“Da liberale rivolgo un appello a Gianfranco Fini per invitarlo a scegliere la bandiera del liberalismo europeo in vittoriosa crescita nel Regno Unito oltre che in Germania, la cui area in Italia è stata abusivamente edificata da Silvio Berlusconi che di liberale non ha assolutamente nulla e che chiama ‘Popolo della libertà’ un partito personale in cui tutto c’è, dall’autoritarismo al culto coreano del capo, tranne che la libertà’. E’ quanto afferma il vice segretario del Pli, Paolo Guzzanti, gia’ deputato del Pdl.
‘Fini dopo un lungo e impervio cammino si è conquistato la posizione di chi puó rappresentare il progetto liberale di una destra riformista moderna nel rispetto scrupoloso dei pesi e dei contrappesi di cui, solo, vive una democrazia. Visto che Fini ha ormai varcato il suo Rubicone, noi liberali gli chiediamo di fare un passo in piú e assumere la leadership italiana del liberalismo, che ha il vento in poppa della storia in Europa’.
Al PD, ‘ma piú ancora a Franceschini, chiediamo una risposta coraggiosa e innovativa a quello che appare oggi l’unico tentativo possibile di ricondurre la democrazia italiana nel suo alveo originario, strappandola alla deriva plebiscitaria e al finto bipartitismo, malattia mortale del parlamentarismo”.

44 Commenti

  1. Fini è una persona seria e un ottimo politico, come tale è giusto che dichiari pubblicamente di non essere un liberale al 100 %
    Detto questo se il PLI vuole toranre a contare e portare nel nostro paese alcune riforme liberali importanti deve confrontarsi ed allearsi con qualcuno e quel qualcuno può essere FINI e la sua nuova DESTRA Europea e moderna, finalmente post-ideologica.
    Non c’è altra strada !

    GUZZ – GRAZIE CARO FRANCESCO DELLA SUA OPJNIONE, sulla quale ho più d’un dubbio, ma che è rispettabile e futuribile (mai dire mai?).
    Ho però un piacere da chiederle: io penso che lei non abbia visto l’articolo con le nuove regole che impongono di firmarsi con nome e cognome.
    Anche la sua e-mail non rivela la sua identità.
    Sarebbe così gentile da mandare un nuovo messaggio con il suo nome e cognome?
    Lo troverei gentile e liberale al tempo stesso. Grazie.

  2. essere liberali, vuol dire prendere in considerazione anche le opinioni che non condividiamo, per analizzarle e valutarle al fine del “ricercare”, con onestà secondo la sua esperienza culturale e personale, intellettuale…(Raymond Aron)

    tutti i liberali sono diversi gli uni dagli altri, perchè il liberale agisce individualmente (Ortega Y Gasset); non vedo perchè Fini non possa dialogare con i liberali anche da destra; la destra liberale è da apprezzare e rispettare.

  3. Penso che i liberali inglesi, se riusciranno a realizzare un governo con i conservatori brittannici, avranno vinto un’importante battaglia politica, perchè potranno contaminare in senso positivo, l’azione del governo, cosa che avrebbe dovuto fare anche il PLI, che così avrebbe potuto trovare una sponda politica nel PRI, salvo poi, giustamente accentuare la critica a Berlusconi per il patto con Putin, e che sicuramente se il PLI facesse parte della maggioranza di governo, avrebbero avuto un peso maggiore.
    Saluti.

  4. Non siamo abituati a pentirci, ne tanto meno ci piace cambiare bandiera ad ogni soffiar di vento. Per questo, appena ‘rinato’ il PLI vi sono rientrato volentieri per ritornare ai 34 anni in cui vi militai da giovane. Per questo condivido la posizione del Leader Liberale Klegg che chiede al conservatore Cameron una riforma della Legge Elettorale in senso Proporzionale quale “Conditio sine qua non” egli possa aderire ad un Governo di coalizione con il “vincitore” delle elezioni in UK. Infatti a suo tempo fui e rimasi sempre convintissimo fautore del mantenimento della Legge Elettorale proporzionale con la quale eravamo abituati a votare sempre, anche quando Bettino Craxi (che rimane a n/s umile avviso, pur non avendo condiviso la sua idea riguardo al finanziamento ‘extra’ dei Partiti, un gigante politico in confronto con i nani mediatici odierni) invitava ad andare al mare. Di banderuole ce ne sono già troppe in giro . Al n/s ‘cugino’ Marco Pannella che nega che il Bipartitismo sia fallito in Inghilterra dico: “Condivido la tua critica a Klegg per non essersi schierato apertamente a favore dell’Europeismo (contro il credo conservatore anti-EUR) ma, come ho scritto più volte, ritengo il Sistema Maggioritario britannico ingiusto. In quanto SEMPRE ha impedito ai Liberali inglesi (e accade anche oggi) di avere una equa rappresentanza parlamentare; come avvenuto ai tempi della Tatcher, dalla quale mi dividono teorie economico/politico/sociali diverse e più liberali. Non si possono lasciare milioni di elettori sovrani senza rappresentanza parlamentare: “No taxation without Representation”. E questo vale anche per l’Italia, dove il ritorno al Proporzionale ci garantirebbe da ulteriori sedicenti (ma falsi) Liberali quali quelli dell’attuale Destra estrema che sgoverna il N/s Bel Paese! Senza contare che limiterebbe la disaffezione al voto oggi in aumento proprio a causa della non certezza di Rappresentanza parlamentare politica, o Amministrativa.

  5. Ho letto questa frase:
    “Fini non è un liberale, punto e basta”

    Vero, ma francamente anche questa frase non mi sembra liberale

  6. Qualcuno nei commenti precedenti faceva l’esempio dei liberal democratici inglesi indicandoli come veri liberali, in contrapposizione ai conservatori, e per dimostrare che il PLI non dovrebbe dialogare o guardare a destra, magari a Fini. Ebbene oggi vediamo come, complici i risutati elettorali, il partito liberal democratico inglese pare che sia destinato a fare proprio coalizione coi conservatori per governare la Gran Bretagna.

