Il Segretario Nazionale,
Ai componenti della Direzione Nazionale del PLI:

Mauro Anetrini, Mauro Antonetti, Antonietta Brancati, Salvatore Buccheri, Giuseppe Carrieri, Alessandro Dalla Via, Calogero Lo Castro, Pietro Paganini, Galgano Palaferri, Francesco Sisca, Augusto Tagliati.
Carla Martino, Carlo Scognamiglio Pasini, Enzo Palumbo, Stefano de Luca, Paolo Guzzanti, Mario Caputi, Stefano Maffei, Guido D’Amico.

Cari Amici,

Venerdì 21 maggio 2010, alle ore 12.00 è convocata la Direzione Nazionale presso la sede del Partito Liberale Italiano- Roma – Via Uffici del Vicario, 43 – p. 2° – int. 6 , con il seguente ordine del giorno:

  • Esame della bozza del nuovo statuto
  • – Preparazione del Consiglio Nazionale
  • – Varie ed eventuali.

PregandoVi  di non mancare,invio molti cordiali saluti

Stefano de Luca

Si informa che nella serata di venerdì 21 maggio alla fine dei lavori del Consiglio Nazionale sarà inaugurata la nuova sede Nazionale del PLI, l’invito a partecipare è rivolto a tutti gli amici liberali. La nuova sede è in Via Uffici del Vicario, 43 – p. 2° – int. 6.

3 Commenti

  1. Caro Maffei, ho letto la sua lettera con la quela manifesta l’intenzione di dare la dimisioni dall’Ufficio di Segreteri de PLI, che non mi ha sorpreso in considerazione delle sue recenti esternazioni.
    Contesto nettamente la sua affermazione, che tende ad attribuire la resonsabilità dell’insucceso del Partito alla reenti elezioni Regionali alla dirigenza nazionale, che ha fatto tutto quanto in suo potere per esercitare una azione di pressione e di stimolo verso i territori, in ultima analisi responsabili. Ci siamo trovati infatti di frontre ad una classe dirigente territotriale in parte destrutturata per intriseca debolezza, in parte per fisiologici abbandoni da parte coloro che ritenevano più facile il compito, ma soprattutto per l’ignavia assoluta di molti amici che non hanno saputo e voluto fare la enorme fatica di raccogliere le firme e di comporre le liste con il rischio obiettivo di non poter raggiungere un risultato untile per se stessi. La rasponsabikità attribuita alla Segreteria Naziinale, che traspare anche nella sua lettera, sarebbe quella di non aver saputo aprire una trattativa con qualcuna delle forze maggiori che , per avere l’onore di avere nelle loro lisre i liberali, ci avrebbe dovuto assicurare un certo numero di posti sicuri. Io quasto non l’ho fatto, non saprei farlo e, comunque, non lo farei per senso della dignità del nostro piccolo, ma glorioso e dignitoso Partito.
    Per quanto concerne i giovani, rivendico la giustezza di una decisione obbligata, quando mi sono reso conto che la devastante esperiaenza dei movimenti giovanili dei partiti di plastica della Seconda Repubblica, Giovani Azzurri, piuttosto che Azione Giovane di aenniana memoria, avevano influenzato nel metodo anche i nostri, che si battevano per le posizioni personali, anzichè per confrontarsi su linee politiche e progettuali, magari divergenti. La prova di tale intuizione è stata data dal rifiuto di tali ragazzi a partecipare alla raccolta delle firme ed a dare la propria disponibilità a candidarsi, anzi sono scomparsi da tutte le iniziative promosse dal PLI.
    Prendo atto, come da qualche tempo avevo rilevato nei suoi interventi, che lei non condivide più la linea della segreteria e non posso, nel darle atto per la chiarezza, che accettarle, riservandomi di comunicarle formalmente alla riuniione di Direzione Nazionale, convocata per venerdì prossimo 21 maggio.
    Nel ringraziarla per la collaborazione fin quì assicurata, mi è grsdita l’occasione per augurarle i migliori successi.
    Cordiali saluti.
    Stefano de Luca

  2. A titolo informativo allego la mia lettera

    Caro Presidente, Segretario, cari tutti,

    non potendo essere presente al prossimo Consiglio Nazionale per via di impegni già assunti, vi informo con questo breve messaggio della mia decisione di dimettermi dalla Segreteria nazionale del PLI.

    Non posso che trarre così le conseguenze di quanto ho scritto nei mesi scorsi (v. nota “PLI: che cosa deve cambiare”, pubblicata sul sito) nonché della strategia politica del partito, alla luce della mancata partecipazione alle regionali del 2010 e, prima ancora, alle europee 2009.

    In Italia, la voce dei liberali resta inascoltata: ciò non può che essere considerato un fallimento – speriamo solo temporaneo – del nostro progetto politico.

    Mi assumo di buon grado le mie responsabilità, pur nel rammarico di non essere mai stato posto in grado di incidere davvero sulle scelte della dirigenza.

    Purtroppo, non condivido molte delle recenti battaglie del PLI. Prima fra tutte, quella sul ricorso al TAR del Lazio in tema di elezioni amm.ve, ricorso che mi pare francamente destituito di fondamento e comunque inutile.

    Particolarmente doloroso è stato infine assistere al tentativo di rinascita del movimento giovanile. In quell’occasione, ho visto dirigenti liberali over 35 impegnati più a “controllare” e “sopire” i talenti che a valorizzarli. E’ una logica che non mi appartiene e che fa male al nostro futuro. Prova ne sia che il comitato di coordinamento -eteroimposto dalla dirigenza – non solo non ha mai funzionato ma ha anzi alienato quei pochi nuovi giovani che si erano avvicinati al PLI.

    Auspico un immediato ricambio nella dirigenza del partito, anche e soprattutto al fine di cancellare l’equazione liberali=nostalgici che ci ha cancellato dalla scena politica italiana.

    Ringraziando tutti quelli che mi hanno supportato e incoraggiato in questi mesi, rinvio al prossimo Congresso nazionale – che spero imminente – ogni decisione sul mio futuro ruolo nel PLI e rientro ora di buon grado nei ranghi locali.

    Saluti liberali a tutti.
    Stefano Maffei

  3. Cari amici della Direzione, vi invito a non mancare perchè intendo dare alcune comunicazioni importanti prima del Consiglio Nazionale. Ritengo che sia venuto il momento delle decisioni non rinviabili. Per quanto mi concerne ho superato il limite, pure elevato, di pazienza di cui dispongo. Ritengo opportuno che la Direzione, o quello che ne resta, dopo le dimissioni rassegnate da Maffei, che seguono quelle di altri o assenze divenute abituali, responsabilmente formuli delle proposte unitarie, in base alle quali mi riservo di assumere ledecisioni personali che dovrò rendere doverosamente al Consiglio.

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