Lo scontro nella maggioranza governativa rivela la esistenza, anche in Italia, come in Francia di due destre: una autoritaria, xenofoba, egoista e tendenzialmente secessionista, che si identifica nella Lega con una parte del PDL a rimorchio, ed un’altra costituzionale, nazionale, moderata, attenta al mercato ed aperta ad una società multirazziale e pluralista, interpretata da Fini.

La differenza con i cugini d’oltralpe è che, da noi il lepenismo è maggioritario rispetto al sarcosismo, a causa della anomala presenza di Berlusconi, insofferente alla democrazia, sia nel suo partito, dove ha ottenuto un sostegno plebiscitario dalla Direzione da lui stesso nominata, sia in Parlamento, dove colloca i suoi fedeli o sodali. La destra democratica di Fini quindi, fortemente minoritaria in un PDL padronale, non può che guardare verso il centro, per aprire un confronto con le componenti liberale, democratica e cattolica.  Si aprirà pertanto, anche nel nostro Paese, una stagione di dialogo, come avvenne in Francia, tra l’UDF di ispirazione liberale di Giscard d’Estaing ed i Gollisti dell’UMP. Nella politica non c’è mai nulla di nuovo. Per non sbagliarsi nelle analisi, basta osservare attentamente quanto è già avvenuto in passato in una realtà similare.

Purtroppo a causa del ruolo ridondante di una informazione schierata, non esiste uno spazio sufficiente per la promozione di una opinione libera, che non corrisponda al perverso schema bipolare destra contro sinistra.

Da questa anomalia deriva la totale assenza dai media del punto di vista  liberale, anzi, sia la stampa governativa che  quella di opposizione, hanno totalmente ignorato l’esistenza di una piccola forza organizzata dei liberali e delle loro idee, condannando il nostro Paese a rimanere indietro, rispetto agli altri.

Gli Stati Uniti, hanno saputo reagire alla crisi economica, scommettendo sulla speranza del sogno proposto da Obama, i Tedeschi, hanno bocciato il compromesso della Grande coalizione socialista- democristiana ed hanno premiato una nuova alleanza di Governo con i liberali, che sono stati determinanti sul piano delle scelte di programma. In Gran Bretagna si profila un successo del Partito liberaldemocratico ancora più grande.  I pochi liberali italiani, riuniti nel PLI, che si richiama a quei valori ed a quelle idee,  possono,anzi devono, alzare la loro voce. È arrivato, infatti,  il momento di superare un bipolarismo pernicioso,  per riproporre una coalizione plurale di stampo degasperiano, fortemente caratterizzata sul piano identitrario, al cui interno, la componente liberale potrebbe avere un ruolo determinante sul piano della proposta politica. Il processo di disfacimento del sistema inaugurato con la cosiddetta Seconda Repubblica, Ë cominciato con la crisi, ormai irreversibile,del PD, in evidente crisi di identità; essa proseguirà con il rapido collasso della coalizione di destra, che sta mostrando il suo vero volto autoritario, padronale, affaristico e razzista, anche nei confronti degli stessi italiani di un Sud, ormai abbandonato.

Per celebrare degnamente il centocinquantesimo anniversario dell’Unità Nazionale, bisogna recuperare uno spirito unitario e solidale, senza il quale sarà impossibile affrontare la sfida di una modernità all’insegna del mercato, della valorizzazione dei saperi e della qualità, del pluralismo, anche culturale, della libertà.

Vanno respinti i tentativi di contrapposizione tra Nord, Centro e Sud, con relativi partiti politici di riferimento. Occorrono forze politiche Nazionali, in grado di comprendere i problemi delle diverse realtà del Paese, di radicarsi saldamente nei territori con una classe dirigente adeguata e di individuare una via unitaria per uscire dalla fase attuale di difficoltà, evitando la artificiosa contrapposizione tra Unità Nazionale e interessi locali. Non è con spirito egoistico e con un federalismo di stampo secessionista che si può rilanciare l’Italia, ma con una visione che, valorizzando finalmente il Mezzogiorno, secondo le sue vocazioni naturali,agroalimentare, cultura, turismo, formazione di eccellenza, infrastrutture e reti allo stesso livello della parte più ricca del Paese, fiscalità di vantaggio, in pochi anni possa abbattere l’atavico squilibrio. Non basta la pur lodevole azione contro la criminalità organizzata, se ai meridionali non vengono offerte la opportunità di una società moderna in grado di garantire sviluppo e occupazione.

Una nuova coalizione di forze della Nazione, moderata, liberale, forte di un progetto chiaro ed ambizioso, potrebbe sbaragliare gli attuali partiti a vocazione maggioritaria, che si sono rivelati non all’altezza del compito difficile di governare la complessità italiana. Esse hanno finito col cedere, in entrambi gli schieramenti, al nichilismo distruttivo delle forze più estremiste, determinando l’accentuazione del divario tra le due grandi aree territoriali del Paese.

Stefano de Luca


37 Commenti

  1. Gabriella sei grande… Grazie… Leggere Croce mi ha dato uno slancio in più per continuare a credere in questi valori e per battermi ancor di più verso una Patria più grande che tutto ingloba… l’ Europa !

  2. giusto per meditare un po’….