  7. Salve, sicuramente il P.L.I. si trova costretto a relazionarsi ad una situazione politica anomala, impantanata in un sistema bipolare occupato da due schieramenti politici contrapposti e mal dialoganti ma nella sua equidistanza tradizionale di stampo crociano deve cercare quelle pittaforme di intesa con entrambi gli schieramenti sulle riforme liberali condivisibili, ma trovo difficili questi potenziali accordi con partiti che di liberale hanno ben poco. Un esempio di questo era la volontà del PDL in campagna elettorale di abolire le province, poi per il ricatto della Lega, non se ne parlato più, poichè temeva che l’abolizione delle province avrebbe aumentato il potere dei prefetti, espressione del potere centrale di Roma, sulle città del nord, e Berlusconi con un clamoroso dietrofront si è piegato a questa volontà. Questo dimostra che su ogni tipo di proposta liberale c’è una difficoltà di dialogo e di accordo; anche l’aria finiana è destinata a tornare nei ranghi silenziosi e minoritari del PDL mentre la Lega forte del proprio consenzo potrà avanzare sempre più pretese. E’ vero come ho letto prima alcuni commenti che Fini non sarà mai un liberale ma a mio parere si dovrebbero cercare accordi con tutte le aree anche non propriamente liberali con cui discutere su piattaforme comuni. L’opportunita politica di un accordo efficace non intacca i princìpi storici e ideali che hanno caratterizzato il P.L.I. Non possiamo paragonare i liberali inglesi nel loro sistema politico con quello nostro, pur condividendone la loro espressione, in Inghilterra non c’è la lega, non c’è Di Pietro, e la politica riformatrice viene portata avanti su piattaforme di dialogo nell’interesse superiore del Paese.

  8. il liberalismo inglese è il faro di tutti i liberali europei e non penso proprio che Nick Clegg tenga la testa sotto la sabbia….. forse JW …..

  9. Il liberalismo è un pensiero di destra.
    Chi lo nega nasconde la testa sotto la sabbia.

    JW

  10. per Enzo Lombardo
    premesso che mi piace il sistema democratico americano, quindi sono di parte. Non credo che sia il sistema elettorale maggioritario o proporzionale lo strumento che misura chi e’ piu’ o meno liberale o democratico, per me il discorso e’ che a domande, esigenze o problemi le risposte, soluzioni che proponiamo siano liberali e il compito e’ avere un consenso+1 rispetto ad altre risposte o soluzioni proposte da altri e’ questa la vera battaglia e dietro ci devono essere obiettivi, organizzazione,strategie,sistemi di misurazione, marketing, feedback che ti permettono di radicarti e misurare in tempo reale il polso del territorio.

  11. Penso che invece di rincorrere la sinistra, come il PLI ha fatto e stà facendo, anche se dice di essere terzista, ma in realtà schierato da una parte ben precisa, si perchè non c’è la terza via, e il PLI nella sua maggioranza ha scelto, a parer mio erroneamente l’opposizione, dicevo, se invece di fare questa scelta, esso avesse affiancato ” Nucara ” nel suo progetto di creare un’area riformatrice struttu0rata nel centro destra, magari coinvolgendo anche La Malfa, le cose sarebbero state molto più positive per i liberali, che sicuramente avrebbero contato di più!!
    Ma, non è mai troppo tardi.
    Ma questi sono problemi marginali, lo ribadisco, rispetto al tema delle riforme, ai diritti individuali del cittadino, la sburrocratizzazione della macchina pubblica, ed i temi economici, come le liberalizzazioni e le privatizzazioni in campo economico.
    Poi vi è la difesa del Tricolore, dell’Inno Nazionale, e dello Stato unitario.
    Non dobbiamo perdere tempo in questioni di secondaria i0mpo.rtanza.
    Bisogna proporre una riforma del lavoro liberale contro i0l lavo.ro. nero, basata su incentivi fiscali per chi sana la situazione contributiva dei lavoratori0 di0pendenti.
    Bisogna ridurre l’IVA sui consumi, che oggi ha un valore a due cifre, insomma bisogna insomma far ripartire l’economi00a liberale.
    Per fare questo c’è bisogno di un governo stabile e di un patto per le riforme, al quale patto il PLI non può assolutamente mancare, e deve far pesare la propria presenza.
    Per Lombardo, entro una decina di giorni esporrò nel si0to, un argomento da me scelto
    Saluti.
    o.

    fi0

    sca
    li0.
    per chi sana

    zi0.
    on0e po

    li0.t
    i0…ca

  12. “penso che la funzione del PLI sia quella di dare priorità alle tematiche economiche”
    forse lei scambia il liberalismo con il liberismo economico….

    “E’ necessario modernizzare la società, non ingrandire un dissenso politico”
    mi raccomando non disturbiamo il manovratore…..

    “abbiamo un governo, che con questa opposizione, fatica e non poco a governare”
    affermazione ridicola…. stai a vedere che adesso la colpa dello sgoverno di questo paese è dell’opposizione!

    “avendo con tale respingimento di fatto reso possibile la sopravvivenza dei piccoli partiti come il nostro”
    beh… non esageriamo…. esiste sempre lo sbarramento elettorale pari ad una soglia che il PLI non raggiungeva neanche nei tempi d’oro……

    “siamo entrati nel bipartitismo”
    ripeto quanto già scritto qualche post sopra, aggiungendo una considerazione.
    Forse il sistema elettorale delle regionali sta condizionando Gani, ma comunque non si tratta di bipartitismo bensì caso mai di bipolarismo.

    “va aperto un tavolo di trattativa con il governo”
    Gani non so di cosa sta parlando… forse di un film di 20 anni fa…..

    “per incoraggiarlo su posizioni liberali, e non assistenzialiste”.
    Ha presente Nucara del Pri? Anche lui dice più o meno cose simili…. è convinto di poter condizionare B. Ha visto mai quante volte c’è riuscito?
    Per favore… cerchiamo di essere seri.

