In Italia alla crisi finanziaria di tutta l Europa se ne sovrappone una morale di enorme dimensione che dovrebbe indurre le persone più ragionevoli ad una comune assunzione di responsabilità.

E’ quanto si legge nella mozione politica approvata dal Consiglio Nazionale del Partito Liberale Italiano al termine di una due giorni di lavori, nel corso dei quali è stato anche approvato il nuovo Statuto del Partito. Il PLI individua nella attuale legge elettorale per la elezione del Parlamento la principale causa del degrado, che è la causa della perdita del primato da parte della politica. Pertanto promuoverà un referendum abrogativo, per restituire agli elettori la sovranità garantita dalla Costituzione.

“L’unità dell’Italia – prosegue il documento, è premessa necessaria di tutto.

Ma non si può invocarla se non si favorisce anche l’unità morale degli italiani e se non si dà al Paese una prospettiva di uscita dal tunnel della sfiducia.

E’ quindi necessario porre fine ai ladrocini di Stato con una serie di leggi anticorruzione, restituire alla burocrazia la sua terzietà costituzionale, eliminare provincie e comunità montane, azzerare le partecipazioni pubbliche improduttive, ridurre i costi della politica, azzerare le consulenze di favore, bloccare la pratica dello spoil system, chiudere con un provvedimento generale la piaga del precariato, espellere la politica dalla sanità, ridare fiato ai consumi favorendo imprese e famiglie : “Si potranno così creare le condizioni – a giudizio del PLI – anche per una drastica riduzione della pressione fiscale sulle imprese e sui lavoratori, dipendenti e autonomi, da tutti sempre promessa e da nessuno mai mantenuta.

Il Consiglio Nazionale del PLI


29 Commenti

  1. Come si possa pensare che il Partito LIBERALE Italiano sia o sia stato un partito di tipo conservatore e che abbia bisogno di diventare progressista e riformatore come se già non lo fosse è cosa che sta evidentemente ubicata nei pensieri di alcuni ma che è facilmente controvertire. I LIBERALI italiani percepiti dall elettorato del nostro paese come CONSERVATORI hanno sempre dimostrato di essere di tutt’ altra pasta. Il sostegno a leggi di carattere progressista come quelle sul divorzio e sulla ‘aborto dovrebbero essere più che sufficienti a comprendere che il Pli e i liberali conservatori non sono mai stati.
    Inoltre nel nostro stralunato paese la vera eivoluzione era , è e sarebbe il tanto vituperato ” LIBERO MERCATO ” , invece sacche non indifferenti di protezionismi , di lobby , di corporazioni , di fasciocomunismi mai dismessi , fanno si che il mercato sia un sogno lontano . Il potere della burocrazia e dei burocrati che tengono in ostaggio il cittadino con mille precetti , carteggi , fogli e timbri rappresenta in ultimo un altro notevole mostro conservatore a cui per esempio con la Legge 241 i Liberali hanno cercato di mettere un freno , non riuscendoci appieno ma dimostrando che allo status quo un Liberale non si adeguerà mai tacendo non essendo spesso usi , dato il nostro inguaribile individualismo ,nè ad obbedire nè al silenzio. Liberale è sinonimo di progresso , di civiltà ,di diritti civili , di difesa dell individuo dalle vessazioni del collettivo , atteggiamento tipico di regimi democratici e non. Quanto ai liberali inglesi , partito al quale sono iscritto , ( sede scozzese di Ayr ) , discendenti del partito Whighs (i carrettieri ) che si opponeva al potere conservatore dei Tories appaiono essere più a sinistra della collocazione parlamentare dei Liberali italiani o tedeschi o belgi o olandesi ma siedono nel Gruppo Liberale al Parlamento Europeo e votano sempre e comunque nello stasso modo dei colleghi degli altri paesi perchè chi parla Liberale si riconosce in principi identici in tutto il mondo quale che sia la collocazione all interno del paese di provenienza . Per quanto a qualcuno possa apparire impossibile Clegg e De Luca sono più simili che diversi. Che il dio dei laici ce li conservi entrambi. Claudio Gentile

  2. In merito alla questione della quota associativa, che risulta molto sentita, non si potrebbe optare ad una cifra opzionale, come per gli abbonamenti alle riviste, dove si ditingue fra ordinario, il più basso, che comunque consente pieni titoli, nello specifico la rivista, ovvero diritto di voto nelle assemblee, sostenitore e benemerito? Ogni riferimento a LIBRO APERTO è intenzionale 🙂

