Ai Consiglieri Nazionali

Ai Quadri Dirigenti del Territorio

del Partito Liberale Italiano

Loro Sedi

Il Consiglio Nazionale del Partito Liberale Italiano è convocato nei giorni 21  e 22 maggio 2010,  presso l’ Aran Mantegna Hotel . Via .Mantegna,130  00147 Roma ( tel 06/989521 – fax 06 98952799 – email mantegna@aranhotels.com).

I lavori inizieranno venerdì 21 maggio alle ore 16,00 e proseguiranno nella giornata di sabato 22 maggio, con prevedibile conclusione per le ore 15,00- 16,00.

Ordine del giorno :

  1. 1) Discussione e approvazione del nuovo Statuto
  2. 2) Relazione del Segretario
  3. 3) Dibattito politico
  4. 4) Varie ed eventuali.

Per chi volesse pernottare presso l’Aran Hotel è pregato di prenotare direttamente presso la segreteria dell’’ Hotel Aran Mantegna,   con sollecitudine perché il numero delle camere disponibili è limitato.

In attesa di incontrarVi numerosi , invio molti cordiali saluti.

Il Presidente

Carlo Scognamiglio Pasini


45 Commenti

  1. Si potrebbe lanciare in collaborazione con forze politiche ed associazioni aderenti al progetto, un referendum o legge di iniziativa popolare per abolire le province, e comunque contestualmente, come liberali fare una campagna per il respingimento della scheda elettorale per le prossime consultazioni provinciali.
    Votare alle provinciali, non costituisce un obbligo, come nel caso delle legislative ed europee, dove l’astensione è politicamente scorretta e controproducente politicamente, quindi, penso proprio che possiamo permetterci una campagna di questo genere.
    Lasciamo perdere per il momento i vari porcellum elettorali, e concentriamoci sul vero scandalo economico dei costi della politica, costituito dalle province.
    Il federalismo stà arrivando, è già una realtà non voluta da noi liberali, ma con la quale dobbiamo fare i conti, e già si parla di tagliare i fondi, per lo meno in una certa percentuale alle Regioni, e tutto per non provvedere al taglio delle province ed all’accorpamento dei piccoli Comuni al di sotto dei 5000 abitanti.
    Questi sono costi della politica insostenibili; difendiamo piutttosto Regioni e Comuni, e proponiamo l’accorpamento di quelli più piccoli.
    Questa potrebbe essere la battaglia liberale per eccellenza, assieme a quella sul fronte economico della riduzione consistente delle accise sui carburanti.
    In sostanza si tratta comunque, nei due casi, di costi economici rilevanti.
    Se poi, per ragioni economiche, non dovesse essere possibile la riduzione delle accise sui carburanti, esse almeno per la parte prevista in riduzione, potrebbero venir versate in un fondo ad OC per la sicurezza petrolifera ed ecologica, vrdi disastro golfo del Messico, senza così pesare ulteriormente con altre tasse sui consumatori.
    Queste sono due battaglie liberali fondamentali che vanno a parer mio subito poste in essere, con dei provvedimenti specifici, possibilmente derivanti da referendum o leggi di iniziativa popolare, cosa che darebbe al PLI l’opportunità di rientrare in gioco, con due parole d’ordine fondamentali, no alle province e giù le tasse dai carburanti.
    Mi sembrano due obiettivi spendibili da un punto di vista liberale.
    Saluti.

  2. Il tuo commento, caro ignoto AP, fotografa una situazione, dalla quale uscir a gambe
    levate è imperativo categorico kantiano ! Sarei lieto di conoscerti e di confrontarmi con te in nome di Gobetti e nel crociano ricordo, mai sfumato, della Religione della Libertà…
    A presto, spero…

  3. Liberali….mi sono incuriosito. Vi ho letto: programma e commenti. Scusate, mi troverete forse esagerato, magari un tantino azzardato e irriverente, ma a quanto pare, sembrate proprio dei ragazzini pseudo-sinistroidi nei vostri continui rimabalzi,in quelle che hanno tutta l’aria di essere beghe private o giochetti a “chi è il più bravo”… E pensare che ho letto richiami a una “rivoluzione liberale” di gobettiana memoria. Povero Gobetti. Buona fortuna, ve ne servirà molta, presumo.