    UNA PAROLA DESUETA: “L’AMOR DI PATRIA”

    Risuona oggi, alta su tutto, la parola libertà; ma non un’altra che un tempo andava a questa strettamente congiunta: la patria, l’amore della patria, l’amore, per noi italiani, dell’Italia.
    Perché?
    Perché quell’amore della patria fu non tanto pervertito quanto piuttosto soppiantato dal cosiddetto nazionalismo, che accusava i suoi avversari, non già di essere “antipatriottici”, ma, come diceva, “antinazionali”; e tuttavia una certa confusione rimase tra i due diversi concetti e i due diversi sentimenti, cosicché la ripugnanza sempre crescente contro il nazionalismo si è tirata dietro una sorta di esitazione e di ritrosia a parlare di “patria” e di “amor di patria”.
    Ma se ne deve riparlare, e l’amor della patria deve tornare in onore appunto contro il cinico e stolido nazionalismo, perché esso non è affine al nazionalismo, ma è il suo contrario.
    Si potrebbe dire che corre tra amor di patria e nazionalismo la stessa differenza che c’è tra la gentilezza dell’amore umano per un’umana creatura e la bestiale libidine o la morbosa lussuria o l’egoistico capriccio.
    L’amor di patria è un concetto morale. Nel segno della patria i nostri più nobili ideali e i nostri più austeri doveri prendono una forma particolare e più a noi vicina, una forma che rappresenta l’umanità tutta e attraverso alla quale si lavora effettualmente per l’umanità tutta,
    Perciò, se i nazionalismi aprono le fauci a divorarsi l’un l’altro, le patrie collaborano tra loro, e perfino le guerre tra esse, quando non si riesce ad evitarle, sono non di distruzione reciproca, ma di comune trasformazione e di comune elevamento.
    E’ poiché la patria è un’idea morale, essa ha in ciò il suo intimo legame con l’idea della libertà.
    E noi ora soffriamo non solo della perduta nostra dignità di cittadini e di uomini per la perduta libertà, ma delle onte e dei danni che hanno colpito e colpiscono l’Italia, che un tempo stava al sommo dei nostri pensieri, oggetto di cure, di sollecitudine, di trepidazione, di amore e di dolore, di speranze e di orgoglio, e alla quale consacravamo il meglio di noi stessi, offrendo a lei il nostro lavoro, procurando di farla sempre più bella e più degna di ammirazione e di reverenza; e ora è brutalmente maltrattata e messa allo sbaraglio da giocatori dissennati che, dando di piglio nel suo avere e nel suo sangue, tentano la fortuna del loro triste giuoco di rapine e di prepotenze.
    Forse il pensiero della patria, l’amore della patria, la carità di patria, tornando vivo e puro nei cuori, renderà più agevole la necessaria concordia nella discordia tra i partiti politici che ora si vengono vagamente delineando e che in avvenire si determineranno in modo più concreto e si combatteranno a viso scoperto e lealmente; perché tutti essi, come terranno sacra la libertà, loro comune fondamento, così avranno dinanzi agli occhi l’Italia, loro comune affetto, e nel bene dell’Italia troveranno di volta in volta il limite oltre il quale non deve spingersi la loro discordia e nel toccare il quale sentiranno sempre risorgere la loro fondamentale concordia.
    Così ci hanno insegnato i nostri padri nel Risorgimento, e questa passione e quest’amore della patria è stato cantato dall’ultimo grande poeta d’Italia, Giosue Carducci.

    BENEDETTO CROCE

    8 giugno 1943

  3. Sono assolutamente d’accordo con Mario Rampichini sul fatto che il PARTITO LIBERALE ITALIANO deve “risorgere” dalle sue ceneri, caratterizzandosi nel caos attualmente imperante dove non esistono più idee, ideali, morale, ma soltanto il bieco opportunismo, la spudoratezza di coloro che, fruitori di assurdi privilegi per le cariche che ricoprono, fanno razzia del “bene pubblico” impoverendo l’Italia, ergo tutti noi.
    Credo nessun partito sia immune da questa piaga… la percentuale varia probabilmente a seconda dei seggi che ha in Parlamento.
    Se il Partito Liberale vuole avere una speranza di “risorgimento” e di “riscatto” deve quanto più possibile STARE LONTANO DA OGNI ALTRO PARTITO-UOMO POLITICO ATTUALMENTE IN CARICA, che il popolo (quello che va alle urne) ha ormai messo nel “fascio” comune.
    La parola d’ordine per il PLI deve essere, a mio parere, DIFFERENZIAZIONERIPRISTINO DI CONCETTI MORALI, ONESTA’, COMPETENZA,

  4. Il professore esimio Vincenzo Puzza si chiede se le possibili convergenze con la corrente di Gianfranco Fini possano preludere alla nascita di una nuova coalizione terza, finalmente una coalizione laica liberale e repubblicana, come in tutte le democrazie evolute.

  5. Penso che il PLI dovrebbe commemorare ufficialmente i festeggiamenti dei 150 anni dell’unità d’Italia.
    Il nostro simbolo è il Tricolore, che la rappresenta; penso che il partito dovrebbe criticare le posizioni della Lega, su questo importante argomento istituzionale.
    Perfino la Chiesa, oggi si schiera per l’unità d’Italia.
    Stringiamoci in un atto di orgoglio nazionale, in visione laica e liberale.
    Auspichiamo, anche se questo può avere un’importanza limitata, causa il nostro limitato peso politico, che la Lega si federi al PDL, in modo che essa sia più controllabile nelle sue uscite molto discutibili.
    Superiamo le nostre divisioni.
    Affermiamo nel contempo l’essere liberali.
    L’unità d’Italia è un valore fondamentale, un valore di libertà.
    Saluti.

  6. Siamo tra due fuochi, cari amici: da una parte i leghisti, quelli che Roma ladrona, il sacco del Nord ecc., dall’altra i neo-borbonici, con il brigantaggio a mo’ di resistenza, il Regno delle Due Sicilie all’avanguardia della civiltà e dell’industrializzazione ecc.
    In questa confusione chi veramente lucra di più sono le regioni a statuto speciale, di cui, si noti, due (le più grandi) nel Mezzogiorno e tre (le più ricche!) nel Nord.
    E’ ora di finirla e di cominciare a usare la razionalità.
    E smettiamola di sbavare per i vari Fini, Casini, Rutelli e chi più n’ha più ne metta con i falsi liberali. Il PLI deve PRIMA caratterizzarsi e cercare di raccogliere un minimo consenso, POI guardarsi intorno e cercare gli alleati più idonei. Approfittiamo se possibile, di questo sesquicentenario per rafforzare l’unità d’Italia nell’unico modo possibile, cioè con un VERO federalismo e con un serio riesame dell’Unione Europea, che non è tutta rose e fiori.