  3. Un mio umile intervento per significare io pure il mio plauso all’intervento dell’amico Franco Centi, oggi Responsabile Provinciale di Terni e validissimo collaboratore e amico nella N/s intrapresa politica per riportare il PLI ad una presenza degna della sua storia e del suo bagaglio politico, sociale e di valori che lo videro comprimario non solo del N/s Risorgimento ( Che oggi qualcuno vorrebbe oscurare e sminuire)ma anche della Resistenza al nazifascismo. Gli argomenti che Centi utilizza per convincere l’amico Stefano De Luca sono già stati oggetto di una mia rispettosa richiesta all’amico Enzo Palumbo che rispetto e stimo. Effettivamente anche io mi aspettavo dalla DN una riduzione dell’importo delle quote di Tesseramento data la difficile situazione economico finanziaria in cui trova difficoltà reale nel quotidiano molta parte delle famiglie italiane (Lasciamo che la Destra se la canti e se la suoni come vuole ma questa è la realtà; il resto sono balle). Io per primo affermo che con questi ‘chiari di luna’, specie nelle ‘aree depresse’ del Paese (Trasimeno compreso ad esempio) e alla luce della pessima gestione governativa della crisi; gestione condita di panzane abissali, minimizzazioni, incongruenze, contraddizioni, fino ad arrivare a questa infausta ed inaccettabile manovra che punisce si chi noi abbiamo spesso considerato privilegiato e sprecone ma senza minimamente incidere strutturalmente sulle cause pesanti del Debito Pubblico Italiano, fardello che i cittadini onesti si trascinano dietro da decenni; mentre ora i Lupi, travestiti da agnelli, ci ammanniscono inaccettabili lezioni sulla mancata lotta agli sprechi, sui privilegi di Regime (Numerosissimi ad ogni latitudine e di ogni colore), sulla ingiustizia dell’eccesso di Fisco (Dove erano questi signori mentre noi ci battevamo fin dal 1973 (Data dell’entrata in vigore del Regime IVA) definendo il fisco italico esoso ed estorsivo verso i più deboli e gli onesti? Dove erano mentre noi gridavamo dalle telecamere di RadioTeleEuropa contro le angherie della Visentini bis e dell’ignobile tentativo di creare odio e divisione fra Lavoratori Autonomi e dipendenti? Dove erano mentre noi pubblicavamo migliaia di parole sui Quotidiani del Gruppo Monti per sfidare democraticamente l’allora potente Segretario Nazionale della UIL Benvenuto, accusatore severo di Artigiani e Commercianti? E noi urlavamo: “Non possiamo dividere un padre microImprenditore da un figlio lavoratore dipendente!”. Perchè questo accadeva e questo noi condannavamo! Ed è per questo che diciamo:”Non ci scandalizziamo oggi se ci riteniamo in Diritto di sposare battaglie di “sinistra” su questioni come l’acqua pubblica o il Testamento biologico, o le coppie di fatto, o la Pari Opportunità, o alcune valide battaglie radicali che ci hanno visti sempre comprimari con i n/s cugini. E siamo coerenti nel non volere oggi mettere a rischio lo sforzo compiuto da Stefano De Luca criticandolo, mentre ci sentiamo di dirgli forte, con coerenza e con rispetto: “Acconsenti a prendere in considerazione una diminuzione consistente della quota necessaria per iscriversi; e noi Ti seguiremo nelle battaglie che ci aspettano, in questa Italia che sembra aver abbandonato ogni ritegno in nome di un paganesimo cattolico che noi rigettiamo. Io mi sono sempre piegato alla disciplina di Partito ma oggi abbiamo una montagna da scalare, e non possiamo farlo senza ramponi e vestimenta adeguati: E l’unico modo che conosco per procurarmeli è avere buoni collaboratori, che mi aiutino a raggiungere la vetta, che credano che “Chomolangma” la vetta del mondo, sia per noi, che viviamo di rispetto delle Leggi e delle Regole, degno di una breve ma indispensabile digressione a quanto già deciso”. A presto amici e alla faccia dell’astrologo: il PLI vivrà!

  4. Voglio ringraziare Alberto Lopez per la sua disponibilità ad inviare il file pdf con i quisiti referendari alla mia e-mail demiliocarlo@libero.it o tramite forum del sito.
    D’Emilio Carlo – L’Aquila

  5. Sempre con riferimento ai propositi ed alle iniziative emersi nell’ultimo CN, vorrei rinnovare la proposta alla DN che il PLI prenda una posizione ufficiale in merito ai quesiti referendari sui servizi idrici. In quanto la raccolta firme si sta svolgendo in questi giorni e termina i primi di luglio. Il referendum ci sarà, dato che la quota minima necessaria è già stata superata. Quindi, una presa di posizione si renderà comunque necessaria. Meglio sarebbe se fosse tempestiva. E’ un’occasione. Il referendum è stato promosso da movimenti e fora civici. Ed è autofinanziato. I partiti politici sono accettati – e di buon grado 🙂 s’intende- solo come aderenti. A testimoniare che l’iniziativa è partita dalla spontanea partecipazione dei cittadini, senza pregiudiziali o connotazioni di carattere strettamente politico- partitico. Se il PLI si orientasse a favore anche di uno solo dei tre quesiti, la sua adesione verrebbe pubblicata sul sito del forum promotore. L’adesione del PLI toscano ha riscontrato numerosi apprezzamenti.
    Chi fosse interessato ad avere in formato pdf i tre quesiti e la relazione introduttiva dei promotori, posso inoltrarglieli, anche tramite contatto di messaggistica privata disponibile fra i servizi del forum del sito.

    Grazie per la cortese attenzione.

    Alberto Lopez
    alias Al liberal per i contatti sul forum.

  6. Abolizione delle province, ennesima presa in giro.
    La finanziaria prevede che siano abolite le province al di sotto dei 220000 abitanti, che non confinino con stati esteri, e che non facciano parte di Regioni a statuto speciale; quindi, escluse Sicilia, Sardegna, province autonome di Trento e Bolzano, Friuli Venezia Giulia e Val d’Aosta.
    Rilevo che le province con tali caratteristiche si possono contare nelle dita delle mani, quindi la misura dovrebbe essere più incisiva; è ora di promuovere un referendum abrogativo di tutte le province, per fare questo dobbiamo collaborare con partiti ed associazioni che condividono tale progetto.
    Sarebbe stato un notevole passo avanti del governo, nei confronti delle argomentazioni liberali, quello di abolire tutte le province, ed invece niente; la lega è contraria, lo sappiamo, ma come contro partita, essa ha due Regioni, e tra breve incasserà il federalismo fiscale nella sua interezza, non è abbastanza?
    In più la Lega è in giunta regionale anche in Lombardia e Friuli Venezia Giulia, ed ha ministri chiave come l’interno, poi c’è Calderoli, alla semplificazione normativa.
    Per questo, spero che la manovra sia modificata in parlamento nel senso dell’abolizione delle province, tutte.
    Ma bisogna mobilitarsi.
    Ho apprezzato il fatto che il PLI abbia proposto il referendum ” futuro ” per la legge elettorale e non una legge parlamentare subito, che sarebbe stata politicamente inopportuna, e ancor più ho apprezzato il fatto che nel comunicato del C.N. non si menziona espressamente il ripristino delle preferenze, dopo il caso Di Girolomo…., le preferenze nazionali sono impopolari; ma contestualmente a questo, un referendum sull’abolizione delle province, sarebbe molto utile.
    In Friuli Vrenezia Giulia, stà per essere approvata una legge regionale che prevede l’abolizione di tutti i ballotaggi elettorali, è sarebbe un passo avanti per i costi sulla politica, anche se certo, non sufficente; comunque, la strada è tracciata.
    Liberali per i referendum, questo potrebbe essere uno degli obiettivi del PLI.
    Saluti.