  4. Leggo con stupore e rammarico di giudizi sommari inferti da giudici inattendibili per totale mancanza di buona fede.
    Ritengo che la vita privata e il modo di porsi poco abbiano a che vedere con gli obiettivi del Partito, se non per l’ immagine che ognuno di noi deve dare con l’ assunzione di incarichi istituzionali.
    A disposizione del P.L.I e di ogni suo componente che ne faccia formale richiesta restano i verbali delle sedute del Comitato Regionale Lombardo all’ epoca della mia Presidenza e le comunicazioni alla Segreteria Nazionale che attestano la veridicità dei fatti e di cui darò lettura nei luoghi e nei tempi appropriati con l’ ausilio di testimonianze dirette.
    Qualsiasi altra interpretazione risulta fuorviante perchè non corrisponde al vero.
    Il Commissariamento della Regione Lombardia che ne consegue resta l’ inevitabile conclusione di una stagione assurda di lotte intestine e di delegittimazione costante e continua del nostro simbolo e dei nostri ideali.
    Stendiamo ora un pietoso velo sulla vicenda e cerchiamo di rifondare il P.L.I lombardo con un bel pò di umiltà e di sana voglia di collaborare lasciando le serpi morire del loro veleno !

  5. Attendo con interesse di sentire tutti coloro che hanno scritto esprimere i loro “concetti” durante la riunione “allargata” del Consiglio Nazionale!!!!!!!

  6. Mi associo a quanto scritto da Gaetano Rossi, ed aggiungo che in questo momento l’argomento elezioni danneggia il PLI.
    Siamo pochi per un simile passo; l’argomento potrebbe essere utile quando supereremo i 1000 iscritti, prima, può solo creare divisioni e beghe senza senso.
    Ci sono tante cose da fare, futuri referendum, dove possiamo avere un ruolo politico, petizioni alla giustizia civile, dibattiti sull’economia e sull’energia, ma se si continuerà su questa strada, ossia elezioni prima di ogni altra cosa, il PLI perderà il suo ruolo politico, dando voce a quanti ne richiedano il commisariamento.
    Saluti.

  7. Non è agitandoci freneticamente alla ricerca di un qualsivoglia, e alquanto improbabile, riscontro elettorale, che arriveremo mai a costruire qualcosa.
    Tutti a parlare di fallimento. Ma dico, nelle nostre condizioni attuali, si poteva anche minimamente sperare in un successo? Ci sarebbe voluto un miracolo, quelli che la scienza non riesce ancora a spiegare.
    E che siamo, il partito dei miracoli?

    Calma, la strada è molto lunga, e siamo troppo pochi. Ci vorrà tempo, molto tempo, e pazienza, molta pazienza. Bisgna mettere nel conto che le probabilità di successo del progetto restano basse, sono poche. A me poco mi frega, non mi interessa il successo. A qualcuno piace vincere? Allora ha sbagliato posto e partito, credo. Tutta questa frenesia è totalmente ingiustificata, deleteria, deprimente.

  8. Voglio solo chiarire che le firme le abbiamo raccolte noi sui gazzebi e cpon gli amici. Circa 230 per Segrate e quattro volte tante per le regionali (queste inutilmente). Non voglio fare polemica ma solo dire “DOBBIAMO FARE E NON CHIACCHIERARE” Questa Italia è mal ridotta lo Stato è in Fallimento, c’è corruzione ovunque. Tre pilastri per rilanciare il territorio. FAMIGLIA, SCUOLA E RICERCA. Solo con l’educazione (chiudendo le TV commercili ) potremo ridare dignità al territorio.