  7. Salve a tutti, in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia, si preparano festeggiamenti in tutta la penisola, ma siamo sicuri che per il meridione questa unità sia qualcosa di memorabile da festeggiare? Scriverò di seguito la recenzione del libro “Terroni” di Pino Aprile, apparsa sul Giornale di Sicilia alcuni giorni fa su questo passaggio drammatico della nostra storia. Per ragioni di spazio ho un pò sintetizzato, ma il contenuto è completo ed integrale.
    Le vicende che portarono il Regno delle Due Sicilie a saldarsi con il resto dello stivale furono costellate da episodi dolorosi.

    Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto. Ma tante volte, per anni, e cancellarono per sempre molti paesi, in operazioni anti-terrorismo, come i marines in Iraq. Non sapevo che, nelle rappresaglie si concedessero libertà di stupro sulle donne meridionali, come nei Balcani, durante il conflitto etnico. Ignoravo che, in nome dell’unità nazionale, i fratelli d’Italia ebbero pure il diritto di saccheggio delle città meridionali, e che praticarono la tortura. Non sapevo che in Parlamento, a Torino, un deputato ex garibaldino paragonò la ferocia e le stragi piemontesi al Sud a quelle di Tamerlano, Gengis Khan e Attila. Un altro preferì tacere rivelazioni di cui l’Europa potrebbe inorridire. Né che si incarcerarono i meridionali senza accusa, senza processo e senza condanna, briganti per definizione perché meridionali. E se bambini, briganti precoci; se donne, brigantesse o mogli, figlie di briganti; o consanguinei di briganti ( sino al terzo grado di parentela ); o persino solo paesani o sospetti tali. Tutto a norma di legge, come in Sudafrica con l’apartheid. Non sapevo che il paesaggio del Sud divenne come quello del Kosovo, con fucilazioni in massa, fosse comuni, paesi che bruciavano sulle colline e colonne di decine di migliaia di profughi in marcia. Non volevo credere che i primi campi di concentramento e sterminio in Europa li istituirono gli italiani del Nord, per tormentare e farvi morire gli italiani del Sud, a migliaia, forse decine di migliaia ( non si sa perché li squagliavano nella calce ), come nell’ Unione Sovietica di Stalin. Ignoravo che il Ministero degli Esteri dell’Italia unita cercò per anni “una landa desolata”, tra Patagonia, Borneo e altri sperduti lidi, per deportarvi i meridionali e annientarli da occhi indiscreti. Né sapevo che i fratelli d’Italia venuti dal Nord svuotarono le ricche banche meridionali, regge, musei, case private ( rubando persino le posate ), per pagare i debiti del Piemonte e costituire immensi patrimoni privati. E mai avrei immaginato che i Mille fossero quasi tutti avanzi di galera. Non sapevo che, a Italia così unificata, imposero una tassa aggiuntiva ai meridionali, per pagare le spese della guerra di conquista del Sud, fatta senza nemmeno dichiararla. Ignoravo che l’occupazione del Regno delle Due Sicilie fosse stata decisa, progettata, protetta da Inghilterra e Francia, e parzialmente finanziata dalla massoneria ( detto da Garibaldi, sino al gran maestro Armando Corona, nel 1988 ). Né sapevo che il Regno delle Due Sicilie fosse, fino al momento dell’aggressione, uno dei Paesi più industrializzati del mondo ( terzo, dopo Inghilterra e Francia, prima di essere invaso ). E non c’era la “burocrazia borbonica”, intesa quale caotica e inefficiente: lo specialista inviato da Cavour nelle Due Sicilie, per rimettervi ordine, riferì di un “mirabile organismo finanziario” e propose di copiarla, in una relazione che è “una lode sincera e continua”. Mentre il modello che presiede alla nostra amministrazione, dal 1861, è quello franco-napoleonico, la cui versione sabauda è stata modulata dall’unità in avanti in adesione a una miriade di pressioni localistiche e corporative. Ignoravo che lo Stato unitario tassò ferocemente i milioni di disperati meridionali che emigravano in America, per assistere economicamente gli armatori delle navi che li trasportavano e i settentrionali che andavano “ a far la stagione”, per qualche mese in Svizzera. Non potevo immaginare che l’Italia unita facesse pagare più tasse a chi stentava e moriva di malaria nelle caverne dei Sassi di Matera, rispetto ai proprietari delle ville sul lago di Como.

  8. Buonasera,
    è molto che non partecipo a questo forum. Ho letto in tutti questi mesi gli interventi che si sono avvicendendati.
    A mio avviso c’è convergenza su moltissime cose, forse se tutti facessimo un minuscolo passettino indietro, potremmo sfiorare l’unanimità su certi argomenti.
    C’è anche il consenso, dentro e fuori.
    La gente non ne può più, nè degli uni nè degli altri.
    Dobbiamo solo avere il coraggio di uscire fuori e dire ai cittadini che ci siamo e che possiamo cambiare questo Paese, aiutare chi ne ha bisogno perchè sappiamo come creare ricchezza, senza presunzione ma con umiltà, sappiamo difendere i cittadini dall’onnipotenza dello Stato e dalla prepotenza dei privati.
    Facciamolo !
    Basta parole
    Basta vi prego