  7. Concordo perfettamente con il post di Giuseppe Stella la cui proposta ha anche il mio pieno sostegno.

  8. Caro Segretario,
    ho preso atto nell’ultimo C.N. delle posizioni della D.N. in merito alla quota associativa del Partito, ma in maniera sempre garbata e con spirito costruttivo, vorrei invitarti a farti da promotore presso la D.N., di prendere almeno in considerazione l’ipotesi di dare alle Segreterie Regionali la possibilità del rilascio fisico della tessera, in modo tale che l’iscritto entri subito in possesso della Tessera, che converrai anche Tu, è una bella sensazione.
    Gli aspetti tecnico-economici potranno essere approfonditi dopo, ma credo che la proposta sia di buon senso ed un atto di fiducia e responsabilizzazione verso le Segreterie Regionali, che vivono sul territorio, ed hanno bisogno di strumenti operativi anche semplici, che permettano più facilmente di allargare la base degli aderenti al Partito, che è condizione essenziale senza la quale, ogni velleità di rappresentanza negli appuntamenti elettorali, muore ancor prima di nascere.
    Spero di avere un riscontro positivo, anche attraverso queste pagine.

    Giuseppe Stella, Segretria Regionale PLI Sicilia

  9. Moltissimi complimenti al Sig.Centi. Finalmente un post pedagogico e propositivo.
    Attraverso il componente pugliese della Direzione Nazionale -Avv.Carrieri- stiamo da tempo tentando di ottenere una riduzione della quota associativa, finalizzata all’incremento degli iscritti al Partito.
    Speriamo di riuscirci……..

  10. Ho ascoltato alcuni interventi dell’ultimo CN su Radio Radicale. Non credevo che l’uso di nick e avatar costiutuisse un problema, dato che è costume diffusissimo non solo in questo, ma in fora a carattere politico molto più frequentati. Comunque, d’ora in avanti mi adeguerò. Al liberal sta per Alberto Lopez. E l’uso di pseudonimo per me non è certo motivo di nascondimenti, dato che non ho problemi a firmarmi, come possono testimoniare un paio di esempi:
    http://www.corriere.it/italians/10_maggio_08/Il-PLI-esiste-ancora_41838414-59f4-11df-8cbf-00144f02aabe.shtml
    in risposta a quanto detto in tv che il PLI fosse, o fosse stato finchè in vita, un partito conservatore a differenza di quello britannico;

    http://www.laici.it/viewarticolo.asp?Id=899

  11. Caro Franco nel leggere il tuo commento mi sono quasi commossa…credo che di persone all’altezza dell’Avv. Luigi,di cui tu parli, ce ne siano ancora nel nostro paese, ma forse sono semplicemente sconfortate da un involgarimento generale della società ed ancor più di una generazione (…la mia…quella dei 30enni di oggi) cresciuta nel benessere materiale ma nella povertà ideologica.
    Io chiedo vivamente agli intellettuali di spessore del nostro gruppo di tornare a comunicare la storia e le nostre origini. Il Presidente Scognamiglio durante il Congresso ha giustamente detto che in un momento di confusione dobbiamo rifarci ai “princìpi”…il solo problema è che la mia generazione non conosce affatto quei princìpi…dunque credo che necessiti divulgarli.
    Cari Presidente, Segretario ed Onorevoli tutti, con la presente chiedo vivamente di divulgare la vostra conoscenza ad una platea più vasta. Diffondiamo la storia, perchè solamente da quella possiamo ripartire. Io credo che sono tantissime le persone in Italia affamate di cultura, ma purtroppo ad essere divulgato quotidianamente è sempre e solo l’effimero…..dunque mi chiedo: come si può costruire qualcosa senza sapere chi sia stato e cosa abbia fatto un Cavour???…perchè, come è ben noto, la mia generazione sa ben poco di Cavour e forse tutto di Beautiful e varie….
    Spero che il prima possibile noi tutti possiamo ritrovarci ad affiancare il portavoce della nostra storia di fronte ad una grande platea di ragazzi che tornando alle radici, possa sapere da dove ripartire. Io vorrei ripartire, e non, affondare.
    A te Franco grazie ancora per la testimonianza e per la tua voglia di investire su noi ragazzi.
    A presto.
    Fabiana

  12. Caro Franco Centi,
    spero che i vecchi di oggi, legendo il suo post, possano apprendere dai vecchi di ieri, come far diventare vecchi Liberali domani, i giovani di oggi.