    stefano

  9. Lascio al giudizio dei lettori valutare chi stia sproloquiando.
    Nelle due righe – due di numero- di precisazione su Segrate, che ritenevo doveroso nei confronti dei lettori e degli iscritti che non sono addentro ai dettagli dei meccanismi di presentazione delle liste, solo chi è animato da una volontà polemica vi può leggere una critica a tali risultati. Precisazione resa necessaria dalla rivendicazione in un post precedente dell’unicità su scala nazionale dell’impresa conseguita a Segrate e in ragione della quale vi si riteneva autorizzati a dire ai responsabili nazionali come doversi comportare nei confronti di altri iscritti.
    Certo che mi sono informato e lo puo’ fare chiunque rapidamente ed agevolmente consultando il sito del Comune di Segrate. Gli antichi latini direbbero intelligenti pauca, ma evidentemente…gli antichi latini non esistono più. A voler essere generosi. Comunque, il PLI si è presentato nel comune in questione con una lista propria, la numero 5, che INSIEME alla lista n.6, quella dell’UDC, sostenevano entrambe il medesimo candidato sindaco Angelo Antona.
    Il PLI ha ottenuto lo 0.46% pari a 77 voti assoluti. L’UDC il 3.83 % pari a 640 voti. Il che significa che il PLI non ha ottenuto neppure le preferenze dei sottoscrittori necessari alla presentazione della lista, che, sicuramente, sono in numero superiore di 77. Male di poco, anzi testimonia la capacità di mediazione di coloro che si sono impegnati a presentarla, riuscendo ad ottenere l’aiuto di altre forze politiche più consistenti del PLI. Ed è questo il nocciolo della questione. Perchè le firme non si racolgono come la verdura nell’orto. L’attuale situazione è tale da rendere di fatto – anche se sul piano formale sarebbero consentite altre vie- necessaria la collaborazione con altre forze politiche per presentare le liste. Ed in particolare forze politiche che abbiano già rappresentatnti nelle istituzioni. Come altrove, anche nel contesto della partecipazione politica, sono stati posti severi ostacoli in ingresso ad opera di chi dentro vi è già. Perchè al di là dei numeri necessari, fra l’altro proibitivi per competizioni elettorali come le Regionali o nei grandi comuni, vi è l’obbligo della validazione contestuale delle firme ad opera di un Consigliere comunale, provinciale o regionale. Pertanto, per chi non ne dispone, è d’obbligo scendere a compromessi con altri.
    Questo non mi impedisce di certo, anzi, di congratularmi con chi ha fatto sventolare il tricolore del PLI niente meno che nella “tana del lupo”, così come molto tempo addietro mi ero complimentato con chi era riuscito a presentare il simbolo PLI in Puglia e Basilicata.
    Per il resto, ribadisco che non ritengo questa la sede appropriata per ulteriori “approfondimenti” che farebbero emergere comportamenti e stuazioni non certo edificanti. Che risparmio. Nonstante alcuni provocatori, ispirati dal motto tanto peggio , tanto meglio, sarebbero disposti a rischiare uno sputtanamento pubblico pur di mettersi in mostra a discapito del partito. Per me, viene ancora prima il PLI e cio’ che testimonia specialmente in questo periodo di ricorrenze risorgimentali. Chiedo davvero scusa per essermi dilungato e ringrazio per la pazienza, ma, mio malgrado, ne sono stato costretto.

  10. beh, adesso è ben chiaro perchè c’è stato un fallimento così plateale, mi spiego perchè personggi siffatti i messi nella direzione del partito hanno lavorato per distruggere..costoro che rappresentano la malattia vanno estirpati, altrimenti non ci sarà più futuro: quindi COMMISSARIAMENTO!!!!

  11. In tempi non sospetti avevo chiesto l’azzeramento della Direzione Nazionale, perchè a mio modesto avviso non esprime
    va una classe dirigente degna di governare il processo di rilancio del Partito. A dimostrazione della necessità di eliminare con l’azzeramento un pò di mele marce, voglio portare a conoscenza degli iscrittti che proprio nel Lazio un membro della Direzione ,che con il Suo conportamento ha contribuito all’insucessso della raccolta firme, ha chiamato un consigliere nazionale PLI per invitarlo a sostenere un candidato di Rutelli nella lista civica. Mi domando quale iscritto può accettare che un membro della Direzione, dopo essersi reso irreperibile nella fase di raccolta delle firme per la lista PLI perchè già impegnato per un altra lista,oggi siede tranquillamente alle Direzioni Nazionali.Scusa caro Enzo come ben sai, perchè uomo di scienza, le bugie hanno le gambe corte

  12. Non ho scritto “nel commento che precede”, ma piuttosto “nel dibattito che precede”.
    E, ovviamente, non potevo riferirmi a Stefano Betti, che la lista col simbolo del PLI l’ha fatta, mi pare a Segrate, ma piuttosto a chi prima sparisce e poi pontifica.
    Non è così che funzionano un partito, e neppure un rapporto umano!

  13. caro stefano betti sono molto d accordo con te tranne sul passaggio relativo alle dittature. Enzo Palumbo non parlava di te ma dui qualcuno che tu stesso hai contribuito a far riammettere. Ti aspetto a Roma Claudio

