“In vista del prossimo Consiglio Nazionale nel quale si dovrà votare il nuovo Statuto del PLI, su incarico della Presidenza della Commissione redigente ri-pubblichiamo la bozza finale da essa eleborata che era già stata predisposta per il C.N. del 2-3 ottrobre 2009 e pubblicata sul sito, affinchè i Consiglieri Nazionali e tutti gli iscritti possano prenderne visione e documentarsi per tempo. Si fa presente che il comma 5 dell’art.36 (Norma transitoria) andrà comunque aggiornato in quanto contenente dei termini che erano compatibili con la votazione prevista per ottobre 2009. Per chi volesse inoltrare osservazioni e/o commenti si suggerisce di utilizzare l’apposito trhead aperto sul forum del partito per il nuovo statuto. Con i migliori saluti ed un augurio a tutti i militanti di una serena prosecuzione delle attività.
Dr. Enzo Lombardo
Consigliere Nazionale – PLI
Membro della Commisione per la Riforma dello Statuto.”

11 Commenti

  1. Buongiorno a tutti.
    Comunico, ai sensi delle “linee guida” precedentemente pubblicate sul forum, che da questo momento non sarà più possibile inserire proposte alla Commissione per gli emendamenti alla nuova bozza di Statuto.
    Tutte le proposte presentate secondo le regole suddette sono state prese in carico e verranno valutate.
    La Commissione ringrazia sentitamente tutti coloro che hanno voluto contribuire con il loro lavoro a questo importante mattone per il futuro del PLI.
    Si comunica altresì che entro venerdì 14 maggio la Commissione provvederà a pubblicare la nuova bozza di Statuto sul sito del partito.
    Cordiali Saluti.

  2. Ringrazio Stefano per le sue osservazioni che mi permettono di chiarire le questioni sollevate.
    La scelta dell’ordine di lista ai vari livelli è esclusivamente politica e riguarda i presentatori delle mozioni, ai quali spetta di decidere la linea politica della mozione ed ovviamente anche chi sarà delegato a rappresentarla nei vari organi, in relazione al consenso conseguito dalla mozione.
    Quanto ai requisiti di partecipazione al Congresso, non mi pare possibile stabilirli in via di principio ed una volta per tutte.
    Toccherà invece al Consiglio Nazionale che convoca il Congresso stabilire, di volta in volta, i requisiti di partecipazione ai Congressi Provinciali (e conseguentemente anche al Congresso Nazionale), ed in tal senso credo che sia opportuno esplicitare questo potere del Consiglio, inserendo un apposito emendamento all’art. 10.4.

  3. lei non mi conosce perche’ sono solo un simpatizzante ma amo la LIBERTA’ da sempre, vengo al dunque Art. 7 Sistema di votazione degli organi collegiali al punto 6 sarebbe meglio aggiungere un comma che specifichi quali siano i criteri o la regola che stabilisce l’ordine di lista. Il metodo che si segue per cui il mio nome anziche’ essere terzo e’ quindicesimo.
    Art. 9 Elezioni dei delegati ai congresso Nazionale e regionale, credo che manca un commma che stabilisca quali siano i requisiti di militanza che un iscritto deve avere per essere candidato come delegato. Stabilire questa regola eliminerebbe alla fonte dubbi e strumentalizzazioni su possibili scalate al partito, grazie

  4. Si comunica a tutti i Consiglieri Nazionali ed a tutti gli interessati che sull’apposito spazio del forum dedicato al nuovo Statuto sono state pubblicate le modalità per la presentazione di eventuali emendamenti.

    Cordiali Saluti
    Enzo Lombardo
    Membro della Commissione Statuto
    Consigliere Nazionale PLI – Catania

  5. Condivido totalmente l’esortazione del Segretario Nazionale Stefano de Luca.
    Visione nazionale ed ancoraggio territoriale sono due pilastri essenziali per un partito politico che voglia essere realmente rappresentativo senza essere meramente localistico.
    Il PLI non può che riconoscersi in questa impostazione, e credo che nella bozza di nuovo Statuto siano già presenti questi obiettivi.
    Nella stesura definitiva (la terza, dopo le prime due già pubblicate sul sito del Partito), che sarà elaborata all’esito della discussione ora nuovamente apertasi sull’argomento, la Commissione redigente non mancherà di rimarcare questa prospettiva.
    Piuttosto,a beneficio di quanti vorranno intervenire nella discussione, riporto qui di seguito un mio intervento di oggi sul Forum del Partito, nel quale ho ripercorso la vicenda della Commissione Statuto.
    Sarà così anche più chiaro quale potrà essere lo sbocco pratico della discussione.