  9. Auspicio, e se la Lega si federasse al PDL,” rinunciando però in cambio” a certe uscite alla Calderoli sui festeggiamenti per l’unità d’Italia; se Fini garantisse la governabilità, il PLI potrebbe entrare nell’area finiana,a patto che lo stesso fini riconosca il PLI e non ne pretenda lo scioglimento, il PLI va difeso, assieme al tricolore che è il suo simbolo senza se e senza ma.
    In questa logica, per bilanciare la Lega, sarebbe auspicabile che l’UDC si aggreghi al PDL, costituendo un’area politica sua; L’abolizione delle province, potrebbe costituire il primo punto d’intro con i finiani.
    L’eliminazione delle province è sopratutto un problema economico di costi della politica.
    Di questo la lega dovrebbe rendersi conto, in cambio del federalismo fiscale ” ma solidale”.
    Il PLI potrebbe fare pressione su Bossi, affinchè Calderoli riveda le sue dichiarazioni innopportune sui festeggiamenti per l’unità d’Italia.
    Sono convinto che una Lega federata a queste condizione al PDL, sarebbe sicuramente più controllabile e meno estremista.
    In questo caso, e solo in questo caso il bipartitismo sarebbe possibile ed auspicabile, e per rispondere a Rampichini, nella libertè, fraternitè ed egualitè.
    Ma ribadisco, che a parer mio rispetto ai problemi politici, restano prioritari quelli che riguardano l’unità dello Stato, quelli economici e giuridici sui quali non mi dilungo, perchè mi sono già espresso più volte diffusamente; mi permetto però di porre l’accento sull’importanza di affrontare in toto i diritti individuali inviolabili del cittadino, il mio appello per la legalizzazione della prostituzione a favoredei malati psichiatrici e per l’umanizzazione della psichiatria, oltre a proporre un’alternativa laica ad accanimento terapeutico, eutanasia o suicidio assistito, si muove anche in tal senso.
    Saluti.

  10. Il parere della procura della Cassazione è l’ennesimo caso d’invadenza dei magistrati. Consiglio a chi vuol chiarirsi le idee di leggere gli art. 6 e 30 della legge 4 maggio 1983, n. 184. La coppia in questione ha semplicemente dichiarato, onestamente ma anche ingenuamente e incautamente, di non ritenersi idonea ad educare bambini con certe caratteristiche. Dichiarazione inutile e pericolosa, magari stupida, ma non illegale. La procura ha inventato violazioni di norme inesistenti per sfoggiare un antirazzismo di maniera.

  11. Egregio Rampichini,
    Libertè, Fraternitè ed ” Egualitè ” questa è la base del liberalismo, e della rivoluzione che l’ha generato, quella francese, il fatto che non ci siano due peresone identiche e del tutto secondario, ed in termini giuridici, non significa nulla, tutt’al più costituisce una semplice ovvietà di carattere formale.
    Ma il problema è l’ugualianza in termini prettamente giuridici.
    Quindi, viva il liberalismo e l’egualianza, irrinunciabili per chi unque si definisca liberale.
    Rendere la parità giuridica ai minori, rifiutando il razzismo, è un concetto politico – giuridico di straordinaria importanza da un punto di vista liberale, e che afferma il valore giuridico e di idealità politica che si chiama egualianza.
    Quindi, il pronunciamento della Procura della Cassazzione ha un’importanza storica.
    Per quanto riguarda l’eutanasia; penso che utilizzare delle escort, e quindi una terapia per prevenire il dramma della morte, di un essere umano tramite eutanasia o suicidio assistito, sia un atto doveroso, poichè la vita umana va tutelata, e quando questo avviene in termini laici, come nel caso dell’utilizzo di escort professionalmente preparate, per essere di sostegno in gravi forme di depressione o schizofrenia, questo vuole essere una risposta in termini laici e civili sia al dramma dell’eutanasia, che a quello dell’accanimento terapeutico.
    Questo come sfida positiva e concreta al mondo cattolico, ovvero: alternativa all’eutanasia ed all’accanimento terapeutico, ma in termini laici, tramite la legalizzazione in questi casi della prostituzione vista come risorsa di sostegno attivo, anche nell’umanizzazione della psichiatria.
    Sostegno affettivo e sessuale dunque per la cura di gravi patologie psichiatriche.
    E’ un tema sul quale da liberali, vale la pena di lanciare un guanto di sfida propositivo al mondo cattolico, sono delle problematiche con le quali dobbiamo confrontarci serenamente.
    Ovviamente, mi auguro che in un futuro prossimo la prostituzione venga legalizzata per tutti, tramite la legge sulla legalizzazione della prostituzione,
    ma nel frattempo, firmiamo l’appello.
    Saluti.

  12. Mi pare che ci sia un po’ di confusione.
    1)UGUAGLIANZA: non è vero che, come scrive Luigi Gani, “Tutti gli esseri umani sono uguali”.
    Non ci sono due esseri umani uguali, neanche due gemelli “identici”. E’ vero invece che TUTTI GLI ESSERI UMANI SONO PARI.
    2)MAGISTRATURA: Stefano De Luca sembra approvare il fatto che “il potere giodiziario ha dovuto regolare quello su cui il Parlamento non ha saputo legiferare”. Non sono d’accordo. E’ preciso dovere della magistratura applicare la legge, non modificarla e neanche “interpretarla”
    3)LIBERTA’ DI SCELTA: perfetta la definizione di Enzo Lombardo “che essere liberali non significhi essere pro o contro in determinate scelte (eutanasia, aborto, divorzio, droga, etc.) ma semplicemente garantire una libertà di scelta al singolo”. Questo però non deve diventare un dogma: in alcuni casi è necessario non “lasciare all’insindacabile arbitrio dell’individuo la soluzione delle proprie questioni personali” per evitare gravi rischi alla collettività, come ad es. per le gomme lisce, le cinture di sicurezza, e, secondo me, anche la droga.