  13. Scusi Gani,
    ma io ho detto ho detto proprio il contrario.
    Io sostengo che il PLI deve portare avanti “battaglie” su temi liberali ed, in ogni caso, parlare di temi ed idee non di schieramenti e di persone; mi pare che su questo siamo d’accordo. E i tutti i temi portati avanti da un partito sono, per ovvia evidenza, temi politici sia che riguardino i diritti “civili” sia che riguardino l’imposizione fiscale, la lunghezza delle zucchine o la durata della stagione venatoria.
    Però non vedo come possiamo pretendere che il governo si metta a trattare con noi se non abbiamo un peso elettorale. Lei ha una ricetta da suggerire?
    Ancora una cosa; io non ho mai detto, e nessuno ha mai detto, che il PLI si deve alleare con la sinistra, glielo chiesi già un’altra volta, dove lo ha letto?
    Non mi sembra giusto forzare la deduzione che si è antitetici alla linea di questo centro-destra fino ad affermare che si è con il centro sinistra. Noi siamo terzi, noi siamo un’altra cosa, noi siamo liberali, noi siamo equidistanti…..
    In ogni caso molti temi che lei solleva sono condivisibili.
    Le faccio una proposta Gani. Perchè non ne sceglie uno e lo sviluppiamo insieme sul forum? Chissà che magari non ne venga fuori qualcosa di interessante. Avanti Gani si sporchi un pò le mani insieme a noi, la aspetto!
    Cordiali Saluti.

  14. Per Enzo Lombardo,
    Rispetto totalmente anche se non condivido quanto da lei scritto, essenzialmente perchè penso che la funzione del PLI sia quella di dare priorità alle tematiche economiche, nonchè quelle dei diritti individuali inviolabili del cittadino, evidentemente la pensiamo diversasamente, lei pensa che le tematiche politiche devono sempre avere la precedenza su quelle pur liberali, ma di altro genere.
    E’ necessario modernizzare la società, non ingrandire un dissenso politico, fino a paventare il populismo, che in Italia proprio non vedo, anzi, abbiamo un governo, che con questa opposizione, fatica e non poco a governare, e questo lo vediamo tutti i giorni, questi sono fatti.
    Che poi ci sia chi preferisce aggregarsi alla sinistra, anche se non più comunista, ebbene questo fa parte della libera scelta personale, che io rispetto.
    Mi sento pienamente liberale.
    Per quanto riguarda il bipartitismo.
    Penso che l’ultimo referendum elettorale sia stato giustamente respinto, avendo con tale respingimento di fatto reso possibile la sopravvivenza dei piccoli partiti come il nostro che altrimenti sarebbero spariti.
    Le cose però solo a livello nazionale, non nelle amministrazioni locali, dove tutto rimane invariato, sono ultimamente cambiate, e siamo entrati nel bipartitismo lieve, lieve, perchè non ancora strutturato.
    Questa è una realtà, e non dipende ne da me, ne da lei, ma è un fatto con il quale fare i conti e dove non vi è più molto spazio, molto più spazio di manovra invece, lo lasciano da un punto di vista liberale le tematiche economiche e dei diritti individuali dei cittadini di cui invece rispetto ai temi più squisitamente politici, purtroppo poco si parla, ma sulla quale i liberali dovrebbero trovare sintesi ed unità interna, tralasciando almeno per il momento i problemi politici.
    Un patto sulle riforme economiche, come le liberalizzazioni e le privatizzazioni, una riforma contro il lavoro nero, una legge che legalizzi quel lavoro nero che si chiama prostituzione, legge per la quale tanto lodevolmente si prodiga, la defiscalizzazione delle pensioni minime e di anzianità, l’eliminazione dello spreco economico delle province, che è scandaloso.
    Nel campo dei diritti del cittaqdino, difesa della privacy, sopratutto nei confronti del gossip, difendere il cittadino dall’invasione mediatica dei reality, nonchè dalla tv spazzatura, potenziamento dell’assistenza domiciliare con particolare riguardo ai malati di SLA,
    Applicazione delle leggi in materia di abattimento delle barriere architettoniche, difesa della legge 180 sulla psichiatria.
    In campo istituzionale,
    difesa del Tricolore, dell’Inno Nazionale, e dello stato unitario, anche se federalista.
    Questi sono temi, secondo me, prioritari sul quale va aperto un tavolo di trattativa con il governo, per incoraggiarlo su posizioni liberali, e non assistenzialiste.
    Abbiamo un’imposizione fiscale a due cifre, produciamo un documento dettagliato da nostri esperti economici, su questo e su altri temi che riguardano il mondo dell’economia, e affrontiamolo in chiave prettamente liberale,
    Poi, potremmo anche scontrarci con il governo, ma su temi economici.
    Saluti.

  15. Caro Gani,
    vorrei fare qualche riflessione insieme a lei, se me lo consente.
    1) Abbiamo fatto, trito e ritrito, cento volte lo stesso discorso. Il PLI, ed i liberali in genere, non sono ne di destra ne di sinistra ma sono, crocianamente, liberali.
    Anche lei continua a persistere con questo maledetto virus che appesta il sistema italiano che definisce il valore di un’offerta politica sulla base del “con chi stai” o del “dove stai”. Il PLI offre e promuove una piattaforma politica liberale, quindi si basa sul “cosa pensi”.
    Se a noi, ad esempio, sta a cuore il passaggio da un sistema pensionistico a capitalizzazione piuttosto che a ripartizione e questa è una battaglia liberale non ce importa un accidenti se la destra, la sinistra o chiunque altro la vorrà condividere con noi. E’ chiaro il concetto di centrismo liberale crociano? Invece radicalizzare il discorso sui luoghi della politica (centro, destra, sinistra) piuttosto che sui contenuti della politica (idee, programmi, etc.) è esattamente il disegno plebiscitario ed oligarchico che è stato concepito oltre 15 anni or sono per costringere l’elettore ad intrupparsi in blocchi contrapposti. Lei per primo ne è un esempio. Lei parla di sinistra come se valesse l’equazione sinistra=comunismo e come se questa equazione fosse scolpita dogmaticamente nella roccia e fosse immodificabile. Allo stesso modo potremmo ragionare sull’equazione destra=fascimo/dirigismo/populismo/peronismo o ancora centro=vaticano e preti e così via. Questi modi di ragionare non sono liberali e se ci si vuol definire tali bisognerà pur fare i conti con un minimo di dottrina tanto è vero che, anche ai bei tempi andati, il PLI raccoglieva sistematicamente il 2-3% dei consensi…..ci sarà una ragione no?
    2) Il PLI, nell’esperienza italiana del liberalismo, a mio avviso non può definirsi maggioritario ma proporzionalista puro sia per motivi storici (che non sto qui a riportare), sia per una circostanza che mi sia consentito di definire “giusnaturalistica”. Secondo quale principio sarebbe liberale imporre soglie di sbarramento, premi di maggioranza e coalizioni obbligatorie che finirebbero per ledere uno dei pilastri portanti del liberalismo politico: l’uguaglianza del voto degli elettori. Secondo quale impostazione è “inutile” e “dannoso” che un gruppo di cittadini possa organizzarsi e prendere una rappresentanza parlamentare sulla base dei voti raccolti (fosse anche uno solo)? Questa è l’anticamera del plebiscitarismo e del populismo e, sarà che non vi piace, non ha nulla di liberale, ma non possiamo farci nulla.
    Ci si può dire che non facciamo abbastanza, ci si può dire che non siamo efficaci, ci si può dire tutto (e bisognerebbe anche capire i problemi ed il contesto con cui dobbiamo misurarci). Ma quello che non ci si può rimproverare di certo e di non portare avanti una linea liberale vera.
    Cordiali Saluti.