  13. Carissimo Centi,
    lei non immagina nemmeno (o forse si….) quale valenza possa avere il suo post in questo momento, in questo luogo.
    Il suo racconto è pura pedagogia politica liberale, miele per i miei occhi che leggono.
    Spero tanto che possa suscitare in molti quello che ha suscitato in me, che non dico per mio pudore emozionale.
    Grazie Centi, grazie davvero, le sue parole danno un po’ di forza a chi tutti i giorni si sbatte per il partito ed a volte arriva quasi al punto di non farcela più, tanta è la desolazione che si percepisce attorno.
    Tantissimi in bocca al lupo, per lei, per noi.
    Un cordiale saluto.

  14. Lettera aperta al Presidente ed al Segretario del PLI, Sen. Enzo Palumbo ed On. Stefano de Luca.
    E, per conoscenza, al Commissario Regionale dell’Umbria dott. Corrado de Lorenzo.

    Carissimi Enzo e Stefano

    Sono stato inviato, dall’amico Corrado, in qualità di rifondatore ( in seguito dirò perchè rifondatore) del PLI nella Provincia di Terni, al Convegno del Consiglio Nazionale svoltosi venerdì e sabato. Tristemente amareggiato dal comportamento di due o tre sovversivi che hanno tentato inutilmente di boicottare l’assemblea, non potendo parlare perché non facente parte del Consiglio Nazionale, approfitto di questo spazio per esporre quanto avrei voluto dire se ne avessi avuta la facoltà.
    Condivido quanto da te esposto nella relazione, carissimo Stefano, in particolare, quando hai detto che occorre crare una gioventù liberale forte e responsabile e, poi, riferendoti alle ultime elezioni, ti sei chiesto, rispondendo a chi chiedeva le tue dimissioni a causa della “batosta”, che cosa avresti dovuto fare nella tua qualità di Segretario. Carissimo Stefano, la risposta te la sei data da solo quando hai parlato, appunto, della gioventù liberale.
    Vi racconto una storia: era l’anno 1968 quando, insieme ad altri tre ragazzi, di 18 anni come me, eravamo in Piazza San Francesco, a Terni, con le vespette 50, a fare scorribande in cerca di “acchiappare” le ragazze (questo era il nostro scopo nella vita). Durante una sosta, si avvicinò a me un uomo anziano, distinto, con una voce calda che mi colpì. Mi chiese cosa facessi, come passavamo il nostro tempo, se ci radunavamo in qualche luogo oltre che in mezzo alla strada ecc.. sembrava quasi quella “rottura di p…. di mio padre quando voleva convincermi che avrei dovuto fare qualcosa di più serio. Mio padre lo mandavo a quel paese, ma, con lui, con quell’uomo, non ci riuscii; mi piaceva sentirlo parlare; era l’Avvocato Luigi Ciucci. Mi disse che aveva, proprio nel palazzo dirimpetto alla piazza, e me lo fece vedere, un appartamento molto grande e, se volevo, me lo avrebbe dato in uso gratuito per fondare un circolo dove, noi ragazzi, potevamo riunirci, ballare senza stare in mezzo alla strada. Non mi parve vero e, tra me, pensai “questo è proprio un coglione”. Quel coglione, che così non era, l’aveva vista lunga.. Avemmo l’appartamento, lui ci comperò un frigorifero per le bibite, un giradischi per la musica, dei divani ed altro. In una stanzina, in fondo, vidi che c’era un anziano “Festuccia”, Vincenzo, se ricordo bene, detto “lu maresciallu” dietro ad una scrivania. Disse, l’Avvocato, che in quella piccola stanza c’era la sede del Partito Liberale Italiano, sezione di Terni. Poco me ne fregò, noi avevamo un salone enorme dove poter ballare e provare a pomiciare con le ragazze. Preciso che non fece mai alcun accenno alla politica ed alla sua lunga fede liberale. Passava il tempo e ci furono le elezioni aministrative; mi chiese se potevamo dargli una mano per la campagna elettorale, e come potevamo dire di no!? Insomma, ci tirò dentro “nella trappola” senza farcene neppure accorgere. A quelle elezioni, il PLI, prese una trentina di voti (quella era la media). Un giorno, mentre stavamo ballando, venne a trovarci, era amareggiato dal risultato, noi, staccammo la musica e lo invitammo a bere una bibita. Non si fece pregare “ci stava lavorando giorno dopo giorno”. Cominciò a frignare sconsolato sostenendo che, se avesse avuto accanto a sè dei giovani seriamente motivati, il partito avrebbe potuto fare molto meglio. Mi scappò di getto: Avvocato, guardi quanti siamo, cosa dovremmo fare? Caro Franco, fu la risposta, perché non create una gioventù liberale? Siete ragazzi in gamba, vi piacerebbe fare politica? Sinceramente non me ne importava proprio nulla, ma come potevamo dire di no a quell’uomo. Nacque la gioventù liberale italiana con una sessantina di iscritti. Non ci chiese nulla per il tesseramento, anzi, molto ci aveva già dato. Ci furono le elezioni amministrative in un piccolo comune della provincia di Terni, Amelia, fu la prima volta che mi candidavo, non fu facile, per me, andare a parlare, su di un palco, dopo che aveva parlato l’avvocato Luigi Ciucci; ero terrorizzato, scrivevo pagine e pagine che poi avrei letto alla gente, lui me le strappava sostenendo che non avevo bisogno di scrivere, che non avrei dovuto preoccuparmi, “quando sei nel giusto, comincia a parlare, vedrai che QUALCUNO ti metterà in bocca le parole”. Facile a dirsi, il terrore era troppo! Ma fu vero, tanto che, mi stupii di me stesso. E lui era fiero, mi coccolava come un padre affettuoso. Fui eletto in un paese dove, in precedenza, non si prendevano più di due o tre voti. Rinunciai a favore del candidato locale, Cerasi. Intanto, la gioventù liberale cresceva, ci furono dei ricambi naturali, chi se ne andava e chi veniva. Io fui il primo segretario provinciale. Alle politiche del 72, non potevo candidarmi ma, se ricordo bene, fu la prima volta che si votava a 18 anni. Dai 70/80 voti che il partito prendeva, ne prendemmo 1500. La campagna elettorale da me attuata era, con le Fiat 500, scoperte, in 6 o 7 tra dentro e fuori, con le ragazze in minigonna e le bandiere al vento, facevamo scorribande, dal mattino a notte, a clacson spiegati. Insomma, era una festa. Aldo Bozzi era spesso a Terni, diceva che con noi stava bene, gli ridavamo la giovinezza e, quando ero sul palco a parlare, radunando una piazza intera davanti, lui era fiero di me e, affettuosamente, mi dava gli scappellotti e mi abbracciava. E così Giovanni Malagodi: conservo sempre, come reliquie, le loro lettere paterne e le foto insieme. A 22 anni fui eletto segretario regionale del PLI (non della gioventù liberale) e nel 76, quando mi candidai alle politiche per la prima volta, il PLI, a livello nazionale, quasi scomparve, passando, da 20 deputati ed 8 senatori a 5 deputati. Terni non somparve anzi, io raddoppiai. Quel volpone dell’Avv. Luigi Ciucci aveva investito bene. Sto parlando di me, ma non fui il solo, oggi, alcuni degli altri, sono in altri partiti o chissà dove. Finchè è stato in vita il PLI, sempre e solo per il PLI ho votato, scomparso il PLI non ho votato più per nessuno.
    Per questo, voglio dire ai contestatori e sabotatori, che liberale “ ci si è o non ci si è”e lasciassero lavorare in pace chi ha voglia di fare. Il racconto di questa storia, carissimi Enzo e Stefano, è semplicemente per dire che, oggi, voglio essere il Luigi Ciucci di allora, puntare sui giovani e rifondare un partito nella mia provincia partendo dai giovani, dando un posto di ritrovo a loro perché solo loro possono farci ricrescere. Ma non posso chiedere quote per il tesseramento, perché fallirei e perderei del tempo (dato che ho anche un lavoro da curare). Come non posso chiedere quote, anche minime, agli adulti: nessuno sta attendendo con ansia che il PLI rinasca ed almeno il primo anno dobbiamo portare dentro più gente possibile, poi, con le selezioni naturali che ovviamente avvengono, l’anno prossimo, possiamo cominciare a chiedere, a chi ci crede, una quota. Io, solamente così posso iniziare a lavorare per il PLI, investendo del mio senza chiedere nulla al partito. Carissimi Enzo e Stefano, spero, anzi, sono convinto che sarete d’accordo con me ed in attesa di conoscere le vostre decisioni, vi invio un abbraccio sincero.
    Franco (a 60 anni, uno dei più vecchi e fedeli liberali ancora in vita).