  13. Passiamo dalle parole ai fatti… Interamente d’ accordo con l’ impegno liberale per tentare di modificare il nostro Paese !

  14. Caro Gani, innanzi tutto desidero apprezzare il suo coraggio ed il suo generoso impegno politico. Sottoscrivo il suo appello e mi auguro che il Partito possa farlo proprio. Per quanto concerne il mio riferimento alla questione del “fine vita”, desidero precisare che nel mio post precedente lo avevo citato come uno dei casi in cui la Politica non ha saputo, o voluto decidere, costringendo la Magistratura ad un ruolo di supplenza. Nel merito sono problemi di coscienza in cui chiunque, per primi i liberali, hanno il diritto di pensarla come ritengono più giusto e coerenta con la propria sensibilità e cultura. Tuttavia l’Eutanasia non esaurisce tutte le questioni concernanti la fine della vita, che comprendono anche le problematiche ben note di coloro che, privi di coscienza in modo irreversibile, vengono mantenuti artificialmente in una vita solo vegetativa, attraverso l’idratazione e l’alimentazione forzata. Personalmente ritengo che, in tal caso, se vi è una manifestazione certa della volontà dell’interessato per la interruzione di una pratica, che va persino oltre l’accanimento terapeutico, deve essere rispettata.

  15. Per Lombardo,
    Ed ecco con lauto anticipo, su quanto previsto, l’argomento da me scelto da trattare diffusamente.
    Idee di integrazione legge sulla legalizzazione della prostituzione, nonchè ” terapia sessuale per i malati gravi di depressione e schizofrenia, terapia alternativa all’accanimento terapeutico, nonchè all’eutanasia.

    Apppello alla giustizia civile, in attesa venga emanata nostra legge sulla legalizzazione della prostituzione.
    1) Tramite la legalizzazione della prostituzione si possa prevedere anche nei luoghi di cura psichiatrica, al supporto psicologico, sessuale ed affettivo dei pazienti con gravi forme di depressione, o affetti da schizofrenia.
    2) Tale attività deve essere svolta da hostes od escort, opportunamente preparate, sia nei luoghi di cura psichiatrici, come in altri luoghi di cura e non, nonchè a domicilio.
    3) si richiede provvedimento legislativo ad doc, che in attesa della approvazione di norme legislative in tal senso, ne preveda l’inquadramento professionale e contributivo, e che nel contempo si richieda da parte della persona operatrice in oggetto la più ampia garanzia sanitaria.
    4) Tale terapia riabilitativa va estesa, dove se ne ravvisi la necessità terapeutica, anche a soggetti psicotici nei luoghi di detenzione.
    5) Detta terapia riabilitativa ha lo scopo di limitare, la dove sia possibile l’uso massiccio di farmaci, nonche ogni altra forma di intervento, quale ad esempio terapie limitanti la libertà individuali del paziente.
    6) Le persone adibite a questo servizio, devano obbligatoriamente possedere un minimo di cognizioni infermieristiche alle quali verranno preparate in modo adeguato da appositi corsi professionali.
    7) Detta terapia affettiva, si prefigge di prevenire casi di suicidio, più o meno assistito, eutanasia, nonchè grave sofferenza psicologica di carattere depressivo o mentale.
    Detta terapia, potrà venire anche integrata con trattamenti a carattere medico paliativo che limitino la sofferenza al soggetto.
    Luigi Gani.

    Spero che molti liberali firmino il mio appello, che di questo si parli al Consiglio Nazionale, e che detto appello raggiunga la magistratura civile competente.
    Cordialissimi saluti.

  16. approvo quanto scritto da enzo lombardo e anche se non conta nulla perche’ Sig Luigi Gani mi sembra un uomo risoluto, le vorrei dimostrare la mia vicinanza morale e la vedo un uomo vincente, con un atteggiamento mentale positivo, credo che avrei da imparare da lei,arrivederla stefano chiassai

  17. Caro Gani,
    la sua è una scelta coraggiosa che merita tutto il mio rispetto e la mia ammirazione.
    La domanda che lei pone, credo anche a se stesso, sul rapporto tra liberalismo ed eutanasia e molto bella e provo a darle una mia risposta, molto personale ovviamente.
    Credo che vi sia una totale compatibilità tra il sentirsi liberale ed essere contrario all’eutanasia; penso infatti che essere liberali non significhi essere pro o contro in determinate scelte (eutanasia, aborto, divorzio, droga, etc.) ma semplicemente garantire una libertà di scelta al singolo. In sostanza essere liberali su queste cose è una “pre-posizione” che è volta a lasciare all’insindacabile arbitrio dell’individuo la soluzione delle proprie questioni personali.
    Un caro saluto.

  18. Egregio Segretario,
    mi ritengo ” molto soddisfatto” della sua risposta in merito al problema delle adozioni da me posto.
    Il suo è un intervento molto importante che rafforza le lotte liberali, e del quale la ringrazio personalmente.
    Detto questo, però ritengo che il problema sul fine vita, sia una cosa diversa.
    Quì a parer mio entrano in gioco dei valori etici legati alla vita.
    Entra in gioco la religiosità profonda delle persone; parlo di religiosità profonda, non certo di bigottismo, che non appartiene al mio modo di pensare.
    Il diritto alla vita, contrariamente ad altri temi che sono invece opinabili, come ad esempio gli atteggiamenti sessuali, dove ad esempio, per un cristiano, cattolico o meno, se non bigotto, c’è una certa libertà e giustamente, direi, il diritto alla vita è un concetto base fondamentale.
    Sono contrario all’eutanasia, anche perchè per scelta di vita, nonchè per motivi personali, ho scelto di continuare a combattere anche contro un’importante malattia.
    Non aggiungo altro, per motivi di privacy, dico solo che la mia forza di volontà, la mia scelta di vita, hanno fatto si, che io gradualmente stia notevolmente migliorando.
    Se mi fossi lasciato andare, se non avessi avuto fede nella vita, oggi non sarei quì a scrivere sul sito.
    Ma a volte mi chiedo, è possibile essere liberali, essendo contrari all’eutanasia?
    E’ una domanda alla quale da solo non so rispondere.
    Certamente, essere liberali vuol dire combattere le discriminazioni razziali, come nel caso del pronunciamento della Procura della Cassazione in materia di adozioni, cosa sulla quale, ci ritroviamo in pieno.
    Cordiali saluti.