  16. Egregio Palumbo, secondo me il PLI dovrebbe fare esattamente il contrario di quello da lei suggerito, e cioè, restare estremamente unito sui problemi economici, sulla solidarietà nazionale, sulla sburrocratizzazione della macchina pubblica, nonchè sui diritti individuali del cittadino, che sono e devono rimanere inviolabili, su questo, il PLI, non dovrebbe avere divisioni, a questi problemi aggiungerei un’attenzione particolare all’ecologia, che sia però compatibile con l’economia di mercato, il contrasto alla lobby dei cacciatori, quando questi violino norme ecologiche, nonchè libere proprietà private per scopi venatori, aggggiungerei anche quale priorità la legge sulla legalizzazione della prostituzione; ricordiamo anche la defiscalizzazione delle pensioni minime e di invalidità.
    Queste sono le cose fondamentali per il PLI, assieme all’abolizione delle province,
    cose sulle quali tutti i liberali dovrebbero trovarsi concordi.
    Io sono per il bipartitismo, ma a varie componenti politiche, ” almeno 4, due per ogni schieramento politico.”
    Sinistra ed estrema sinistra da una parte,
    e laici e centro destra dall’altra.
    Cosa c’è di anti liberale in questo?
    Anche Fini, se ne stà rendendo fortunatamente conto, perchè la dirigenza del PLI, non vuole rendersene conto?
    Io sono liberale e lo rivendico con forza,
    il governo va sostenuto, lo dice anche Fini ora, se non vogliamo finire come in Grecia.
    Ma forse per certi liberali anzichè il PLI, è meglio far risaltare la sinistra liberale, cosa leggittima, per carità, non voglio su questo fare polemiche, sono solo un semplice iscritto al PLI, ma un PLI così, non posso condividerlo, certo, e su questo le do pienamente ragione, bisogna far sentire con forza le nostre ragioni, ma per farlo, e lo dice anche Fini, non è necessario che il governo cada; si può e si deve discutere con Berlusconi, anche con forza, se necessario, ma garantendo la governablità.
    In questo momento è perlomeno prematuro parlare di nuova legge elettorale, ci sono i problemi economici e dei diritti del cittadino che bisogna urgentemente affrontare e sui quali trovare l’unità interna del PLI.
    Il PLI, invece da la priorità ai problemi politici, rispetto a quelli economici, sui quali potremmo differenziare con forza la nostra voce rispetto al governo.
    Il partito liberale dovrebbe come scopo primario, lanciare subito delle proposte liberali per l’economia ed i diritti del cittadino, e su questo confrontarsi realmente con il governo.
    Cosa c’è di ill’berale in tutto questo?
    Se Fini accetttasse e riconoscesse il ruolo di liberale di Guzzanti nella sua minoranza interna, ne sarei felice, ma bisognerebbe trattare con lui, e poi decidere; il PLI, anche in questo contesto, va mantenuto, non certo sciolto.
    Mi schuso per la lunghezza e forse per la pesantezza della mia lettera, ma voglio solo affermare che il PLI, va difeso nella sua interezza ed n tutte le sue componenti,
    All’interno del partito vi sono due componenti che vanno entrambe garantite, nel massimo e democratico rispetto di tutti i liberali.
    Cordiali Saluti.

  17. Se le cose stanno così ha ragione Caniglia, anch’io aspetterò il prosssimo congresso, nella speranza che nasca un vero PLI, non questa costola di sinistra innaturale che ci ritroviamo.
    Saluti.

  18. Sono totalmente d’accordo col commento di Rolando in ordine al bipolarismo, che io considero malattia senile della Democrazia (si parva licet componere magnis: parafrasando Lenin, che definiva l’estremismo come la malattia infantile del comunismo!).
    Sostengo da tempo che gli avversari del bipolarismo sono tutti potenziali alleati dei liberali, mentre i sostenitori del bipolarismo sono tutti reali avversari dei liberali, quale che sia la provenienza o la collocazione degli uni e degli altri.
    E concordo con Rolando sul fatto che se oggi i liberali hanno un avversario (irriducibile, duro, direi irredimibile, etc.), questi risponde al nome di Berlusconi, sia per la predetta ragione (quella della scelta bipolare o addirittura bipartitica), sia perché la sua concezione dello Stato e della Democrazia Parlamentare è agli antipodi del liberalismo.
    E quindi, l’incompatibilità dei liberali, ed in particolare del PLI, col PdL, per come esso oggi si presenta sullo scenario della politica, è assoluta.
    Su una cosa però Gani credo abbia ragione, e cioè sulla necessità per il PLI di affrontare nel merito le grandi questioni della società italiana (l’economia, il fisco, il lavoro, i diritti di cittadinanza, la solidarietà nazionale, la giustizia), su cui, tra liberali, è più che lecito dividersi, nella ricerca di una soluzione praticabile nell’interesse generale, e non già di un singolo o di una classe.
    Uno degli effetti perversi del bipolarismo è anche questo: che le questioni di schieramento hanno ormai oscurato le questioni di merito.