  14. Immagino che Enzo non si riferisca a me (anche se erroneamente dice ” al commento che precede” e docvrebbe indicare quale in quanto personalmente non mi sono candidato in altri partiti se non nel PLI a Segrate. Questo solo per essere precisi come io mi ritenmgo e quindi mi riappello a quanto detto nel mio commento in precedenza

    saluti stefano Betti

  15. Se nel dibattito che precede c’è una cosa sconcertante è quella di dovere paradossalmente constatare che chi si è candidato in un altro partito (alle europee prima, ed alle regionali poi) –abbandonando la militanza nel PLI proprio nel momento più delicato, e così di fatto almeno ostacolando, se non del tutto impedendo, la partecipazione del PLI alle elezioni — ritenga di potersi mettere in cattedra, impartendo lezioni di etica liberale a chi, come Stefano de Luca e pochi altri, ha invece cercato di fare tutto il possibile perché il Partito fosse presente alle elezioni, pur senza riuscirci per l’esistenza oggettiva di difficoltà (le firme di presentazione), la cui raccolta sul territorio toccava proprio a chi oggi si lamenta dell’assenza del Partito.
    Per dirla in breve, chi è stato (almeno in buona parte) all’origine della causa, si lamenta ora degli effetti dei suoi comportamenti, attribuendone la responsabilità ad altri.
    Credo che, così continuando, non si vada da nessuna parte, ed inviterei tutti, me compreso, ad un bagno di umiltà, per superare in unità le difficoltà attuali, dalle quali non si esce con l’ennesimo inutile e devastante scontro personale, ma rinnovando il patto di Lealtà col Partito e con la sua dirigenza.

  16. Torno a scrivere qualcosa dopo le solite polemiche che da quando ci siamo federati assumono il 95% del tempo che i liberali offrono al PLI. Tutte chiacchiere niente fatti. La gente (come l’ultima defezione “gradita) continua ad andarsene (pur non avendo combinato niente) ed invece i Fortuna di Turno restano. Ma come si puo fare a rilanciare il partito con i dinosauri. Ci vogliono giovani risorse capaci , che si impegnano e lasciano da parte i dibattiti liberali. Solo chi ha gli attributi può e deve portare avanti la baracca. Mi dispiace per quel soggetto che critica la nostra presentazione a Segrate sarebbe bene che prima di sproloquiare si informasse. Bene Petrassi che rilancia dei fatti concreti. Ma dove sono gli uomini dei gazzebi, dei comizi in piazzam, delle conoscenze nazionali. Conosco solo un certo Betti capace ancora di farli e di lottare contro questo liquame che infesta l’Italia. Aggregatevi e seguite la linea giusta, abbandonate le chiacchiere e passate all’azione. In ISeP stiamo nominando i delegati comunali non i massimi livelli, quelli non servono. Solo chi non è mai stato raccomandato sa scalare la vetta . Se ti portano in cima alla vetta perchè sei un raccomandato farai una brutta fine. Uomini di valore e di capacità, uomini liberi dalle dittature (anche se in Italia non farebbe male) unitevi . Bastano “1000 capaci” per cambiare l’Italia.In questo paese allo sbando ove si vive per rubare, per andare con le p……..e (io parlo in Italiano), ove si vuole essere raccomandati ma cosa ci possimao aspettare. Quando ci siamo federati al partito lo abbiamo conosciuto molti fanno le convention pochi fanno i fatti. Adesso basta se volete posso aitarVi ma solo ad una condikzione quella del fare. Fuori gli incapaci e chiacchieroni, i polemici, gli inetti dentro chi vuole cambiare questo schikfo che infesta la nostra nazione ed il mondo intero.

    Uno diverso Stefano Betti

  17. Ci sono molti problemi da segnalare.
    Il problema delle carceri ad esempio, adesso c’è il Consiglio Nazionale, al quale auguro buon lavoro, ma dopo il consiglio, non possiamo parlare solo di elezioni o partitica in genere, parliamo dei vari problemi, depenalizzazione delle droghe leggere, libertà individuali del cittadino, diritti di proprietà, defiscalizzazione delle accise sui carburanti, detassazione delle pensioni minime e di invalidità.
    Alternativa laica ad eutanasia ed accanimento terapeutico, legalizzazione della prostituzione.
    Saluti.