  15. Sarebbe necessaria anche una question time alla Camera, per richiedere al ministro competente un’indagine sulle situazioni a rischio riguardanti prostituzione minorile e pedofilia, con l’attivazione di servizi di prevenzione sociale ed assistenti sociali.
    Saluti.

  16. Mi scuso per aver tralasciato il nome di Riccardo Dinucci e Giuseppe Stella nei ringraziamenti per l’importante lavoro svolto nella redazione del testo.
    Saluti,
    D’Emilio Carlo – L’Aquila

  17. Voglio sottolineare che i cofirmatari della mozione sono: Enzo Lombardo, Riccardo Dinucci e Giuseppe Stella che pur non essendo consigliere nazionale ha dato un notevole contributo alla redazione del testo.

  18. Bene la legalizzazione della prostituzione.
    Sicuramente la cosa più importante per il PLI, sopratutto se utilizzata per anche per umanizzare la psichiatria, ed in alternativa all’accanimento terapeutico ed all’eutanasia, come da me proposto.
    Vuol dire lotta alle malattie veneree, alla prostituzione clandestina e a quella minorile, alla pedofilia, all’omofobia, risolvimento del problema della sessualità delle persone diversamente abili, lotta al gossip a sfondo sessuale, lotta all’imigrazione clandestina a sfondo sessuale, lotta al terribile turismo sessuale, anche minorile, offerto ad italiani in Paesi esteri.
    Libertà personale nella privacy sessuale dei cittadini, non coinvolgimento di minori negli effetti della prostituzione, eliminazione degli sfruttatori, più sicurezza per il cliente e per la prostituta, sicurezza nei confronti dell’ordine pubblico nelle città, emersione del lavoro nero denominato prostituzione.
    Ho voluto elencare tutti i problemi che vengono affrontati tramite la legalizzazione della prostituzione, che come si vede sono molti, per far risaltare l’importanza enorme di questa battaglia, ormai accantonata da tutti, ma valorizzata e rilanciata dai liberali; per cui ritengo che data l’importanza della cosa, potremmo trattare ” a testa alta con il mondo cattolico la legalizzazione senza se e senza ma, della prostituzione, in cambio di un accantonamento momentaneo delle nostre proposte su eutanasia e testamento biologico, e comunque sui temi della bio etica in generale.
    Saluti.