  19. l’analisi di Gani sul bipartitismo è sballata.
    Non è assolutamente vero che ormai siamo entrati nel bipartitismo caso mai ne stiamo (per fortuna) uscendo.
    Dopo la non riuscita del referendum di Segni e dopo le ultime elezioni europee e regionali (dove i due partiti maggiori hanno raccolto insieme poco più del 50% dei voti) l’ipotesi del bipartitismo è ormai definitvamente morta. Lo stesso Bersani ha (intelligentemente) abbandonato la veltroniana “vocazione maggioritaria” mentre sul fronte delle destre è guerra aperta tra lega e pdl (con il partito padronale destinato a frantumarsi una volta -speriamo presto- uscito di scena il corruttore di testimoni).
    Caso mai si può parlare di bipolarismo. Ma sia l’uscita di Casini dalla maggioranza di destra, sia l’uscita di Rutelli dal Pd, dimostrano quanto scarso e non amato sia questo bipolarismo.
    Quanto alle alleanze, una volta che il Pli inizierà a parlare veramente un linguaggio liberale moderno, sarà giocoforza cercarle il più lontano possibile da chi calpesta legalità, stato di diritto, minoranze, indipendenza della magistratura e libertà d’informaazione.

  20. Di liberale non c’è proprio niente, è segno di quanto stiamo cadendo in basso, Gani sa come la penso a proposito del bipartitismo, ritengo che sia solo apparente, presto ce ne accorgeremo. E’ vero, non bisogna far cadere questo governo, finire la legislatura, poi bisognerà dare la svolta!

  21. In merito a quanto sostenuto da Rolando, sulla non opportunità di una componente liberale all’interno del PDL, ora il problema non si pone più, poichè la direzione nazionale del PDL ha dato lo stop a componenti e correnti interne, per cui, almeno per il momento, niente conponente liberale all’interno del PDL.
    Su una cosa però siamo d’accordo, bisogna fare i conti con il PDL, cioè, all’interno di questa formazione politica, i liberali devono scegliere se stare con la sua maggioranza, oppure con i finiani.
    Fuori da ciò esiste solo la Lega e la sinistra, nonchè i valdostani ed i tirolesi.
    Questo ben inteso solo a livello nazionale.
    I partiti intermedi, dovranno obbligatoriamente federarsi ai due maggiori.
    Ormai lo ripeto, di fatto siamo appena entrati nel bipartitismo.
    Allora più che sui partiti, sarebbe il caso di confrontarci sui problemi, ad esempio su quelli economici, dell’assistenza sanitaria, e diritti del cittadino, nonchè federalismo, ” ma espressamente solidale,” altrimenti da rifiutare, difesa della natura, difesa del tricolore e dello Stato unitario, rifiuto della cxenofobia, difesa dell’inno nazionale, libertà e difesa di proprietà ed impresa privata.
    Io sostengo questo governo, non perchè mi piaccia Berlusconi, ma solamente perchè la crisi economica, che in questo momento è molto grave, e di importanza prioritaria, con una crisi di governo, anche senza elezioni anticipate, si aggraverebbe molto, e noi rischieremo di finire come in Grecia.
    Dopo, si, addio riforme liberali!!!
    Invece secondo me, occorre fare uno sforzo comune, e garantire la governabilità, ed anche Fini, dovrebbe capirlo, il dissenso, leggittimo deve garantire la governabilità.
    Esiste una priorità che un partito come il PLI, prima di schierarsi apertamente con l’opposizione come oggi, non può ignorare, ed è quella economica; poi, ma solo poi, sarebbe opportuno parlare di politica e leggi elettorali.
    Stando a quanto affermato dal Manifesto di Oxsford, lo scopo principale dei liberali è quello di affrontare le tematiche economiche e liberalizzare l’economia, garantendo al massimo la proprietà privata, nonchè i diritti inviolabili individuali dei cittadini in uno stato laico.
    E noi ci perdiamo sulle diatribe Fini, Berlusconi, ma cosa c’è di liberale in tutto questo?
    Saluti.

  22. Sto seguendo con passione la campagna elettorale in Gran Bretagna, spero vivamente che i liberaldemocratici possano vincere, o comunque ottenere un risultato importante. Appoggio Rolando quando dice che prima di festeggiare un eventuale successo, bisognerebbe cominciare a prendere spunto dalla loro politica, a partire dalle temi come ambiente e immigrazione, che Rolando ha riportato sopra.

    L’italia si sta avviando al nucleare, credo che una battaglia del PLI possa essere quella di ostacolare queste centrali, favorendo le energie pulite,la green economy. Nel mondo sono stati investiti sia nel 2008 che nel 2009 100 miliardi per le energie rinnovabili, contro i 78 dei combustibili fossili. Segnale chiaro che le potenze mondiali si stanno dando da fare, anche se non abbastanza, per adeguarsi ai cambiamenti della terra, noi italiani siamo come sempre indietro.

    Riguardo all’immigrazione, ritengo che la lotta per i diritti umani sia un cavallo di battaglia per il PLI, è necessario dunque attuare una giusta politica d’integrazione,sfruttando l’immigrazione legale e “sana”, contrastando la clandestinità, ricordando che nel 2050, il 17% della popolazione italiana sarà extracomunitaria.

  23. SE I LIBDEM DOVESSERO AVERE UN BUON RISULTATO ELETTORALE ABBIATE IL CORAGGIO(PRIMA DI FESTEGGIARLI ED INDICARLI COME UN MODELLO)DI DIRE QUALCOSA DI SIMILE ANCHE DENTRO IL PLI.

  24. PARI OPPORTUNITA’, LEGGI CONTRO LA DISCRIMINAZIONE E LA VIOLENZA.
    UNA SOCIETA’ MULTIETNICA E’ PIU’ RICCA CULTURALMENTE, SOCIALMENTE ED ECONOMICAMENTE.
    I LIBERALI INGLESI CERTAMENTE NON PARLANO LA LINGUA DELLA LEGA.

    Equality
    At the core of Liberal Democrats philosophy is a belief in equality of opportunity. Fighting discrimination in all its forms underpins our policies.

    Britain today is a multi-ethnic, multi-faith, diverse society. It is a richer society as a result – culturally, socially and economically. Liberal Democrats embrace and celebrate a diverse Britain.

    We will ensure that our laws reflect that diversity, protecting all from violence, discrimination and harassment and allowing everyone the freedom to live their lives.

    We also recognise that though they are not a minority, women continue to receive a raw deal, whether its by being paid less than their male colleagues at work or suffering poverty when they retire because of career breaks to raise children or care for relatives.