    Ricordo a me stesso che il Consiglio Nazionale del 18 aprile 2009, in esecuzione dell’ordine del giorno votato dal Congresso Nazionale del 21 febbraio 2009, ha deliberato di costituire una Commissione con compiti “redigenti”, nel senso parlamentare del termine (cfr. art. 96 Regolamento Camera deputati e art. 36 regolamento Senato della Repubblica).
    Successivamente, la Direzione del Partito, nella seduta del 14 maggio 2009, ha designato come presidente della Commissione il sottoscritto, ed ha affidato al Presidente del Partito sen. Carlo Scognamiglio Pasini il compito di nominare altri membri, in rappresentanza delle due mozioni congressuali;
    Di ciò il Presidente Scognamiglio ha informato tutti i Consiglieri Nazionali con una lettera del 26 maggio 2009, pubblicata il giorno successivo sul sito del Partito.
    La componente di Democrazia Liberale ha designato come membri della Commissione Stefano Maffei ed Enzo Lombardo, mentre la componente di Italia Liberale ha designato Angelo Caniglia e Paolo di Muccio; essendo il primo nel frattempo decaduto dall’iscrizione al PLI a seguito della sua candidatura alle elezioni europee dello scorso anno nella lista degli ex diniani, e non essendo pervenute altre designazioni in sostituzione, il Presidente Scognamiglio, con sua determina del 9 giugno 2009 (lo stesso giorno pubblicata sul sito del Partito) ha costituito la Commissione nelle persone del sottoscritto (come presidente) e dei componenti Maffei, Lombardo e Di Muccio, ed ha chiesto al sottoscritto di insediarla.
    E’ poi accaduto che Di Muccio, benché ripetutamente invitato, non ha accettato l’incarico, per cui la Commissione si è insediata con soli tre componenti (Palumbo, Maffei, Lombardo).
    La commissione, lavorando con strumenti telematici, ha compiuto un complesso lavoro di elaborazione ed ha esitato una prima bozza di Statuto nella seduta del 13 giugno 2009, presentando il suo elaborato alla seduta di Consiglio Nazionale dello stesso giorno, con la distribuzione di una copia a tutti i consiglieri presenti, mentre la relativa bozza è stata pubblicata sul sito del Partito.
    Il Consiglio Nazionale del 13 giugno ha deciso di rinviare l’approvazione ad una successiva seduta, per consentire a tutti i consiglieri di esaminare attentamente la bozza e di proporre eventuali emendamenti, e così è effettivamente avvenuto attraverso un intenso dibattito che si è sviluppato sul sito e sul forum del Partito per alcuni mesi , registrando alcune centinaia di interventi.
    All’esito di ciò, la Commissione ha rielaborato il testo originario della bozza, apportandovi numerosi emendamenti hic et inde suggeriti, ed ha esitato, nella riunione tenuta in via telematica il giorno 28 settembre 2009, una nuova bozza, che è stata nell’immediatezza pubblicata sul sito del Partito, in vista del successivo Consiglio Nazionale.
    E’ poi accaduto che il Consiglio nazionale del 2 e 3 ottobre ha ritenuto di differire la trattazione del punto ad un nuovo C. N., per cui la materia resta ora devoluta al prossimo C.N., in vista del quale si è ritenuto opportuno di riaprire la discussione per favorire il massimo della partecipazione.
    Tornando al punto da cui ho preso le mosse, chiarisco che la natura redigente della Commissione comporta che il testo che verrà esitato al termine dei suoi lavori, che si chiuderanno subito prima del prossimo C.N., sarà sottoposto all’approvazione dei Consiglieri nella sua interezza, senza la possibilità di fare emendamenti, onde esso verrà approvato (o respinto) in blocco.
    Ciò non toglie che, da qui e sino al prossimo C.N., la discussione sul sito e sul forum potrà proseguire liberamente, e la Commissione, nella seduta conclusiva, prenderà in esame tutta la discussione che si svilupperà e adotterà quegli emendamenti che avrà ritenuto meritevoli di accoglimento.
    In conclusione, la discussione in corso sarà utilissima, e tutti gli spunti che emergeranno saranno attentamente valutati.