  18. Caro Segretario, non vi è dubbio che il comportamento del dott Maffei esprimesse da tempo un qualche dissenso verso la Segreteria del Partito peraltro da Lui condiviso con il dott Caputi e il dott Carrieri, ma rispetto a quest’ultimi riconosco al dott Maffei uno stile da gentiluomo e con il quale mi dispiace di aver avuto delle incomprensioni in … Mostra tuttopassato. Sono invece d’accordo con Maffei quando solleva una critica verso la Segreteria per come sono state affrontate le elezioni Regionali. Infatti non si può scaricare tutta la responsabilità sulla dirigenza del territorio se non siamo presenti più in alcuna istituzione. Ricordo che per quanto riguarda il Lazio gli accordi per le alleanze sono state condotte sempre in strettissimo contatto con la Segretria Nazionale,che ha indicato anche i paletti entro cui muoversi. Se negli ultimi giorni si sono dissolte le alleanze e cosa ancora più grave si sono volutamente volatizzati i dirigenti locali del Partito forse una qualche responsabilità è da attribuire anche a tutta la Direzione Nazionale. Ora mi pare non più rinviabile un percorso di rifondazione del Partito , che non deve vedere tagliatori di teste averla ragione, ma che sappia valorizzare chi è presente sul territorio e che veda una gestione più collegiale assumersi la grave responsabilità di traghettare la nostrra piccola forza verso una presenza reale e non più virtuale sulla scena della politica locale e nazionale. Seppellite uomini di buona volontà l’ascia di guerra, perchè le scarse risorse umane di cui dispone il partito non possono essere disperse per vane battaglie intestine

  19. Condividiamo in toto il post del Consigliere Ferrazza. Basta parole e discorsi “sui massimi sistemi”. Fatti e concretezza per organizzare il Partito sul territorio in vista delle elezioni amministrative del 2011 (si vota a Bologna, Milano, etc.).
    Verrà il tempo per discettare sul sesso degli angeli…………….

  20. Caro Nazareno,
    condivido il tuo intervento.
    Aggiungo che sarebbe il caso di essere tutti uniti sul nuovo Statuto che rappresenta un primo strumento importante di garanzia per tutti e di certezza per il funzionamento del futuro. La tua iniziativa un “liberale per ogni comune” mi pare molto bella e sono pronto a sottoscriverla in Consiglio e con il nuovo Statuto essa potrebbe trovare strumenti di applicazione di più facili.
    Un cordiale saluto ed un invito a tutti a mediare di più per il futuro del partito, futuro senza il quale non avremo nemmeno un luogo dove “confrontarci”.

  21. Cari amici liberali, tra qualche giorno si svolgerà il Consiglio Nazionale, ho il timore che sarà un’ulteriore resa dei conti che allontanerà altri amici liberali. Le poche forze disponibili si confronteranno sugli errori fatti da questo o quello, senza che venga fuori un progetto per il rilancio del Partito, purtroppo abbiamo una mentalità dello 0,3%, quando raggiungeremo l’8% della Germania? Secondo me il Consiglio Nazionale dovrebbe essere la sede per il confronto e per conoscere il radicamento del Partito a livello nazionale. Conoscere il lavoro svolto dalla Segreteria nazionale, per coprire le regioni che non hanno segreterie regionali. Vorrei sentire anche i segretari regionali su come va il radicamento a livello provinciale, quali obiettivi si sono posti per i prossimi sei mesi, sino a raggiungere la meta di almeno un liberale iscritto in ogni comune.
    Dobbiamo parlarci chiaro, il Partito ha bisogno di obiettivi concreti, il radicamento sul territorio e una strategia che lo porti il Partito ad essere riconosciuto dall’elettorato. Obiettivi misurabili da qui a sei mesi, cosi da avviare un circolo virtuoso di meritocrazia.
    Il Partito per potersi radicare ha bisogno di parlare chiaro, siamo per l’abolizione delle province, libertà d’impresa, la razionalizzazione della spesa pubblica.
    Riassumendo gli obiettivi che dobbiamo portare avanti sono: radicarsi sul territorio con l’iniziativa “Un Liberale in ogni comune”. Posizionare il Partito su una battaglia fondamentale che ci distingua dagli altri, che sia da volano per iscrivere altri liberali al Partito.
    Nazareno Ferrazza consigliere nazionale

  22. non vuol dire, privatizzazione della stessa, e la liberalizzazione suddetta, serve per pegliorarne la gestione la salubrità, e la gestione dei costi.
    Saluti.

  23. Il Friuli Venezia Giulia, è la mia Regione, quì non avrebbero potuto esserci liste liberali, perchè siamo solo una decina di iscritti in tutto.
    Pochi.
    Forse in altre regioni la situazione è migliore mi auguro.
    Da come la vedo io, al momento, il modo migliore di rientrare in gioco passa per la difesa liberale del decreto Ronchi sullla liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua.
    Un passo alla volta, per le elezioni non siamo ancora pronti, ma per il referendum sulla liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua, o meglio per un’auspicabile respingmento di esso, siamo pronti.
    Allora, utiliziamo questa opportunità, tutta politica, senza fare clamorosi auto goal, per voler fare il passo pi0ù lungo della gamba, per poi finire per parlare appunto del sesso degli angeli.
    Certo, all’opinione pubblica bisognerebbe spiegare bene che li0berali0zzazi0one dell’erogazi0one dell’acqua
    00a