  19. Caro Gani, lei ha segnalato un aspetto cruciale della condizione in cui versano i rapporti tra le diverse istituzioni in Italia. Troppo spesso, la incapacità della politica di decidere, svolgendo il suo compito naturale di ricercare la mediazione tra le diverse opinioni e produrre delle riforme necessarie, lascia dei vuoti legislativi. Non è la prima volta che la Magistratura, meritoriamente, è costretta ad un ruolo di supplenza per colmare tali carenze. E’ avvenuto nel caso delle adozioni ieri, come lei ha ricordato, ma anche sul tema delicatissimo del fine vita, come in molte altre materie, il potere giodiziario ha dovuto regolare quello su cui il Parlamento non ha saputo legiferare. Devo aggiungere fortunatamente, dopo aver seguito il dibattito parlamentare sul caso Englaro.
    Anzichè esporre manifesti, forse perniciosi, ma sicuramente costosi, come il federalismo, che quindi in un periodo di grave crisi economica il Paese non può permettersi, la volontà modernizzatrice andrebbe indirizzata verso le riforme urgenti che non costano, anzi che, come la sburocratizzazione, producono dei risparmi.

  20. Una notizia importantissima da un punto di vista liberale, che a parer mio meriterebbe sicuramente una nota di apprezzamento ufficiale del PLI, è il pronunciamento da parte della Procura della Cassazione in materia di adozioni, finalmente, in caso di adozione, i genitori adottivi non potranno più discriminare sul colore della pelle del minore adottato.
    Un importante concetto liberale, che merita sicuramente un’approfondimento in positivo.
    Questo è un argomento molto importante da un punto di vista liberale, perchè riguarda i diritti inviolabili della persona, e perchè così viene a riempirsi un vuoto legislativo in materia.
    Tutti gli esseri umani sono uguali, viva il liberalismo e l’egualianza.
    E’ un pronunciamento storico, che il PLI deve evidenziare, pronunciamento al quale le nostre battaglie liberali non sono certo estranee.
    Come questo fatto testimonia, le lotte politiche sono anche questo, non solo peso e computo dei parlamentari in sede partitica.
    In questo contesto anche un piccolo partito come il nostro può e deve fare la sua parte.
    La giustizia civile, è venuta in aiuto alla politica, sanando in questo caso una situazione di palese ingiustizia nel campo dei diritti civili dei minori, ed anche questo è un fatto di straordinaria importanza.
    Le battaglie liberali vanno affermandosi.
    Pochi giorni orsono, è stata la volta del garante per la privacy, con l’emanazione nel campo della privacy appunto, di nuove norme che riguardano la libertà del cittadino nei confronti dell’invadenza della video sorveglianza, ieri, questo importante pronunciamento della Procura della Cassazione, è un fatto di cui non possiamo non parlarne in modo approfondito;
    ossia, vi sono altri modi, oltre il Parlamento, per dare valenza politica ad importanti questioni di principio anche di carattere giuridico?
    Questo ultimo esempio giuridico dimostra di si.
    Per questo il PLI ha assoluto bisogno di buoni politologi, per indirizzare in senso liberale le battaglie giuridiche e di principio, che assieme a quelle per la liberalizzazione dell’economia di mercato, costituiscono il fondamento del PLI.
    Saluti.

  21. per antonio conti
    il mio era un esempio di come dovrebbe comportarsi un partito cioe’ un idea/proposta discussione aperta della base, incremento o decremento della proposta iniziale, sintesi che tenga conto delle pluralita’ delle opinioni, divulgazione all’esterno per consenso. ho fatto un esempio esplicito di questo comportamento come per il ddl alla prostituzione, non entravo nel merito della proposta ma come secondo me dovrebbe funzionare la democrazia all’interno di un partito per arrivare ad una condivisione piu’ ampia possibile che non sia un imposizione dall’alto o una decisione presa a maggioranza che comunque sarebbe una forma soft di dittatura nei confronti della minoranza, a meno che le istanze della minoranza non sono compatibili al tipo di proposta in questione.

  22. Gent.le Antonio Conte,
    Il testo è stato pubblicato proprio sul sito.
    Gli dia un’occhiata e se le va commenti pure…
    Arrivederci.
    Claudio Ferrante

  23. Per Stefano
    La proposta di legalizzazione della prostituzione è un’idea su cui si può discutere, magari riaprendo delle case dove le prostitute possano svolgere l’attività con controlli periodici sulla salute dalle Asl, come si faceva prima e con meno pericoli di delinquenza di strada. Naturalmente si può discutere su una piattaforma comune.

  24. per Antonio Conti
    io mi aspetto dal 1992 Tangentopoli una RIVOLUZIONE ITALIANA c’e’ tanto da cambiare radicalmente penso per questo di stabilire dei punti, progetti su cui puntare e radicarsi sul territorio ma dobbiamo costruire un qualcosa di nuovo alternativo mantenendo le radici ben salde ma dobbiamo proporci come NUOVO signori tanto peggio del 0,3% non si puo’ fare, abbiamo tutto da guadagnare,perche’ il segretario o chi per lui non apre una discussione come per la proposta di legalizzazione della prostituzione che io ho trovato un metodo democratico molto interessante e poi fare una sintesi e divulgare il progetto, cosi si da attenzione a tutte le voci e tutti contribuiscono al dibattito politico?

