Putin ci insegna la libertà ammanettandoci all'energia Russa

RedazioneLettere

Cari amici liberali,
resto sconcertato dai recenti risultati dell’incontro “semi-privato” (ormai la diplomazia ufficiale pare un’inutile ingombro) del nostro Presidente del Consiglio con il suo “omologo” russo, nonchè grande amico personale, Vladimir Putin.
Il Presidente Berlusconi starebbe trattando tecnologia russa per le prossime centrali nucleari (non basta il gas pure la tecnologia nucleare) italiane. Non so se ci si rende conto di quanto l’Italia si stia pericolosamente legando ad una potenza straniera, che nella migliore delle ipotesi possiamo definire “non NATO”, su un ganglio strategico come quello energetico considerato anche che siamo dei grandissimi importatori di energia. La questione assume maggior rilievo strategico se, come pare, alla prossima revisione periodica delle linee strategiche della NATO si arriverà finalmente a discutere seriamente della minaccia energetica come minaccia di tipo militare, con tutte le conseguenze annesse. Alla luce di queste considerazioni appare assurda la scelta del ns. Presidente del Consiglio di trattare questioni di questo calibro in forma “semi-privata” escludendo di fatto la ns. diplomazia ufficiale dalla questione.
Peraltro vi è da registrare l’assordante silenzio dei progressisti e riformisti del PD e del centro-sinistra tutto i quali, evidentemente, non hanno nulla da dire mentre il loro “avversario” ci lega mani e piedi a nazioni illiberali, non atlantiche e con un passato, ed un futuro, tutt’altro che raccomandabile. Evidentemente quando si tratta di ex URSS non si resiste al “richiamo della foresta” che sovrasta persino i comportamenti illiberali del Presidente del Consiglio.
Ma l’insulto più grande, mi si passi il termine forte, è stato l’annuncio di Berlusconi di dare una cattedra a Putin in una fantomatica e molto “brianzola” Università del Pensiero Liberale.
Siamo all’indecenza più totale, un ex agente del KGB a capo di un paese dove si ammazzano i giornalisti scomodi e si gestisce lo Stato come un patrimonio personale che viene ad insegnare liberalismo nella paese di Cavour, di Einaudi, di Gaetano Martino, di Giovanni Malagodi, di Benedetto Croce!
Spero che la dirigenza del PLI voglia dare un segnale forte in questo senso e comunicare, pur con tutti i limiti dell’ostracismo mediatico di cui siamo vittime, che Putin e Berlusconi tutto possono insegnare fuorchè liberalismo.
Un cordiale, e preoccupato, saluto.

Enzo Lombardo
Consigliere Nazionale del PLI – Catania”