  24. Intervengo poco sul sito, perchè leggere la saccenza di liberali tutto dondo, che amano ostentare il loro liberalismo, senza ostentare il loro operato, mi frena molto. Leggo di vari capi-popolo che lamentano la poca presenza nelle competizioni elettorali, di mancate alleanze, di conevergenze con uno dei due poli, visti come la salvezza di tutti i nostri problemi, ma non riesco mai a leggere nulla sul lavoro fatto sul campo. Mai che nessuno, prima di santificare, premette le sue parole, ai risultati riportati sul campo. Penso che chiunque abbia voglie lideristiche di qualunque genere, abbia il diritto di rivendicarle, solo dopo aver riportato, dati alla mano, dei risultati che possano leggittimare le proprie pretese. Uno dei parametri oggettivi del lavoro territoriale penso che sia il numero di iscritti che si è capaci di portare al partito, altrimenti il pretendere di andare alle competizioni elettorali, senza avere neanche delle proprie truppe, è come andare a fare la guerra senza armi.
    Quindi in uno spirito propositivo, credo che il nuovo statuto, al di là di rappresentare uno strumento democratico di governo del nostro partito, possa e debba essere l’occasione per verificare con dati oggettivi, attraverso i delegati nei congressi, le capacità di chi ha compiti istituzionali all’interno del partito, di come si è lavorato sul territorio per formare le truppe che ci permettano di poter combattere le battaglie in maniera vittoriosa, al di là delle alleanze o delle canditature.
    Pertanto, prima di discettare e dividersi, addossando responsabilità proprie, alle altrui iniziative, sarebbe da veri liberali, assumesersi le proprie responsabilità di rappresentati territoriali, solo dopo essere riusciti a dimostrare di avere creato il terreno, su cui poter piantare la pianta del liberalismo.
    Giuseppe Stella, Segreteria Regionale PLI Sicilia

  25. Intanto ieri si è votato anche a Bolzano e in Friuli venezia giulia . C erano liste del PLI ? No . E qui si discute del sesso degli angeli. claudio gentile .

  26. Se c’è una mala genia in politica è ,come nella vita,quella rappresentata dagli ignavi che rifuggono sempre dal misurarsi con i veri problemi della società, ma al contrario sono sempre pronti a pontificare senza assumersi mai alcuna responsabilità.Infatti alcuni di coloro leggo in questi commenti, non hanno mai avuto il coraggio di sottoporsi al giudizio dei cittadini ,che ne conoscono bene la statura morale ed umana .Candidarsi e sottoporsi al giudizio degli elettori è cosa troppo difficile per pavidi parolai, allora giù a prendersela con chi ha più coraggio di loro.Riguardo poi alla vocazione maggioritaria del PLI meglio tacere. Mi sono dimesso da segretario regionale del Lazio, perchè al di là di attenuanti che ora non voglio sollevare, non ho raggiunto l’obbiettivo di presentare una lista PLI e quando una squadra perde i dirigenti debbono dimettersi.Gli iscritti al Partito hanno il diritto di chiedere la stessa coerenza a tutta la classe dirigente che ha fallito.E’ troppo facile nascondersi dietro una sigla nobile come quella del PLI, sperando che occupata una qualche posizione con ignobili macchiavellismi, prima o poi si passerà all’incasso. In politica come nel lavoro di tutti i giorni veniamo misurati per quello che facciamo e non per ciò che mendacemente affermiamo.Il tempo è galantuomo e certo non premierà i Signori delle espulsioni.A Te caro Angelo Caniglia vorrei far sapere con questa mia che io ci sono. Capisco che avendo contribuito alla Tua sconfitta al congresso non Ti pare vero che qualche demente chiede la mia espulsione, ma dopo un anno fattene una ragione.Ab sit iniura verbis e ringrazio chi ha avuto la pazienza di leggermi

  27. Mi pare che non ci siamo proprio!!!! Il mio commento alla prossima riunione “allargata” del Consiglio Nazionale del NOSTRO Partito è stato il mio. Invitavo tutti ad essere costruttivi ed a rimboccarsi le maniche!!! Cerchiamo con la massima “umiltà” di farlo, altrimenti non ci sarà un futuro per il P.L.I. Riflettiamo su ciò!!!!!