  6. Carissimi Enzo Palumbo, Enzo Lombardo e carissimi amici, che avete lavorato per redigere la nuova bozza di Statuto del PLI, vorrei pregarvi, prima della definitiva approvazione da parte del Consiglio Nazionale, che sarà convocato a breve termine, di verificare quali possano essere le modalità per prevedere un più forte ancoraggio del Partito alle realtà territoriali.
    Il vigente statuto e la prassi fin quì seguita hanno favorito l’autonomia degli Organismi periferici in ordine alla scelta delle alleanze, ma credo che sia necessario rafforzare anche la vocazione verso le opzioni programmatiche fondate su problematiche specifiche di carattere locale. L’unico modo, a mio avviso, per contrastare il pernicioso sviluppo di partiti territoriali, è quello di garantire che esistano formazioni politiche nazionali, che permettano tale autonomia alle proprie articolazioni. Non so se sarà facile, ma uno sforzo in tale direzione potrebbe assicurare alla nostra rinnovata “carta fondativa” una interessante specialità.

  7. Caro Mario (Rampichini),
    se fra gli argomenti principali del forum vai su “Quale futuro per il PLI” troverai, tra le altre, la discussione “Un nuovo Statuto per il PLI”.
    Cordiali Saluti

  8. Ho intenzione di mandare alcuni commenti.
    Enzo Lombardo suggerisce di utilizzare “l’apposito trhead aperto sul forum del partito”, ma io non l’ho trovato. Cercando “statuto” si trova un forum dedicato a “Le proposte per un nuovo statuto dell Gioventù Liberale” e un vecchio messaggio di Enzo nel forum “Quale Futuro per il PLI?”
    Mario Rampichini

  9. L’osservazione di Marco è corretta avendo individuato un vero e proprio refuso nel testo.
    L’intenzione era quella di inserire come membri di diritto della Direzione Regionale gli iscritti della regione che siano consiglieri nazionali attuali (quelli in carica tra un congresso e l’altro), ed inoltre gli iscritti della regione che siano o siano stati parlamentari nazionali o regionali.
    Credo poi che vada raccolto il suggerimento di Marco di inserire come membri di diritto delle Direzioni regionali anche i segretari provinciali, che possono assicurare il diretto collegamento tra la l’organo regionale e quelli provinciali.

  10. Concordo con il sig. Imperio riguardo il principio della rappresentatività territoriale.

    Potrebbe specificarsi che sono membri di diritto delle direzioni territoriali coloro che ricoprono l’incarico di segretario nella circoscrizione territoriale di rango immediatamente inferiore.

    In questo modo vale per segretari regionali, provinciali e comunali, e si rinsalda la coesione verticale all’interno del partito.

    Mario Trabucco
    PLI Palermo

  11. L’Art. 23 (Direzione, Presidente e Segretario Regionale) comma 3 dispone: “Fanno parte di diritto della Direzione Regionale il Presidente ed il Segretario eletti dal Congresso Regionale, ed inoltre gli iscritti della regione che siano o siano stati parlamentari o consiglieri nazionali o regionali ed il segretario regionale dell’organizzazione giovanile”.

    Il termine “consigliere nazionale” dell’articolo 23 comma 3, si riferisce pertanto a coloro che siano o siano stati nel passato consiglieri nazionali del Partito Liberale Italiano?

    Mi permetto di suggerire (art. 23 comma 3), così come del resto previsto nell’attuale statuto, l’inclusione tra i membri di diritto delle direzioni regionali anche dei segretari provinciali, al fine di garantire una tutela della rappresentatività territoriale.

    Cordiali Saluti
    Marco Imperio

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