  25. I LIBERALI INGLESI SONO CONTRO LA COSTRUZIONE DI NUOVE CENTRALI NUCLEARI E PER SOSTENERE QUELLE ALTERNATIVE: VENTO, ONDE E SOLARE.
    IL NUCLEARE E’ UN RETAGGIO SPORCO E AUMENTA I RISCHI PER LA SICUREZZA GLOBALE.

    Both Labour and Conservatives support the construction of new nuclear power stations. More nuclear power will soak up subsidy, centralise energy production and hinder development of Britain’s vast renewable resources. Nuclear has a dirty legacy and increases global security risks. We oppose construction of further nuclear power stations.

    Liberal Democrats will drive a massive programme of investment in renewable energy sources such as wind, wave and solar. We will also transform the National Grid into a smart decentralised grid which will respond dynamically to the changing patterns of energy demand. Smart metering and guaranteed prices will unlock the potential of local and community energy generation, giving people control over the energy they use.

  26. I LIBERALI INGLESI S’IMPEGNANO PER UNA POLITICA AMBIENTALE SOSTENIBILE E CONTRO IL CAMBIAMNETO CLIMATICO.

    Environment

    “The Liberal Democrats have received three green lights by offering the strongest set of policies on climate change, green taxation and green living.” – How green are our parties, report by the Green Alliance 2007

    All our policies have a green thread running through them. We believe achieving sustainability cannot be done by one government department alone. Damage to our environment damages personal health, impoverishes economies and weakens communities.

    The Liberal Democrats are the only party with the vision, commitment and political drive to deliver positive change which will in turn safe guard the future of the environment and our rural affairs.

  27. ESEMPIO CONDIVISIBILE DI POLITICA LIBERALE. NON CERTO SPECULARE SULLA PAURA COME FA LA LEGA, NON CERTO RONDE, NON CERTO AUMENTARE IL NUMERO DEI REATI PER I PIU’ DEBOLI E DIMINUIRE I REATI PER I PIU’ FORTI.

    LAW AND ORDER.
    Crime is one of the biggest issues facing the country. It is far too high and too many people don’t feel safe – in their own homes and in their town centres. The Liberal Democrats want to cut crime to make you safer.

    For too long the debate about policing and criminal justice policy has been centred around what sounds tough rather than what works to cut crime. Labour and the Tories have become embroiled in a sentencing arms race in a bid to pander to tabloid newspaper editors and to exploit a politics of fear. As well as putting 3,000 more police officers on the beat by scrapping ID cards, the Liberal Democrats are committed to meaningful reform of the police service and to putting criminal justice policy on an evidence-based footing. These proposals were outlined in our Cutting Crime by Catching Criminals paper in September.

    Labour’s catastrophic mismanagement of the criminal justice system has led to prisons bursting at the seams; the creation of over 3,600 new criminal offences since 1997; and an unprecedented criminalisation of our children. Instead of using prison and sentencing as a proxy for real action on crime, the Liberal Democrats will use alternative measures that are proven to reduce re-offending. These include community justice panels, the nationwide use of restorative justice and rigorous community punishments as an alternative to short-term prison sentences.

  28. I LIBERALI INGLESI SONO VERI LIBERALI.
    LEGGETE IL PROGRAMMA E CAPIRETE.
    CORRERE DIETRO A PARTITI CONSERVATORI COME IL PDL NON E’ DA LIBERALI. SPERARE DI FARE LA COMPONENTE LIBERALE DENTRO IL PDL E’ DA STOLTI. NON VI BASTA L’ESPERIENZA DI BIONDI, MARTINO E NUCARA? VOLETE ESSERE INSIGNIFICANTI COME DELLA VEDOVA?
    OPPURE IL VS MODELLO E’ QUEL CAMPIONE DI REAZIONARISMO CHE E’ GIOVANARDI SOLO PERCHE’ SI DEFINISCE CATTOLICO-LIBERALE?
    VOLETE ESSERE ANCHE VOI DEI SERVI IN UN PARTITO PADRONALE?
    FINI NON E’ UN LIBERALE MA SU IMMIGRAZIONE, BIOETICA E DIRITTI CIVILI HA FATTO AFFERMAZIONI MOLTO PIU’ LIBERALI DI QUELLE DI MOLTI ESPONENTI DEL PLI. MA QUESTO NON LO RENDE AUTOMATICAMENTE UN LIBERALE DOC.
    IL PROBLEMA E’: QUANTO E’ CREDIBILE UNA PERSONA CHE HA FIRMATO LA BOSSI-FINI E CHE RIDICOLMENTE RITIENE IL PERONISTA DI ARCORE VITTIMA DI “ACCANIMENTO GIUDIZIARIO”?
    SE IL PLI VUOLE ESSERE UN PARTITO LIBERALE INIZI A DIRE QUALCOSA DI LIBERALE E LA SMETTA DI TEORIZZARE ALLEANZE CON QUESTO E CON QUELLO CHE PUNTUALMENTE POI NON RIESCE A REALIZZARE.

  29. Caro Tocchi, non ricordo se ci conosciamo, ma mi complimento per le sue affermazioni, che condivido. Il PLI, che ha subito ostracismo, silenzio ed incomprensioni, si sta muovendo esattamente come lei ha indicato. Bisogna rendere visibile e dar corpo ad una opposizione al berlusconismo, cesarista e nemico della democrazia, nel campo moderato, mobilitando la minoranza liberale. In effetti i liberali in Italia sono sempre stai minoritari. Il suffragio universale, introdotto dal liberale Giolitti, diede luogo ad una forte rapprsentanza parlamentare di popolari e socialisti, che per la loro pavidità impedirono un nuovo Governo Giolitti ed aprirono le prte al Fascismo. Tuttavia, nel dopoguerra il PLI, ricostituito da Croce, ebbe un ruolo ben più significativo delle modeste percentuali elettorali cnseguite. Una formazione di stampo liberale, anche solo del 5%, oggi, potrebbe avere un ruolo significativo. Naturalmente quella di Fini non è non è una storia liberale, ma le sue critiche odierne ed alcune sue attuali posizioni coincidono con le nostre.
    Purtroppo dissento da lei su un solo punto. Martino, come altri liberali, hanno fatto il gioco di Berlusconi fino a quando ne sono derivati per loro ruoli prestigiosi ed altri vantaggi. Dopo si sono ritirati in un assordante silenzio, pieno di inutili mugugni. A volte,hanno persino contestato la nostra coerente linea di critica al cesarismo, all’emarginazione del Parlamento, al disprezzo del principio della separazione e bilanciamento dei poteri, al sistematico scardinamento degli istituti della Democrazia Liberale. Non ci rimane che augurarci che dallo sfaldamento del blocco leghista-peronista dominante, si aprano nuovi spazi per le idee ed i valori liberali, vincenti nel mondo, come dimostrano i risultati elettorali in Germania ed i sondaggi in Gran Bretagna.

