la Direzione nelle sua odierna riunione ha svolto un esame approfondito della situazione politica, manifestando interesse per le posizioni assunte dal presidente della Camera, Gianfranco Fini,  che ha sollecitato  un minimo di dialettica  in un partito cesarista e privo di ogni barlume di democrazia interna, come il PDL. Infatti la problematica sollevata, riguardando il partito di maggioranza relativa del Paese, non può non influenzare lo stato della Democrazia in generale in Italia. Ciò che più ha rilevanza, dal punto di vista del PLI, è il dissenso con Berlusconi sul sistema elettorale. Mentre il Presidente del Consiglio insiste nel sostegno accanito dell’attuale legge antidemocratica, che prevede la nomina dei parlamentari da parte delle oligarchie dei partiti, Fini si è schierato su una linea di difesa del Parlamento, la cui centralità per i liberali è cruciale in ogni Democrazia Liberale. Da parte sua il PLI ha deciso, indipendentemente, di assumere una forte iniziativa sulla urgenza di cancellare l’attuale legge elettorale. La direzione, inoltre, si è riconvocata per il giorno 12 maggio 2010 per approfondire una complessiva proposta di azione politica del Partito, da sottoporre al Consiglio Nazionale, che è stato indetto per i giorni 21 e 22 maggio in Roma.

La direzione ha preso infine atto con sodisfazione della comunicazione del Segretario che è stata trovata una nuova  sede nazionale del Partito a Roma in Via Uffici del Vicario, 43, di fronte la Camera dei Deputati, che sarà operativa dai prossimi giorni, non appena saranno definiti i contratti per la rete elettrica e telefonica e saranno ultimati alcuni necessari lavori di adattamento.

7 Commenti

  1. E invece, io consegnerei proprio il PLI a
    Fini. Nel senso, offriamogli il simbolo,il nome e tutto quanto. E ricostruiamo il partito assieme a Fini e ai radicali che stanno a destra (tipo Della Vedova,ecc..) che a giudicare dal loro sito libertiamo mi sembra non siano d’accordo praticamente con nulla di quello che il governo sta facendo.
    Difficilmente Fini accetterebbe, però la “sparata” io proverei a farla; se non altro sarebbe un buon modo per sottolineare la nostra richiesta nei suoi confronti, di muovere verso la creazione
    di un soggetto liberale piuttosto che andarsi a impastoiare con Casini e Rutelli nelle melme democristiane.

  2. Daccordissimo sull’iniziativa riguardante la legge elettorale, l’attuale normativa consente alle segreterie di partito di “nominare” gli eletti senza possibilità di scelta dell’elettore, non mi viene in mente nulla di meno liberale. Vedremo poi gli sviluppi della diatriba Berlusconi – Fini, consapevoli del fatto che Fini ha buone ragioni sulla mancanza di democrazia interna nel Pdl, ma anche del fatto che quando quel partito è nato (già con tali premesse) seduto al tavolo della sua costituzione c’era pure lui.

  3. Concordo pienamente. L’attuale legge elettorale è blindata e priva di democrazia.Portiamo avanti questa importante iniziativa che sicuramente ci premierà.Contentissimo per la nuova sede, un punto di riferimento importante.Grazie a chi si sta impegnando fortemente per raggiungere importanti risultati.

  4. Sono contento che finalmente venga convocato il consiglio nazionale, anche se mi permetto di disapprovare il lungo periodo (dal 2-3 ottobre 2009 dal 21-22 maggio 2010 sono passati 7 mesi e 20 giorni!) trascorso senza la convocazione del principale organo politico del partito, eletto dal congresso.
    Approvo, invece, totalmente, l’iniziativa del PLI contro l’attuale legge elettorale, ricordando che un’iniziativa in tal senso è stata inoltrata alla corte europea dal costro consigliere nazionale Mauro Anetrini.
    Riguardo all’attuale lite interna al PDL tra Fini e Berlusconi, ritengo che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stata la proposta della maggioranza di fare le riforme istituzionali nel prossimo triennio libero da elezioni: mantenendo l’attuale legge elettorale per la camera Calderoli proponeva di eleggere Berlusconi alla presidenza della repubblica con elezione popolare diretta a turno unico maggioritario secco, unita all’elezione di un premier leghista. Tutto ciò ora, grazie ai determinanti deputati finiani non è più possibile.
    Marco Marucco
    segretario politico regionale emiliano romagnolo del PLI

  5. Sono d’ accordo con l’ impostazione assunta dalla Direzione Nazionale a proposito del tentativo di Fini per il coraggio da egli dimostrato nell’ assumere scomode e delicate posizioni all’ interno del P.d.L. e guardo con interesse crescente all’ evoluzione della situazione politica che potrebbe schiudere spazi di manovra insperati per noi Liberali.
    Rilevo con favore il conseguimento della Sede Nazionale del Partito a lato di Montecitorio ed auspico che si possa addivenire a tale soluzione anche qui a Milano, anzi colgo l’ occasione per sollecitare gli amici lombardi a farsene carico sostenendo questo progetto.
    Da parte mia ci sarà il massimo impegno per esaminare qualsiasi possibilità al riguardo… A presto !

  6. Vi siete dimenticati di quello che è successo causa le preferenze, con il caso Di Girolomo?
    Una nuova legge elettorale metterebbe a serio rischio la governabilità del Paese in un momento di grave crisi, e favorirebbe solo l’opposizione, non certo il bene comune.
    Sarebbe stato meglio a mio avviso affrontare prima i problemi economici e quelli riguardanti i diritti individuali del cittadino.
    Così si consegna il PLI a Fini, e non penso che molti liberali tra cui il sotttoscritto, potranno mai condividerlo.
    Di difesa della privacy dei cittadini, di abolizione delle province, e di sburrocratizzazione della macchina amministrativa sarebbe il caso di parlare.
    Una proposta di legge elettorale che riguardi però maggior democrazia nelle amministrazioni locali, abbassando ad esempio il cuorum di firme necessarie per la presentazione delle liste del 40 pc.
    In questo contesto, prevedere l’eliminazione anche delle province portando a due il numero delle preferenze per Comuni e Regioni, dove la preferenza va tutelata, essendo a differenza del livello nazionale, molto più semplice il controllo sulla trasparenza delle candidature.
    E poi, le preferenze nazionali, sono indissolubilmente legate al correntismo, un grosso male della politica.
    Per bloccare il correntismo di Fini la maggioranza del PDL ha detto no, non soltanto alle correnti interne, ma perfino alle componenti interne al PDL, e questo, è un male, ” di cui dobbiamo ringraziare proprio Fini”.
    Quindi, niente più componente riformatrice nel PDL, non c’è male!!
    In merito alla legge elettorale nazionale si potrebbe però richiedere, non una cancellazione, ma una modifica si, ossia che i parlamentari siano scelti regionalmente, ad esempio un parlamentare veneto, venga eletto nei collegi veneti, un milanese, in quelli milanesi, etc…
    Del provvedimento sulla caccia, recentemente approvato dalla Camera, non si sa quale sia in merito la posizione del PLI, desidererei conoscerla, e sapere se è stato sanato il problema dell’accesso dei cacciatori alle proprietà private.
    Saluti.

Comments are closed.