  25. Per Stefano, su alcuni punti.
    1) Sono d’accordo sulla valutazione su Fini, cerca di riportare un pò di democrazia nel PDL allontanandolo dal cappio della lega. 2)E’ vero anche che in Italia non c’è libertà di informazione, poichè i giornali sono in mano a grossi gruppi finanziari che indirizzano la linea editoriale verso la loro parte politica e le lobby bancarie e imprenditoriali, ma come modificare questo? Dovrebbe essere la politica a farsene carico, e chi lo dovrebbe fare? Chi ha tanto potere individualmente da potere risolvere questa situazione garantendo un principio costituzionale ( Art.21 ) sulla libertà di epressione con ogni mezzo di diffusione? E’ il sistema democratico italiano che è ormai marcio e non riesce, e forse non vuole dare risposte di laicità e di democrazia in ogni sfera della vita civile, su questo ci dovremmo interrogare. 4) Molti politici fanno politica per proprio tornaconto personale, un investimento su se stessi, le persone danno fiducia perchè non hanno altre alernative, sono sempre gli stessi, i partiti li candidano, anche se hanno pendenze penali in atto, poco importa poichè rappresentano interessi per appalti o per altro, da lì occorrerebbe una seria riforma della giustizia che interessi tutti e non pochi, ma anche lì chi ha il potere di farla da garantire l’interesse comune in nome della libertà e della giustizia? è il cane che si morde la coda 6) Una speranza per il Sud potrebbe essere la riforma federalista che non sia però soltanto appannaggio della lega e del nord, ma che coinvolga tutto il meridione, facendo chiarezza su come verrà applicato e quale vantaggi potrà portare alle regioni meridionali. E’ necessario però che in queste regioni ci sia un ricambio politico amministrativo adeguato e non esperienze fallimentari perpetuate negli ultimi anni ad esempio in Campania ed in Calabria; si devono creare condizioni per un meccanismo virtuoso della spesa pubblica.

  26. 1) non credo che l’intento di FINI sia di aprire un confronto con le componenti liberale,democratiche,e cattoliche, mi sembra che il suo obiettivo e’ di portare un po’ di democrazia all’interno del PDL e il suo intento e’ quello di far crescere il PDL;
    2)informazione E’ ASSENTE SONO D’ACCORDO. UNA BATTAGLIA DA FARE E’ PER LA VERA LIBERTA’ DI PENSIERO, DI STAMPA, DI SCRITTURA MA QUESTO E’ POSSIBILE SE GLI AZIONISTI DI GIORNALI, TELEVISIONI,RADIO NON AVESSERO ALTRI INTERESSI OLTRE GIORNALI,TELEVISIONI,RADIO;
    STATI UNITI per favore una nazione sul lastrico con bilanci sballati la cui unica speranza sarebbe portare i libri contabili in tribunale o se la cina dovesse battere cassa ci sara’ da ridere;
    4)POLITICA INTERNA critico la posizione “per riprovare una coalizione plurale di stampo degasperiano” ancora con inciuci, con accordi sotto banco, assistenzialismo,clientelismo, io penso che il messaggio dell’astenzionismo sia un messaggio chiaro e bisogna intercettarlo la gente e’ stanca di essere presa in giro. c’e’ bisogno di novita’ sarebbe bello fare una battaglia contro la politica come professione e fare una campagna per selezionare persone da allocare in ambiti di competenza specifica che abbiano voglia di mettersi in discussione non perche’ si devono intascare euro 12000 o 15000 di stipendio come politico perche’ vivono tranquillamente del loro lavoro ma perche’ possono delegare la loro funzione lavorativa, non essendo indispensabili e dedicarsi alla cosa comune;
    5) politiche nazionali sono d’accordo ma sono d’accordo di piu’ che i miei soldi io posso controllare come vengono impiegati, come sono spesi e misurare i servizi che mi ritornano. basta pagare tasse a fondo perduto per sfamare questa macchina burocratica che alimenta la corruzione, la criminalita’ e mentre io stento a far quadrare i conti c’e’ chi va in barca o lavora 3 o 4 giorni a settimana, non paga nulla etc etc.
    6) SUD con tutti i finanziamenti le politiche di vantaggio i soldi della comunita’ europea il sud lo avremmo distrutto e ricostruito non so quante volte. Basta basta basta.sai come si trova efficienza e si vince la criminalita’? chiudo i rubinetti, campi con quello che produci, sono d’accordo a mettere un fondo solidarieta’ ma bisogna imparare a camminare con le proprie gambe;
    7) mi piacerebbe un PLI libero,autonomo,onesto,efficiente,responsabile,meritocratico per avere il 50%+1 di consenso questo dovrebbe essere obiettivo a cui tendere. AMP atteggiamento mentale positivo e tanto tanto lavoro chiudo con un pezzo di Fabio Galimberti sul sole 24ore thomas watson il fondatore di IBM disse se vuoi aver successo, aumenta il tuo tasso di errori.

  27. Complimenti per l’ottima disamina.Concordo,non ci devono essere fratture tra nord e sud.Il vento liberale europeo deve essere da traino e stimolo per tutti noi e augurci,mille bandiere liberali sventolino in citta e paesi della nostra nazione.A proposito del sud deve abbandonare ogni forma di assistenzialismo,e essere positiva non per le drine,mafia e camorra ma per quello di buono,che fanno i propri amministratori e cittadini.Segretario andiamo avanti un futuro liberale aspetta questa nazione ne ha veramente bisogno.