  19. Ho partecipato al Consiglio Nazionele del 21 e 22 maggio e devo dire che sono rimasto molto soddisfatto.
    Non ho preso la parola perchè non sono menbro della Consiglio Nazionale tantomeno quadro dirigente della Regione Abruzzo, ma ci tengo ad esprimere, su questo sito, il mio apprezzamento sull’andamento dei lavori, ed il mio ringraziamento al Segretario Stefano De Luca.
    Ho seguito tutti gli interventi ed ho apprezzato sia quelli più vivaci che quelli più moderati tutti comunque pieni di contenuti politici,amministrativi ed organizzativi.
    Voglio ringraziare la Dirizione del Partito e con essa il Segretatio De Luca che, in occasione di questo Consiglio, e per il lavoro svolto ha dato un forte impulso alla organizzazione ed alla crescita del Partito.
    L’approvazione del nuovo Statuto che fissa nuove regole e formula accorte precisazioni, redatto in piena trasparenza e capacità, come sempre Enzo Lombardo è capace di fare, la nuova Sede Nazionale, sita in uno dei palazzi più indovinati della capitale, accogliente e prestigiosa per il suo compito istituzionale, la riorganizzazione del partito in alcune regioni, hanno dato, in concreto, un segno di impegno e capacità della classe dirigente del PLI.
    Anche gli interventi sono stati all’altezza dell’incontro nazionale a partire da quello del Professor Scogniamiglio, uomo di grande cultura e moderazione, che dopo aver ricordato in grandi linee il percosto del Partito Liberale e dell’unità d’Italia, ha formulato la mozione per per il referendum popolare abrogativo della legge elettorale definita porcellum “porcata” al quale ci vedrà tutti impegnati per la raccolta di firme.
    Ho apprezzato e condiviso la relazione del Segretatio Nazionale sia nella prima parte dove ha trattato, con estrema lucidità, la crisi politica ed economica europea evidenziando la mancanza di politica unitaria economica e militare, come ha imostrato la crisi Greca, e la gestione dei mercati valutari in preda alla speculazione o come gli interventi militari nelle aree calde del pianeta.
    E’ stato altresì sottolineato il risultato elettorale del PLI Inglese delle ultime elezioni in Gran Bretagna.
    Anche per la politica italiana è stato evidenziato, con estrema chiarezza, la crisi economica e morale del nostro paese causata da una classe politica scelta per fedeltà, dimostrando tutta la sua debolezza e fragilità nei confronti di un potere economico sempre più arrogante ed aggressivo che detta le regole e condiziona le scelte di questa classe politica, mentre l’opposizione inesistente si dilania al suo interno con l’avvicendamento di nuovi dirigenti e Di Pietro, opportunista e forcaiolo, cavalca il dissenso dei grillini o del popolo viola per qualche voto in più, lasciando spazio alla Lega che detta le sue regole alla maggioranza.
    Anche par la parte organizzativa ho apprezzato la relazione del Segretatario De Luca che dopo un lungo esame di cose fatte e cose da fare, come la riorganizazione di alcune Regioni, la individuazione di una nuova sede, ha annunciato la necessità di una “scuola di liberismo” soprattutto con i giovani che hanno voglia di lavorare e portare avanti le idee liberali.
    Ha precisato, e per questo ha ringraziato l’On. Guzzanti, per essere presente sulla stampa e sulle emittenti nazionali che contribuisce a rafforzare la presenza del PLI sul territorio come la raccolta di firme per il refedendum abrogativo della legge elettorale, la eliminazione delle Provincie, delle Comunità Montale, dei Consorzi, per all’accorpamento dei piccoli comuni, per la riduzione dei consiglieri comunali e degli assessori, in definitiva per la riduzione della spesa pubblica a livello centrale e periferico un programma di interventi definito “un tema per volta e sulla strada con i gazebo” per trattare gli argomenti che interessano la vita di tutti i cittadini.
    Condivido le proposte del Segretario ed invito tutti a pubblicare sul sito, anche se brevemente, gli interventi pubblici che tutti andranno a fare sul proprio territorio affinchè sia da stimolo ai lettori per la crescita del partito.
    Ho apprezzato l’intervento dell’On. Guzzanti per la sua attività svolta in Parlamento e sul territorio nazionale, del Segretario Reginale Carrieri per le cose dette e per l’attività svolta in occasione delle ultime elezioni regionali, di Mauro Antonetto per le proposte formulate e per tutti gli altri, e sono molti, che tralascio per brevità e non per importanza degli argomenti che ripeto sono stati tutti di grande interesse politico/amministrativo.
    Mi scuso se sono stato prolisso, ma ci tenevo ha esprimere il mio giudizio sulla 2 giorni del C.N. u.s. di Roma.
    Saluti,
    D’Emilio Carlo – L’Aquila

  20. caro Claudio,
    ti ringrazio per la risposta, ma devo non condividere il contenuto che mi riguarda, in quanto per maggioranza intendevo ed intendo il numero legale non dei presenti ma dei consiglieri nazionali eletti! Circa il prosequio del tuo intervento mi ha entusiasmato sapere che hai proposto alcune iniziative importanti e sono sicuro che continuerai a fare e/o suggerire. Il tuo impegno è lodevole e tutti gli amici liberali non solo quelli iscritti al PLI devono gratitudine ad un giovane militante. Spero che queste Tuo lavoro ed iniziative possano continuare e che nessuno cercherà di mortificare. Un abbraccio, angelo caniglia

  21. 🙂 Grazie Claudio per le tue iniziative.
    Le appoggio e sottoscrivo entrambe, tutti i miei riferimenti sono presso la segreteria del Partito, ribadisco la mia disponibilità ad aiutarti nelle forme che riterrai più utili ed opportune.
    Cordialità e complimenti per le iniziative.
    Stefano Tarallo

    P.S. – un ringraziamento anche al Segretario per la libertà d’espressione e la disponibilità che ha SEMPRE perseguito nei confronti di tutti.