  28. Non si può dire e scrivere di aver letto scemenze senza indicare quali e da chi sono state dette , sempre ammesso che di scemenze si tratti. Ti invito ad essere meno soft e più diretto. Claudio Gentile
    C.N PLI

  29. Caro Al, spero di non essere tra coloro che ti hanno infastidito, persino a spingerTi a non avere più il piacere della Tua penna. Ti invito a continuare a fare ciò che meglio ritieni ma non illuderTi perchè le staffilatine continuerai a leggerle.
    Ad Enzo, prendo atto del contenuto del Tuo post, ma Ti invito a “ma quanto bel movimento” ………

  30. Caro Angelo,
    francamente non capisco il tono della tua risposta nei miei confronti. Contento tu…
    Sono consapevole e felice che ci siano persone più liberali di quanto io mi possa immaginare, mi auguro che siano sempre di più.
    Sono anche certo che esistono persone anche molto più liberali di me, e tu certo sei tra queste. Questa certezza mi da la voglia e la forza di ascoltare ed imparare, visto anche che l’età me lo consente.
    Infine sono felicissimo di non aver ancora visto nulla, perchè questo significa che ho ancora molto da scoprire.
    La gelosia, infine, è un sentimento che non appartiene al pur grande novero dei miei difetti. In particolare la gelosia del potere (quello degli altri) mi lascia del tutto indifferente, perchè sono abituato a misurarmi innanzitutto con i miei limiti piuttosto che sulle poltrone degli altri.
    Con immutata simpatia.

  31. Ritengo che si faccia un cattivo servigio al partito nel mistificare la realtà. A trasporre sul world wide web (!) diatribe che andrebbero affrontate in altra sede. A montare polemiche pretestuose e fondate, talvolta (almeno sicuramente quelle delle quali ho conoscenza diretta) sulla spudorata menzogna . Per decoro, decenza e rispetto di tutti e della dicitura che appare su questo dominio, sarebbe meglio evitare una prassi simile. Invece, sembra diventato costume. Vorrà dire che finchè continueranno ad imperversare simili scemenze, eviterò io di intervenire. Ma me ne duole, dato che anche recentemente a chi mi aveva chiesto informazioni sul PLI io stesso (che sciagurato!)avevo suggerito di consultare questo sito. Ma mi rendo conto che attualmente non è bene che chi si avvicina per la prima volta a questo glorioso partito legga certe scemenze.

  32. Caro Lombardo,
    ….sei geloso?……C’è chi è liberale più di quanto Tu possa immagginare. Non hai visto ancora niente!!!1

  33. O CHE è POSSIBILE CHE TUTTI COLORO CHE NON PRESENTANO LISTE DEL PARTITO ANCHE QUANDO POTREBBERO E DOVREBBERO POI CONTESTANO A CHI CI E’ RIUSCITO DI AVER AVUTO UNO SCARSO RISULTATO ELETTORALE? Ringrazio Stefano Betti e i suoi amici per aver presentato la lista a Segrate ed aver evitato comode trattative per ottenere posti in liste che il simbolo del nostro Partito non lo evidenziano nemmeno pagando. Ringrazio di cuore comunque tutti coloro che si sono impegnati per presentare liste , anche in combinazione e in particolar modo gli amici pugliesi , e lucani e rammento a tutti che a dispetto del presunto silenzio elettorale , nella prossima primavera si voterà in moltissimi comuni italiani compresi Grosseto , Siena e Arezzo (questo lo dico agli amici toscani ) dove sin da oggi andranno pensate e individuate candidature , liste , programmi , non è continuando a litigare che si raccoglieranno firme e candidature e si faranno eventuali alleanze. Claudio Gentile

  34. A Segrate il PLI si è presentato con l’Udc. Ed il primo ha preso un decimo circa dei voti del secondo. Per essere un po’ più precisi.

  35. Cari amici Vi invito a riflettere e ad aiutare coloro che la pensano come il ns amico Pratellessi.
    Ringrazio Stefano Betti per il contenuto del suo post e vorrei rammentare prima a me stesso e poi agli altri, che la meritocrazia nel PLI non è mai esistita, anzi………Angelo Caniglia

