una surrogata GOVERNABILITA’, a deperimento di una democratica RAPPRESENTATITIVITA’.
    Già tempo fa avevo proposto, come tema di un convegno-incontro aperto ad altre forze politiche con cui stiamo dialogando, che affronti il dilemma democratico sulla convivenza del diritto alla Governabilità senza comprimere la Rapprentatività, che a mio avviso deve avere, in una nuova cornice istituzionale, prevalentamente compiti di controllo governativo.
    Mi piacerebbe che questo tema fosse inserito come ordine del giorno in discussione qui sul sito, per poi meglio argomentare, in maniera unitaria, sui banchetti al momento della raccolta delle firme per il referendum, oltre all’abolizione della “porcata” anche una nostra proposta politica alternativa, che però non stravolga l’ormai consolidato quadro istituzionale, dove chi vince le elezioni ha il diritto a governare, vedi Comuni, Province e Regioni, così da avere qualche freccia in più nella nostra faretra Liberale.

  11. Le preferenze sono come il capitalismo: “ad oggi” non c’è un sistema migliore.

    P.S.
    Forza Paolo!

  12. Concordo in pieno con Francesco. Io sono contro ogni forma di sbarramento che, peraltro, è incostituzionale perchè rende il voto di alcuni più pesante aritmeticamente di quello di altri.

  13. Pienamente concorde sulla dura battaglia che il PLI sta portando avanti contro questo “pazzo” sistema.
    Non posso però non aggiungere un mio pensiero. La battaglia dovrebbe aprirsi anche sulla questione dello sbarramento. E’ impossibile parlare di democrazia quando lo sbarramento elimina quelle forze che sono elette da una parte di popolo, che, anche se da una piccola parte, devono comunque essere riconosciute per dare realmente voce al popolo.
    Sembra che questo problema dello sbarramento (che a mio avviso è la più grande beffa anti-democratica) venga messo da molti in secondo piano, quando in realtà è il vero problema che porta questa italia ad allontanarsi dal vero concetto di democrazia, sostituendola ad un sistema oligarchico ormai presente non solo nel sistema nazionale ma anche nei sistemi locali.

  14. Io sono favorevole alle preferenze ma modificherei art. 67 con il vincolo di mandato del parlamentare eletto, metterei colleggi uninominali, toglierei finanziamento, rimborso spese ai partiti e alla stampa, introdurrei l’obbligo di trasparenza sui bilanci dei partiti e di tutte le imprese dalle ditte individuali alle s.p.a. consentirei ai partiti di raccogliere soldi per il loro sostentamento e per coprire le loro spese, con la pubblicita’ di dono e donatore, tutto alla luce del sole con la sola regola che e’ LIBERO MERCATO, all’interno di una cornice di regole che debbono valere per tutti.

    GUZZ – MOLTO bene, Stefano Chiassai, grazie: ma non dimenticare d’ora in poi di firmare per esteso. Sono pignolo, scusami.

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