  22. Cari amici,
    voglio esporvi alcune sintetiche riflessioni sui lavori del Consiglio Nazionale.
    Premesso che sino all’ultimo momento ho pensato di intervenire per rappresentarle ai partecipanti, tuttavia ho ritenuto di farlo successivamente sul sito per maturarle e non essere condizionato dai tempi contenuti giustamente previsti per gli interventi.
    Ho nuovamente constatato che poche iniziali posizioni critiche si sono, come spesso accade, velocemente dissolte perché magari legate più ad esuberanti stimoli partecipativi che a fatti oggettivamente concreti, tra queste le richieste più o meno indirette di rientrare nel Partito da parte di amici che hanno formalmente fatto scelte diverse ed inconciliabili con il Partito medesimo. Tali amici, poiché sono persone intelligenti e conoscono le regole, non possono pensare di fare politica, almeno nel PLI, con metodologie e comportamenti assimilabili eventualmente al turismo individuale e di gruppo.
    Tra gli eventi oggettivamente positivi, l’approvazione dello Statuto, avvenuta assolutamente nel rispetto delle regole vigenti (quelle del vecchio Statuto) e comunque dopo un anno che una Commissione qualificata si è fata carico di elaborare un documento di livello che ha avuto come supporti ispiratori due Statuti del vecchio PLI, ovviamente innovato ed adeguato alle nuove esigenze della politica organizzata; tale lavoro,realizzato con grande trasparenza è stato sottoposto sempre ai contributi degli iscritti mediante il sito. Dopo un anno è stato esitato e finalmente approvato.
    Per quanto attiene al tema del deludente risultato delle regionali, purtroppo le mie sensazioni di qualche mese addietro si sono rivelate reali; la raccolta delle firme è molto difficile soprattutto se non c’è una effettiva partecipazione, laddove spesso troppi colonnelli o presunti tali hanno trovato modo di litigare su ipotetiche posizioni di principio, magari irrilevanti, dividendosi ad annullandosi a vicenda, alla fine non concludendo nulla; per fortuna possiamo segnalare alcuni casi felici di amici che hanno ragionato con concretezza senza perdersi in astratte analisi strategiche, di competenza di partiti organizzati e non di strutture ancora in fieri come la nostra, che hanno avuto il merito di portare la lista ed il simbolo del PLI in alcune circoscrizioni regionali. In certi momenti mi sono chiesto se tutta una serie di ragionamenti sulle “ipotetiche” alleanze siano il frutto di inesperienza velleitaria o ingenuità pura. Per fare le alleanze bisogna essere almeno in due………..
    Su questo tema, però, mi sento di fare una riflessione “sintetica” che spero sia compresa nel suo vero significato che è quello di ricercare la strada percorribile per ricostituire una rappresentanza numericamente significativa nelle istituzioni.
    Dovremmo avere tutti compreso che nell’ambito dei due poli maggiori non c’è spazio per il PLI perché in ambedue gli schieramenti vorrebbero far passare l’idea per l’elettorato che è ricompresa un’area liberale; da ciò il disinteresse (o peggio) a verificare ipotesi di convergenze “di programma” con il nostro Partito. Peraltro, a prescindere dalle suggestioni verbali, di tutto si può parlare fuorché di liberalismo nei cosiddetti partiti in atto maggiori; dico in atto perché sono convinto che siamo avviati ad una fase di rivisitazione del bipolarismo, non foss’altro per i risultati disastrosi ( per gli italiani) dallo stesso conseguiti.
    Idem nelle altre formazioni non ritengo ci sia spazio per alleanze sia per inconciliabilità ideologica e di metodo sia, anche in questo caso, per lo stesso sostanziale disinteresse ad allargare ai liberali autentici che magari potrebbero insidiare bacini di consenso. Su questo aspetto ritengo che il vento liberale che sempre più forte spira in Europa possa contribuire ad aumentare ulteriormente le preoccupazioni dei competitors cui ho prima accennato.
    Ed allora la logica impone di analizzare cosa sta succedendo in Italia: è palese che l’incremento delle astensioni nelle fasi elettorali ha raggiunto un livello elevatissimo, c’è una disaffezione, per usare un gentile eufemismo, per la classe politica per lo spettacolo indecente che la stessa offre ai cittadini, oltre che per una manifesta inadeguatezza di gran parte degli attuali interpreti. A questo si aggiunge una crescita esponenziale della protesta generalizzata obiettivamente ampiamente giustificata, che manifesta segni preoccupanti di malcontento che, tra l’altro, aumenterà via via che la crisi imporrà scelte forti e coraggiose, sempre che i politici dei sondaggi non pensino di salvarsi non affrontando i problemi ed, in questo caso, saremmo veramente nei guai seri (Grecia docet).
    Ciò premesso, a mio avviso, dovremmo caratterizzare con coerenza ed onesta intellettuale le nostre strategie , cercando di supportare le iniziative e le scelte dei cittadini che pongono problemi reali, spesso di sopravvivenza, che cercano di opporsi agli strumenti di compressione della democrazia che si cerca più o meno surrettiziamente di attivare, che portano sulle piazze sostanziali battaglie di libertà.
    Tutto ciò è nel DNA dei liberali, quindi è da qui che dobbiamo ripartire.
    salvatore buccheri

  23. Anche io mi ritengo soddisfatta di questi 2 giorni. A voi che commentate senza riflettere, dico anche che è facile colpevolizzare e denigrare il lavoro altrui stando seduti davanti ad un computer. Per quanto possiate avere opinioni diverse da quelle della direzione, se veramente volevate intervenire potevate venire personalmente…penso che sarebbe piaciuto a tutti, anche a noi, trascorrere un weekend al mare anzicchè all’EUR…ed invece eravamo li presenti ad “ascoltare” chi ha più esperienza e può insegnare qualcosa…come dice giustamente Eugenio, un partito che sta nascendo ha bisogno di tranquillità…il che non significa antidemocraticità…
    Comunque ringrazio tutti quelli che erano lì e che mi hanno insegnato qualcosa. Mi rivolgo alla direzione invece, chiedendo di avere al più presto le “linee guida” da seguire per iniziare a lavorare sul mio territorio (Abruzzo) dove c’è un territorio vergine su cui lavorare, un territorio che aspetta un rinnovamento, ma che non sa nemmeno dell’esistenza del nostro partito. Io sono a disposizione, ma ovviamente ho bisogno di un appoggio da parte di chi ha più esperienza di me per cominciare. Un saluto. Fabiana