  30. In Italia esiste un’opposizione di destra. Si tratta di un’opposizione senza voce, senza rappresentanza politica. Da quando S.B. è sceso in campo, vi sono persone di destra che hanno scelto di non appoggiarlo, di non dargli il loro voto. Quelle persone, di cui faccio parte, da 16 anni aspettavano che qualcuno facesse un gesto di coraggio: mostrasse che esiste un dissenso di destra. Inutile ricordare il perché per noi S.B. era e rimane impresentabile: credo che oggi le persone di buon senso inizino a capire che avevamo le nostre buone ragioni. Siamo stati accusati di essere di sinistra, a volte persino di essere comunisti, semplicemente perché da veri liberali non accettavamo di appoggiare un populista senza scrupoli (volendo evitare riferimenti alle vicissitudini giudiziarie) come S.B. Quelli tra di noi che lo hanno appoggiato (Scognamiglio, Martino e tanti altri) sono stati messi da parte o si sono ritirati in disparte, inevitabilmente delusi da S.B. In una giornata triste come quella di ieri, S.B. ci ha dato conferma di non far parte, di non avere mai fatto parte, della famiglia liberale. Bondi ha detto senza capirlo la frase più illuminante: il PDL è un partito di servi, che mal si concilia con chi voglia portare avanti valori liberali. Tuttavia, in questi 16 anni abbiamo imparato che la politica non è più quella dei Malagodi, dei La Malfa e degli Almirante. Chi usa il cervello e dialoga sui principi, può aspirare al massimo ad un 5% dei consensi (più o meno la percentuale di sostenitori di Fini nel PDL). L’Italia è questa, non ci possiamo illudere. Comunque, onore al coraggio di Fini, che sarà ricordato da tutti noi (ma speriamo dalla Storia) come il primo oppositore di destra di S.B. e onore al coraggio di Giuliano Ferrara che ha dimostrato, ancora una volta di avere un coraggio straordinario affermando di condividere al 95% le idee di Fini. Se Fini Vorrà rappresentare noi veri liberali, pochi, elitari, perdenti, sarà il benvenuto. GRAZIE GIANFRANCO! GRAZIE GIULIANO!

  31. Per parafrasare Forrest Gump, liberale è chi il liberale fa.

    Adesso che Fini è uscito finalmente allo scoperto, e ke Guzzanti ha vergato l’appello di cui sopra, sento ke il mio sogno è meno lontano…

    Auspicherei un un unico grande partito di centrodestra, laico come l’UMP francese, plurale e liberista come il PP spagnolo e innovativo come i Tories di Cameron in Inghilterra ed ‘eretico’ come i liberali tedeschi di Westerwelle.

    Però già mi andrebbe bene un’alleanza tra un “blocco” di destra moderata incarnato da Fini (ovviamente che riesce a scalare e scalzare Berlusconi) alleato al PRI, al PLI ed altri soggetti “minori”.

  32. Trovo le posizioni di Fini degne di essere seguite con interesse, quantomeno per il coraggio dell’impopolarità che le contraddistingue. Ho sostenuto più volte, anche in questo sito, il fatto che nel Pdl ci sia un crescente deficit di democrazia interna, nonchè una ormai totale assenza di liberalismo sia nei programmi che nella gestione del partito stesso. Oggi quindi non posso che concordare con Fini se dice le stesse cose, anche se in maniera (a mio avviso) un pò confusa e non ancora con sufficiente forza. Che poi il destino di Fini sia di confluire in un soggetto politico nuovo con Rutelli e Casini è ormai una storia vecchia che gira da almeno un anno, ciò non toglie che potrebbe avere un fondo di verità. Se poi questo soggetto possa incarnare ideali e temi liberali, bè forse questo spetta proprio al PLI. Quindi, nel caso il progetto prenda corpo il PLI non dovrebbe assolutamente trovarsi escuso da questa operazione.

  33. Per Umberto Villa,
    Quando scrivevo della mancanza di una componente liberale nel PDL, intendevo riferirmi ad una ” componente parlamentare organizzata e strutturata, questo oggi nel PDL pur troppo non c’è”.
    Si comunque hai ragione, fortunatamente ci sono varie associazioni che operano in tal senso, mi sono spiegato male, e mi scuso.
    Ci sono però elementi come Della Vedova, Bonniver, Nucara ed altri, che potrebbero presto costituirla, io me lo auguro di cuore, ed ad essa si lega la mia speranza per il PLI da un punto di vista politico; un PLI al quale sono affezionato, ed al quale consiglio di federarsi ” a testa alta al PDL, aggregandosi a questa componente una volta che essa sia costituita, mantenendo però il PLI, esattamente come stà facendo Nucara, con il PRI.
    Chiarito questo punto, direi che Fini, e lo ribadisco, non è e non sarà mai liberale.
    Per quanto riguarda il bipartitismo, si, sono convinto che siamo entrati nel bipartitismo; dalle ultime regionali, in poco tempo sono cambiate molte cose, fortunatamente l’ultimo referendum elettorale è stato respinto, permettendo così la sopravvivenza dei piccoli partiti a livello locale e regionale.
    In sostanza il poli partitismo c’è negli Enti locali, e costituisce una richezza.
    Adesso il problema, a livello nazionale è non tanto a quale partito fare riferimento, ma a quale componente organizzata di partito riferirsi, in questo contesto la terza via liberale, giustamente tanto ricercata, e decretata dal congresso, potrebbe espletarsi nel costituire e rafforzare nel PDL una componente liberale, strutturandola a livello parlamentare.
    Saluti.

  34. Fini non è liberale punto.

    Dopo il socialista Guzzanti anche il missino Fini col PLI?