  28. Salve a tutti, non scrivo da diverso tempo pur frequentando il sito. Sono d’accordo con quanto scritto da Rolando sulla poca visibilità che ha in questo momento il P.L.I. avevo auspicato in altri commenti precedenti la speranza che dai congressi che si sono fatti in questi mesi venissero fuori delle proposte costruttive, ” dei cavalli di battaglia ” che potessero diventare identitarie nella situazione politica italiana attuale e quindi dare visiblilità al partito che in questo momento appare più un club di opinioni. Credo che si debba puntare sulla situazione economica della Grecia e del Portogallo che rischia di avere ripercussioni su tutta l’Europa. Noi non stiamo meglio, da una parte il governo ci esorta ossessivamente a credere che la crisi economica è alle spalle, dall’altra il PD, icapace di fare proposte concrete e costruttive, ci esorta a credere che siamo in una crisi forte di difficile uscita, ed indubbiamente è così. Ma mancano proposte concrete, riforme che vengono fatte soltanto a parole senza mai trovare concretizzazione. L’unica riforma di cui si parla in campo economico è il federalismo fortemente voluto dalla lega, ma mi chiedo se gli italiani ne abbiano capito veramente qualcosa; quando sarà attuato definitivamente? come sarà organizzato? sarà solidale per favorire le regioni meridionali più deboli? favorirà veramente la creazione di nuovi posti di lavoro? favorirà la meritocrazia della politica delle regioni ed individuali? creerà fondi per la realizzazione di nuove infrastruture necessarie? qual’è la posizione del P.L.I., quali sono le sue proposte, le sue perplessità e di questo che dobbiamo parlare. Il rilancio dell’ economia deve avvenire anche dalla questione morale, perchè la classe dirigente di una regione ( quella da cui scrivo è la Sicilia ), che deve investire le somme necessarie per gli investimenti e le riforme e sono soldi dei cittadini che ne dovrebbero beneficiare e poter controllare la giusta spesa, e ne sono invece tenuti allo scuro, per garantire ai sistemi di potere trame e guadagni illeciti. Uno dei princìpi del liberalimo e. “NO TASSE SENZA RAPPRESENTANZA”, ed è per questo che i cittadini devono essere protagonisti e coinvolti avendo un partito di riferimento che possa accogliere le loro istanze.

  29. Mi associo comletamente a quanto ha scritto e spiegato il nostro Segretario sulle due destre. Mi permetto tuttavia una piccola chiosa: esiste una terza destra, pericolosa perchè svicola in continuazione,a random, cercando spazi di pubblicità: l’italia dei valori. E non aggiungo altro
    Giancarlo Colombo

  30. Mi sarei aspettato un cenno alla gravissima situazione economica internazionale che ha investito Grecia e Portogallo, e che ” minaccia di investire l’intera Europa con grave rischio per l’economia e per le riforme liberali in tutto il continente”; mi sarei aspettato altresì un cenno favorevole di assenso per le importantissime norme liberali varate recentemente dal garante per la privacy, misure tra le altre cose da sempre da noi liberali giustamente richieste, invece purtroppo, niente di questo, forse ritenuto poco importante, rispetto a tematiche politiche espressamente dell’opposizione, peccato, pazienza, sarà per un’altra volta!
    Saluti.

  31. Caro Segretario,
    come sempre una analisi lucida e sferzante.
    Certo Noi del PLI, come dice Rolando, non siamo percepiti, inclini alla divisione, dico io, nel quale dovremmo individuare 2-3 argomenti e martellarli nell’opinione pubblica, tesi da me sempre sostenuta.
    L’amico Enzo Lombardo ha lanciato, anche qui sul sito, la proposta di un disegno di legge per la legalizzazione e regolamentazione della prostituzione, questo per far capire che non di soli sogni oggi nel PLI si parla.
    Quindi caro Segretario de Luca ho cercato di far giungere nell’ultima riunione di Direzione la mia proposta di promuovere, certo con uno sforzo economico che ha bisogno di un certo sostegno, un convegno-incontro proprio con quei soggetti politici da Lei richiamati nel suo intervento, sulle tematiche politiche che da tempo noi Liberali proponiamo, quali la fine del bipolarismo, la preferenza nel voto elettorale, ecc., che oggi iniziano ad avere una platea di ascoltatori maggiore rispetto a qualche anno fa.
    La scelta del convegno-incontro, a mio avviso permette di accendere i giusti riflettori sul PLI, pur lasciando ai vari soggetti politici partecipanti, la possibilità di rimanere nella propria casa politica, parlando solamente di ciò che ci accomuna e non di ciò che ci divide.
    Spero che questa mia idea sia fattibile e che riporti il PLI al centro del dibattito politico nazionale.

  32. mah…
    io smetteri di sognare e dipingere scenari che poi puntualmente non corrispondono alla realtà…
    svegliarsi poi fa male….
    il PLI non ha bisogno di politologi ma di politici!
    Se il Pli vuole tornare a fare politica deve smettere di ragionare come se nulla fosse cambiato negli ultimi 20anni.
    Non direi che il PLI oggi è percepito male dall’opinione pubblica. Direi proprio che non è percepito ….
    Se vuole tornare a essere protagonista deve cambiare stategia. Non un partito tuttologo che vuol parlare di tutto e di tutti, ma un partito indentificabile dall’opinione pubblica per due o tre argomenti in grado di bucare il video!
    Oggi il PLI non è un partito, ma un club. E come tale si deve comportare. Utilizzi le poche risorse umane ed economiche che ha a disposizione per portare avanti poche idee ma buone.
    Solo quando avrà qualche carta in mano gli altri partiti si accorgeranno del PLI.

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