  36. Buongiorno a tutti sono Stefano Betti e come cooptato in consiglio nazionale (assieme all’Arch Bertasi) con votazione unanime del medesimo consiglio intendo rispondere a Roberto Petrassi, a chiarimento del fatto che ho pieno diritto di essere , se vorrò, presente al prossimo consiglio con tutti i diritti attribuiti ai consiglieri stessi.
    Voglio di seguito spiegare il perchè della mia assenza dai dibattiti sul sito.Voglio intervenire anche su quanto esposto dal sig. Furina. Vi sembrerà strano che l’unico che a livello nazionale ha presentato, a Segrate, il PLI con il suo simbolo (senza strane unioni o accordio inciuci) sia stato proprio io con l’aiuto solo dei componenti di ISeP perchè nessun iscritto ne dirigente (a parte il Dott. Sorgenti e il Dott Rampichiniche ringrazio ) .
    Dopo tale successo avevo sottolineato a Stefano che da parte di molti liberali esistevano solo chiacchiere e che a fronte di cio era necessaria una immediata risposta concreta agli iscritti dando merito a chi si era impegnato ad assumere ruoli per portare avanti il PLI.
    La risposta è stata il commissariamento (neppure previsto dallo statuto ) della regione Lombardia e ciò è avvenuto non ponendo a vertice del’organizzazione persone capaci ma proprio la persona che aveva fallito. In risposta alla mia domanda del perchè era stato posto il sig. Fortuna a commissario della regione mi è stato comunicato che era un abrava persona “un signore” e questa doveva essere considerata una sentenza e se avessi voluto o me ne sarei potuto andare o costituire una corrente di minoranza. Non sono però avvezzo a tali metodi ed ho preferito farmi da parte in modo da poter riscontrare i fallimenti che prevedo. Da Liberale non accetto sentenze ne imposizioni dal vertice anche perchè , nei principi liberali è riportata come condizione essenziale la meritocrazia e chi non vale non deve essere premiato perchè questo indebolisce la dememocrazia ed allontana i potenziali simpatizzanti. Se vogliamo distruggere ulteriormente il PLI ,siamo sulla strada giusta.

  37. Precedenti impegni professionali mi impediranno,quasi sicuramente, di poter partecipare al consiglio nazionale.Farò il possibile perchè possano partecipare il centinaio di iscritti , miei amici, che al congresso hanno fatto le ore piccole per votare l’attuale escutivo. Mi auguro che vi sia una significativa partecipazione di tutti i membri del consiglio, degli iscitti e di simpatizzanti, anche se la sempre più esigua e residuale presenza alle direzioni nazionali degli stessi membri di Direzione non fa ben sperare.Nessuno pensi comunque di modificare i membri del cons. naz. eletti in sede di Congresso con surroghe che non possono essere accettate. I

  38. Cari amici tutti ed esplicitamente al Segretario del P.L.I Stefano, ho letto la convocazione del Consiglio Nazionale per il 21/22/c.m. e i punti all’ordine del giorno.
    Mi risulta caro Stefano che in un partito che si rispetti al primo punto si dovrebbe dicutere dell’ analisi del voto dopo la figuraccia fatta dal partito alle regionali in cui non siamo riusciti a presentare le liste. Mi chiedo se sia il caso di metterlo al primo e non al terzo punto. Smettiamola di dare la colpa sempre agli assenti o ai dimissionari: adesso basta con le chiacchiere, facciamo il vero partito dove tutti devono lavorare per un solo obbiettivo: entrare nelle istituzioni e togliersi la puzzetta sotto il naso; prendere delle decisioni collegiali e non come fai sempre tu, caro Stefano, che alle regionali per il Lazio scegli la Bonino senza garanzie e sappiamo come e andata a finire… pertanto chiedo da ora e a tutti gli amici del C.N. di fare una mozione per allargamento della D.N. inserendo nella stessa amici con esperienza politica sul territorio, segreterie regionali e proviciali entro il 2010. Vi prego imoltre di non mancare perchè siamo arrivati ad un momento in cui è necessario prendere decisioni importanti oppure lasciar morire un Partito che non rappresenta più neanche se stesso.
    C.N. Agazio Furina

  39. Caro Sergio, Ti chiedo scusa se non l’ho fatto subito, sappi che condivido pienamente il Tuo pensiero.Angelo Caniglia

  40. la difformità di vedute partitiche non mi impedisce di vederti con piacere ho anche provato a telefonarti ma i numeri sbagliati. claudio

  41. caro Claudio,
    spero di avere il piacere di incontrarti e parlarti de visu. Vorrei rammentarti alcune cose che sappiamo in pochi e spero che questa “sordità” finisca.Faccio mie le riflessioni di Petrassi. Angelo Caniglia

  42. Mi auguro che questa riunione “allargata” del Consiglio Nazionale apporti un valido contributo ad un “risveglio” dell’idea liberale!!! E spero inoltre che molte delle incomprensioni createsi negli ultimi periodi vengano a risolversi nella maniera più idonea ad un conciliazione tra tutti i “veri” liberali!!!!

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