    E’ l’ora di dire basta.

  35. @Guido Di Massimo:

    è vero che siamo messi male nel cercare un capo, però è altrettanto vero che il partito liberale deve trovare un modo per acquisire visibilità e notorietà, alcune alleanze strategiche potrebbero aiutare!

  36. Siamo proprio ridotti male se abbiamo bisogno di cercarci in giro “un capo” . Potremmo mettere un annuncio su un giornale.

    E poi: a parte molte sue recenti opinioni condivisibili, cosa ha a che fare Fini con i liberali?

    Saluti cpordiali.

  37. @Luigi Gani:

    questa volta non sono d’accordo con lei, su due fronti: il primo, lei ha detto che in Italia esiste ormai il bipartitismo e ogni partito minore dovrebbe scegliere uno dei due poli, non credo sia così, le ultime elezioni lo dimostrano, i due partiti maggiori sono calati ed è cresciuta la Lega, l’UDC (anche se di poco) e altri piccoli partiti, oltretutto alle regionali summando i voti di PD e PDL si supera leggermente il 50%, quindi bipartitismo inesistente. L’idea di creare un terzo polo con Casini, Rutelli e probabilmente Fini è possibile.

    Altra cosa, dice che all’interno del PDL non ci sia una corrente liberale, questo non è vero, infatti, pur non essendo molto rilevante, esiste “libertiamo”, associazione liberale interna al popolo della libertà.

  38. Oggi le cose sono notevolmente cambiate, siamo entrati nel bipartitismo, per cui il PLI deve scegliere da che parte stare, una terza via, non è più possibile.
    Anche la Lega dovrà decidere se federarsi al PDL, o diventare un forte partito regionale, dal momento che nelle Regioni, e negli Enti locali in genere, a differenza del livello nazionale, c’è ancora spazio per un terzo polo, ed anzi, a quel livello, l’esigenza di un terzo polo cresce, effetto positivo della bocciatura dell’ultimo referendum in materia elettorale.
    C’è invece spazio per le componenti dei due schieramenti.
    Io tra il PDL e la sinistra ammalgamata a Fini di fatto, anche se non di merito, preferisco il PDL, nel quale però auspico la formazione di una componente liberale, che non può essere quella di Fini.
    Il contro canto di Fini è dannoso per la governabilità, e a questo proposito, ricordo che la crisi economica è grave, e certamente il Paese ha bisogno di un governo che governi.
    Un PLI che si esprima finalmente sulle specifiche problematiche economiche, vedi, assistenza domiciliare integrata, liberalizzazione dell’erogazione dell’acqua, OGM, riforma fiscale e della burrocrazia.
    Sopressione delle province, che economicamente sono un grosso spreco.
    Difesa della proprietà privata, e dei diritti individuali ed economici del cittadino.
    Legge sulla legalizzazione della prostituzione.
    Certamente, solo il PDL in collaborazione con il PLI, potrebbe garantire questi risultati, non certo la sinistra o i finiani, ma un PDL riformatore.
    Saluti.

  39. io ricordo che ai tempi di Alleanza Nazionale lui aveva un idea di partito non certamente liberale e democratica, ricordo come Storace chiedesse a gran voce un confronto con un congresso che Lui non fece mai, producendo l’uscita dal partito di Storace. Ora mi sembrano che le parti si siano invertite, io non ho molta fiducia di questi voltagabbana della politica nostrana e sopratutto non mi sembra un paladino della liberta’, a me sembra un opportunista che vuole conquistare quella fetta di elettorato astenzionista che e’ il primo partito in Italia. Chissa cosa si inventera’ domani quando la poltrona dove siede non gli converra’ piu’.

  40. Credo che questo tipo di dichiarazioni ed aperture verso altri soggetti ed oggetti politici, sia la strada che il PLI debba perseguire per riuscire a riapparire sullo scenario politico nazionale.
    Oggi credo che si tenga una importantissima riunione della Direzione; ecco mi piacerebbe molto che da essa uscisse una proposta di promuovere un convegno-incontro con tutti i soggetti, nuovi e vecchi, che si rifanno agli ideali Liberali, così da potersi incontrare, ogniuno magari nelle proprie posizioni, e discutere di ciò che ci accomuna, anzichè rimarcare ciò che ci divide. Spero vivamente, anche con uno sforzo economico, si possa realizzare ciò.

  41. Per alcune posizioni assunte negli ultimi anni (ricerca scientifica, immigrazione, omofobia, coppie di fatto, ecc.) e per la lotta di pura democrazia che sta portando avanti all’interno del PdL, io darei a Fini una tessera ‘honoris causa’ del PLI, e ciò a prescindere da quella che è la sua storia e da ciò che lui stesso si ritiene: il liberalismo è nelle idee che si esprimono e nei valori e nei comportamenti cui ci si attiene, indipendentemente dalla conoscenza che si possa avere della storia del liberalismo e, soprattutto, da ciò che si possa dichiarare o ritenere – più o meno fondatamente (Berlusconi ‘docet’) – di essere.

  42. concordo con U VILLA

    Fini ha preso posizioni che sono molto + liberali di quelle di tanti liberali che votano PLI. Ma non lo vedo come leader liberale all’inglese o alla tedesca.
    E soprattutto non vedo i finiani nelle vesti liberali. Ed ancor di più dei finiani non vedo iscritti e simpatizzzanti.

    L’evoluzione di Fini è cmq d’apprezzare. Una volta gettato a mare il peronista di Arcore potrebbe diventare il leader di una destra conservatrice e illumitata.
    Bene. Mi sta bene. In Italia ci vuole.

    Ma lasciamo fare i conservatori ai conservsatori ed i liberali ai liberali.

  43. Credo che Gianfranco Fini possa capitanare una destra riformatrice e moderna in Italia, ma certo non può essere il simbolo del liberalismo italiano. Parlo per dati oggettivi, la storia di Fini non è liberale, ha una cultura, una tradizione di destra. Ho visto Fini dal vivo ad un incontro di “Libertiamo”, l’associazione liberale interna al PDL, lui stesso ha ammesso di non essere un liberale e di non conoscere la cultura liberale al meglio. Con ciò, non escludo l’idea di un’alleanza con Fini, ma non immagino Fini portabandiera del liberalismo.

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