Claudio Gentile ci scrive in merito agli incontri pseudoliberali di fine settimana

RedazioneLettere

Scrivo queste righe , non nascondendovi un qual certo sconcerto dopo aver ricevuto e letto l invito che alcuni amici tutt’ora aderenti al Partito e altri che del Pli non fanno più parte hanno mi hanno inoltrato invitandomi a partecipare a un convegno che avrebbe lo scopo di portare al Consiglio Nazionale e alla Direzione Nazionale indicazioni e volontà dei partecipanti al fine di rendere migliore il PLi. Alla riunione suddetta sono stati invitati iscritti e non iscritti al PLI, e  già qui qualche perplessità mi viene: per quale straordinario motivo dovremmo accogliere i consigli e le indicazioni di persone che si ritengono liberali ma che non sono iscritte al PLI?

Devo inoltre aggiungere che ho l’impressione che l onda anomala del passato Congresso Nazionale sia in fase di riflusso e stia tornando tentando di tsunamizzare il nostro partito, quell’onda anomala aveva due ispiratori che dopo aver tentato di vincere il Congresso per rianimare un Partito al quale a loro dire tenevano tanto, avendo perduto il medesimo se ne sono andati trovando approdi sicuramente più comodi e certamente più soddisfacenti di quelli che tanto avevano desiderato. Ecco che adesso torna l onda e il nuovo flusso mareggiante e lasciatemelo dire amareggiante tenta un nuovo blitz che ha la chiara ed evidente finalità di sfiduciare il nostro Segretario On .Stefano De Luca.

Chi mi conosce sa che sto dalla parte del Segretario, non senza se e senza ma, ma in posizione critica e a volte dialetticamente anche forte: fossi stato in lui per esempio non avrei restituito la tessera ad alcuni che se ne sono andati per partecipare in altre formazioni alle Elezioni Europee e che poi sono tornati e nonostante la clemenza accordata continuano a ciurlare nel manico e in nome della democrazia interna cercano di affermarne una sola: quella che a loro sta bene.

Non sono stato disponibile ai tempi del Congresso e non lo sono ora a consentire che l identità, la storia, e la tradizione liberale vengano messe così fortemente in discussione. A qualcuno voglio anche dire che nonostante la propria visione battericamentete vulnerabile, il PLI non può e non deve essere come spesso sento dire un partito di elite. Le elite hanno un difetto sostanziale: sono numericamente esigue e con numeri esigui è ovvio che non si raccolgono firme, non si presentano liste e nemmeno si affiggono manifesti.

Cosa possiamo rimproverare al nostro Segretario? Di non essere riuscito a stringere accordi elettorali per le Elezioni Regionali pur essendo alla guida di un Partito forte dello zero, tre per cento delle ultime politiche? O non sarebbe più giusto rimproverare ai dirigenti locali di ogni singola Regione di ogni singolo Comune, compreso chi scrive ovviamente, di aver fatto poco o meno che poco per far crescere il PARTITO SUL TERRITORIO? La scorsa domenica al ballottaggio per le Elezioni del Sindaco c’erano 42 Comuni impegnati, compresi quelli di Vibo Valentia, Macerata e Pietrasanta, comuni che stanno in zone dove ci sono valenti amici che si occupano del Partito e sapete in quanti dei 42 Comuni ballottanti è stata presentata la Lista del PLI? Volete che vi scriva la risposta o già la immaginate? E questa responsabilità e del Segretario e di noi singoli quadri dirigenti presenti nelle varie Regioni?

ILl NOSTRO è UN PARTITO DI GENERALI CHE TUTTO FANNO E DICONO TRANNE UNA COSA, LA SOLA REALMENTE UTILE: RECLUTARE TRUPPE. Non parteciperò ovviamente alla riunione a cui sono stato comunque invitato: chi vuole un partito fatto a propria immagine e somiglianza faccia pure, anzi se ne faccia uno a proprio uso e consumo se siete così straordinariamente bravi avete l’occasione per dimostrarlo fondate un partito liberale tutto vostro e per favore lasciateci lavorare.

Claudio Gentile. Cons. Nazionale del PLI.