  24. Ho partecipato con grande piacere a C.N.e di proposito non sono intervenuto nella discussione, perchè, ritengo che ad un partito come il nostro in questo momento abbia bisogno di tranquillità, e non di polemiche, che sono frutto di proposte, che, alla fine non sono realizzabili.Si può anche criticare per crescere, ma, non insultare.Ma, poi parliamoci chiaro chi potrebbe sostituire l’attuale dirigenza?non facciamo filosofia del diritto andiamo a fatti concreti. Uno di questi importante e la nuova sede bellissima funzionale e sono molto orgoglioso. Diamo merito a chi si è adoperato.Io sono per questi dirigenti attuali, che si spendono ogni giorno per tutti noi. Sono convinto che senza di loro il partito non sarebbe esistito.Adoperiamoci nei nostri territori ad aprire le sedi(Cosenza a breve avrà la sua)a fare iscritti a farci sentire sulla stampa a veicolare il nostro essere liberale.Mettiamo da parte le polemiche e diamoci da fare.Chiedo al Segretario di ampliare la direzione nazionale per dare la possibilità ad una partecipazione più allargata.Lo affermo con convizione io sono con Stefano Deluca e ne condivido il suo percorso.Le polemiche lasciano il tempo che trovano.Lavoriamo poi se sarà necessario faremo dei confronti serrati la politica ha bisogno di consumare i suoi passaggi.

  25. @Angelo,
    io ero presente ai lavori e posso dirti che se per esigua maggioranza intendi un solo voto contrario, forse abbiamo due concetti di maggioranza differenti.

    @Stefano Tarallo: concordo sul fare.
    Per tale ragione, insieme ad altri amici ho presentato un ordine del giorno riguardante il DDL sulla legalizzazione della prostituzione, chiedendo all’on. Guzzanti di presentarlo quanto prima.
    Ciò ci servirà per scendere in piazza e comunicare alla gente che i liberali ci sono e hanno voglia di lottare.
    A fianco di questa iniziativa ve ne sarà un’altra, anch’essa approvata ieri, sulla raccolta di firme per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale.
    In ultimo ho presentato una mozione in cui chiedo alla direzione di valutare la fattibilità del DDL costituzionale sulla cancellazione delle province (la bozza puoi trovarla sul forum del sito).
    In questi 2 gg si è discusso tanto e posso dirmi soddisfatto del lavoro compiuto.
    Ciao. Cla

  26. Caro De Luca, come mi hai detto tu una volta : ” … e chi farà queste riforme ? Questo Governo ? Questo Parlamento ?” Ovvio che no, e avevi ragione. Anzi hai ragione.
    Ciò non significa che non si debba continuare ad insistere ancor di più nelle nostre proposte e nelle nostre critiche, ma il consenso politico per farle emergere è tutt’altra cosa; è questo stesso sistema paese che ce lo impedisce.
    Accade perchè la gran parte degli italiani hanno qualcosa da perdere nel cambiamento, meglio poco ma sicuro e quindi meglio mantere lo status quo ante, sperando che con qualche “aggancio” o qualche “favore” si riesca ad ottenere qualcosina in più. Questa è l’Italia che ci ritroviamo !
    Che fare ?
    Nulla ! Aspettare che il sistema imploda, potremo almeno scegliere se andarcene da questo paese (perchè costretti) oppure rimanere se qualcuno sarà disposto a lasciar spazio a chi sa fare le cose e risolvere problemi piuttosto che montagne di parole (nemmeno tanto belle nè forbite) che poi non portano a nulla.
    Concludo con una citazione, pare infatti che in difetto nessuno in questo Paese sia degno di attenzione, “plurimae leges, corruptissima respublica”. Già Tacito aveva capito dove saremmo andati a finire, un paio di millenni fa però 🙂
    I miei più cari saluti
    Stefano Tarallo

  27. cari amici,
    la giornata di venerdì e le prime ore di sabato mi hanno visto impegnato in Roma per lavoro. Poichè contemporaneamente vi era il C.N. del PLI ho fatto un salto per salutare gli amici di sempre con i quali ho condiviso tante battaglie. Era mio desiderio porgere un saluto ed un abbraccio a tutti i presenti ma mi hanno suggerito di non farlo perchè l’aria che si respirava era molto pesante, addirittura, si poteva tagliare con un coltello.
    Ho chiesto di conoscere sinteticamente come si stava svolgendo la riunione ed ho voluto conoscere anche il contenuto della relazione del segretario.
    Mi dicono che lo Statuto è stato approvato da una esigua maggioranza e che non era presente il numero legale per far passare tale votazione. A chi ha posto il problema è stato risposto che se non gli andava tale procedimento poteva anche togliere il disturbo.
    E’possibile che il partito LIBERALE sia diventato così antidemocratico?
    E’ possibile che non è concesso a nessuno di pensarla in modo diverso dalla dirigenza?
    Nella relazione del segretario non vi è stato un minimo accenno sull’analisi del voto!sic.
    Devo concludere che si è svolto un consiglio nazionale dove il 99% dei consiglieri, molto pochi per la verità, una ventina, era allineato e coperto.
    Viva il liberalismo, viva la libertà!!!
    Grazie. Angelo Caniglia

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